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Politica

Giarrusso (M5S): “Mi candido alla Presidenza della regione, auspico primarie larghe e un riscatto dopo il disastro Musumeci”

Redazione

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“La crisi irreversibile del Governo Musumeci e il suo fallimento sono sotto gli occhi di tutti. Nei giorni scorsi ho ricevuto non centinaia ma migliaia di richeste, da parte di cittadini siciliani di ogni credo politico, di candidarmi alla Presidenza della Regione per dare alla Sicilia un’autentica chance di cambiamento”, così Dino Giarrusso, europarlamentare del Movimento Cinquestelle, dopo aver annunciato a “L’aria che tira” la propria candidatura alla Presidenza della Regione siciliana. “Auspico naturalmente che ci siano primarie quanto più “larghe” possibili, auspico che si coinvolgano dapprima gli iscritti del Movimento per scegliere il nostro candidato, e poi tutti gli elettori di uno schieramento avverso alle destre per avere un candidato di coalizione condiviso ed una squadra di alto livello che possa davvero vincere e cambiare la politica isolana”, prosegue Giarrusso. “Solo con un autentico cambio di passo la Sicilia uscirà dalla prostrazione cui l’ha costretta l’incapacità di Musumeci e dei suoi. Nella costruzione di una coalizione vincente è indispensabile coinvolgere i siciliani ed evitare che la candidatura sia decisa a tavolino dalle segreterie di partite, men che meno a Roma. A novembre si voterà ed è bene muoversi subito e cercare un campo quanto più largo possibile ed un programma concreto e credibile. Sia chiaro che sto bene al Parlamento europeo dove gli elettori mi hanno scelto e dove con impegno onoro il mio ruolo ogni giorno, ma giacché la regola del dover obbligatoriamente completare il mandato non è più cogente ed è saltata in altri casi, io mi metto a disposizione come mi è stato chiesto. Spero che siano i siciliani a scegliere e naturalmente che la Sicilia voglia e sappia voltare pagina dopo il disastro Musumeci”, conclude Giarrusso.

Elezioni

Referendum Giustizia: vince il NO. Ecco i SI e i NO a Pantelleria

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Resi pubblici i dati definitivi dell’affluenza al voto sul referendum: sono state scrutinate 61.533 sezioni su 61.533, l’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 58,93%.

L’Emilia-Romagna è  la regione dove si è votato di più, mentre la Sicilia fanalino di coda per affluenza al referendum sulla giustizia, ultima tra le regioni con circa il 46,1% e Lampedusa il comune meno presente alle urne: solamente il 26,93% della popolazione dell’arcipelago delle Pelagie.
Vince il NO a livello nazionale con il 53%.

I numeri a Pantelleria
Per quanto riguarda Pantelleria, il SI è portato dal 46.12% della popolazione votante, che viene schiacciato dal 53.88%.
Questi i risultati, per una complessiva affluenza alle urbe pari al 34.86%.

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Politica

Pantelleria – Referendum Giustizia, affluenza alle urne nella prima giornata del 22 marzo

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Ecco la contrada con maggiori elettori al referendum

Questa mattina alle ore 7,00 si sono aperti i sei seggi elettorali, per votare al Referendum sulla Giustizia – 2026.

Fino alle 22,00 di oggi e dalle ore 7 fino alle 14.00 di domani lunedì 23 marzo sarà ancora possibile esprimere la propria opinione sul referendum con un SI o con un NO.
Nella provincia di Trapani, l’affluenza: Alle ore 12.00 l’8,88 e alle ore 19.00 il 28.15.

Ma vediamo, attraverso il sito del Ministero degli Interni, le affluenze dei cittadini abili al voto alle 
    

                                 ore 12 ore 19
Pantelleria: 6.57 17.78
SEZIONE 1 – Centro: 7,02 17.05
SEZIONE 2 – Centro: 6,85 16.83
 SEZIONE 3 . Centro: 5,29 15.51
SEZIONE 4 – Centro: 6,43 17.74
SEZIONE 5 – Scauri: 5,72 16.34
 SEZIONE 6 – Bukkuram: 7,49 24.70
 SEZIONE 7 – Khamma: 7,46 19.19

   
Per sapere tutti gli aggiornamenti sull’affluenza degli elettori al Referendum della Giustizia, resta connesso con il nostro canale WhatsApp

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Politica

Referendum 22 – 23 marzo 2026, La Francesca (PD) “Le mie ragioni per il NO”

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In queste settimane non sono voluto entrare appositamente nella bagarre politica tra destra e sinistra sul referendum ma, ma dopo essermi informato e confrontato, dopo aver riflettuto ed ascoltato trovo giusto esternare le ragioni che mi spingono a votare NO su questa riforma della giustizia che non mi convince, non mi piace e che in qualche modo mi fa anche paura. Ci troviamo di fronte a una riforma imposta dal governo, riforma nata senza nessun passaggio parlamentare, che non migliora in alcun modo la vita dei cittadini né tanto meno il sistema giudiziario.

Una riforma che non affronta nemmeno uno dei problemi della giustizia come la lunghezza dei processi e la mancanza della certezza della pena, temi questi su cui occorre veramente intervenire per rendere la giustizia più giusta e veloce. Io sto dalla parte della Costituzione Italiana, che nasce dopo un ventennio terribile contraddistinto da abusi di potere e guerra; una Costituzione che amo profondamente e che ha creato un giusto equilibrio nella separazione dei poteri, mentre invece con questa riforma si va verso l’indebolimento della magistratura.

Voglio continuare a rimanere dalla parte della costituzione italiana che già prevede una magistratura libera e indipendente, se si vuole una vera separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici basta una semplice legge e non una riforma della costituzione. Inoltre nessun organismo che si rispetti sceglie i propri rappresentanti per sorteggio. Ho deciso di votare NO inoltre perché non ho nessuna fiducia in questo governo che ha fortemente voluto questa riforma, mentre ho sinceramente più fiducia in chi ha scritto settantanove anni fa la nostra costituzione. Il mio dunque è un invito, soprattutto ai più giovani, ad andare a votare convintamente per il NO per difendere la nostra costituzione da una riforma che non serve ai cittadini e non serve in alcun modo a migliorare la giustizia.

Giuseppe La Francesca
Segretario Circolo PD Pantelleria

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