Segui i nostri social

Attualità

A Pantelleria opera “Open Fiber” per rete fibra ottica. L’innovazione della telefonia sull’isola

Direttore

Pubblicato

-

Intervista ad Emanuela Vulpetti e Fabio Melia: domani tornano a Pantelleria

Già dal 2019, la Open Fiber opera sulla nostra isola, ma di essa si sa poco.
Abbiamo contatto la  referente dei rapporti istituzionali Emanuela Vulpetti e l’addetto alla comunicazione Fabio Melia, che si sono resi disponibili ad una interessante intervista a due, affinchè ci spieghino di cosa si occupa l’azienda milanese e l’importanza di essa sul territorio pantesco, oltre che nazionale.

Partirei innanzitutto con Emanuela Vulpetti: vuole raccontarci di cosa si occupa esattamente l’azienda? “Open Fiber è un operatore nazionale, impegnato nella costruzione di una rete in fibra ottica ad altissima velocità, che supera 1 gigabit al secondo. La società è nata dalla fusione tra Enel, Open Fiber e MetroWeb nel 2017, mentre oggi è controllata dall’Open Fiber Holdings che è partecipata al 60% da CDP Equity e al 40% da Macquarie Asset Management.
“Questa attività che sta sviluppando Open Fiber è al centro dei piani di sviluppo per la continuità dell’Europa e anche dell’Italia ed è in linea con gli obiettivi europei fissati in particolare nel Digital Compact del  2030, il cui obiettivo appunto è stato pensato per una rete che sia stabile e che viaggi ad almeno un gigabyte al secondo.
E’ il primo piano di investimento che ha fatto  Open Fibre con fondi dell’Unione Europea appunto e si chiama piano banda ultralarga perché è una rete  molto ampia,  che permette di far scorrere un grandissimo numero di dati senza problemi, blocchi eccetera. Questo è importante per tutta la vita non solo dei cittadini che vengono collegati con la rete Open Fiber ma anche per le imprese e per le pubbliche amministrazioni perché appunto la connettività  è chiave in ogni ambito della vita sia pubblica che privata. 

Vuole raccontarci gli inizi di Open FIber sull’isola? “Noi arriviamo a Pantelleria con il piano  banda ultralarga,  promosso da Infratel con fondi della regione siciliana  è compartecipato con l’Unione Europea e  che ha permesso di collegare quelle che vengono definite le aree bianche, cioè quelle aree che sono a fallimento di mercato e che quindi sono aree in cui nessun altro operatore sarebbe intervenuto per creare una rete di connettività.
“Nelle aree bianche Open Fiber ha lavorato in tutte le regioni italiane e quindi compresa Pantelleria. Successivamente il governo italiano ha varato il PNRR, all’interno del quale Open Fibre sta operando con il piano Italia 1 Giga che è un ulteriore piano di connettività a  completamento, che stiamo completando nelle cosiddette aree grigie. E’ un piano a completamento del precedente, quindi al termine di questi due  interventi, quello del 2016 e quello che stiamo attuando ora, Pantelleria sarà completamente connessa all’infrastruttura di rete ottica e tutta l’Isola potrà viaggiare a 1 gigabyte al secondo. “

A proposito di connettività e di rete che state portando a compimento, verranno eseguiti scavi, o si useranno preesistenti infrastrutture? “Si useranno infrastrutture che abbiamo  creato con i precedenti lavori o anche l’utilizzo di infrastrutture che non sono nostre, che è chiaramente previsto dalla normativa  italiana, come per esempio l’infrastruttura dell’illuminazione pubblica che a Pantelleria abbiamo verificato essere effettivamente e riutilizzabile. Qualche lavoro di scavo, però l’impegno che abbiamo preso anche con il Comune è quello di  creare  minor disagio possibile alla comunità e alla preparazione di Pantelleria e soprattutto. Per il centro storico, per lo stesso motivo, sono in corso dei tavoli tecnici con l’amministrazione.”

