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Sociale

Violenza a Catania, Albano: «Più controlli nelle città. Rispetto per donne sia caposaldo»

Redazione

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Violenza a Catania, Albano: «Più controlli nelle città. Rispetto per donne sia caposaldo»

Presidenza della Regione
«La violenza subita dalla ragazza tredicenne a Catania desta un sentimento di ripugnanza verso chi l’ha commessa. La prima reazione d’istinto della collettività è la richiesta di una pena esemplare, ancora più dura se, come in questo caso, sono coinvolti immigrati irregolari. Ma, ricordiamolo sempre, questi reati non sono commessi solo da extracomunitari e non hanno alcun colore: si tratta di violenza e basta». Lo dichiara l’assessore regionale alla Famiglia e alle politiche sociali, Nuccia Albano. «In questa circostanza mi pare che ci si stia preoccupando più dei violentatori che delle due vittime: la tredicenne che ha subito la violenza sessuale e il ragazzo di 17 anni, bloccato e costretto con la forza ad assistere alla scena. Gli stupratori – continua Albano – hanno commesso un grave crimine e pagheranno con pene severe il loro atto doloso e premeditato. I due ragazzi, che mai dimenticheranno quanto accaduto, potranno contare sull’assistenza psicologica, medica e sociale che le istituzioni ai diversi livelli di competenza garantiranno. Le grandi città, purtroppo, vivono frequentemente episodi di violenza di tutti i generi e occorre intervenire con la prevenzione, aumentando il controllo del territorio. Al momento, infatti, sono pochi gli agenti delle forze dell’ordine e non si è in grado di monitorare i grandi centri urbani. Inoltre – conclude l’assessore – occorre continuare a insistere sull’inclusione sociale con percorsi culturali nelle scuole, nelle famiglie, nelle associazioni e nei centri di prima accoglienza e il tema del rispetto della donna deve divenire il caposaldo di tutte le comunità e centri aggregativi, siano essi la scuola, le associazioni religiose, sportive, i centri di trattenimento migranti e gli enti del terzo settore».

Salute

ASP di Trapani contro uso droghe e nuove sostanze psicoattive, crack e fentanyl, krokodil

Redazione

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L’Asp di Trapani scende in campo con iniziative di sensibilizzazione per contrastare l’uso di sostanze stupefacenti dato il preoccupante aumento del consumo delle droghe chimiche nel territorio

Ieri mattina il direttore generale dell’Asp, Ferdinando Croce, ha presentato le attività per contrastare l’uso delle sostanze stupefacenti, con particolare riferimento alle nuove sostanze psicoattive, crack e fentanyl, krokodil.
“Sull’aumento dell’uso di droghe nella provincia trapanese siamo ad una nuova chiamata alle armi – ha affermato Croce – i dati in nostro possesso fanno comprendere come è in atto un rischioso ritorno alle nuove droghe, armi chimiche che non sono più di produzione naturale e molto più pericolose e per questo si deve aumentare soglia di attenzione.
“Non sei figo, sei solo fatto” è lo slogan della Campagna di comunicazione lanciata dall’Asp. “Vogliamo dare un impatto forte sui giovani e per questo lanciamo una campagna di prevenzione che coprirà quattro mesi. Partiamo in estate e poi continuiamo con l’inizio dell’anno scolastico con cartellonistica ad hoc per la promozione della salute”- ha sottolineato Croce.
“L’Asp di Trapani – ha aggiunto Croce – intende far fronte all’emergenza delle nuove droghe non solo dal punto di vista terapeutico ma anche su quello della prevenzione. È fondamentale far comprendere ai nostri giovani che la cultura dello sballo è un miraggio pericoloso, che ha conseguenze irreparabili sulla salute, dal punto di vista economico e anche per I risvolti che ha nell’alimentare fenomeni di microcriminalità. Non possiamo e non vogliamo sottrarci a questa responsabilità nei confronti dei cittadini. La nostra lotta alle dipendenze non si ferma a quella da stupefacenti ma riguarda anche altre forme, altrettanto pericolose e sulle quali è necessario che la comunità sia messa in guardia”.

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Sociale

Contro le truffe agli anziani l’Arma arruola un testimonial speciale: Lino Banfi

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L’Arma dei Carabinieri rivolge particolare attenzione ai soggetti vulnerabili, tra cui gli anziani, sempre più fragili di fronte alle insidie della modernità

Già da tempo l’Istituzione ha assunto efficaci iniziative a loro tutela, soprattutto in relazione alle truffe: un fenomeno sempre più diffuso e attuale, che prende di mira le persone fragili, lasciando in loro segni indelebili. Oltre al danno economico e al trauma psicologico dell’invasione del proprio spazio domestico, le vittime subiscono, infatti, anche il senso di colpa di essere state raggirate.

