Cultura
Gelo di limoni: la ricetta siciliana del dolce al cucchiaio
Gelo di limoni: la ricetta siciliana del dolce al cucchiaio che si prepara con il succo di questo agrume, acqua, zucchero e amido di mais e un poco di pazienza…
Il gelo di limoni è un dolce tipico della tradizione dolciaria Siciliana e fa parte della numerosa famiglia dei geli siciliani, come quello di arance, mandarini o di gelsomino. Fresco e leggero, rappresenta un’ottima alternativa ai dolci più tradizionali per concludere un pasto, specialmente durante il periodo estivo.
La preparazione di questo dessert prevede pochi passaggi e garantisce un risultato finale eccezionale. In cucina, la scorza dei limoni si utilizza per aromatizzare il tè, le tisane e i dolci, e per fare il tipico liquore chiamato Limoncello, avendo l’accortezza di adoperare solo il sottile strato di flavedo. Nella mia ricetta io utilizzo l’utilizzo del succo filtrato e della buccia di questo agrume
Vi consiglio di utilizzare limoni freschi, possibilmente verdi, al contrario di quelli gialli (sono più profumati) e assolutamente non trattati.
Non trascurate il passaggio dell’infusione della buccia dei limoni nell’acqua.
Servirà una notte intera di meditazione; la cura nel mondare la buccia scartando la parte bianca (che è amara) e la pazienza di filtrare tutto faranno il resto
Ingredienti per preparare il gelo di limoni: la ricetta siciliana del dolce al cucchiaio
• 3 – limoni non trattati
• 50 g – amido di mais (maizena)
• 550 ml- acqua minerale naturale
• 165 g- zucchero semolato
• 50 g – succo di limone già filtrato
Come preparare il gelo di limoni
1. Lavate ed e asciugate con cura i limoni.
2. Prelevate la scorza (solo la parte gialla) con un coltellino affilato o con l’aiuto di un pelapatate.
3. Mettetela a bagno, in 450 ml di acqua minerale naturale e lasciatela in infusione per un giorno, o una per una nottata intera. Tenete da parte i limoni, vi serviranno per il il succo. Conservateli in frigo.
4. Trascorso il tempo dell’infusione, filtrate l’acqua aromatizzata con la scorza di limone, con un colino o una garza.
5. Prendete l’amido di frumento, setacciatelo con il passino e versatelo sul fondo della pentola dove avete deciso di preparare il vostro gelo.
Unite lo zucchero e mescolate per bene con l’aiuto di un cucchiaio di legno.
6. Unite il succo dei limoni, passati al setaccio, alla vostra acqua aromatizzata e stemperate, unendo poco alla volta l’amido di mais e lo zucchero.
7. Fatto ciò, trasferite la casseruola sul fuoco. Portate a bollore, mescolando costantemente sempre con un cucchiaio di legno in senso orario, evitando il formarsi dei grumi.
8. Appena la crema si addensa, e arriveranno le prime bolle, spegnete il fuoco.
9. Fatela appena appena intiepidire e versatela negli stampini da 1,5 dl, precedentemente inumiditi con acqua fredda.
10. Lasciate raffreddare, dapprima in ambiente esterno e poi successivamente trasferite gli stampini in frigorifero, per almeno due ore o meglio se per tutta la notte.
11. Sformate i geli di limone rovesciando gli stampini su piattini da dessert e dando una scossa vigorosa allo stampo. Decorate a piacere i vostri geli di limoni, ricetta siciliana del dolce al cucchiaio e serviteli
Buon appetito, Barbara .
Cultura
CRUX FIDELIS da Corleone a Solarino: appuntamento culturale per celebrare l’identità popolare
Solarino, cuore pulsante della provincia di Siracusa, si prepara ad accogliere il terzo appuntamento della rassegna CRUX FIDELIS, un evento che si conferma come momento culturale di grande rilevanza, capace di unire tradizioni popolari e arti performative. Quest’anno, la manifestazione diventa ancora più significativa: ospita delegazioni e artisti provenienti dalla Sicilia, Napoli e da tutta Italia, in un abbraccio simbolico tra territori, storia e cultura popolare.
CRUX FIDELIS non è solo un evento artistico: è una celebrazione dell’identità collettiva, dei riti, delle melodie e delle immagini che rendono unico il patrimonio culturale dei nostri territori. Solarino diventa così il centro di un’esperienza immersiva, dove la comunità locale e i visitatori si incontrano per riscoprire e condividere la memoria storica e culturale.
Sabato 21 marzo – momento artistico
Il 21 marzo segna il terzo appuntamento della rassegna con un momento artistico che va oltre la semplice esibizione: è un’occasione di riscoperta dell’identità popolare, con la partecipazione di egregi ospiti provenienti da tutta Italia. La giornata pone l’accento sulla riscoperta del concetto comunitario e sul sviluppo sensoriale, invitando il pubblico a vivere un’esperienza immersiva e condivisa.
Protagonisti dello spettacolo saranno Carlo Faiello da Napoli e i Lamentatori di Marianopoli, nello spettacolo “Vuci Antichi”, con letture e canti popolari che attraversano la memoria collettiva e le tradizioni locali. Un momento unico in cui arte, cultura e partecipazione si fondono, creando un ponte tra territori e generazioni.
Domenica 22 marzo – momento culturale
Domenica 22 la giornata prosegue con una conferenza tenuta da egregi rappresentanti storici, che analizzeranno e racconteranno il valore dei riti e delle tradizioni locali, offrendo al pubblico strumenti di comprensione e riflessione sul patrimonio culturale della Sicilia.
