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Ambiente

Favignana – Isole Egadi, Comune chiede intervento immediato a Commissario di Governo e Protezione Civile dopo le ultime “bombe d’acqua”

Marilu Giacalone

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𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐠𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨: 𝐢𝐥 Comune di Favignana – Isole Egadi 𝐡𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐞 “𝐛𝐨𝐦𝐛𝐞 𝐝’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚” 𝐚𝐥𝐥𝐞 #Egadi.
Il sindaco Francesco Forgione: «𝐴 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑒 𝑝𝑖𝑜𝑔𝑔𝑒 𝑡𝑜𝑟𝑟𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖, 𝑣𝑎𝑟𝑖 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑖𝑠𝑜𝑙𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎 𝑓𝑒𝑛𝑜𝑚𝑒𝑛𝑖 𝑓𝑟𝑎𝑛𝑜𝑠𝑖 𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑚𝑜𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜. 𝐼𝑛 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑖 𝑐𝑎𝑠𝑖 𝑠𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑓𝑒𝑛𝑜𝑚𝑒𝑛𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑎𝑣𝑢𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑑𝑒 𝑑𝑖 𝐿𝑒𝑣𝑎𝑛𝑧𝑜 𝑜 𝑙𝑎 𝑓𝑟𝑎𝑛𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑔𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑑𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑎𝑙 𝐶𝑎𝑠𝑡𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎 𝐶𝑎𝑡𝑒𝑟𝑖𝑛𝑎 𝑎 𝐹𝑎𝑣𝑖𝑔𝑛𝑎𝑛𝑎.

<<𝐴𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑖𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝐺𝑜𝑣𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑠𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝑑𝑖𝑠𝑠𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑑𝑟𝑜𝑔𝑒𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝑑𝑖𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑟𝑜𝑡𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐶𝑖𝑣𝑖𝑙𝑒 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑚𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎𝑡𝑜. 𝐿𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑎𝑖 𝐵𝑒𝑛𝑖 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑒𝑥 𝑆𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝐹𝑙𝑜𝑟𝑖𝑜, 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑐𝑟𝑜𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑚𝑢𝑟𝑜 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜. 𝑃𝑢𝑟𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜, 𝑙𝑒 𝑝𝑖𝑜𝑔𝑔𝑒 𝑡𝑜𝑟𝑟𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖, 𝑖𝑛𝑒𝑑𝑖𝑡𝑒 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑓𝑎, 𝑒 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑛𝑐𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑢𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜, 𝑠𝑡𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑜𝑐𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑒 𝑒𝑚𝑒𝑟𝑔𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑢𝑟𝑔𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑎𝑔𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑟𝑠𝑒, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜».

Ambiente

Pantelleria, ordinanza raccolta rifiuti: Agesp prosegue in attesa di ratifica del contratto

Direttore

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Il Sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona, ha emesso ordinanza per la raccolta dei rifiuti, ieri interrotta per scadenza contrattuale della gestione integrata, con l’azienda AGESP.

L’Agesp, già vincitrice del bando per il ritiro, trasporto e smaltimento della nettezza urbana, si trova al momento in un periodo di vacatio del contratto, che è nel processo di perfezionamento burocratico.

Considerate le condizioni di urgenza del servizio, per la salute e per l’ambiente, 

ecco l’atto sindacale integrale

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Ambiente

La Crescente Influenza della Cina nel Mercato delle Energie Rinnovabili

Redazione

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La Cina brilla come leader globale delle energie rinnovabili, con oltre 350 GW di capacità installata di energia solare nel 2023, rappresentando oltre il 30% della capacità mondiale. Questo trend ascendente, consolidatosi negli ultimi anni, pone la Cina al vertice nel settore solare ed eolico rispetto agli Stati Uniti e all’Europa. Grazie ad investimenti massicci e politiche energetiche proattive, la Cina si impone come pioniere del futuro energetico verde!

