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Cultura

6 concerti con artisti internazionali a Pantelleria per “La Musica e il Vento”

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Fervono i preparativi del grande Festival di Pantelleria “La Musica e il Vento”.

Con un palinsesto così corposo, il direttore artistico dell’itera manifestazione, Enrica De Biasi, non trascura nessun dettaglio, affinchè questa seconda edizione riecheggi tra le rocce nere e lucenti di Pantelleria.

Il grande annuncio lo ha fatto qualche giorno fa l’assessore alla cultura Claudia Della Gatta, ricordando il successone del concerto della scorsa estate presso il Porticciolo di Gadir.

Dal 2 luglio 2019 riparte il festival “ La Musica e il Vento 2019”, promosso dall’associazione culturale ARTSUITE presieduta da Pier Navoni, erede degli Amici di Pantelleria.

Così commenta l’assessore Della Gatta,

“Riportare la Grande Musica e i Grandi Artisti Internazionali sull’isola di Pantelleria è stata una grande sfida che abbiamo saputo raccogliere e portare avanti con convinzione e determinazione con la consapevolezza che la Musica unisce le comunità, quella dei cittadini panteschi con quella dei turisti siano essi occasionali o stanziali in un ideale abbraccio di bellezza, oltre ad essere un efficace strumento di promozione turistica”… “era un obiettivo da raggiungere e ci siamo riusciti”.

Il cartellone presenta 6 concerti di caratura internazionale e con artisti provenienti da Londra, Atene, Budapest, Salisburgo.

L’ingresso è sempre libero con inizio degli spettacoli alle 20.45.

Ecco le DATE:

2 Luglio: Mark Glanville & Stelios Katsatidis “TRA LE TERRE” . Uno straordinario recital per voce e fisarmonica. Una grande voce e uno fra i primi fisarmonicisti del mondo. Un recital pieno di vibrazioni ed emozioni. IUn abbraccio alle culture del Mediterraneo dalla Turchia ad Israele, dalla Grecia alla Puglia e alla Sicilia.

 

7 agosto: Marton Kiss – Pianoforte Vincitore di numerossisime competizioni internazionali Marton Kiss è oggi uno dei più applauditi pianisti della sua generazione dalla critica internazionale. Un recital interamente dedicato alla Musica Americana, dalla Rapsodia in Blu di Gershwin alla suite di Un Americano a Parigi.

15 agosto: Giuseppe Albanese – Pianoforte Il più talentuoso fra i pianisti italiani, protagonista indiscusso e ospite costante di tutte le più importanti stagioni sinfoniche e concertistiche italiane, in un recital di alto virtuosismo dedicato alle trascrizioni per pianoforte delle più celebri pagine di danze per orchestra da Strauss a Tchaikowski a Delibes.

21 agosto: Roberta di Mario – Pianoforte “Leda and the Swan”. Il pianoforte contemporaneo e la musica per immagini ispirata da Debussy con il suo suono dolcissimo e violento. Un recital speciale per un artista speciale che ha incantato la platea del Piano Milano City ed è stata scelta da Apple per la Play List dedicata al Trionfo del Pianoforte.

28 agosto: Giulio Plotino TRIO. Il talentuoso violinista Giulio Plotino, acclamato dalla critica internazionale come uno degli interpreti più sensibili dello strumento, guiderà il suo trio fra Teleman, Haendel e Vivaldi.

2 Settembre: Sergio CIOMEI – Pianoforte. “ Un invito a casa MOZART”. Vincitore del Mozarteum di Salisburgo, e Pianista principale di Cecilia BArtoli, Sergio è il pianista mozartiano per Eccellenza fra i più acclamati dalla critica. Una serata speciale sospesa fra la magica musica di Mozart e l’improvvisazione sui temi proposti dal pubblico proprio come faceva Mozart.

Enrica De Biasi invita chiunque sia appassionato della grande musica ad affiancarsi all’associazione culturale promoter, scrivendo a: artsuite@email.it.

Marina Cozzo

 

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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4 Commenti

1 Commento

  1. Avatar

    Fiora Giannelli

    22:13 - Giugno 15, 2019 at 22:13

    Molto interessante il programma. Dove eseguiranno i concerti?

    • Avatar

      Ciro Di Pasquale

      12:30 - Giugno 16, 2019 at 12:30

      Lo vorrei sapere anche io. Pennso nel castello

    • Avatar

      Fiora Giannelli

      12:33 - Giugno 16, 2019 at 12:33

      La locandina non mi si apre…

  2. Avatar

    Katrine Therkildsen

    11:32 - Gennaio 11, 2020 at 11:32

    La Fondazione europea per il sostegno alla cultura (EUFSC) in collaborazione con l’Orchestra Filarmonica di Malta, nell’ambito della manifestazione La Valletta 2018 – Capitale della cultura , offrira l’opportunita agli avventori di partecipare a una serie di eventi. Aspettatevi la musica classica in molte forme diverse, come recital solistici, concerti da camera e grandi concerti orchestrali con artisti di fama internazionale, stelle nascenti e nuovi incredibili talenti. Rock the South Malta apre le sue porte agli amanti della musica con piu di 30 artisti e palcoscenici multipli allo Zion Reggae Bar. Rock the South Malta ha ospitato piu di 100 artisti da quando e nato. Come ogni anno, il festival offre un’infinita offerta di intrattenimento con impressionanti gruppi e artisti locali e internazionali, passando dal reggae al jazz, al rock e persino al punk.

