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Anche il Parco di Pantelleria associa il consumo di capperi ai casi zero sull’isola

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Come abbiamo fatto rilevare noi ieri nel nostro articolo, anche l’ente Parco di Pantelleria associa il grande consumo di capperi sull’isola all’assenza di casi di contagio da Coronavirus tra gli abitanti.

Ecco cosa l’analisi del Parco:

“Covid Free durante il lockdown, con zero casi di contagio, l’isola di Pantelleria spicca oggi con la sua grande produzione di capperi, ricchi di quercetina un composto di origine naturale efficace per combattere il Covid-19, grazie alla sua capacità di interferire con la replicazione del virus. Lo riferisce uno studio pubblicato dalla rivista scientifica International Journal of Biological Macromolecules, condotto da un team internazionale, al quale ha partecipato l’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Cosenza, Cnr-Nanotec, e supportato dalla Fundación hna spagnola. I ricercatori affermano che la quercetina, presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio, potrebbe assumere un ruolo importante nella lotta al Covid-19

Il Parco di Pantelleria rilancia gli esiti di questa ricerca, per ribadire il potenziale agroalimentare e di benessere d’isola che, grazie alla sua ricchezza in termini di biodiversità ed equilibrio con l’ambiente naturale, può offrire vere eccellenze, a partire dalla tavola. Un invito aperto, quindi, a prevenire partendo dall’alimentazione, con una soluzione efficace che offre la dieta mediterranea che, fra gli altri, include l’insalata pantesca, un piatto della tradizione isolana che si afferma in tutta la sua salubrità.

Il cappero, insieme alla cipolla, ne è un ingrediente simbolo: pianta perenne che cresce tra i muri a secco e le rocce vulcaniche, con pochissima acqua, viene usata in tantissime ricette, proprio perché la tradizione contadina era consapevole delle sue proprietà. Pesto di capperi, primi, secondi, insalata pantesca e poi tanti prodotti arricchiti e aromatizzati. Senza dimenticare che le coltivazioni di cappero realizzate sui tradizionali terrazzamenti fanno bene al territorio e che il suo fiore bianco così caratteristico fa bene all’anima.

Delle proprietà medicamentose del cappero ne parlavano già gli antichi. La letteratura officinale ne esalta le proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie, anti-allergiche, anti-proliferative. In generale è considerato tonico, stimolante e dalle proprietà digestive. Indiscusso il suo ruolo importante come elemento della dieta mediterranea. Alimentazione, corretti stili di vita e sviluppo sostenibile, proprio in questo periodo di pandemia, hanno dimostrato il loro ruolo essenziale per la salute della collettività e del Pianeta. Da Pantelleria ancora un esempio di buone prassi. ”

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Nel cappero la soluzione al Covid. Pantelleria è free per scorpacciate di quercetina? Lillo intanto ci scrive una poesia

 

http://www.parconazionalepantelleria.it

 

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Sociale

Pantelleria – Violenza donne, tra Cinema e Circolo San Gaetano “3 panchine del rispetto”

Redazione

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Il 25 novembre 2025, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è stato completato il progetto “Le panchine del rispetto”.

Una collaborazione nata dall’impegno condiviso dell’ASD Scauri, del consigliere Valenza e dell’assessore Culoma, che hanno scelto di unire energie per lasciare alla comunità un segno chiaro di sensibilizzazione.

Davanti al cine-teatro San Gaetano e al Circolo sono state rinnovate tre panchine. Due sono diventate rosse, colore che richiama il contrasto alla violenza sulle donne; la terza è stata dipinta di bianco, a rappresentare la pace e il rifiuto di ogni forma di violenza.

Su ognuna è stata collocata una frase dedicata ai valori del rispetto, della dignità e della parità tra le persone.

Un gesto semplice, condiviso e visibile, che invita a fermarsi e riflettere.

