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Economia

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Si รจ svolto questa mattina, nella sede del Distretto Turistico Sicilia Occidentale presso Sicindustria Trapani (Via Mafalda di Savoia, 26) un workshop istituzionale per la redazione di un Piano di Sviluppo del turismo enogastronomico e naturalistico (termale e del benessere) nei territori del GAL Elimos
Si tratta di unโ€™ulteriore importante tappa per la costruzione di un quadro di riferimento condiviso, volto alla redazione del piano di sviluppo strategico, strumento indispensabile per valutare potenzialitร  e azioni di rilancio del territorio, comprendente i dodici Comuni di Buseto Palizzolo , Francesco Gruppuso Sindaco di Calatafimi Segesta , Comunicati stampa Castellammare del Golfo, Comune di Custonaci, Comune di Erice, Comune di Favignana – Isole Egadi Comune di Marsala Comune di Pantelleria, Comune di San Vito Lo Capo, Cittร  di Trapani Comune di Valderice, #ComunediVita
A relazionare il Project Manager Gildo La Barbera ed Enrico Camilleri del team di esperti dellโ€™RTI Step – Consorzio Solidalia, assegnataria del servizio tecnico per la redazione del piano.
Dopo un breve punto sullo stato di realizzazione del documento, รจ stata illustrata la metodologia di rilevazione, analisi e gerarchizzazione delle iniziative che andranno a sostenere la strategia di sviluppo e che potranno essere i progetti-bandiera del piano strategico e quindi motori per lo sviluppo del turismo enogastronomico e naturalistico.
Ai comuni presenti รจ stato dato tempo sino alla prima settimana di settembre per restituire le schede di rilevazione compilate secondo le progettualitร  prescelte. A dare il via al dibattito il Presidente del Gal Elimos Liborio Furco e la Presidente della Fondazione Distretto Turistico Occidentale Rosalia Dโ€™Alรฌ.
Seguiranno ulteriori approfondimenti e workshop diretti a formare, sostenere e promuovere nuove opportunitร  per lo sviluppo turistico del territorio.
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Economia

Crisi di Hormuz: carburanti fino al +45% e bollette sempre piรน care

Redazione

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Piรน di 3.000 petroliere al mese attraversano il passaggio di Hormuz, un corridoio largo poco piรน di 33 chilometri in uno dei punti piรน stretti. รˆ da qui che passaย una quota decisiva del petrolio marittimo mondiale, e la scelta iraniana di limitare i transiti ha trasformatoย una crisi militare in uno shock economico immediato. Il punto non riguarda solo il Golfo: il rincaro di greggio, diesel, gas e carburanti per lโ€™aviazione si riflette giร  sui costi di trasporto, sui prezzi industriali e sulle aspettative dโ€™inflazione in Europa e negli Stati Uniti. In uno scenario simile tornano centrali sia ilย mercato energeticoย sia ilย costo dellโ€™energia elettrica, perchรฉ ogni tensione sulle materie prime si trasmette rapidamente a famiglie e imprese.

Il corridoio energetico del Golfo
La novitร  delle ultime ore รจ cheย lo Stretto non risulta chiuso in modo assoluto, ma sottoposto a un filtro politico e commerciale. Teheran sta usando il passaggio come leva selettiva, penalizzando i nemici e favorendo partner e Paesi ritenuti non ostili, mentre sullโ€™area pesa anche lโ€™ultimatum statunitense di un possibile intervento per riaprire la rotta. Alcune petroliere sono riuscite ad attraversare in sicurezza e anche lโ€™Iraq ha comunicato la possibilitร  di far transitare il proprio greggio, segnale diย una restrizione variabile piรน che di una serrata totale.

รˆ proprio questa gestione discrezionale a rendere la crisi piรน destabilizzante per i mercati. Il problema non รจ soltanto la quantitร  di barili che rischia di fermarsi, maย lโ€™incertezza sulla regolaritร  delle consegneย e sui costi assicurativi e logistici per gli armatori. In un sistema che vive di flussi continui, anche un canale formalmente aperto ma politicamente instabile produce tensione sui futures, spinge in alto il prezzo del greggio e allarga il premio di rischio sullโ€™intera catena energetica.

Gli effetti su carburanti e inflazione
La ricaduta piรน visibile รจ giร  quella sui carburanti. I dati piรน recenti mostrano un forte aumento dei prezzi negli Stati Uniti:

Dallโ€™inizio del conflitto la benzina รจ salita del 37%, passando da 2,98 a 4,08 dollari al gallone.
Il diesel รจ aumentato del 45% in un mese, mostrando una reazione ancora piรน violenta alla crisi di approvvigionamento.
Il dato รจ rilevante anche per lโ€™Europa, perchรฉ il diesel resta la base del trasporto merci e di molte filiere industriali.
Quando sale il diesel, lโ€™effetto non si ferma alla pompa ma si trasferisce su logistica, distribuzione e prezzi finali.
In Italia lโ€™allarme si รจ allargato anche allโ€™aviazione. Si registranoย prime limitazioni ai rifornimenti in diversi aeroporti, con alcuni scali senza carburante fino a determinate fasce orarie e altri operativi solo con quantitร  limitate per specifiche categorie di voli. La conseguenza pratica รจ doppia: famiglie e imprese possono trovarsi davanti a costi piรน alti, sia nelleย bollette della luceย sia nelleย bollette del gas, mentre governi e banche centrali rischiano di fronteggiare una nuova ondata di rincari importati.

