Segui i nostri social

Agricoltura

Bonus da 800 euro per braccianti agricoli della Sicilia. Tempo fino al 30 settembre

Avatar

Pubblicato

il

ANCORA POCHISSIMO TEMPO per richiedere il BONUS BRACCIANTI AGRICOLI DA 800 EURO.

‼ Il termine ultimo è infatti fissato al 30 SETTEMBRE ‼

Per ottenere il bonus braccianti agricoli, i lavoratori non devono essere titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, fatta eccezione per il contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità; non devono avere una pensione.

Collegati al seguente link:
Bonus braccianti  per conoscere tutti i dettagli.

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Pubblicità
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Agricoltura

Sicilia-Selinunte, raccolta delle olive nel fondo confiscato alla mafia

Avatar

Pubblicato

il

A SELINUNTE RACCOLTE LE OLIVE NEL FONDO CONFISCATO

Sei tonnellate di olive, cultivar Nocellara del Belìce, sono state raccolte nel fondo agricolo confiscato a Nunzio Spezia e Vita Valenti in contrada Pileri-Buffa a Marinella di Selinunte e dal 2006 affidato in gestione alla Fondazione San Vito Onlus. Nella giornata conclusiva di raccolta, ieri si è svolta la “mattinata della legalità”, con la partecipazione di 30 persone nella raccolta: le donne tunisine del “Progetto donna”, i volontari della mensa fraterna “Rosario Livatino” di Mazara del Vallo, i giovani del Servizio civile presso la Fondazione, il Presidente Vito Puccio e lo stesso Vescovo monsignor Domenico Mogavero. La giornata di raccolta a Marinella di Selinunte si è conclusa ieri pomeriggio. Già nei giorni precedenti erano state raccolte le olive nell’uliveto dell’altro fondo agricolo confiscato alla mafia e in gestione della Fondazione in contrada Fiumelungo a Salemi. «L’olio ottenuto dalla molitura delle olive servirà per le tre mense fraterne di Mazara del Vallo, Marsala e Salemi gestisce insieme alla Caritas diocesana – ha detto il Presidente della Fondazione, Vito Puccio – ma una parte verrà anche donata alle famiglie bisognose del nostro territorio diocesano».

Leggi la notizia

Agricoltura

Governo Nazionale boccia 31 progetti della Regione Siciliana per l’agricoltura. Musumeci pronto a far valere le esigenze della Sicilia

Avatar

Pubblicato

il

IL PRESIDENTE MUSUMECI È PRONTO A FAR VALERE LE ESIGENZE DELL’AGRICOLTURA SICILIANA.
SA DI IRRESPONSABILITÀ PREGIUDICARE IL SUD ITALIA, PER OFFRIRE MAGGIORI OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO, ALLE AREE RICCHE DEL NORD ITALIA.

Grande preoccupazione in Sicilia.
Il Governo Nazionale ha bocciato i 31 progetti presentati dalla Regione Siciliana per migliorare i servizi destinati alle attività irrigue ed agricole dell’isola.
Il Presidente MUSUMECI ha manifestato il suo incondizionato disappunto.
Farà valere le ragioni della Sicilia, senza lasciare nulla al caso.
I fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza sono imprescindibili per migliorare i consorzi di bonifica.
Sono ritenuti fondamentali per ammodernare gli impianti idrici di tanti comuni, ormai inefficaci e da tempo inadeguati agli usi convenuti.
La Sicilia subisce un grave torno.
La bocciatura premia le regioni del Nord, rilegando agli inferi, l’estremo meridione d’Italia.
Il Governatore ha fissato dei prossimi impegni per far valere le ragioni di una realtà che è già costretta a pagare forti ritardi e gravi inadempienze che risalgono al passato.
Non possono essere pregiudicate le esigenze di una realtà territoriale che vive di agricoltura e che esporta in tutto il mondo i suoi prodotti agrumicoli, muniti dei più rinomati marchi di pregio.
Si consuma una pagina nera di storia contemporanea.
Uno scippo di eccezionale ed immane gravità.

Leggi la notizia

Agricoltura

Le lenticchie, uno dei fiori all’occhiello dell’agricoltura di Pantelleria

Nicoletta Natoli

Pubblicato

il

Piccole, scure e ricchissime di ferro, vitamine, sali minerali e proteine, ma nello stesso tempo povere di grassi, gustose e sostanziose. Stiamo parlando delle lenticchie, un alimento che è arrivato fino ai giorni nostri attraversando praticamente l’intera storia del genere umano.