La mostra sarà visitabile nell’Aula Consiliare dal 22 marzo al 25 aprile, con i seguenti orari:
• Lunedì – Venerdì: 10:00 – 12:00
• Giovedì: 16:30 – 18:30
CRUX FIDELIS si conferma così un appuntamento imprescindibile per chi desidera vivere la cultura popolare in tutte le sue forme: artistica, musicale e storica. Solarino diventa non solo la cornice, ma il cuore pulsante di un dialogo tra territori, tra memoria e contemporaneità, tra Sicilia e Napoli, in nome dell’identità popolare che unisce le comunità.
Cultura
La Sfincia di San Giuseppe: quando la Sicilia incontra Pantelleria
San Giuseppe prima festività religiosa dell’anno da celebrare con i tipici sfincioni
A Pantelleria, isola di vento e pietra nera, le tradizioni arrivano spesso dal mare. Portano con sé storie, profumi e riti che si intrecciano con quelli locali, creando un mosaico culturale unico nel Mediterraneo. Tra questi, uno dei più sentiti nel mese di marzo è quello della Sfincia di San Giuseppe, il dolce siciliano che ogni anno attraversa l’isola maggiore per approdare anche qui, dove la Festa del Papà conserva ancora un valore profondamente comunitario.
La sfincia, nata nelle antiche botteghe palermitane e legata alla devozione verso San Giuseppe, è un dolce che parla di generosità e di condivisione. Il suo nome, isfang, “spugna”, racconta l’eredità araba che accomuna tutta la Sicilia e che Pantelleria conosce bene: un passato fatto di contaminazioni, di scambi, di mani che impastano ingredienti semplici trasformandoli in memoria collettiva.
Sull’isola, dove la cucina è essenziale e legata alla terra — capperi, uva passa, agrumi, ricotta — la sfincia arriva come un ospite familiare.
Le famiglie pantesche la preparano seguendo la tradizione siciliana: una pasta choux morbida, fritta lentamente fino a gonfiarsi come una piccola nuvola dorata, poi farcita con ricotta di pecora setacciata, zucchero, gocce di cioccolato e decorata con pistacchi e frutta candita. È un dolce che profuma di festa, di case aperte, di tavole che si allargano.
La sua presenza a Pantelleria non è casuale. L’isola ha sempre accolto e reinterpretato le tradizioni provenienti dalla Sicilia e dal Mediterraneo, integrandole nel proprio ritmo. Così, mentre i dammusi si scaldano al primo sole primaverile e i campi si preparano alla stagione nuova, nelle cucine si ripete un rito antico: l’impasto che si stacca dalla pentola, l’olio che accoglie lentamente le forme irregolari, la ricotta che diventa crema.
La Sfincia di San Giuseppe, qui come altrove, non è solo un dolce. È un ponte tra comunità, un frammento di identità che unisce la Sicilia alle sue isole minori. È il sapore di un Mediterraneo che non divide, ma collega. E ogni anno, quando arriva il 19 marzo, Pantelleria la accoglie come si accolgono le tradizioni che contano: con rispetto, con gioia, con la consapevolezza che certi gesti, ripetuti nel tempo, diventano patrimonio condiviso.
Barbara Conti
Leggi la ricetta completa su Giallo Zafferano – Fantasia in Cucina
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Cultura
Torna a Pantelleria la “Serata con delitto” dell’Unipant
Dopo il successo del primo appuntamento, l’Università Popolare di Pantelleria propone una nuova indagine il 27 marzo per sostenere le attività associative
L’Università Popolare di Pantelleria (UNIPANT) annuncia il ritorno della “Serata con Delitto 2”, un evento ludico e investigativo finalizzato alla raccolta fondi che si terrà venerdì 27 marzo 2026 alle ore 20:00 presso la sede operativa di Via San Nicola 42c, a Pantelleria centro.
L’iniziativa, aperta a soci e non soci, mira a finanziare le spese di gestione della sede e a promuovere l’aggregazione sociale attraverso la lettura, il ragionamento logico e la collaborazione tra i partecipanti. In caso di superamento delle 36 prenotazioni, l’evento verrà replicato sabato 28 marzo alla stessa ora.
Il nuovo appuntamento segue il riscontro positivo della prima edizione svoltasi a febbraio, che ha permesso di raccogliere circa 800,00 euro destinati alla continuità operativa dell’associazione. La formula prevede che i partecipanti si calino nei panni di veri detective per risolvere un mistero inedito, analizzando prove, luoghi e testimonianze per identificare l’assassino.
La serata inizierà con un momento conviviale a base della “Pizza di Maestrello”, seguito dall’avvio ufficiale delle indagini a squadre. L’organizzazione fornirà tutto il materiale cartaceo necessario, mentre ai partecipanti è richiesto l’utilizzo di due dispositivi mobili per squadra (cellulari o tablet) per interagire con i contenuti digitali e multimediali del caso. La squadra che risolverà per prima il mistero riceverà un premio a tema cinematografico.
L’evento è configurato per un massimo di sei squadre a serata, ciascuna composta da un minimo di quattro a un massimo di sei persone. È inoltre prevista la possibilità di iscriversi singolarmente; in tal caso, l’organizzazione provvederà all’inserimento dei singoli partecipanti in squadre miste. Per la partecipazione è richiesto un contributo minimo di 15,00 euro destinato alla raccolta fondi istituzionale di UNIPANT, ma possono essere lasciati contributi maggiori.
Nei primi due giorni dal lancio dell’iniziativa si sono già registrate 24 prenotazioni, ma si raccomanda di prenotarsi il prima possibile per permettere all’organizzazione di preparare per tempo i materiali.
Le prenotazioni sono obbligatorie e devono pervenire entro il 20 marzo tramite messaggio WhatsApp al numero 331 490 5245 o contattando Francesca al numero 333 3876 830. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale www.unipant.it.
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