Cultura
Cronache pantesche di Fabio D’Anna: al Passitaly di Pantelleria Max Gazzè
Ogni giorno è un insieme di fotogrammi tenuti insieme dalla cinepresa degli occhi: siamo i registi di ciò che vediamo. La musica del film è fornita dalla nostra memoria armonica che scatta inconsciamente nei momenti in cui è necessario.
Il secondo giorno pantesco inizia lentamente, nel rispetto dei tempi della Natura, da sempre ignara dei vacui affanni degli uomini. Mettendomi in movimento con un verde trabiccolo a motore,che s’inerpica come un’allegra rana sugli stretti tornanti di Pantelleria delimitati dai muri a secco, scorgo il primo segnale che mi desta dal torpore evocativo. E’una donna magra e alta, mi appare bellissima, avrà almeno 80 anni, e incede lentamente sul ciglio della strada piegando il capo sincronizzato sul bastone che le offre un sostegno. Mi sembra volere riflettere ad ogni passo sulla sua vita trascorsa e affida al bastone di legno le pause per meglio mettere a fuoco i giorni sfumati. In centro, che qui per distinguerlo dalle bellissime zone di campagna chiamano” Paese” nella piazza principale un distinto signore, che mi dicono faccia il contadino pur avendo una laurea in giurisprudenza, in posizione meditativa, protesta con rigore e compostezza gandhiana, praticando lo sciopero della fame, contro la chiusura di una pubblica via che accede al lago di Venere e alle contrade circostanti. Sembra che la strada sia chiusa da diversi mesi senza che le autorità “preposte” si diamo troppa pena di trattare il problema con maggiore zelo di una circolare amministrativa. Riuscirà il nostro pacifico eroe a sollevare la protesta popolare con il suo esempio? Intanto, molti lo ascoltano, lo intervistano e persino Max Gazzè ne parla con affetto e speranza nel suo concerto al porto di Scauri.
Due amici e colleghi m’invitano a visitare la loro splendida magione da poco comprata e poi anche a cena. Dico subito che non posso mancare al concerto e loro acconsentono al precoce desinare. Ecco il secondo segnale del giorno: il cuscus, buono, “incocciato” a mano come faceva la mia mamma, con una superba zuppa di pesce. Il cuscus, innaffiato dal vino bianco freddo, non è solo un piatto, è un contenitore di ataviche tradizioni meticce: la prova evidente che si cresce soltanto con la ricchezza della diversità.
Eccomi, finalmente , al concerto. Terzo segnale. Scendendo tra i viottoli di Scauri, incontriamo per caso l’artista romano e il mio amico gli chiede l’immancabile foto di gruppo. Lui, gentile e disponibile , non si nega e sorride. C’è più gente di ieri nel vasto piazzale del Porto. Una moltitudine che non s’affanna attende paziente, tra un panino e una degustazione di vino locale, l’inizio della musica. Vi sono molti più giovani, specie ragazze adolescenti che recano negli occhi la luce acerba del desiderio d’amore. Cantano, a volte si estraniano, accennano passi di danza unendosi alle parole di Gazzè, che infila con consumata maestria un pezzo dopo l’altro, e vanno in visibilio appena il cantautore intona la stupenda canzone, tratta da una leggenda pugliese , Cristalda e Pizzomunno. Io ti aspetterò, canta , fosse anche per cent’anni aspetterò…” e negli occhi delle ragazze pantesche compare improvviso un filo di lacrime e di velata malinconia . Sembrano chiedersi: dovrò aspettare tanto per l’amore? E poi, come farò a riconoscerlo?