La Corsa Cinese verso un Futuro Energetico Rinnovabile

Nel 2023 la capacità installata di energia solare della Cina ha raggiunto una cifra impressionante di 350 GW, rappresentando oltre il 30% della capacità mondiale totale. Le sue province costiere, come Jiangsu e Zhejiang, sono diventate punti nevralgici per l’energia eolica, con parchi eolici terrestri e offshore che si espandono a vista d’occhio. Nelle regioni interne, come Xinjiang e Qinghai, la Cina sfrutta al massimo l’abbondanza di risorse solari e spazi aperti per installare pannelli fotovoltaici a perdita d’occhio. E non dimentichiamo l’energia idroelettrica, con impianti strategicamente posizionati lungo fiumi iconici come il Yangtze e l’Yellow, che contribuiscono in modo sostanziale a un’energia pulita e sostenibile.

La Rivoluzione Verde dell’Energia: Investimenti, Accordi e Obiettivi del colosso Asiatico

 

Secondo il China Renewable Energy Outlook 2023, sono stati destinati oltre 120 miliardi di dollari al settore delle energie rinnovabili nel 2022, riflettendo l’impegno nelle politiche quinquennali del governo cinese per ridurre le emissioni di carbonio e aumentare la quota di energie rinnovabili nel mix energetico nazionale. Gli accordi internazionali, come l’Accordo di Parigi sul clima, hanno spinto la Cina verso misure più rigorose per affrontare la crisi climatica a livello globale. La recente dichiarazione della Cina di puntare a raggiungere una capacità installata di energia solare pari a 700 GW entro il 2030 e il miraggio della neutralità carbonica entro il 2060 rappresentano impegni significativi verso una transizione energetica sostenibile.

Cina, Stati Uniti ed Europa: La Competizione per un Futuro di Energia Verde

 
 

Nonostante la Cina detenga una capacità installata di energia rinnovabile nettamente superiore rispetto agli Stati Uniti e all’Europa, la percentuale di energia rinnovabile nel loro mix energetico totale è maggiore nei paesi occidentali.

Negli Stati Uniti, l’accento è posto sull’innovazione tecnologica e sulla riduzione delle emissioni. Sebbene la proporzione di energia rinnovabile nel loro mix energetico sia inferiore rispetto all’Europa, il paese sta facendo notevoli progressi verso una maggiore adozione delle energie rinnovabili.

In Europa, con l’introduzione del pacchetto “Fit for 55”, si mette in evidenza l’efficienza energetica e l’adozione delle energie rinnovabili. Questa strategia rispecchia l’obiettivo del continente europeo di ridurre le emissioni e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

***I dati includono diverse fonti di energia rinnovabile, non solo energia solare ma anche energia eolica, idroelettrica e altre fonti. La capacità installata e la percentuale di energia rinnovabile nel mix energetico si riferiscono a tutte queste fonti combinate.

Il Duplice Ruolo della Cina nell’Ecosistema Energetico Globale

La Cina brilla come leader mondiale nelle energie rinnovabili, superando Europa e Stati Uniti grazie alle sue dimensioni e alla sua popolazione imponente. Tuttavia, la sua dipendenza dai combustibili fossili e le complicate relazioni internazionali ne ostacolano la piena crescita nel settore rinnovabile. 

I recenti dati indicano che la Cina è il principale consumatore mondiale di combustibili fossili, con una voracità giornaliera di oltre 14 milioni di barili di petrolio e una richiesta annua di gas naturale che si avvicina ai 320 miliardi di metri cubi. Questa domanda mastodontica, alimentata dalla crescita economica e dalla popolazione in espansione, esercita una forte pressione sulle risorse energetiche interne.

Il petrolio viene ampiamente utilizzato in diversi settori, con particolare enfasi nel trasporto, dove alimenta automobili, camion e navi. Allo stesso modo, il gas naturale trova impiego significativo nella generazione di energia termoelettrica e nella produzione di materiali chimici di rilevanza industriale. L’infrastruttura elettrica cinese, concepita per garantire una distribuzione continua e affidabile, potrebbe agevolare la costruzione di centrali a carbone in prossimità delle fonti di energia rinnovabile. Benché questa strategia possa incrementare la sicurezza energetica, comporta notevoli sfide in termini di sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni di gas serra. 

Inoltre, le complesse dinamiche geopolitiche influenzano la transizione energetica globale.