Foto a cura di Clara Garsia
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Sociale

Pantelleria sede di incontro tra Caritas diocesana Fonsdzione San Vito e animatori parrocchiali

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Nei giorni scorsi si è tenuta una reunion tra Caritas diocesana con la sua direttrice, suor Chiara Seno, il presidente della Fondazione San Vito Onlus,, Vito Puccio, e gli animatori della Caritas parrocchiale di Pantelleria.

Negli accoglienti ambienti della parrocchia della Chiesa Madre Ss Salvatore, l’incontro verteva sulla conoscenza degli stessi animatori e delle esigenze della comunità da parte di Suor Chiara.

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Sociale

Pantelleria, successo per lo spettacolo “Figlio non sei più giglio” con Daniela Poggi e Mariella Nava

Redazione

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“Figlio non sei più giglio” uno spettacolo che induce ad una riflessione da un altro punto di vista

Ieri sera, in occasione del 25 novembre – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne – al Cineteatro San Gaetano di Scauri è andato in scena “Figlio non sei più giglio”, scritto da Stefania Porrino e interpretato da Mariella Nava e Daniela Poggi.
La serata è stata aperta dall’Assessore Benedetta Culoma, che nelle sue deleghe segue anche le Pari Opportunità. Nel suo intervento ha ricordato che la violenza sulle donne non riguarda soltanto i casi più eclatanti, ma anche ciò che accade nel quotidiano, nelle relazioni familiari e nei legami più vicini. Ha richiamato l’importanza di riconoscere i segnali e di non abituarsi a forme di controllo, dipendenza o sopraffazione che, purtroppo, spesso vengono normalizzate.


L’Assessore ha sottolineato che questo spettacolo invita a osservare con maggiore attenzione ciò che accade intorno a noi, a non voltarsi dall’altra parte e a domandarsi quale ruolo ciascuno possa avere nel prevenire la violenza, sostenendo chi vive situazioni di difficoltà e rafforzando una cultura del rispetto.
Lo spettacolo ha approfondito proprio queste dinamiche: il peso dei legami, le fragilità, le radici di comportamenti che possono trasformarsi in abuso e il percorso di chi trova la forza di rompere il silenzio.
Un racconto che parla di sofferenza e fragilità.
Un racconto che mette al centro anche il riscatto e la consapevolezza, necessari per provare a interrompere cicli che spesso sembrano senza fine.

Lo spettacolo ha offerto inoltre un punto di vista raro e complesso: quello delle madri degli uomini che commettono femminicidi. Donne che si interrogano su ciò che non hanno visto, su cosa avrebbero potuto fare, su quali segnali, oggi così evidenti, allora erano stati ignorati o minimizzati.
L’attrice ha interpretato questo ruolo con grande intensità, dando voce a una madre che si strugge e ripercorre i meandri della propria memoria alla ricerca di quei momenti in cui avrebbe potuto intuire l’indole violenta del figlio. Le volte in cui si è detta “è solo un ragazzo”, le risposte date per sminuire, i dubbi soffocati, le domande che tornano con forza: se solo avessi… se solo non avessi lasciato…

La componente musicale ha accompagnato la scena in modo delicato, sostenendo un’interpretazione che ha saputo creare un silenzio attento in sala. Un monologo intenso, capace di tenere il pubblico sospeso e di spingere alla riflessione anche dopo la conclusione dello spettacolo.

Il pubblico ha seguito con grande partecipazione. Al termine, Don Salvatore, il Vicesindaco Adele Pineda e l’Assessore Culoma si sono intrattenuti insieme alle artiste per un breve confronto, evidenziando quanto sia fondamentale continuare a sensibilizzare soprattutto i più giovani. Famiglia e scuola svolgono un ruolo importante, ma non sempre bastano: servono strumenti aggiuntivi, momenti di ascolto e linguaggi capaci di raggiungere davvero le nuove generazioni. In questo senso, il teatro può offrire un contributo decisivo.
Un ringraziamento va alle artiste, alla produzione e a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa.

La lotta contro la violenza sulle donne riguarda l’intera comunità e ogni occasione di riflessione condivisa è un passo in avanti verso un cambiamento reale.

Foto a cura di Clara Garsia
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