Ma adesso sposto le domande  all’addetto alla comunicazione di Open Faber Fabio Melia: qual è l’importanza di questo progetto a Pantelleria?  “Intanto, grazie mille per averci permesso di poter parlare con la cittadinanza di Pantelleria rispetto a un progetto che è decisivo per tutta l’Italia, a maggior  ragione con un luogo che per sua stessa natura e conformazione soffre e beneficia anche un po’  dell’isolamento proprio per essere un’isola.
“Io parto condividendo un numero che a mio avviso è importante e dà la dimensione di quello che ha fatto Open Fiber in meno di dieci anni. Con una nuova  tecnologia che si chiama FTTH e la fibra va dalla centrale fino all’interno della casa. SI parla di ben 15,2 milioni di  unità immobiliari in tutta Italia. 
“Questo è uno dei più grandi lavori infrastrutturali nel canto dell’accomodazione che sia mai stato fatto non solo in Italia, ma anche a livello europeo. Siamo il principale operatore FTTH in Italia e uno tra i primi europei. Parliamo di giganti al nostro fianco come Telefonica in Spagna, per capire la dimensione di quello di cui stiamo parlando. 
“È chiaro che la soluzione Open Fiber nasce per portare la fibra integrale, che  permette velocità di navigazione che va dal gigabit al secondo in su. Nasciamo con questo scopo, partecipiamo a una serie di iniziative, di bandi, perché partiamo dal presupposto che c’è un discorso proprio di democrazia digitale. Cioè è necessario e fondamentale per lo sviluppo dei nostri territori: ovunque noi ci troviamo possiamo godere della migliore tecnologia possibile. 
“La differenza poi lo fanno i contenuti, lo fanno le persone, non il luogo in cui ci si trova. Questo è un aspetto  fondamentale e quello su cui si è basato tutte le politiche, tanto comunitarie quanto nazionali, nel corso degli ultimi anni. Cioè fornire a tutti le stesse opportunità lo stesso campo di gioco. 
“Le iniziative  sono diverse, ce n’è una solo e esclusivamente privata che va ad impattare su quelle che sono le principali città, sono circa 240 più o meno, che sono le aree più densamente urbanizzate. Quello ovviamente lo fai con fondi esclusivamente privati perché c’è un ritorno economico rispetto a quel tipo di investimento. 
“Abbiamo, come diceva Emanuele prima, l’altro intervento che ha interessato Pantelleria che relativo alle aree bianche, cioè totalmente sprovviste delle infrastrutture a banda ultralarga. Per banda ultralarga noi intendiamo qualsiasi tipo di infrastruttura di telecomunicazione che permetta  una velocità di connessione di almeno 30 megabit al secondo.Questa è la definizione!
“C’è stato l’ultimo piano che questo ha interessato gli ultimi lavori di Pantelleria, che è esattamente quello delle aree cosiddette grigie, appunto. In esse era garantita la banda ultralarga ma che garantiva una velocità minima di connessione e nelle quali non era previsto uno sviluppo verso le nuove forme che si chiamano VHCM, cioè le reti ad altissima capacità, che sono quelle del gigabit. Anche il piano ItalianGiga. Per dare una dimensione: tu viaggi a 30 megabit, da 30 passi ad almeno 1000. Queste sono le differenze, perché un gigabit sono 1000 megabit al secondo.
“Di questo stiamo parlando, di trasformare  e dare nuove opportunità.
“Noi partecipiamo a questi bandi, chiaramente vinciamo per il tipo di progettualità che è stata promossa e alla fine siamo pronti a svolgere questo tipo di lavoro, anche in un contesto particolare come può essere quello delle isole. Abbiamo già fatto altre isole, sicuramente sono ambienti complessi da un lato per la loro natura, dall’altro siamo già ferrati e conosciamo le esigenze dei territori. “

Ma la velocità di connessione, Dr. Melia, attiene a tutta la telefonia, o solo a quella fissa o mobile? “SI parla di rete fissa: OpenFaber si occupa esclusivamente di realizzazione di infrastrutture per la rete fissa. 
“Ma nelle telecomunicazioni c’è molta più collaborazione di quello che può sembrare. Soprattutto le tecnologie parlano tra di loro, si inseriscono tra di loro. Si pensi che la rete mobile non potrebbe esistere senza la rete fissa, ma la rete fissa potrebbe esistere senza la rete mobile. La rete fissa è la base e è quella che garantisce un servizio migliore, perché è meno soggetta a determinati elementi atmosferici che possono andare ad impattare sul suo funzionamento. “

