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A.A.A. cercasi…Estate 2022, mancano i bagnini in Versilia: «Lavoro troppo duro»

Redazione

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La notizia, che stavolta non fa ridere affatto, l’hanno pubblicato parecchi organi di stampa facendo fare un balzo sulla sedia a tutti vacanzieri abituati a fare il bagno nei lidi versiliesi e ad avere a disposizione gli angeli custodi del salvamento ma anche del decoro della spiaggia. Come ha raccontato il presidente dei balneari, Luca Lippi, il numero dei bagnini è diminuito negli ultimi anni e quest’anno ce ne sono ancora meno. Ma soprattutto mancano le nuove leve perché questo mestiere non s’inventa ed è necessario fare corsi e prendere anche un brevetto.

Eppure, una volta, soprattutto in Versilia, il bagnino era un mito. Non solo perché raccontato nei film della commedia all’italiana come uno sciupafemmine, ma perché era realmente il principe della spiaggia. Osannato anche dallo scrittore-psichiatra Mario Tobino. Ecco che cosa scriveva: «Il bagnino è cotto dal sole, robusto, calmo sotto i raggi, abile nel nuoto e sui remi. Di solito inoltre è aitante, trionfa di salute; facilmente le ragazze lo contemplano, le signore in molti modi lo lusingano. I fidanzati e i mariti sono lontani, le abitudini, le differenze sociali sono ottuse, quasi cancellate. Il bagnino è servizievole, di una sua ruvida gentilezza».

Salvatore Battaglia Presidente Accademia delle Prefi

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Chiusura temporanea dell’Ufficio Postale di Pantelleria per lavori tecnici

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Verrà  sostituito da un Ufficio Mobile. Ecco dove

l Sindaco Fabrizio D’Ancona comunica che è pervenuta al Comune di Pantelleria una nota ufficiale di Poste Italiane con la quale si informa che, al fine di consentire l’avvio dei lavori tecnici propedeutici alla realizzazione del Progetto Polis – Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale, l’Ufficio Postale di Pantelleria, sito in via E. De Amicis n. 2, resterà chiuso al pubblico dal 18 febbraio 2026 al 14 marzo 2026. Nella giornata di lunedì 17 febbraio 2026 l’Ufficio Postale di Pantelleria resterà ugualmente chiuso al pubblico per consentire la piena operatività dell’Ufficio Postale Mobile.


Durante tutto il periodo di chiusura, la cittadinanza potrà usufruire dei servizi postali presso l’Ufficio Postale Mobile, che sarà posizionato in via G. Verdi s.n.c. – Pantelleria, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 08:20 alle ore 13:35 e il sabato dalle ore 08:20 alle ore 12:35. Presso l’Ufficio Postale Mobile sarà possibile ritirare pacchi e posta in giacenza ed effettuare le operazioni legate al proprio ufficio postale, come quelle su conto e libretto. La riapertura dell’Ufficio Postale di Pantelleria è prevista per il 16 marzo 2026, salvo eventuali imprevisti che saranno tempestivamente comunicati alla cittadinanza. L’Amministrazione Comunale assicura la massima attenzione verso le esigenze della popolazione e ringrazia i cittadini per la collaborazione e la comprensione durante il periodo dei lavori.

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Capitaneria di Porto di Pantelleria, da oggi sospeso indirizzo PEC. Ecco quando torna attiva

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Si comunica che a seguito di interventi di aggiornamento sul sistema documentale in uso al Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, il sistema di trasmissione-ricezione PEC ed il servizio di protocollazione di questo Comando sarà temporaneamente inabilitato dalle ore 18.00 odierne (06 febbraio) fino al termine operazioni previsto nell’arco mattinale di lunedì 09 febbraio p.v.

Per quanto sopra, si richiede di inviare le necessarie ovvero urgenti comunicazioni all’indirizzo PEI (posta elettronica istituzionale) ucpantelleria@mit.gov.it e saranno comunque protocollate a partire dal momento del ripristino del sistema. Per la medesima motivazione eventuali comunicazioni originate nel predetto arco temporale da questo Comando verranno trasmesse attraverso la PEI e non avranno un numero di protocollo.

IL COMANDANTE
Tenente di Vascello (CP)
Giuseppe Claudio MARRONE

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TAR Lazio annulla “vincolo CONI” per corsi bagnini: vittoria per FISA e SNS Genova

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​Il TAR del Lazio ha ufficialmente annullato alcune clausole restrittive del DM85/24 del MIT che regolava la formazione dei bagnini di salvataggio. La sentenza relativa al ricorso presentato dalla Società Nazionale di Salvamento Genova (SNS) e dalla Federazione Italiana Salvamento Acquatico (FISA), enti storici del settore, riconosce che sono violati i principi di proporzionalitá, imparzialitá, buon andamento e concorrenza.

Il presidente Raffaele Perrotta che ha infatti contestato sin da subito vari aspetti del DM85/24 tra cui gli quelli di stampo monopolistico.

Uno dei punti del ricorso puntava il dito contro l’obbligo di impiegare esclusivamente allenatori abilitati dal CONI, e dalla Federazione Italiana Nuoto (FIN), come docenti del corso di formazione per assistente bagnanti e nelle commissioni di esame. Con il DM85/2024 infatti venivano improvvisamente annuallati, ingiustamente, decenni di esperienza, know-how e formazione degli istruttori nelle arti marinaresche o maestri di salvamento, che lavorano nel settore da molto prima.

Secondo i giudici infatti, tale decreto introduceva vincoli sproporzionati che avrebbero impedito agli enti storicamente accreditati (FISA e SNS) di operare in autonomia, imponendo un monopolio ingiustificato a favore della FIN e del CONI.
​Il TAR ha definito il modello regolativo adottato dall’amministrazione come “​Eccessivamente rigido e privo di aperture verso percorsi formativi alternativi o equipollenze tecniche” e “​In contrasto con i principi costituzionali di imparzialità, buon andamento, proporzionalità e libera concorrenza”.

​La soddisfazione della FISA e del suo Presidente, Raffaele Perrotta, che insieme ai suoi Maestri di Salvamento ha guidato una lunga battaglia istituzionale e legale senza avere avuto nessuna risposta dalla parte politica tranne che dal senatore Nave dei cinque stelle. Lo stesso Perrotta non si è mai arreso e che oggi ringrazia la giustizia: “La giustizia esiste” dice Perrotta “anche se può sembrare lenta…arriva sempre. Questo decreto, redatto senza una reale conoscenza della materia, avrebbe cancellato l’operatività di enti storici. Il TAR ha confermato che le scelte dell’amministrazione si fondavano su “un’istruttoria carente e su una lettura distorta delle norme di riferimento.”
​La sentenza ristabilisce quindi un equilibrio nel settore, riconoscendo il valore dell’esperienza degli enti storici e garantendo una formazione al salvamento che sia aperta, pluralistica e non soggetta a ingiustificati monopoli tecnici

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