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Cronaca

Custonaci, malato di Alzheimer in stato confusionale suona ai Carabinieri e chiede aiuto

Redazione

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I Carabinieri della Stazione di Custonaci sono intervenuti, nella giornata di ieri, per dare assistenza ad un anziano che, malato di Alzheimer, era in stato confusionale e non ricordava nulla.

Erano le 20 circa quando si presentava in caserma un uomo di 75 anni, in stato confusionale, chiedendo aiuto agli uomini dell’Arma visto che non ricordava la strada per tornare a casa ne tantomeno riusciva a fornire le sue generalità.

I Carabinieri dopo averlo fatto accomodare ed avergli offerto un bicchiere d’acqua si sono adoperati per cercare di risalire ai suoi dati anagrafici e la residenza. L’anziano dichiarava che, in quel momento, l’unica cosa che gli è venuta in mente è stata la sede del Comando Stazione Carabinieri pertanto aveva così deciso di chiedere un aiuto. Dopo una serie di accertamenti gli uomini dell’Arma sono riusciti a risalire ai dati utili ad identificare l’uomo rintracciando così la figlia che si precipitava a prelevare il padre riportandolo a casa.

Ancora una volta si rivela fondamentale il ruolo della Stazione Carabinieri, reparto fondamentale dell’organizzazione dell’Arma e punto di riferimento per l’intera popolazione, presente sul territorio nazionale con circa 5000 presidi.

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Economia

Fivi Piacenza 2022: Record su Record. Pantelleria protagonista con la cantina Antonio Gabriele

Matteo Ferrandes

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Non è una fiera, ma visita in cantina e incontro con il produttore

Cesconi: Piacenza ideale per Fivi.  Comolli: Chiamiamolo Fivitaly, merita.

Pantelleria-Zibibbo e Spongata-Piacenza, mariage ospitale del produttore Antonio Gabriele produttore di passito dolce naturale  

 

Tre giorni “alla grande”, dicono tutti.

Lorenzo Cesconi , presidente Fivi, è molto chiaro: “ Grati a Piacenza che ha creduto nel contatto diretto fra produttori e clienti. In 100 alla prima edizione, oggi quasi 900. Grati ad alcuni amici piacentini che 11 anni fa hanno consigliato molto bene i fondatori di Fivi, ad iniziare da Costantino Charrère oggi premiato da tutti e 1400 colleghi della associazione per l’impegno, le scelte, la lungimiranza e attenzione al territorio che ha sempre cercato nella sua Aosta e in tutte le regioni italiane” .  Certo che gli spazi, la capienza dell’ente fiera e i servizi sono un vincolo. 25.000 persone in tre giorni, parcheggi pieni già dall’uscita dell’autostrada. Segno che molti visitatori vengono da fuori Piacenza. Piacenza centrale e comoda: 130 da Torino, da Bologna, da Genova, da Verona e neanche 100 da Milano e Brescia. Piacenza deve offrire più ospitalità e più eventi cittadini, di più di uno sconto sul biglietto di ingresso al museo civico. Ultima giornata, lunedì,  dedicata agli operatori economici e ai comunicatori storici. Fra i banchi visti i più importanti nomi del giornalismo enogastronomico nazionale.

 Pantelleria a Piacenza con Antonio Gabriele

Presente a Piacenza anche il mitico Doc Zibibbo passito naturale dolce.  Unica azienda rappresentata, quella di Antonio Gabriele, che ha sede e vigne sull’isola di Pantelleria vicino al sito archeologico dei Sesi che già 3000 anni fa furono navigatori e coltivatori di vigne. Gabriele ha legato con la città e la storia di Piacenza.   ”Conosco e assaggio  i grandi  vini santo piacentini e di Vigoleno – dice Gabriele – ma ho scoperto in questi giorni l’ eccezionale binomio dello Zibibbo Doc Pantelleria passito dolce naturale appassito al sole e non in serra con la antica torta Spongata di Piacenza e con i buslanei duri intinti nel calice ampio di Zibibbo. Un “fuorifiera” fra amici, molto interessante…da incrementare i prossimi anni.  Un masterclass per pochi. Ma il mio pensiero è sempre rivolto alla terra vulcanica che produce lo Zibibbo che pian piano ci viene clonato da altri territori e altri produttori con il consenso anche di enti come i Consorzi di tutela e la Regione Sicilia.
E il comune di Pantelleria e il sindaco Vincenzo Campo non possono fare nulla pur essendo i responsabili del territorio.   Abbiamo bisogno di creare una associazione sull’isola di viticoltori. Non si può accettare che la fascetta Doc sia fornita ai panteschi  discrezionalmente da Palermo”.