Gazzè, coadiuvato da un’ottima formazione musicale, lui stesso dimostra di essere un validissimo bassista, spazza via subito l’improvviso spleen e aumenta i giri del motore. Anche stasera, come ieri per la Grandi, ho subito in mente un riferimento cinematografico: Gazzè che recita benissimo in un bel film italiano: Basilicata coast to coast. I pezzi che si succedono, tra un vicino ubriaco che si muove leggero al mio fianco alternando un passo avanti e uno all’indietro, e un altro che mostra orgoglioso il suo amato cucciolo” un pincher, dice” che rimane accucciato sulla sua spalla per tutta la durata del concerto, alternano rock e lirismo. Gazzè studia molto bene il linguaggio dei suoi testi, non sono mai banali, anche quando sembrano superficiali, ci sono giochi semantici che li fanno somigliare, nella tecnica di costruzione, a dei testi poetici.
Il concerto procede con immutata energia e dopo gli immancabili bis, già previsti, un ultimo regalo : un pezzo non dichiarato nella scaletta con accompagnamento acustico. Gazzè, che non perde mai la sua innata eleganza, ha cantato, suonato, parlato, forse anche sognato mentre lo faceva. E ha continuato a farlo anche dopo la fine del concerto, quando è rimasto tra i ragazzi che lo hanno abbracciato festosi e ritratto senza sosta con i loro telefonini. Guardandolo, mi è sembrato avere lo stesso sguardo attonito e stupito, quasi fosse anche altrove, del film che mi rivenuto in mente.
È tempo di andare, la mia rana gracchiante è impaziente di portarmi a casa: dall’altra parte dell’Isola. A domani, per l’ultima cronaca.
Cultura
Pantelleria, visita al villaggio di Mursia con il prof Cattani
VISITA AL VILLAGGIO DELL’ETÀ DEL BRONZO DI MURSIA
Mercoledì 22 luglio, alle ore 18:30, è in programma una visita al Villaggio dell’età del bronzo di Mursia, con la presenza del professor Cattani.
Un momento dedicato alla conoscenza di uno dei siti archeologici più importanti dell’isola, per approfondire le origini e la storia più antica di Pantelleria.
L’evento organizzato dal Comune di Pantelleria è una nuova tappa nella conoscenza dell’isola e delle origini della sua popolazione.
L’Amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare.
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Cultura
Pantelleria, ieri starordinaria avventura per i Piccoli Ranger del Parco: bivacco sotto le stelle con lezioni di Sergio Minoli
Una splendida serata all’aria aperta per Piccoli Ranger del Parco presso il Bunker di Bukkuram, grazie all’Associazione Barbacane. Osservazione del cielo con Leonardo Puleo e Margherita Russo
Un bivacco, le stelle, l’odore delle mucche nel recinto, diciotto formidabili bambini di scuola elementare e prende il via una iniziativa meravigliosa.
Organizzata dal Parco di Pantelleria la serata di ieri 16 luglio 2026, ha visto il coinvolgimento dell’Associazione Barbacane, che ha predisposto tutto per rendere quel breve soggiorno fanciullesco il più piacevole possibile.
Il Direttore del Parco Carmine Vitale sorvegliava entusiasta il buon funzionamento di tutte le attività, a partire dall’istallazione delle tende, nelle quali avrebbero dormito i Piccoli Ranger.
Tra risate, fugaci schiamazzi, corse sfrenate e tanta voglia di divertirsi, i piccoletti con la supervisione delle Guide del parco hanno messo su la propria base. Sulla strada, intatnto, passavano automobile che rallentavano in prossimità del cancello, per capire cosa stesse accandendo in quello scorcio di isola suggestivo e attraente.
I tanti adulti coinvolti erano completamente compiaciuti e divertiti per quanto stava avvenendo, per il bello doveva ancora arrivare.
Infatti, il Presidente della Barbacanae, Carmine Acierno, proprio per quella occasione, ha coinvolto Leonardo Puleo, Margherita Russo e il Prof. Sergio Minoli per una osservazione delle stelle.

Dalla costellazine dello Scorpione, a quella del Cigno, passando per Vega, i bambini sono stati rapiti e la loro attenzione era tutta rivolta a quel cielo magnifico sopra il Bunker di Bukkuram.