Quindi quando noi riceviamo l’ordinanza della Capitaneria di Porto di interdizione di zone marine per lavori sui cavi di fibra ottica, siete voi? “Solitamente sì, fermo restando che nulla impedisce un altro operatore di fare un  intervento dedicato. Questo chiaramente non lo possiamo sapere noi, però  in linea teorica dovremmo essere noi. Con l’ultimo intervento siamo andati a coprire molte più abitazioni. Stiamo parlando di circa 2.800 civici in tutte le frazioni e nel centro storico. Andiamo letteralmente a coprire tutti quelli che sono il centro abitato, le case sparse, le varie frazioni, quindi è un intervento importante.
“Abbiamo all’incirca 30 km che si andranno a fare di infrastruttura e è un progetto abbastanza grande rispetto a quelle che poi sono le dimensioni del territorio. Sicuramente un impatto minimo ci sarà, quindi è importante questo e col Comune si stanno attuando tutte le misure necessarie. Sappiamo quello che andiamo a fare, sappiamo quello che può generarsi,  quando manca la comunicazione. Perché se il cittadino non sa e vede che sotto casa gli stanno facendo uno scavo che poi viene ricoperto con una polverina rosa, questo elemento Può esse di disturbo perchè non si sa che che quello è un lavoro provvisorio e che nel giro di un paio di mesi, dal momento in cui si assesta col terreno, poi si passa a  ricoprire con l’asfalto. Sto parlando di questo per  introdurre un altro elemento importante: le modalità di scavo


Come avvengono gli scavi?Lo scavo fatto per posare i cavi è all’incirca larga 10 centimetri, profondo dai 35 ai 50 più o meno. Per i pozzetti è un po’ più profondo. Le normative per quanto riguarda questa fase, prevedono che  immediatamente, diciamo contestualmente. L’apertura del taglio sulla strada e della posa del cavo  viene riempito con della malta cementizia che viene colorata di rosa, come da nomenclatura europea, perché identifica le infrastrutture di telecomunicazione.  Perché non riasfaltano subito? Riasfaltare subito vuol dire andare a generare un rischio ulteriore, cioè viene giù subito. Per questo è necessario che si assesti. Trascorso questo tempo tecnico, sempre previa autorizzazione del comune, si fa il tappetino di asfalto a caldo. Questa è la modalità. 

Dott.ssa Vulpetti, domani incontrerete il sindaco d’Ancona, sarete una piccola delegazione, su cosa verterà l’incontro? Verremo per concordare un cronoprogramma e le tempistiche delle elaborazioni nel rispetto dell’esigenza del Comune, dell’esigenza della  cittadinanza e anche delle nostre esigenze.
“Con l’amministrazione di Pantelleria c’è un ottimo rapporto; con il sindaco, siamo in contatto costante e noi di Open Fiber ci teniamo moltissimo che ci sia un dialogo continuativo, stretto e che perdurerà nel tempo con le amministrazioni locali. 
Infatti, appunto io che mi occupo più direttamente del dialogo con le istituzioni locali, molto spesso vado a incontrare i comuni, che siano gli uffici tecnici o più prettamente chiaramente  i sindaci, occupandomi di relazioni istituzionali e mi dicono sì va bene, ma voi arrivate, scavate e poi ve ne andate. Ci teniamo molto a sottolineare, perché non è così, perché intanto noi abbiamo una struttura molto ramificata aziendalmente, siamo presenti in tutte le  regioni, addirittura in Sicilia abbiamo due sedi a Catania e a Palermo, quindi noi ci siamo e siamo qua per rimanere, nel senso che una volta che poi costruiamo la rete e il nostro interesse è far sì che i cittadini la utilizzano e che questa rete sia utilizzata e che non vengano messi semplicemente  questi soldi, questa quantità ingente di soldi che l’Unione Europea ha speso, ma che essi fruttino qualcosa e in questo noi saremo sempre presenti. Il dialogo con le amministrazioni che puntiamo a costruire è un dialogo continuativo, un dialogo in cui ci forziamo continuamente di rispondere e di dare tutte le spiegazioni di cui la cittadinanza ha necessità. E l’occasione di questa intervista è stata molto importante perché raccontare ai panteschi chi siamo, come lavoriamo e il fatto che è una grande opportunità che hanno soprattutto per lo sviluppo delle piccole comunità.

