Cronaca
Viaggio tra i toponimi della Sicilia (Parte V). Origine dei nomi delle località siciliane
AGIRA
Distante 35 km da Enna, Agira è tra i centri siciliani più antichi. Secondo la leggenda, sarebbe stata fondata prima della guerra di Troia ed era nota anche a Cicerone e Tolomeo.
Fino al 1861 il paese era chiamato San Filippo d’Argirò, e il toponimo attuale deriva dalla parola greca Agurion, che in latino corrisponde al termine Agyrium, che proviene a sua volta dall’aggettivo arguros, che significa argenteo. Secondo un’altra interpretazione, la città di Agira prenderebbe il suo nome da Agiride, uno dei capi sicani che la fondò, ma la presenza di una miniera d’argento vicino alla città connetterebbe di fatto l’origine del nome all’aggettivo arguros.
AGRIGENTO
Nel corso dei secoli il toponimo Agrigento ha assunto differenti accezioni. Inizialmente, al momento della sua fondazione su un altopiano affacciato sul mare i Greci la battezzarono Akragas, che significa “la terra alta, la cima del monte”. Nel 210 a.C., nel corso delle guerre puniche, fu conquistata dai Romani che latinizzarono il nome in Agrigentum.
In seguito, la città cadde sotto il dominio degli Arabi, che la denominarono Kerkent, mentre i Normanni quando la conquistarono nel 1089 la chiamarono Girgenti, toponimo che venne mantenuto fino al 1927. Fu infatti nel periodo fascista che Agrigento assunse il suo nome attuale, con un decreto-legge che stabilì l’italianizzazione del toponimo che aveva la città all’epoca della dominazione romana.
AIDONE
Chiamata “il balcone della Sicilia”, Aidone si trova in provincia di Enna sui Monti Erei, a 890 metri sul livello del mare. Nell’antichità, il suo toponimo veniva collegato al termine greco Aidōneús, che deriva direttamente dal sostantivo Ade, e si riferisce al dio e al regno dei morti. La mitologia ci racconta che il dio Ade, dopo aver rapito la sua futura sposa Persefone sulle rive del Lago di Pergusa per portarla con sé nel suo regno, fece una sosta proprio sul colle su cui oggi sorge Aidone.
Ma oltre a questa ci sono altre tre ipotesi sull’origine di questo toponimo. La prima rintraccia una derivazione dal termine arabo Ayn dun, che significa sorgente superiore, e la sua veridicità sarebbe confermata dalla presenza di numerose sorgenti di acqua su tutto il territorio. La seconda unisce il nome del paese alla parola greca aēdṓn, che significa usignolo, e sarebbe ricollegabile alla forte presenza di questi uccelli nella zona. Infine, la terza ipotesi ritrova l’origine del toponimo attuale nell’antroponimo germanico Aido-onis, giustificabile con la colonizzazione gallica di questi territori. Tuttavia, le fonti storiografiche a disposizione su questo argomento non consentono di avere la certezza sull’origine del toponimo.
(5 – continua)
Nicoletta Natoli
Ambiente
Pantelleria Bau presenta Ares il palestrato
Ciao mi chiamo Ares e sono un pitbull di 4 anni, intero. La mia famiglia, che mi aveva acquistato quando ero cucciolo, ha deciso che non mi vuole più e ora mi trovo nel canile di Pantelleria. Vorrei una casa tutta mia ed è per questo che vi scrivo. Ho ancora difficoltà a riconoscere il mio nome, forse perché non mi hanno mai chiamato, ma sono bravo ad imparare. Mi piacciono gli umani anche se ancora non capisco bene cosa vogliono quando mi chiedono di fare qualcosa.

Gli altri cani e i gatti sono per me un universo sconosciuto, quindi mi agito parecchio quando me li trovo nelle vicinanze e non ho ancora capito se mi piacciono o no, quindi sarebbe meglio adottarmi come figlio unico. Sto imparando a giocare e ad andare al guinzaglio (mi dicono che tiro come un carro di buoi!). Non sono abituato ad essere manipolato e per me è una cosa del tutto nuova, per questo in alcune occasioni mi allontano o mi divincolo ma non provo mai a mordere gli umani. Sono risultato positivo alla leishmaniosi, ma con un valore davvero trascurabile, infatti sono in splendida forma e molto forte, quindi nella mia nuova famiglia non dovranno esserci bambini piccoli o anziani perché rischierei di travolgerli con la mia fisicità da palestrato.
