Cronaca
Favignana vandalizzata: distrutte illuminazioni del Castello e della sua strada. L’indignazione del Sindaco Forgione
Favignana, nella notte tra l’11 e il 12 maggio, ha subito un grave atto vandalico: l’illuminazione del Castello di Santa Caterina e della strada che porta ad esso sono state distrutte.
Il Sindaco delle Egadi, Francesco Forgione, ha manifestato in una video tutta la sua indignazione per un gesto non avversante la pubblica amministrazione, bensì la comunità intera del piccolo arcipelago.
Inoltre, ha spiegato chiaramente che per affrontare ora le spese per ripristinare le luci sarà necessario assimilarle al bilancio, con un aggravio per i contribuenti egadini di non poco rilievo.
Sia l’antica mulattiera che il maniero erano stati dotati dell’ultima illuminazione da non tantissimo tempo.
Ora quei due richiami turistici importanti sono stati oscurati per dispetto e senza un guadagno per nessuno, nemmeno per gli stolti esecutori.
Si tratta di una vera chicca storica quella del Castello che risiede sul monte Santa Caterina e da cui prende il nome. Nel IX secolo i Saraceni costruirono una torre di avvistamento (tipica edificazione saracena sparsa in tantissime località italiane), ma Normanni, una volta conquistata la trasformarono in fortino, poi ampliato dall’allora Signore di Favignana Andrea Riccio nel XV secolo nella forma e dimensioni che vediamo ancora oggi.
Il primo cittadino ha dichiarato di sporgere denuncia contro ignoti presso i Carabinieri dell’isola.
Economia
GIUSTIZIA; OCF: “INACCETTABILE LA LIQUIDAZIONE DI € 20 PER L’ATTIVITÀ PROFESSIONALE DI UN AVVOCATO. MORTIFICATA LA DIGNITÀ DELLA DIFESA”
Roma 15 maggio 2026 – L’Organismo Congressuale Forense esprime profonda preoccupazione e ferma indignazione per la recente decisione con cui il Giudice di Pace di Trapani ha ritenuto equa la liquidazione di appena € 20 quale compenso professionale per l’attività svolta da un avvocato del Foro di Caltanissetta, nell’assistenza legale a un cittadino tunisino trattenuto presso il CPR di Trapani.
Una simile determinazione non rappresenta soltanto un importo simbolicamente offensivo, ma costituisce un grave vulnus alla dignità della professione forense, oltre che un segnale allarmante sul progressivo svilimento del ruolo dell’avvocatura nell’amministrazione della giustizia.
Il compenso professionale dell’avvocato non può essere ridotto ad una valutazione meramente burocratica o irrisoria, sganciata dal valore costituzionale della funzione difensiva. Dietro ogni attività professionale vi sono studio, preparazione, responsabilità, aggiornamento continuo e assunzione di obblighi deontologici che meritano rispetto e adeguato riconoscimento.
Liquidazioni di tale natura rischiano di compromettere concretamente il diritto di difesa dei cittadini, scoraggiando soprattutto i più giovani professionisti e alimentando una deriva incompatibile con i principi di equità, proporzionalità e giusto compenso sanciti dall’ordinamento.
L’OCF richiama pertanto tutte le autorità competenti alla necessità di garantire criteri di liquidazione rispettosi della funzione costituzionale dell’avvocato e coerenti con i parametri normativi vigenti, evitando decisioni che finiscono per umiliare l’intera categoria forense.
L’avvocatura italiana non può accettare che il lavoro professionale venga svilito fino al punto da essere remunerato con importi offensivi della dignità del professionista e del servizio reso alla collettività.
L’OCF continuerà a vigilare e ad intervenire con determinazione affinché siano tutelati il decoro della professione e il diritto dei cittadini ad una difesa effettiva e qualificata.
Così in una nota l’Organismo Congressuale Forense (OCF).
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Ambiente
Pantelleria, calendarrio distribuzione acqua a Rekhale – maggio 2026

La distribuzione di acqua a Khamma..-Tracino e Scauri, per il mese di maggio 2026, ancora non è stata resa nota.
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Ambiente
Rimossa la carcassa di un tonno dal lungomare interessato dai lavori del waterfront
Il Sindaco comunica che, a seguito della segnalazione della Capitaneria di Porto relativa alla presenza della carcassa di un tonno sul lungomare interessato dai lavori del waterfront, il Comune di Pantelleria è intervenuto per la rimozione.
L’intervento è stato effettuato dagli operai comunali, secondo quanto disposto dall’ordinanza del veterinario competente. La rimozione si è resa necessaria per garantire la corretta gestione sanitaria dell’area e tutelare l’igiene e la sicurezza pubblica. Si ringraziano la Capitaneria di Porto per la segnalazione, gli operai del Comune per l’intervento effettuato e l’Assessore Adriano Minardi, che ha seguito le attività necessarie per conto dell’Amministrazione comunale.
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