Le mosse diplomatiche e la vulnerabilitร  europea
Il punto strategico รจ cheย lโ€™Occidente dispone di margini limitati e costosi. Nelle ultime settimane si รจ formato anche un coordinamento internazionale di oltre 40 Paesi interessati alla riapertura e alla sicurezza della rotta. Ma la fragilitร  europea resta evidente:ย gli Stati Uniti possono contare di piรน sulla produzione interna, mentre il vecchio continente continua a subire gli shock esterni attraverso i prezzi dellโ€™energia e i costi di importazione. Per questo la crisi di Hormuz pesa a Bruxelles quasi quanto a Riyad o a Teheran, e rende ancora piรน sensibile la scelta traย offerte gasย eย offerte luceย in una fase di forte volatilitร .

Il passaggio finale riguarda la durata della crisi. Finchรฉย Hormuz resterร  un rubinetto geopoliticoย e non una via marittima pienamente neutrale, i mercati continueranno a prezzare tensione, scarsitร  e possibile escalation. Il punto essenziale รจ cheย non serve una chiusura totale per produrre un danno reale, basta la percezione che i flussi possano essere interrotti in qualsiasi momento. รˆ questa incertezza, piรน ancora della carenza fisica immediata, a spiegare perchรฉ una crisi locale nel Golfo stia giร  diventando una questione globale per energia, trasporti, inflazione e crescita.

Fonte:ย papernest.it

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Economia

Cooperative organizzazioni della pesca chiedono a Regione Siciliana ristori economici tempestivi: โ€œGravi criticitร  a causa delle condizioni meteomarine e posti di lavoro a rischioโ€

Redazione

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Attivare e rifinanziare il Fondo di Solidarietร  della Pesca, previsto dallโ€™articolo 39 della Legge Regionale 9 del 2019, uno strumento prioritario per garantire un sostegno immediato al comparto.

A chiederlo, sono le organizzazioni di categoria del settore ittico che fanno capo al movimento cooperativo qualiย UNCI Agroalimentare, CONFCOOPERATIVE-FederAgriPesca, LEGACOOP Agroalimentare, UNICOOP Pesca, AGCI Agrital e altre sigle quali FEDERPESCA Sicilia, COLDIRETTI Pesca, ANAPI Pesca Sicilia, AGRIPESCA Sicilia e Federazione Armatori Siciliani.

Nei giorni scorsi, i rappresentanti delle varie sigle hanno partecipato a un incontro tenutosi a Palermo, nella sede dellโ€™assessorato regionale dellโ€™Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, finalizzato ad affrontare la grave condizione di crisi che sta colpendo il settore in Sicilia e a individuare misure urgenti di sostegno e rilancio.

Nellโ€™isola, la produzione complessiva รจ di oltre un terzo dellโ€™intero comparto nazionale.

Nel corso del confronto con lโ€™assessoreย Luca Sammartinoย รจ stato rappresentato come, a partire dal mese di dicembre 2025, la pesca sia stata fortemente penalizzata da eccezionali avversitร  meteomarine, che hanno determinato lunghi periodi di fermo forzato delle attivitร .

A tali criticitร  si sono aggiunte la diffusa presenza di detriti e rifiuti nei fondali marini, che ostacolano le operazioni di pesca, e lโ€™insorgenza anomala di fenomeni di mucillagine che compromettono ulteriormente la produttivitร .

Un quadro ulteriormente aggravato, a partire dai primi mesi del 2026, dal significativo incremento del prezzo del carburante, legato alle tensioni internazionali, che incide in maniera determinante sui costi di gestione delle imprese, rendendo in molti casi antieconomica lโ€™uscita in mare.

Le organizzazioni cooperative e datoriali hanno evidenziato la pesantezza della mancata redditivitร  dovuta alla situazione in atto: a farne le spese sono le imprese di pesca e i circa cinquemila marittimi imbarcati, con il concreto rischio di un blocco generalizzato delle marinerie siciliane e gravi ripercussioni sul piano economico e sociale.

In un simile ottica, risulta fondamentale lo stanziamento adeguato di risorse da parte della Regione Siciliana, per assicurare ristori economici tempestivi.

