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Cultura

Gelo di limoni: la ricetta siciliana del dolce al cucchiaio

Barbara Conti

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Gelo di limoni: la ricetta siciliana del dolce al cucchiaio

Gelo di limoni: la ricetta siciliana del dolce al cucchiaio che si prepara con il succo di questo agrume, acqua, zucchero e amido di mais e un poco di pazienza… 

Il gelo di limoni è un dolce tipico della tradizione dolciaria Siciliana e fa parte della numerosa famiglia dei geli siciliani, come quello di arance, mandarini o di gelsomino. Fresco e leggero, rappresenta un’ottima alternativa ai dolci più tradizionali per concludere un pasto, specialmente durante il periodo estivo.
La preparazione di questo dessert prevede pochi passaggi e garantisce un risultato finale eccezionale. In cucina, la scorza dei limoni  si utilizza per aromatizzare il tè, le tisane e i dolci, e per fare il tipico liquore chiamato Limoncello, avendo l’accortezza di adoperare solo il sottile strato di flavedo. Nella mia ricetta io utilizzo l’utilizzo del succo filtrato e della buccia di questo agrume 

Vi consiglio di utilizzare limoni freschi, possibilmente verdi, al contrario di quelli gialli (sono più profumati) e assolutamente non trattati. 
Non trascurate il passaggio dell’infusione della buccia dei limoni nell’acqua.
Servirà una notte intera di meditazione; la cura nel mondare la buccia scartando la parte bianca (che è amara) e la pazienza di filtrare tutto faranno il resto

Ingredienti per preparare il gelo di limoni: la ricetta siciliana del dolce al cucchiaio

• 3 – limoni non trattati

• 50 g –  amido di mais (maizena)

• 550 ml- acqua minerale naturale

• 165 g- zucchero semolato

• 50 g – succo di limone già filtrato

Come preparare il gelo di limoni

1. Lavate ed e asciugate con cura i limoni.

2. Prelevate la scorza (solo la parte gialla) con un coltellino affilato o con l’aiuto di un pelapatate.

3. Mettetela a bagno, in 450 ml di acqua minerale naturale e lasciatela in infusione per un giorno, o una per una nottata intera. Tenete da parte i limoni, vi serviranno per il il succo. Conservateli in frigo.

4. Trascorso il tempo dell’infusione, filtrate l’acqua aromatizzata con la scorza di limone, con un colino o una garza.

5. Prendete l’amido di frumento, setacciatelo con il passino e versatelo sul fondo della pentola dove avete deciso di preparare il vostro gelo.
Unite lo zucchero e mescolate per bene con l’aiuto di un cucchiaio di legno.

6. Unite il succo dei limoni, passati al setaccio, alla vostra acqua aromatizzata e stemperate, unendo poco alla volta l’amido di mais e lo zucchero.

7. Fatto ciò, trasferite la casseruola sul fuoco. Portate a bollore, mescolando costantemente sempre con un cucchiaio di legno in senso orario, evitando il formarsi dei grumi.

8. Appena la crema si addensa, e arriveranno le prime bolle, spegnete il fuoco.

9. Fatela appena appena intiepidire e versatela negli stampini da 1,5 dl, precedentemente inumiditi con acqua fredda.

10. Lasciate raffreddare, dapprima in ambiente esterno e poi successivamente trasferite gli stampini in frigorifero, per almeno due ore o meglio se per tutta la notte.

11. Sformate i geli di limone rovesciando gli stampini su piattini da dessert e dando una scossa vigorosa allo stampo. Decorate a piacere i vostri geli di limoni, ricetta siciliana del dolce al cucchiaio e serviteli

Buon appetito, Barbara .

Mi chiamo Barbara e sono Siciliana. Vivo a Scicli, un delizioso comune del Val di Noto e amo mangiare bene. Ho iniziato a cucinare all’età di undici anni… “Agente Immobiliare di professione, in cucina per passione, Food blogger per vocazione”. Anzi ormai Food blogger, food writer e fotographer di professione… Ho scoperto, negli anni che grazie al mio lavoro di Agente Immobiliare, i migliori affari si fanno passando dalla “tavola”. Nella mia vita ho molti interessi: l’arte, la fotografia, il teatro, i viaggi e il cibo. Da buona Siciliana sono anche una “buona forchetta”. Mi piace mangiare bene e sono a sempre a caccia di nuove ricette da scoprire e sperimentare. Il mio scopo è quello di preservare le tradizioni della mia Terra, la Sicilia e trascrivere le ricette, quelle più antiche e orali che dalle nonne sono passate ai nostri genitori solo assistendo alle preparazioni fino ad arrivare ai nostri giorni. Ma mi piace anche scoprire antiche tradizioni e ricette dei piccoli comuni e delle singole famiglie legate alle feste religiose in Sicilia

Cultura

Pantelleria nella tradizione delle Madonne: lo studio dei piccoli alunni isolani

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Siamo ancora nel pieno del mese mariano e a Pantelleria, nella cultura più radicata e antica, c’è un grande spazio dedicato alla Madonna.
Nel progetto scolastico di cui ci siamo già occupati, che vede i giovanissimi scolari panteschi impegnati nella conoscenza de “La bellezza nell’architettura delle chiese di Pantelleria” , è contemplato un importante capitolo dedicato alla madre di Cristo.
L’idea e l’organizzazione di questa serie di studi è curata dalla docente Saverina Culoma, che, con la sua ineccepibile preparazione si fa anche relatrice delle storie che ruotano attorno alle chiese e alle madonne

Oggi, in gita abbiamo avuto la classe quinta della Pluriclasse di Scauri e la 5ªC del Capoluogo, che hanno visitato di primo mattino la Madonna delle Grazie, nella raccolta e silenziosa contrada di Grazie.
Tappa imprescindibile è stata anche la Madonna della Margana, considerata dai più la protettrice dell’isola, quando invece è San Fortunato. Ma la devozione e il legame anche per la singolare e pittoresca storia che la vede coinvolta, è tale da renderla importante alla stregua di patrono.
Da qui i bambini sono stati condotti presso la Madonna del Rosario a Sibà, per concludere la gita a Kaddiuggia dove hanno visitato la Madonna di San Giacomo.