Una splendida serata di metà estate tutta squisitamente pantesca, dove la gioia della condivisione non aveva età: lo stupore per la vista della volta celeste ha reso tutti fanciulli e tutti adulti curiosi.
La bella iniziativa rientra a pieno nel programma che il Parco si è prefissato per i suoi Piccoli Ranger:
tra lezioni teorico-pratiche, escursioni guidate, attività all’aria aperta e un’esperienza di bivacco notturno presso aree attrezzate di Pantelleria, i giovani potranno vivere il Parco in modo attivo. Accompagnati da guide ed esperti, impareranno a conoscere gli ecosistemi, a orientarsi in natura, a collaborare in gruppo e sviluppare una maggiore consapevolezza ambientale.
“L’idea dei Piccoli Ranger nasce dal desiderio di trasmettere alle nuove generazioni il valore profondo della natura e della sua tutela”, aveva dichiarato il Presidente del Parco, Italo Cucci, alla costituzione del gruppo. “Un’esperienza educativa che vuole lasciare un segno duraturo, favorendo nei ragazzi un legame autentico con il territorio e una maggiore consapevolezza del ruolo che ciascuno può avere nella sua salvaguardia”.
Sabato 18 luglio, sarà la volta dei ragazzini delle scuole medie.
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Cultura
Rotary Club Pantelleria, intervista al nuovo Presidente Mariano Rodo
Lo scorso 5 luglio si è tenuto il passaggio di campana del Rotary Club e Pantelleria per il prossimo anno 2026/2027 vedrà la reggenza di Mariano Rodo.
A distanza di vent’anni, Rodo, torna ad indiìossare l’ambito collare rotariano e ci spiega quale sarà il suo programma e la sua politica all’interno del club isolano.
Classe ’62, l’uomo eclettico è presente in moltissime realtà del territorio e così esordisce: “La premessa è che nel posto dove si vive si debba avere anche un dovere morale: oltre a stare bene lui, devr fare e dare anche un piccolo contributo all’interesse generale. Questo interesse generale mi ha portato a ricoprire nel tempo ruoli non necessarimente di profilo economico, ma c’è anche l’aspetto per così dire organizzativo. Questo fa sì che da 35 anni sono il Presidente della Cooperativa che gestisce i servizi portuali e ormeggi con le navi commerciali, da 26 anni l’amministratore delegato della società di servizi aeroportuali, da 13 ann Presidente di Croce Rossa, da 20 tra Presidente e vari ruoli all’interno del Rotary di Pantelleria.
“Questo è il complesso di attività, a parte quelle professionali che sono quelle che danno l’aspetto reddituale con 42 anni di partita IVA come professionista.”
Comunque lei è una persona fra le più inserite, quella che conosce meglio di tutti il territorio e che quindi anche nella gestione di una compagine come il Club del Rotary può portare un contributo significativo proprio perché sai le esigenze dell’isola meglio di chiunque altro.
Quindi lei adesso come si pone in questa annata di reggenza e da quali presupposti parte? “La mia riflessione personale sulle associazioni per le esperienze più che trentennali, perché tra l’altro ho assolto anche la veste di Presidente dei nostri circoli per più anni, è che queste realtà per funzionare, tutti dobbiamo essere Presidente, tutti dobbiamo avere, come ho già scritto, il diritto di stare in prima fila, tutti dobbiamo essere propositivi. Sicuramente il Presidente è quella figura giuridicamente riconosciuta quale rappresentante legale dell’associazione, quindi è quello che ha la rappresentanza all’esterno, è quello che risponde all’esterno e quindi è quello che a volte deve anche dire no a determinate cose, però una volta che le cose si decidono in modo collegiale a quel punto viene coinvolta tutta la compagine, sia il singolo socio che di tutti assieme e quel progetto va portato avanti.