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Cultura

I racconti del vecchio marinaio pantesco: Di un viaggio ad Algeri e di una truvatura a Bonsulton / 3

Orazio Ferrara

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“Una mattina, per caso, incontrai ‘a zza Rosa, che tutti dicevano centenaria”

Una mattina, per caso, incontrai ‘a zza Rosa, che tutti dicevano centenaria.
Alla mia domanda se ricordasse o avesse mai sentito parlare di un posto detto sentiero o vigna di ‘u diàvulu. Rispose che quand’era ragazza, una volta, insieme col nonno aveva attraversato un sentiero abbandonato, che da Sataria saliva a Bonsulton. A un certo punto, prima di giungere a Bonsulton, erano arrivati in una zona di vecchie vigne, che il nonno disse chiamarsi ‘nfernu perché lì la terra sembrava emettere un calore innaturale quasi infernale, in compenso proprio lì maturava uno zibibbo dolcissimo, che non aveva eguali nell’isola. Più sopra c’era un vecchio dammuso diroccato circondato da folti rovi, che il nonno disse appartenere a una magara, conosciuta come ‘a Guardianu e morta tanti e tanti anni prima. L’arcano era stato finalmente svelato. La luna piena pendeva bassa sopra il mare di Pantelleria, trasformando lo specchio d’acqua di Cala Sataria in una brillante lastra di argento fuso. Qualche giorno prima avevo fatto un sopralluogo nei paraggi e avevo scoperto una parvenza di sentiero in ripida salita. Lo indicai a don Vito e sussurrai “Il sentiero è qui. Mangiato dal tempo, ma c’è”.

Ci arrampicammo in silenzio, lasciandoci alle spalle il profumo di zolfo e salsedine della grotta termale di Sataria. Il sentiero per la contrada di Bonsulton era una traccia fantasma, un corridoio di pietre laviche e terra arsa, sepolto da decenni di abbandono. Sotto la luce fredda della luna, quelle pietre laviche sembravano le ossa sparse di un gigante morto nella notte dei tempi. Attraversammo dei vigneti, da cui emanava un calore quasi soffocante, addolcito soltanto dal profumo dello zibibbo. All’improvviso, dopo un’ora circa di cammino, tra il frinire ossessivo delle cicale notturne, ci apparve la sagoma del dammuso.

Non era che un rudere, la cupola era parzialmente crollata e i muri massicci erano soffocati da una matassa di rovi arruffati e selvaggi, che sembravano posti lì a guardia contro eventuali curiosi. Non fu facile avere ragione di quei rovi dalle punte acuminate, ma alla fine riuscimmo ad aprire una breccia e a penetrare nell’interno. Alla luce ingannevole di una lanterna, cominciammo poi ad ispezionare con certosina pazienza le pareti. L’aria sapeva di polvere antica.
Ma non scoprimmo alcunché, sconfortati, ci sedemmo per terra. Eppure quell’antica carta non poteva mentire, da qualche parte in quel dammuso diroccato doveva esserci una truvatura. Dovevamo trovarla ad ogni costo.

Capitan Vito sembrava perduto dietro ai suoi pensieri, come stesse cercando qualcosa che solo i suoi ricordi d’infanzia sembravano suggerirgli. Poi si alzò e, deciso, corse nell’alcova, tastando le mura palmo a palmo. “Qui” disse, indicando una crepa sottile, quasi invisibile tra le numerose fessure dell’intonaco grezzo. Prese infine il suo inseparabile coltello di marinaio e cominciò ad allargare la crepa.

Un grosso frammento di muro cedette quasi subito, rivelando il vuoto di una profonda cavità. Quando la luce della lanterna illuminò l’interno, il respiro di entrambi si fermò di colpo. Davanti ai nostri occhi increduli c’era un forziere di duro legno di quercia, il cui coperchio faceva fatica a chiudere in quanto pieno zeppo di grosse monete d’oro, che adesso brillavano di una luce calda e sinistra ad un tempo.

Le monete erano escudi spagnoli d’oro del XVI secolo, con l’effigie di Filippo II, testimoni di un’epoca in cui l’isola era l’ombelico del Mediterraneo e rifugio di abili corsari cristiani. Le monete scivolarono tra le dita di don Vito con un tintinnio metallico che ruppe d’improvviso, facendoci trasalire, il silenzio secolare del vecchio dammuso. La luce della luna, passando dal tetto diruto, rendeva i riflessi di quegli scudi spagnoli quasi innaturali, di un giallo troppo vivo e acceso per sembrare vero. Eravamo finalmente ricchi.