Nello specifico, la proposta presentata prevede lโ€™erogazione di contributi alle imprese del settore, calcolati secondo i criteri giร  adottati per lโ€™arresto temporaneo delle attivitร  nellโ€™ambito del programma FEAMP e il riconoscimento ai marittimi di unโ€™indennitร  giornaliera pari a trenta euro per le giornate di inattivitร .

Ai fini della quantificazione del fabbisogno, รจ stato stimato un periodo minimo diย quarantacinque giorni di fermo attivitร  tra dicembre 2025 e marzo 2026.

Sulla base dei dati aggiornati della flotta siciliana, che annovera circa duemilaquattrocentocinquanta imbarcazioni, e della forza lavoro impiegata, il fabbisogno per il sostegno al reddito dei marittimi รจ quantificato in circa sette milioni di euro, cui si aggiungono ulteriori e consistenti risorse per il sostegno alle imprese.

Le organizzazioni di categoria hanno pertanto ribadito la necessitร  di un intervento immediato e straordinario, volto non solo a compensare le perdite subite, ma anche a garantire la continuitร  operativa e il rilancio di un settore strategico per lโ€™economia e lโ€™occupazione delle aree costiere della Sicilia.

Con gentile richiesta di darne notizia,

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Economia

Pantelleria – Caro energia “una questione ancora irrisolta”. Il punto di The Dammuso Circle

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Pantelleria, 2 aprile 2026 –

Lโ€™energia rappresenta oggi uno dei principali fattori di criticitร  per le isole minori italiane e, in particolare, per Pantelleria, dove il costo della vita continua a risentire in modo significativo della condizione di insularitร . In questi territori, la produzione di energia avviene ancora in larga parte attraverso sistemi isolati e non interconnessi alla rete nazionale, con costi strutturalmente piรน elevati rispetto alla terraferma. Una condizione che incide direttamente sulla quotidianitร  dei residenti, sullโ€™attivitร  delle imprese e sulla sostenibilitร  economica dellโ€™intero sistema locale. In Italia esistono meccanismi di compensazione tecnica dei costi di produzione dellโ€™energia nelle isole minori non interconnesse, ma non esiste una vera perequazione fiscale o tariffaria in grado di garantire condizioni equivalenti a quelle della terraferma.

Mentre altri Paesi europei hanno scelto di intervenire direttamente sul costo finale dellโ€™energia per cittadini e imprese, garantendo unโ€™effettiva equitร  territoriale โ€” come avviene in Spagna, dove nelle isole il prezzo dellโ€™energia รจ sostanzialmente allineato a quello della penisola anche grazie a regimi fiscali agevolati, o in Francia, dove vige un principio di uguaglianza tariffaria su tutto il territorio nazionale โ€” nel nostro Paese il sistema continua a operare a monte, senza incidere in modo strutturale sulla spesa energetica di chi vive e lavora sulle isole.

Questa situazione determina uno svantaggio competitivo evidente e penalizza non solo i residenti, ma anche lโ€™intero sistema economico locale, influenzando negativamente il turismo, gli investimenti e la possibilitร  stessa di uno sviluppo sostenibile. Pantelleria, come molte altre isole minori, si trova cosรฌ a dover affrontare un paradosso: da un lato รจ chiamata a valorizzare il proprio patrimonio ambientale e paesaggistico, dallโ€™altro continua a sostenere costi energetici piรน elevati proprio a causa della sua condizione geografica.ย 

In questo contesto, diventa sempre piรน urgente aprire una riflessione seria e strutturata sulle politiche energetiche dedicate alle isole minori, che non si limiti al sostegno dei costi di produzione, ma introduca strumenti concreti in grado di garantire una reale equitร  per cittadini e imprese.
Accanto a ciรฒ, รจ necessario favorire lo sviluppo di modelli energetici innovativi e sostenibili, come le comunitร  energetiche locali, che possano contribuire a ridurre la dipendenza da fonti fossili. Questo percorso, tuttavia, deve essere accompagnato da una visione attenta e responsabile: gli interventi legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili devono essere progettati e realizzati in modo da non compromettere lโ€™identitร  paesaggistica e architettonica dellโ€™isola.

Pantelleria non รจ un territorio qualsiasi, ma un sistema delicato e unico, in cui ogni equilibrio va preservato.

Per questo รจ fondamentale che ogni scelta energetica tenga conto del valore culturale, ambientale e storico del paesaggio, evitando soluzioni invasive o incompatibili con il contesto.
Chi vive e investe sullโ€™isola non รจ soltanto un fruitore, ma un custode del territorio. E proprio da questa consapevolezza deve partire un modello di sviluppo che coniughi sostenibilitร , innovazione e rispetto.
Garantire condizioni di vita e di competitivitร  analoghe a quelle della terraferma non rappresenta un privilegio, ma un principio di equitร  territoriale che dovrebbe essere riconosciuto e attuato in modo pieno.

The Dammuso CircleAssociazione dei proprietari di dammusi di Pantelleria
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