 Fascetta DOC e DOCG

Una fascetta Doc non vale nulla rispetto alla scelta della Docg che lega notorietà, territorio classico, valore aggiunto, controlli maggiori e più certezze per i consumatori… sostengono tutti i viticoltori ma in silenzio….  Un chilo di uva raccolta in ginocchia sugli alberelli bassi riconosciuti da Unesco non può avere un valore di 1 euro, ma almeno 3 euro. Rese bassissime anche causa un clima sempre più estremo, limitate  fra 20-40 quintali ettaro, a seconda della zona:  necessitano di una remunerazione più giusta del lavoro umano. Il reddito in vigna e in cantina cala anno dopo anno, i giovani scappano, il rischio è di perdere un vino unico autentico esclusivo e di non avere prospettive. Il rischio è un abbandono delle terre coltivate, quindi un ischio anche di fragilità del territorio, di non alternative. Tema molto importante alla luce anche di fatti catastrofici recenti.

 Rapporto tra piccoli viticoltori e consorzi di tutela

Il rapporto fra piccoli  vitivinicoltori e i consorzi di tutela è un cavallo di battaglia da anni di Fivi. Hanno ragione. Presente anche l’on Gian Marco Centinaio che ha ribadito, pur non essendo membro del Governo attuale, massima disponibilità a essere portavoce nelle sedi ministeriali delle istanze dei giovani viticoltori e dei piccoli vignaioli, su temi come  la burocrazie eccessiva e inutile, le accise all’export….anche gli equilibri e l’evoluzione dei consorzi di tutela. L’evento Fivi  funziona. Il contatto consumatore e produttore è molto richiesto dalle nuove generazioni: oltre l’ 80% di chi circola fra i tavoli-cantina  è una gioventù appassionata e innamorata del vino italiano. Forse si potrebbe pensare a un prezzo speciale a bottiglia in occasione dell’evento a Piacenza. Il prezzo non è più una discriminante a priori oggi: si può bere bene anche a prezzi contenuti perché la professionalità, competenza, capacità, innovazione aiutano in cantina a dare efficienza.

 Scelta dei vitigni resistenti

A Piacenza, parlando con i produttori, è anche emerso che la scelta di vitigni resistenti alle malattie, ma non ibridi asiatici, è la strada da percorrere per arrivare a uso zero degli agrofitofarmaci e garantire sanità delle uve in cantina. Niente stravolgimento dei sapori e gusti delle Docg-Doc e del legame terreno-vitigno che è diventato un parametro inconfondibile per il consumatore. Ceves-Uni di Piacenza ha avviato una ricerca e studio su diverse barbatelle ottenute da piante di Moscato di Alessandria coltivate a Pantelleria (giallo)  da almeno 80-100 anni solo su terreno vulcanico nelle zone degli insediamenti umani antichi  per compiere analisi del dna vegetale e individuare un ceppo autentico e diverso da tutti gli altri anche impiantati più recentemente  che possa essere espressione di un solo territorio e non di tanti luoghi. In questo l’esperienza e il supporto di GRASPO e di università specializzate  di enologia e viticoltura del Veneto e dell’Emilia saranno determinanti e potranno offrire un aiuto fondamentale ai piccoli viticoltori panteschi in modo che dna-identità-sanità dell’uva siano una cosa sola.

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Sanità

Trapani, l’ASP per la Giornata Mondiale contro l’AIDS organizza incontro nelle scuole

Marilu Giacalone

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In occasione della Giornata mondiale contro l’Aids 2022, che ricorre l’1 dicembre, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani ha disposto un evento di sensibilizzazione sul territorio rivolto agli studenti di scuola secondaria superiore.
Nel corso dell’evento, che si svolgerà nell’aula magna dell’istituto ‘Rosina Salvo’ dalle 10 alle 14, si terrà un incontro interattivo tra medici infettivologi, studenti e insegnanti: i medici saranno a disposizione per colloqui privati e attività di counselling.
E’ possibile sottoporsi gratuitamente e su base volontaria ai test rapidi HIV su sangue capillare prelevato con pungidito al polpastrello; prelievo venoso per screening sifilide e HCV. Mostra meno

Informazione, prevenzione

E’ un’occasione per tenere alta l’attenzione sul tema dell’informazione, della prevenzione e sull’importanza della giusta conoscenza sul virus dell’HIV, ed è su questi temi che l’UOC Malattie Infettive, diretta da Pietro Colletti, ha organizzato un incontro con gli studenti di scuola secondaria superiore dell’Istituto ‘Rosina Salvo’ di Trapani, dove un team di specialisti fornirà informazioni specifiche su HIV e Malattie sessualmente trasmesse.
Il progetto si inserisce nelle attività previste dalla Regione Siciliana e dall’Ufficio Speciale Comunicazione dell’Assessorato Regionale della Salute.