E a quanto ammonta in soldoni, l’investimento su Pantelleria e in generale?L’investimento che ha fatto Open Fiber tra pubblico e privato è 16 miliardi di euro. Noi ne abbiamo inpiegati 9miliardi dal 2017 al 2024 e altri 7 miliardi di euro verranno stanziati  dal 2025 al 2031. Per quanto riguarda Pantelleria, che attiene il nuovo piano (piano italia 1 giga) è di poco meno di 3 milioni. Si pensi che il finanziamento pubblico arrivi fino a una quota massima del 70%, nonostante il 30%. 

Dr. Melia in buona sostanza, che servizio fornisce Open Fiber? Open Fiber è un’infrastruttura, che non si occupa dell’attivazione, noi non forniamo servizi di connettività agli utenti finali. I nostri clienti, quelli che chiaramente permettono di mettere a reddito e di dare un senso finanziario a quest’operazione da 16 miliardi di euro. È l’operatore che attiva il servizio sulla nostra rete, cioè glielo affittiamo, tra virgolette,  e ci paga una percentuale rispetto al numero di contratti che è fatto.
“Noi viviamo di questo. La nostra ovviamente è un’azienda che ha la necessità di un ritorno economico a fronte di un investimento così ingente anche di fondi propri, non solo di fondi pubblici.  
“E’ importante anche sapere quest’altro aspetto, cioè nel momento in cui verrà realizzata  l’infrastruttura e verrà aperta la vendibilità di servizi per usufruire di queste tipologie, bisogna andare a controllare il numero di operatori. Sulla nostra rete noi abbiamo accordi con decina, se non centinaia, di operatori di telecomunicazione, dai nomi più noti a quelli magari meno noti, che però sono degli operatori locali. E di questo noi come Open Fiber siamo particolarmente orgogliosi, cioè aver aperto anche  questo mercato, che dà possibilità di scelta del gestore più conveniente o potente.
Questa è, soprattutto per un luogo come Pantelleria, quella diventa la vera rivoluzione, poter scegliere, poter scegliere di vivere e lavorare a Pantelleria.”

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Pubblicità
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attualità

La Nave Morosini saluta Pantelleria – V I D E O

Direttore

Pubblicato

il

Un vero gioiello della Marina Militare e di fattura tutta italiana

E’ stata avvistata a distanza ravvicinata alla costa di Pantelleria, la nave Francesco Morosini, in tutta la sua magnificenza.
Un saluto all’isola, già vedetta del Mediterraneo, non poteva mancare da parte del Pattugliatore Polivalente d’Altura (PPA) una delle classi più moderne e all’avanguardia della flottadella Marina Militare. Un vero gioiello di recente costruzione ad opera di cantieri navali italiani.
Le nuove tecnologie, accompagnate da una spiccata modularità, la rendono una soluzione ingegneristica di primo livello e un’Unità ad alta flessibilità operativa, capace di condurre operazioni in numerosi contesti.

Al comando troviamo l’Ammiraglio Andrea Bielli che ricopre l’incarico di Force Commander dell’operazione europea EUNAVFOR MED – IRINI.

La Morosini guida nel Mediterraneo centrale gli sforzi della duplice missione Irini: l’embargo sulle armi in Libia e il contrasto ai traffici illeciti.
Il primo aprile scorso l’ammiraglio Bielli ha assunto il comando della missione presso la base navale di Souda a Creta, vantando alle sue dipendenze tutti gli assetti aeronavali che operano nel Mediterraneo Centrale, e le strutture operative e logistiche a terra dell’operazione Irini.