Anche quella di oggi è stata una importante esperienza conoscitiva, svolta in modo diverso, come gita tutti insieme, e per questo con la valenza che rimanga nel bagaglio culturale dei bambini, futuri adulti panteschi, eredi di storia, tradizione e di cotanta bellezza di Pantelleria.

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Ambiente

Pantelleria, grande partecipazione al Convegno “Piano, strategie, comunità”

Redazione

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Presentate le linee guida del Piano del Parco: un approccio “sartoriale” basato sul principio “conoscere per scegliere” Si è concluso con una grande partecipazione di pubblico il Convegno “Piano, Strategie, Comunità” promosso dal Parco Nazionale Isola di Pantelleria che si è tenuto sabato 16 maggio presso i Giardini dei Rodo.

L’evento, inserito nelle celebrazioni del decennale dell’istituzione del Parco, ha visto la partecipazione di cittadini, operatori economici, rappresentanti delle associazioni, tecnici e autorità civili e militari che hanno accolto l’invito del Parco a intervenire in un momento fondamentale di confronto sul futuro del territorio. All’incontro hanno preso parte alcuni componenti della Comunità del Parco, rappresentata da Pietro Miosi, in qualità di delegato della Regione Siciliana, e da Fabrizio D’Ancona, Sindaco dell’isola, a testimonianza della forte sinergia istituzionale che accompagna questo percorso.

Dopo i saluti istituzionali di Italo Cucci, Presidente dell’Ente Parco, e del Sindaco D’Ancona, Carmine Vitale, Direttore f.f., ha presentato lo staff di tecnici interni ed esterni che hanno lavorato negli ultimi anni alla redazione del Piano, il cui quadro conoscitivo preliminare è stato illustrato in questa occasione. Una sinergia che permetterà di contestualizzare al meglio le scelte di pianificazione, calibrandole sulle esigenze ambientali e socio-economiche che emergono dal confronto quotidiano con istituzioni, professionisti, operatori e associazioni.
In questo percorso di partecipazione l’Ente ha messo in atto vari strumenti di consultazione della cittadinanza, tra i quali emerge la strutturazione ormai definitiva del Forum del Parco, inteso come spazio permanente di dialogo.

Durante il Convegno è stata annunciato l’acquisto di foto satellitari che saranno ottenute durante il passaggio di un satellite programmato per la prossima estate, consentendo di elaborare mappe tematiche realistiche ad alta precisione. “L’Ente desidera che le scelte future di gestione contemplate nel Piano possano assegnare all’uso del suolo la sua razionale vocazione del territorio. È inoltre importante informare, sensibilizzare e comunicare per coniugare tutela ed eco-sviluppo” ha detto Carmine Vitale, Direttore f.f. In un’ottica di totale condivisione e trasparenza del lavoro portato avanti dai tecnici, l’Ente mette a disposizione tutte le presentazioni dei relatori intervenuti al Convegno, scaricabili al seguente link https://www.parconazionalepantelleria.it/pagina.php?id=221

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Cultura

31 maggio 2026, provvedimenti viari per la Processione Religiosa della Madonna della Margana

Direttore

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Il comandante Rosario Di Bartolo, della Polizia Municipale di Pantelleria al fine di consentire il regolare svolgiemtno della processione della Madonna della Margana, ha emesso provvedimento di modifica della viabilità.

Così recita uno stralcio dell’ordinanza: quale significativo momento di incontro, raccoglimento e devozione per tutti i fedeli isolani, nel ricordo delle tradizioni e a testimonianza dell’identità della nostra isola; Considerato che è stata acquisita agli atti, al Prot. n. 11829 del 14.05.2026, l’istanza presentata dal Vice Parroco della Parrocchia S. Salvatore, Don Vincent Ramesh Katta, tesa al rilascio di un’ordinanza di regolamentazione della circolazione stradale per lo svolgimento della processione religiosa che si terrà in data 31.05.2026 alle ore 18:00;

Ordina

per il giorno 31 maggio 2026 dalle ore 18:00, in considerazione del transito della predetta processione religiosa, la sospensione momentanea della circolazione stradale per tutte le categorie di veicoli lungo il seguente percorso, limitatamente al tempo impiegato dal passaggio del corteo: partenza dalla Chiesa Madre e prosecuzione su Via Mazzini, Lungomare Borsellino, Borgo Italia, Via San Nicola, via Madonna della Margana sino al punto di arrivo presso il santuario omonimo

dispone

 Che venga consentito il passaggio esclusivamente ai mezzi di soccorso, di emergenza, e delle forze dell’ordine;
 Che i partecipanti dovranno tenere una condotta improntata al rigoroso rispetto delle norme di comportamento previste dal codice della strada, in particolare occupando la larghezza di carreggiata strettamente indispensabile sulla propria destra e procedendo in formazione di marcia in modo da arrecare il minimo intralcio o impedimento alla normale circolazione, ovvero osservando ogni altra cautela o regola di comune prudenza al fine di evitare ogni pericolo per la circolazione e degli stessi partecipanti…”

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