“Giornate di sensibilizzazione come quella che si celebra il primo dicembre – ha sottolineato il commissario straordinario dell’Asp di Trapani, Vincenzo Spera – sono importanti per mantenere alta l’attenzione su un’emergenza di salute globale su cui l’informazione, la prevenzione e lo screening sono sempre necessari. L’obiettivo è formare giovani competenti in grado di sensibilizzare altri giovani sul tema della prevenzione grazie alla quale è possibile avviare tempestivamente il percorso terapeutico”.

In Sicilia ogni anno vengono diagnosticati circa 200 nuovi casi di infezione da HIV e la provincia di Trapani è tra le province siciliane con la più alta percentuale di nuovi casi per anno. Attualmente nell’UOC Malattie infettive dove sono in cura 210 pazienti con infezione cronica da HIV, sono disponibili anche le nuovissime terapie con farmaci iniettabili a lunga durata d’azione.

In ambulatorio è possibile anche effettuare visite in regime SSN (Servizio Sanitario Nazionale) per malattie a trasmissione sessuale ed è garantito l’accesso diretto per counselling e test anti HIV gratuiti e in anonimato; Profilassi post-esposizione per incidenti occupazionali o per contatto sessuale a rischio biologico; Profilassi pre-esposizione per malattie sessualmente trasmesse.

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Sanità

Sanità, Giuliano UGL: “Non c’è cura e nessun rimedio per il nostro SSN?”

Matteo Ferrandes

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“Non c’è cura e nessun rimedio per il nostro SSN”? È la domanda che pone il Segretario Nazionale della UGL Salute Gianluca Giuliano. “La crisi in cui versa oggi la Sanità non può essere certamente attribuita al nuovo Governo e al neo Ministro Schillaci, che però dovranno intervenire rapidamente e in modo profondo per evitare che la situazione sprofondi nel baratro. Più volte la UGL ha denunciato – continua il sindacalista – come il Covid non abbia fatto altro che portare in superfice le gravi carenze di un sistema massacrato, dal 2005, dal blocco del turnover e da finanziamenti inadeguati. Il misero 7,2 % del Pil che arriva alla Sanità ad oggi (Francia e Germania sono al più del 9% ), che scenderà al 6 % nel 2025, fa sì che l’aspettativa di cura sia a livello dei sopracitati paesi europei, ma che le reali possibilità siano pari a un paese come la Grecia che negli ultimi anni ha avuto seri problemi di tenuta sanitaria”. Il Segretario Nazionale della UGL Salute aggiunge: “C’è voluta una pandemia mondiale per permettere nuove assunzioni ma quanto fatto non è sufficiente per curare lo stato del nostro SSN. La tanto sospirata riforma che chiediamo non può che partire dall’aumento delle retribuzioni del personale per adeguarle a quello ben più alto della media europea. Servirà anche un allineamento economico per il personale tra pubblico e privato visto che abbiamo ancora discrepanze abnormi con stipendi nel settore sociosanitario privato vicini al reddito di cittadinanza a cui andrà aggiunto un massiccio piano assunzionale per mettere fine al fenomeno capestro delle esternalizzazioni. Provvedimento questo atto a contrastare le croniche carenza di medici ed infermieri. Ad oggi mancano circa 13.000 camici bianchi e nel 2027 raggiungerebbero quota 42330. Sono circa 15.000 in meno invece gli infermieri e il numero sale a quasi 50.000 se si considerano le cure domiciliari ADI e se verranno realizzate le case di comunità, che rischiano comunque di diventare cattedrali nel deserto”. Giuliano prosegue: “A compensare i tagli ai finanziamenti entro il 2025 ci pensa in parte il Pnrr con i 20 miliardi in arrivo spalmati su 5 anni. Saranno però vincolati a capitoli di spesa fondamentali come nuove tecnologie, nuove infrastrutture, trasformazione di servizi come la tanto attesa riforma della medicina del territorio ma non direttamente connessi alle problematiche indifferibili che abbiamo descritto. Quindi il SSN sembrerebbe, in queste condizioni, incurabile. Ma nonostante tutto vogliamo essere, in un quadro nebuloso, ancora fiduciosi e crediamo che il confronto con il nuovo Governo, possa servire ad invertire la rotta e porre rimedio ad una riforma e un rilancio del SSN che non può più attendere” conclude il sindacalista.

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