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Economia

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Redazione

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Si Ăš svolto questa mattina, nella sede del Distretto Turistico Sicilia Occidentale presso Sicindustria Trapani (Via Mafalda di Savoia, 26) un workshop istituzionale per la redazione di un Piano di Sviluppo del turismo enogastronomico e naturalistico (termale e del benessere) nei territori del GAL Elimos
Si tratta di un’ulteriore importante tappa per la costruzione di un quadro di riferimento condiviso, volto alla redazione del piano di sviluppo strategico, strumento indispensabile per valutare potenzialitĂ  e azioni di rilancio del territorio, comprendente i dodici Comuni di Buseto Palizzolo , Francesco Gruppuso Sindaco di Calatafimi Segesta , Comunicati stampa Castellammare del Golfo, Comune di Custonaci, Comune di Erice, Comune di Favignana – Isole Egadi Comune di Marsala Comune di Pantelleria, Comune di San Vito Lo Capo, CittĂ  di Trapani Comune di Valderice, #ComunediVita
A relazionare il Project Manager Gildo La Barbera ed Enrico Camilleri del team di esperti dell’RTI Step – Consorzio Solidalia, assegnataria del servizio tecnico per la redazione del piano.
Dopo un breve punto sullo stato di realizzazione del documento, Ăš stata illustrata la metodologia di rilevazione, analisi e gerarchizzazione delle iniziative che andranno a sostenere la strategia di sviluppo e che potranno essere i progetti-bandiera del piano strategico e quindi motori per lo sviluppo del turismo enogastronomico e naturalistico.
Ai comuni presenti ù stato dato tempo sino alla prima settimana di settembre per restituire le schede di rilevazione compilate secondo le progettualità prescelte. A dare il via al dibattito il Presidente del Gal Elimos Liborio Furco e la Presidente della Fondazione Distretto Turistico Occidentale Rosalia D’Alì.
Seguiranno ulteriori approfondimenti e workshop diretti a formare, sostenere e promuovere nuove opportunitĂ  per lo sviluppo turistico del territorio.
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Economia

“Straccia bollo”, prorogato al 31 dicembre. Falcone “Misura giĂ  decisa dal Governo Schifani”

Marilu Giacalone

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: Presidenza della Regione
Ci sarĂ  ancora un mese di tempo per usufruire dell’agevolazione “Straccia bollo” della Regione Siciliana. A renderlo noto Ăš l’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone. «È una misura che era giĂ  stata decisa dal governo regionale – afferma Falcone – anche perchĂ© il differimento del termine di pagamento Ăš stato molto apprezzato dai contribuenti siciliani e adesso lo stiamo estendendo almeno fino al prossimo 31 dicembre. L’obiettivo che ci eravamo prefissati – sottolinea Falcone – puĂČ dirsi giĂ  raggiunto: nel solo mese di novembre 2022 gli incassi da bollo auto per la Regione sono aumentati del 255 per cento rispetto a novembre 2021 e in appena due mesi abbiamo registrato oltre 183mila pagamenti. Significativi, dunque, i vantaggi in termini di riscossione per i nostri uffici, ma soprattutto in termini di concreti risparmi per i cittadini siciliani volenterosi che, ancora in questo momento, affollano gli sportelli appositi».
 
Con lo spostamento dei termini oltre il 30 novembre, grazie a un’intesa fra il dipartimento delle Finanze e gli sportelli Aci e Pratiche auto sul territorio, sarĂ  dunque possibile pagare gli arretrati del bollo auto senza sanzioni o interessi per gli anni dal 2016 al 2021. Alla data di ieri gli incassi della Regione soltanto nel mese di novembre hanno toccato i 32 milioni di euro, secondo le prime rilevazioni parziali, in netto aumento rispetto ai 9 milioni incassati a novembre 2021. «Il governo Schifani – aggiunge Falcone – inserirĂ  inoltre nelle prossime variazioni di bilancio la possibilitĂ  di rateizzare i debiti superiori a cinquemila euro senza sanzioni e interessi».

Legge regionale 

 
A introdurre la misura “Straccia bollo” era stata la legge regionale 16 dello scorso agosto. La regolarizzazione agevolata, rivolta sia alle persone fisiche che giuridiche, riguarda i mancati pagamenti giĂ  iscritti a ruolo per gli anni dal 2016 al 2019 (escluse le somme giĂ  versate all’agente della riscossione) e quelli degli anni 2020 e 2021 non ancora regolarizzati con i canali di riscossione ordinaria.