Le relazioni tese con gli Stati Uniti e altri attori internazionali frenano la cooperazione ambientale, mantenendo un clima politico favorevole ai combustibili fossili. 
La massiccia Belt and Road Initiative (BRI) solleva preoccupazioni internazionali per il suo impatto politico ed economico. 
Le reazioni protezionistiche di altri paesi potrebbero limitare l’accesso della Cina alle risorse necessarie per una transizione verso fonti più sostenibili. 
Le tensioni geopolitiche con Taiwan nel Mar Cinese Meridionale complicano ulteriormente la sicurezza energetica regionale e globale, aggiungendo un altro strato di complessità alla ricerca di fonti più sostenibili.

Sfide e Opportunità: Il Percorso della Cina Verso la Sostenibilità

Concludendo, la Cina si staglia come una forza dominante nella trasformazione verso un futuro energetico sostenibile. Tuttavia, le sfide rappresentate dalla sua dipendenza dai combustibili fossili e dalle complesse dinamiche geopolitiche richiedono uno sforzo globale senza precedenti. Pur navigando tra ostacoli, la Cina si distingue per la sua partecipazione attiva nella comunità internazionale e il sostegno alla cooperazione tecnologica. Come sostiene Martin Weil, “La Cina fa passi da gigante” verso una nuova era energetica verde, promettendo un futuro luminoso e sicuro per tutti.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/cina-leader-rinnovabili/

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Ambiente

Il Parlamento europeo definisce le misure per ottenere suoli sani entro il 2050

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Notizie sull'ambiente - Il giornale di Pantelleria

Mercoledì il Parlamento europeo ha espresso, con 336 voti favorevoli, 242 contrari e 33 astensioni, la sua posizione sulla proposta della Commissione per una legge sul monitoraggio del suolo, il primo atto legislativo, nella storia dell’Unione europea, dedicato al suolo.
I deputati sostengono l’obiettivo generale di avere suoli sani entro il 2050, in linea con la volontà dell’UE di raggiungere l’obiettivo “inquinamento zero” , la necessità di definire in modo armonizzato la salute del suolo e di istituire un quadro di monitoraggio completo e coerente per promuovere una gestione sostenibile del suolo e bonificare i siti contaminati.
Il movimento globale Salva il Suolo (sostenuto, tra gli altri, da UNCCD, UNEP, UNFAO, IUCN e World Food Program) è stato coinvolto nelle consultazioni sulla legge con la Commissione europea e ha definito la sua approvazione “un passo avanti fondamentale”.
“Siamo entusiasti dell’approvazione di questa nuova legge, che rappresenta un passo avanti fondamentale per arrestare i crescenti livelli di degrado del suolo in Europa. Un suolo sano è alla base della sicurezza alimentare, della sicurezza idrica, della ricchezza della biodiversità e ha un enorme potenziale nel sequestro del carbonio. Questa legge ha vaste implicazioni per tutta la società”. – Praveena Sridhar, responsabile tecnico di Salva il Suolo
Salva il Suolo chiede ai governi di imporre un minimo del 3-6% di materia organica nei terreni agricoli, per garantire che essi siano vivi, sani e prosperi in modo sostenibile.
“Una richiesta che abbiamo per la nuova legge è che la materia organica del suolo e il livello di vita microbica diventino parametri per misurare la salute del suolo, perché solo quando il suolo è vivo la sua salute si ristabilisce”. – Praveena Sridhar
La nuova legge obbligherà i Paesi dell’UE a monitorare prima e a valutare poi lo stato di salute di tutti i suoli presenti sul loro territorio. Le autorità nazionali possono applicare i descrittori del suolo che meglio illustrano le caratteristiche di ciascun tipo di suolo a livello nazionale.
Si stima che circa il 60-70% dei suoli europei sia insalubre, il che costa all’UE almeno 50 miliardi di euro all’anno.
Il degrado del suolo ha un impatto negativo su 3,2 miliardi di persone nel mondo.
(UNCCD, 2019)

Il 90% del soprassuolo terrestre sarà probabilmente a rischio entro il 2050. (FAO, 2022)

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