“Tornando specificamente nel Rotary, quello che io conto di fare e stimolare affinchè gli altri facciano ciò che a loro piace, perché non è un lavoro, è un servizio, quindi è dare una piccola parte, un piccolo ritaglio del nostro tempo a fare qualcosa che deve piacerci e che ha una ricaduta nei confronti degli altri e negli altri troviamo le persone che hanno più bisogno di noi o le persone meno fortunate di noi, quindi questo è un pochettino il mio pensiero-“
Lei durante la serata di Passaggio di Campana sottolineavi la necessità di creare un po’ un collante per quest’associazione, succede spesso che si perda entusiasmo, ci si stanchi, e bisogna riportare il piacere alla partecipazione, lei come pensa di porsi per arginare questa situazione e quale attività promuoverà? “Diciamo che purtroppo rientra anche un po’ nella nostra indole, quella di essere ogni tanto propositivi, lavoriamo come matti, però poi magari nel momento siamo un po’ assenti. Ora, senza scendere tanto nel passato, sicuramente quello che dobbiamo dare è ridare un’immagine di presenza sul territorio, ma non per le attività, perché le attività che tutti i miei predecessori hanno fatto sono state tutte delle primarie attività che hanno avuto una grossa ricaduta sul territorio, dove diverse persone ne hanno beneficiato, per quello che facciamo e che abbiamo fatto in questi vent’anni siamo molto apprezzati a livello di distretto, a livello di governatori presenti, passati e futuri. Quello che dobbiamo sforzarci secondo me a dare è a creare un’immagine del club sull’isola, quindi riuscire a essere identificati singolarmente e tutt’assieme come componente del Rotary, quel Rotary che fa, che ha fatto, che rappresenta a Pantelleria e nel mondo.
“Ritengo che questa può essere una delle ipotesi, tant’è quella di iniziare a vederci più spesso, a fare degli incontri pubblici più spesso. Abbiamo concordato che nel periodo estivo, che è quello più pesante per tutti perché lavoriamo tutti, il giovedì mattina faremo alle 8, quindi di buona mattina, una colazione con tutti i soci che ci sono. Io cercherò anche di catalizzare magari eventuali altri Rotariani che per motivi di vacanza, che hanno interesse sull’isola e coinvolgerli nella convivialità anche del caffè e magari periodicamente andare oltre con qualche iniziativa e utilizzare, nel senso buon termine, queste persone per dei progetti che magari per noi sono molto interessanti e per loro sono di facile attuazione.”
L’ultima domanda, la prima attività che c’è in programma è la Messa di San Giacomo, il 25 luglio, ci vuole raccontsre questa ricorrenza? “”Tanti anni fa, dopo una bellissima domenica di tutti i soci e famiglie in giro per tutte le chiesette dell’isola, abbiamo deciso di adottare la chiesa di San Giacomo.
Come chiesa di San Giacomo per quanto riguarda gli interventi abbiamo innanzitutto recuperato il dipinto che c’è dentro, poi abbiamo stimolato il nostro compaesano sempre attento e disponibile Michele Cossiro a donarci il progetto dell’altare che con delle maestranze locali abbiamo realizzato: è molto bello, molto particolare e continuiamo ad occuparcene per le piccole necessità dalla banale bolletta della Smede alle piccole imbiancature che servono a tenerla ordinata – Quindi in occasione della ricorrenza di San Giacomo il prossimo 25 alle 19 andremo a celebrare la Santa Messa con i parroci della nostra parrocchia.”
Una sua ultima battuta di chiusura? “Auguro a tutti, buon Rotary a tutti considerando che il Rotary non è un’associazione elittaria, è un’associazione che nel 1905 è stata costruita da comune persone, tra cui un carbonaio, proprio col solo fine e principio di fare del bene: se ci mettiamo assieme possiamo aiutare e fare qualcosa-
Come diceva il nostro precedente governatore, Sergio Malizia” da soli si va veloce, insieme si va lontano.”
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Isabella Campanile
09:53 - Settembre 29, 2019 at 09:53
Sono a Dubai. Questo articolo mi ha fatto sognare. E’un quadro dipinto con melanconici colori e profumi della fine dell’estate. Grazie