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Economia

Fivi Piacenza 2022: Record su Record. Pantelleria protagonista con la cantina Antonio Gabriele

Matteo Ferrandes

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Non Ăš una fiera, ma visita in cantina e incontro con il produttore

Cesconi: Piacenza ideale per Fivi.  Comolli: Chiamiamolo Fivitaly, merita.

Pantelleria-Zibibbo e Spongata-Piacenza, mariage ospitale del produttore Antonio Gabriele produttore di passito dolce naturale  

 

Tre giorni “alla grande”, dicono tutti.

Lorenzo Cesconi , presidente Fivi, Ăš molto chiaro: “ Grati a Piacenza che ha creduto nel contatto diretto fra produttori e clienti. In 100 alla prima edizione, oggi quasi 900. Grati ad alcuni amici piacentini che 11 anni fa hanno consigliato molto bene i fondatori di Fivi, ad iniziare da Costantino CharrĂšre oggi premiato da tutti e 1400 colleghi della associazione per l’impegno, le scelte, la lungimiranza e attenzione al territorio che ha sempre cercato nella sua Aosta e in tutte le regioni italiane” .  Certo che gli spazi, la capienza dell’ente fiera e i servizi sono un vincolo. 25.000 persone in tre giorni, parcheggi pieni giĂ  dall’uscita dell’autostrada. Segno che molti visitatori vengono da fuori Piacenza. Piacenza centrale e comoda: 130 da Torino, da Bologna, da Genova, da Verona e neanche 100 da Milano e Brescia. Piacenza deve offrire piĂč ospitalitĂ  e piĂč eventi cittadini, di piĂč di uno sconto sul biglietto di ingresso al museo civico. Ultima giornata, lunedĂŹ,  dedicata agli operatori economici e ai comunicatori storici. Fra i banchi visti i piĂč importanti nomi del giornalismo enogastronomico nazionale.

 Pantelleria a Piacenza con Antonio Gabriele

Presente a Piacenza anche il mitico Doc Zibibbo passito naturale dolce.  Unica azienda rappresentata, quella di Antonio Gabriele, che ha sede e vigne sull’isola di Pantelleria vicino al sito archeologico dei Sesi che già 3000 anni fa furono navigatori e coltivatori di vigne. Gabriele ha legato con la città e la storia di Piacenza.   ”Conosco e assaggio  i grandi  vini santo piacentini e di Vigoleno – dice Gabriele – ma ho scoperto in questi giorni l’ eccezionale binomio dello Zibibbo Doc Pantelleria passito dolce naturale appassito al sole e non in serra con la antica torta Spongata di Piacenza e con i buslanei duri intinti nel calice ampio di Zibibbo. Un “fuorifiera” fra amici, molto interessante
da incrementare i prossimi anni.  Un masterclass per pochi. Ma il mio pensiero ù sempre rivolto alla terra vulcanica che produce lo Zibibbo che pian piano ci viene clonato da altri territori e altri produttori con il consenso anche di enti come i Consorzi di tutela e la Regione Sicilia.
E il comune di Pantelleria e il sindaco Vincenzo Campo non possono fare nulla pur essendo i responsabili del territorio.   Abbiamo bisogno di creare una associazione sull’isola di viticoltori. Non si puĂČ accettare che la fascetta Doc sia fornita ai panteschi  discrezionalmente da Palermo”.

 Fascetta DOC e DOCG

Una fascetta Doc non vale nulla rispetto alla scelta della Docg che lega notorietĂ , territorio classico, valore aggiunto, controlli maggiori e piĂč certezze per i consumatori
 sostengono tutti i viticoltori ma in silenzio
.  Un chilo di uva raccolta in ginocchia sugli alberelli bassi riconosciuti da Unesco non puĂČ avere un valore di 1 euro, ma almeno 3 euro. Rese bassissime anche causa un clima sempre piĂč estremo, limitate  fra 20-40 quintali ettaro, a seconda della zona:  necessitano di una remunerazione piĂč giusta del lavoro umano. Il reddito in vigna e in cantina cala anno dopo anno, i giovani scappano, il rischio Ăš di perdere un vino unico autentico esclusivo e di non avere prospettive. Il rischio Ăš un abbandono delle terre coltivate, quindi un ischio anche di fragilitĂ  del territorio, di non alternative. Tema molto importante alla luce anche di fatti catastrofici recenti.