Video a cura di Margherita Russo
…………………………………….
Per rimanere sempre aggiornati su Pantelleria, basta seguirci su WhatsApp, l’iscrizione è gratuita

Leggi la notizia

Attualità

Pantelleria, vendesi grande dammuso a San Vito. Antica dimora di Don Cola Busetta

Redazione

Pubblicato

il

Antico DAMMUSO “a Cévusa Bianca”, storica dimora appartenuta al mecenate Don Cola di Pantelleria, restaurata nel pieno rispetto dell’architettura tradizionale pantesca e pronta per essere abitata.


Il mecenate, che aveva fatto costruire un teatro, in questa proprietà ospitava e faceva fare le prove alle compagnie teatrali.

Disposizione della proprietà
La proprietà si compone di una struttura principale con 10 posti letto, affiancata da 3 dependance esterne contenenti altrettanti posti letto, per cui la ricettività complessiva è di 20 persone.
Il complesso dispone di 3 cucine attrezzate, 3 bagni, 4 docce interne e una doccia esterna circondata dal verde.
Sono presenti 2 ampie cisterne, ed anche il collegamento con l’acquedotto. Il riscaldamento è garantito da un impianto con termosifoni nuovi nella struttura principale e da una stufa a legna di recente installazione in una dependance.
Tutte le unità abitative sono completamente arredate e dotate di elettrodomestici, pronte all’uso sia per residenza privata sia per attività ricettiva.
All’esterno, un barbecue antico in pietra rappresenta un elemento affascinante ed utile per la convivialità.
La proprietà è immersa in un ettaro di terreno, dove trovano spazio un autentico giardino pantesco con agrumi produttivi, due laghetti e una ricca varietà di piante ornamentali e alberi da frutto. Gli ampi spazi aperti offrono scenari ideali per momenti di relax, eventi e attività di gruppo; in particolare, la caratteristica “aira” pantesca circolare si presta anche come spazio per attività teatrali e musicali.
Due accessi carrabili indipendenti, su strade parallele, garantiscono massima comodità e privacy, con ampia disponibilità di parcheggio per numerose vetture.

Per info e contatti: Prof. Nuccia Farina – +39 338 291 5126

……………………………………..
Seguiteci sul nostro canale WhatsApp

Leggi la notizia

Attualità

Il Presidente Mattarella a Pantelleria il 28 luglio

Direttore

Pubblicato

il

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Pantelleria il prossimo 28 luglio

L’occasione è la celebrazione del decennale di istituzione del primo Parco Nazionale della Regione Siciliana
( Pantelleria, 16 Giugno 2026 )Il Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, sarà a Pantelleria il prossimo 28 luglio aderendo all’invito del Presidente del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, Italo Cucci, che lo ha comunicato stamattina durante una conferenza stampa.

La particolare occasione è la celebrazione del decennale di istituzione del primo Parco Nazionale della Regione Siciliana, firmata con decreto proprio da Sergio Mattarella nel 2016.

Dalla nascita della Repubblica, il Presidente Mattarella è il primo Capo di Stato che visita ufficialmente l’isola di Pantelleria.

La conferma al caloroso invito che Italo Cucci aveva inoltrato oltre un mese fa è arrivata con una lettera a firma del Prefetto di Trapani, Daniela Lupo, che curerà il protocollo della visita in qualità di rappresentante del Governo nella provincia.

Sorride luminoso Italo Cucci ed esprime soddisfazione per la risposta positiva che considera data al Parco Nazionale Isola di Pantelleria, sottolineando che si tratta di un ulteriore passo avanti del lavoro che l’Ente sta realizzando in sinergia con le varie istituzioni.

“La visita del Presidente Mattarella a Pantelleria non è solo un motivo d’orgoglio locale visto che fu la sua firma a completare l’iter per la nascita del Parco Nazionale” dice Italo Cucci. “Da italiano percepisco anche il valore di questa visita al territorio nazionale più lontano, l’Isola nei millenni governata da tanti popoli poi felicemente Italia. Grazie Presidente!

………………….
Segui il canle WhatsApp

Leggi la notizia

Seguici su Facebook!

Cronaca

Cultura

Politica

Meteo

In tendenza