Per diversi millenni le lenticchie sono state uno dei prodotti più importanti in ambito agricolo e commerciale nel bacino del Mediterraneo. Contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di oli vegetali, e il loro elevato potere nutritivo le ha rese un alimento prezioso fin dall’antichità, quando erano in grado di sfamare anche chi non poteva permettersi carne e cibi costosi.

La lenticchia è un elemento essenziale dell’alimentazione dell’uomo fin dal periodo neolitico, ed è stata il primo legume ad essere coltivato,  più di 7000 anni fa nel fertilissimo Egitto.  Il primo cenno storico risale al 525 a.C., anno in cui, secondo la leggenda, dalla città di Pelusio sul delta del Nilo sarebbero partite delle navi cariche di lenticchie alla volta della Grecia e della Magna Grecia.

Oltre a essere il primo legume coltivato dall’uomo, le lenticchie sono state anche il primo cibo cotto, come ci racconta l’Antico Testamento con la vicenda dei fratelli Giacobbe ed Esaù, rispettivamente secondo e primogenito di Rebecca e Isacco. Una volta Giacobbe aveva preparato una minestra di lenticchie, quando suo fratello maggiore arrivò sfinito dalla campagna, e gli chiese di lasciargliene mangiare un piatto per recuperare le energie. Per soddisfare la sua richiesta Giacobbe gli chiese di vendergli la sua primogenitura, ed Esaù accettò, dicendo che non gli serviva a nulla. Da questa storia hanno avuto origine il famoso modo di dire “vendersi per un piatto di lenticchie”, che significa appunto dare via una cosa molto importante per riceverne in cambio una di valore irrisorio, e l’usanza degli Ebrei di mangiare le lenticchie quando sono a lutto, proprio per ricordare il gesto di Esaù.

L’associazione delle lenticchie a qualcosa di negativo non è una prerogativa degli Ebrei, dal momento che nel corso della storia si sono susseguiti giudizi di ogni tipo riguardo a questi piccoli legumi. Per ricordarne alcuni, menzioniamo l’imperatore romano Caligola, che decise che un carico di lenticchie avrebbe protetto durante il trasporto via mare l’obelisco che oggi si erge a Roma in Piazza San Pietro, e lo scrittore e naturalista romano Plinio il Vecchio, che nella sua Naturalis Historia racconta come le lenticchie fossero dotate di grandi proprietà nutritive e anche della capacità di dare pace e tranquillità agli animi tormentati. Aggiungiamo al nostro elenco lo scrittore e filosofo greco Artemidoro, che le riteneva annunciatrici di lutti e disgrazie, i membri della Corte di Luigi XIV, che le usavano come mangime per i cavalli, e il famosissimo scrittore francese Alexandre Dumas, che in un suo dizionario culinario le definì un pessimo alimento.

La simbologia più nota ai giorni nostri che riguarda le lenticchie è sicuramente quella legata alla loro presenza sulla tavola del cenone di San Silvestro, occasione in cui vengono considerate un augurio di fortuna e prosperità per l’anno che sta arrivando. Questa usanza affonda le sue radici in epoca romana, quando era consuetudine regalare all’inizio dell’anno un sacchetto di lenticchie da appendere alla cintura, chiamato scarsella. La forma delle lenticchie viene facilmente associata a quella delle monete, e quindi l’augurio era che i legumi contenuti nel sacchetto potessero essere concretamente forieri di guadagni per chi lo indossava.

Tra le tante varietà di lenticchie presenti oggi in Italia figurano quelle di Pantelleria, le “linticci”, molto piccole, scure e saporite. Potremmo definirle delle regine, perché sono una delle varietà più apprezzate e pregiate, e associano al loro gusto caratteristico un’alta digeribilità e un significativo valore nutritivo. Dopo diversi anni di abbandono, negli ultimi tempi la coltivazione di questo fiore all’occhiello dell’agricoltura pantesca sta registrando un incremento, e la speranza dei contadini è che questa riacquisti al più presto l’importante valore economico che aveva sempre avuto in passato.

Nicoletta Natoli

Leggi la notizia

Seguici su Facebook!

Cronaca

Cultura

Politica

Meteo

In tendenza

© 2021 Il Giornale di Pantelleria - Un prodotto Noùs Editore Srls | Progettazione sito: Ferrigno Web Agency