 Rapporto tra piccoli viticoltori e consorzi di tutela

Il rapporto fra piccoli  vitivinicoltori e i consorzi di tutela Ăš un cavallo di battaglia da anni di Fivi. Hanno ragione. Presente anche l’on Gian Marco Centinaio che ha ribadito, pur non essendo membro del Governo attuale, massima disponibilitĂ  a essere portavoce nelle sedi ministeriali delle istanze dei giovani viticoltori e dei piccoli vignaioli, su temi come  la burocrazie eccessiva e inutile, le accise all’export
.anche gli equilibri e l’evoluzione dei consorzi di tutela. L’evento Fivi  funziona. Il contatto consumatore e produttore Ăš molto richiesto dalle nuove generazioni: oltre l’ 80% di chi circola fra i tavoli-cantina  Ú una gioventĂč appassionata e innamorata del vino italiano. Forse si potrebbe pensare a un prezzo speciale a bottiglia in occasione dell’evento a Piacenza. Il prezzo non Ăš piĂč una discriminante a priori oggi: si puĂČ bere bene anche a prezzi contenuti perchĂ© la professionalitĂ , competenza, capacitĂ , innovazione aiutano in cantina a dare efficienza.

 Scelta dei vitigni resistenti

A Piacenza, parlando con i produttori, Ăš anche emerso che la scelta di vitigni resistenti alle malattie, ma non ibridi asiatici, Ăš la strada da percorrere per arrivare a uso zero degli agrofitofarmaci e garantire sanitĂ  delle uve in cantina. Niente stravolgimento dei sapori e gusti delle Docg-Doc e del legame terreno-vitigno che Ăš diventato un parametro inconfondibile per il consumatore. Ceves-Uni di Piacenza ha avviato una ricerca e studio su diverse barbatelle ottenute da piante di Moscato di Alessandria coltivate a Pantelleria (giallo)  da almeno 80-100 anni solo su terreno vulcanico nelle zone degli insediamenti umani antichi  per compiere analisi del dna vegetale e individuare un ceppo autentico e diverso da tutti gli altri anche impiantati piĂč recentemente  che possa essere espressione di un solo territorio e non di tanti luoghi. In questo l’esperienza e il supporto di GRASPO e di universitĂ  specializzate  di enologia e viticoltura del Veneto e dell’Emilia saranno determinanti e potranno offrire un aiuto fondamentale ai piccoli viticoltori panteschi in modo che dna-identitĂ -sanitĂ  dell’uva siano una cosa sola.

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Economia

Attività produttive, Tamajo: «Portiamo 26 aziende siciliane al Big 5 di Dubai»

Matteo Ferrandes

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Presidenza della Regione

Dal 5 al 6 dicembre 26 aziende siciliane del “Sistema Casa” saranno presenti alla fiera “Big 5” di Dubai. Si tratta delle imprese selezionate tra quelle che hanno risposto all’avviso pubblicato dall’assessorato regionale alle AttivitĂ  produttive lo scorso maggio, nel quadro delle attivitĂ  dell’Azione 3.4.1 “Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale” del Po Fesr 2014/2020. Obiettivo del bando era selezionare le realtĂ  siciliane interessate a partecipare, in presenza, ad alcune manifestazioni fieristiche internazionali tra il 2022 e il primo bimestre 2023.

L’intervento del dipartimento delle Attività produttive coprirà le spese relative all’affitto dell’area espositiva, all’allestimento e all’arredamento di base degli stand, all’iscrizione nel catalogo della manifestazione.

«Grazie al sostegno della Regione – sottolinea l’assessore alle AttivitĂ  produttive, Edy Tamajo – alle realtĂ  imprenditoriali della nostra Isola offriamo vetrine importanti e nuove opportunitĂ  di promozione, in un momento di ripartenza dell’economia dopo gli anni difficili della pandemia. Fare conoscere i nostri prodotti e le nostre competenze in contesti internazionali di primo piano, come quello della manifestazione nel Paese arabo, Ăš necessario per la crescita di tutti i nostri comparti produttivi». 

Il “Big 5” di Dubai Ăš una delle principali rassegne globali nella quale si danno appuntamento espositori nazionali e internazionali dei settori arredamento per la casa, materiali per edilizia, ceramica, attrezzature e tecnologia, costruzioni. È il piĂč grande evento focalizzato su queste tematiche in Medio Oriente, Africa e Asia meridionale, si svolge ogni anno e attrae oltre 67.000 professionisti del settore.

A questo link Ú possibile consultare l’elenco delle aziende ammesse.

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