I truffatori approfittano proprio della sensibilità emotiva e della fragilità fisica degli anziani per conquistarne la fiducia, con i metodi più disparati. In questo contesto, l’Arma ha deciso di avviare una campagna di comunicazione diretta alla parte della popolazione maggiormente colpita da questo tipo di reati, allo scopo di rafforzare la prevenzione e accrescere la funzione di rassicurazione sociale. Il testimonial della campagna è il celebre attore Lino Banfi, il quale, per la profonda stima che nutre nei confronti dell’Istituzione e per la sua particolare sensibilità rispetto ai temi della legalità, si è mostrato fin da subito disponibile, con la grande generosità che lo caratterizza, a ricoprire questo ruolo così importante.

Lino Banfi il Nonno d’Italia

La scelta del “Nonno d’Italia” è stata ispirata dall’esigenza e dal desiderio di avvicinarsi ancora di più agli anziani, con l’intento principale di trasmettere in modo diretto ed efficace consigli utili a tutelarsi dai raggiri. Per questo l’attore ha subito aderito all’invito dell’Arma dei Carabinieri. Nello spot, che sarà diffuso sulle piattaforme social dell’Arma e sui media, Lino Banfi e il Comandante di Stazione del quartiere in cui vive mettono in guardia gli spettatori dalle truffe. Nel corso di un dialogo con il “suo” Comandante di Stazione, Banfi, con l’inconfondibile stile che lo contraddistingue, racconta di alcuni suoi conoscenti che hanno subito truffe, per poi lasciare la scena al Maresciallo dell’Arma che esorta il pubblico a prestare massima attenzione e a rivolgersi con fiducia ai Carabinieri chiamando il 112 N.U.E. Lo spot si conclude con l’invito a consultare il sito Carabinieri.it, in cui sono illustrate le principali tipologie di truffe e come riconoscerle.

Le tecniche dei truffatori

Le tecniche adottate dai truffatori, infatti, per quanto subdole e fantasiose, hanno schemi ricorrenti: individuarli è il primo passo per difendersi.

Oltre a questa iniziativa, è stata realizzata una locandina che sarà affissa in tutte le caserme, nelle parrocchie e nei luoghi di ritrovo degli anziani, nonché un opuscolo pieghevole da distribuire ai cittadini. In maniera chiara e semplice, vi sono indicati i consigli per evitare di rimanere vittima delle truffe tra i quali: attenzione ad aprire la porta agli sconosciuti, diffidare dalle apparenze, limitare la confidenza su internet.

Protagoniste assolute della missione di rassicurazione sociale dell’Arma sono le Stazioni Carabinieri, che vivono le comunità, rappresentando punti di riferimento sempre presenti e affidabili. Ed è per questo che i Comandanti di Stazione:

 svolgono incontri formativi in luoghi di culto, presso sedi comunali e strutture assistenziali/ricreative per anziani, con distribuzione di opuscoli informativi;

 mantengono contatti con i direttori di istituti di credito e degli uffici postali, per condividere informazioni su casi sospetti;

 sviluppano collaborazioni con gli organi di informazione e istituzioni locali per sensibilizzare l’opinione pubblica.

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Sociale

Vescovo ai giovani “Programmare cammino da fare insieme”

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Un incontro per programmare il cammino da fare per non disperdere la ricchezza con­divisa

È quello che terrà il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella lunedì 15 luglio, ore 21, presso l’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia “Casa Orchidea”, in contrada Bocca Arena a Mazara del Vallo, incontrando i componenti dell’équipe di pastorale giovanile, i responsabili e gli educa­tori dei gruppi giovanili delle parrocchie, dei movimenti, delle associazioni pre­senti in diocesi. «Insieme vogliamo tracciare dei percorsi di pastorale giovanile, impegna­tivi ma praticabili, aprendo grandi oriz­zonti, ma camminando a piccoli passi. E siccome ogni itinerario educativo ha bi­sogno della collaborazione del tempo, siamo invitti ad abitare le relazioni senza ansia, nemica della speranza», ha scritto il Vescovo nella lettera inviata a chi parteciperà. In questi quasi due anni di episcopato monsignor Giurdanella ha incontrato centinaia di giovani: «Da voi ho percepito attraverso le tante domande che mi avete rivolto, ve­nendo a trovarvi a scuola, da una parte la curiosità verso ciò che è misterioso e occulto, un’attenzione a volte anche cri­tica verso la Chiesa; dall’altra la bellezza della vita, il nostro abitare il mondo da protagonisti e di accostarci al Vangelo della gioia. E poi il confronto su temi a voi cari: la pace, la crisi climatica, l’ecologia, le relazioni tra adulti e giovani».

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