Da quel momento non avremmo fatto mai più la vita errabonda e pericolosa del marinaio. Ma fu il pensiero di un solo attimo, perché capitan Vito subito disse ad alta voce “È troppo, per noi due soli”, poi aggiunse più sommesso “L’oro sepolto nel buio per secoli fermenta malizia e cattiveria. Questo denaro porta in sé la perfida malìa di chi lo ha accumulato con il sangue o con la rapina. Solo suddividendolo saggiamente eviteremo la maledizione e le conseguenti sventure”. Annuii silenziosamente. Decidemmo sul momento, con la solennità di un giuramento antico. Non avremmo tenuto per noi che una minima e piccola parte, quanto bastava per onorare la fatica della scoperta, lasciando che il resto, la stragrande parte, prendesse la via del bene. Una quota fu assegnata per i necessari lavori, impellenti ma sempre prorogati per mancanza di fondi, da farsi al veliero “Madonna di Trapani. Un’altra parte da suddividersi, in parti uguali, tra i membri dell’equipaggio che avevano rischiato la vita nel viaggio ad Algeri.

Infine la quota più consistente sarebbe andata, quale beneficenza, ad una fratanza religiosa di marittimi dell’isola, il cui scopo principale era provvedere ai bisogni delle vedove e degli orfani di chi, marinaio, non era più tornato dall’azzurra avventura sul mare ed aveva come tomba le acque amare del Mediterraneo. Scendemmo verso cala Sataria che era quasi l’alba. Il tesoro non ci aveva resi uomini ricchi, ma uomini liberi dal peso crudele e opprimente dell’avarizia, sì. Dopo aver suddiviso gli scudi d’oro come concordato, il “Madonna di Trapani” tolse gli ormeggi dal porto di Pantelleria per andare incontro ad una nuova avventura. Guardai verso Bonsulton e scorsi, seminascosto dai rovi, il

vecchio dammuso della truvatura e lo vidi risplendere ai primi raggi del sole. La nera oscurità, che un tempo lo abitava, era stata finalmente scacciata.

(3 – fine)

Orazio Ferrara

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Cultura

Audizione pubblica per la De.Co. di Pantelleria

Direttore

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Riconoscimento degli elementi materiali e immateriali  identitari di una comunità

Il 23 p.v  alle 17 , presso il Qalea Hotel di  Via Cimillia – Suvaki, si terrà presso   il Cerimoniale della consegna del riconoscimento alla laboriosa comunità di Pantelleria di “Custode dell’identità Territoriale, della bandiera dei Borghi DeCo,  l’inaugurazione della Banca del GeniusLoci del Borgo DeCo”.
Nella mattinata l’apertura al pubblico
Tuttavia, l’apertura al pubblico sarà sempre il 23 maggio, dalle 11.30 fino alle  14.00, con manifestazioni di showcooking, degustazioni in presenza di tutte le cantine.

 L’evento è organizzato dal Comune di Pantelleria in collaborazione con il Parco Nazionale Isola di Pantelleria, la ProLoco di Pantelleria  e IDIMED Rete Nazionale di Borghi GeniusLoci DeCo e vede il finanziamneto dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana.

In questa occasione verranno trattati tutti gli argomenti (agricoltura, patrimonio UNESCO, cucina, tradizioni, ambiente) che rendono Pantelleria singolare, anzi,  come riporta il blog ReteBorghiDecoi: “Perché Pantelleria è un Caso Esemplare. L’esperienza pantesca dimostra che una De.Co. moderna è vincente solo se smette di voler essere un marchio commerciale.

“L’identità non è un reperto da museo, ma un processo comunitario ininterrotto.”
Attraverso l’Audizione Pubblica, la comunità di Pantelleria smette di essere “destinataria” di politiche turistiche e torna a essere protagonista del proprio destino culturale. La Banca del Genius Loci assicura che questo patrimonio resti un vantaggio collettivo, una risorsa per tutti e mai la rendita di posizione di pochi.

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Spettacolo

La Compagnia Teatro Finestra di Gianni Bernardo compie 50 anni

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La Compagnia Teatro Finestra compie 50 anni, la Città di Aprilia, gemellata con Pantellria, ne compie 90.
Due compleanni importanti, due destini, due storie che nella sfera culturale si intrecciano.
Era il 1976. Da allora molti eventi, traguardi, scommesse, distrazioni, applausi. Una storia (la nostra storia) che continua nel tempo, dando voce, “casa”, identità e riconoscimento culturale alla comunità, coinvolgendola, traghettandola nella narrazione dei tanti spettacoli rappresentati in Italia e all’estero che hanno marcato il cammino della Compagnia in questo mezzo secolo.

Cinquant’anni fa si alzava per la prima volta un sipario che non si è mai chiuso. Da allora il Teatro Finestra ha costruito una vita di storie, di memorie, di volti, di applausi, ha percorso e attraversato più della metà della vita della città.

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