Il mio adottante ideale è una persona (o una coppia) giovane ed atletica, con esperienza con cani del mio genere e disponibile a seguire insieme a me un percorso educativo. Importante: sono un gran saltatore (anche altezze sui 2mt), pertanto non posso stare in giardino da solo perché riuscirei ad evadere per cercare compagnia. In compenso sono bravo con coperte e ciotole e non le distruggo.
Se vi piaccio, per favore, contattate il Canile di Pantelleria via whatsapp al 366 112 1980 oppure scrivete all’indirizzo email ass.pantelleriabau@gmail.com inviando una vostra presentazione. Ci sono già persone disponibili a portarmi fuori dall’Isola dalla nuova famiglia, se necessario. Ma dovrete seguire le regole di pre-affido che i miei angeli custodi vi detteranno. Vi aspetto con ansia per darmi un nuovo futuro.
Grazie di cuore
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Attualità
Pantelleria, 28 aprile Consiglio Conunale su rottamazione quinquies
Convocato Consiglio Comunale per il 28 Aprile 2026, ore 11, in seconda seduta 29 aprile ore 11
Ordine del
giorno2026 ore 11,00 ed in seconda convocazione il giorno 29
Aprile 2026 alle ore 11,00 per trattare il seguente ordine del giorno:
- 1. Nomina scrutatori;
- 2. Lettura verbali sedute del 25 e 26 Marzo 2026
- 3. Comunicazioni
- 4. Interrogazioni
- 5. Mozioni
- 6. Adesione alla “rottamazione quinquies” e approvazione del regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali tributarie, ai sensi dei commi da 102 a 109 dell’art. 1 della legge n.199 del 30 Dicembre 2025.
- 7. Approvazione schema di convenzione tra il Comune di Pantelleria e il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale-Servizio 17 per l’affidamento in gestione del patrimonio boschivo comunale ai sensi dell’art. 14 L.R. n. 16/1996.
- 8. Richiesta alla Regione Siciliana di rettifica del Bando – CSR Sicilia – PSP 2023-2027 Intervento SRD01 “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole” e di modifica dello Statuto regionale a tutela delle Isole Minori e delle aree svantaggiate.
- 9. Assunzione di un mutuo passivo per la realizzazione di un progetto di riqualificazione urbana – Intervento funzionale 1 – Parco urbano dell’Arena Busetta.
- 10. Richiesta di acquisto via pubblica prot. omissis ditta omissis
- 11. Sdemanializzazione porzione di via pubblica
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Ambiente
Parco di Pantelleria protagonista a Vallecorsa alla “Scuola dell’Arte della costruzione dei Muretti a Secco”
Un’esperienza fondata sul confronto tra territorio con paesaggi rurali storici di estremo valore Si è appena conclusa la “Scuola dell’Arte della costruzione dei Muretti a Secco” di Vallecorsa (Frosinone). E il Parco Nazionale Isola di Pantelleria c’era. Con una delegazione guidata da Carmine Vitale, direttore f.f. dell’Ente Parco, e da Giuseppe Maccotta, titolare dell’Azienda “I Giardini di Tanit”.
Una partecipazione che ha sancito un ideale gemellaggio tra due luoghi apparentemente lontani ma uniti da una stessa architettura rurale. Quella dei muretti a secco e di un modello agricolo eroico. Come Pantelleria, infatti, anche Vallecorsa (celebre città dell’olio) fonda la propria identità sugli uliveti coltivati sui terrazzamenti. Qui, nella città della Ciociaria, nel paesaggio degli “Uliveti terrazzati” iscritti al Registro dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico del MASAF del Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, proprio qui gli ulivi sono “sorretti” dalle “macére” (nome locale dato ai muretti a secco) esattamente come quelli panteschi, entrambi riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
Le dichiarazioni di Carmine Vitale
“È stata una esperienza molto interessante fondata proprio sul confronto fra territori che
presentano dei paesaggi rurali storici di estremo valore. Stando sul campo abbiamo potuto
accertare, come esistano problematiche e valori comuni: confrontarsi con altre realtà
territoriali rafforza anche il modo di come e dove agire per mitigare le criticità o piuttosto
che valorizzare le risorse del territorio” ha detto Carmine Vitale.
Le dichiarazioni di Giuseeppe Maccotta
“Impressionante la
capacità dell’uomo nel trovare il modo di come fare vivere l’ulivo in un contesto ambientale
arido senza acqua come i panteschi.
“Volevo principalmente ringraziare Italo Cucci e Carmine Vitale del parco Nazionale di
Pantelleria per avermi invitato a partecipare a questo evento. Sono stati tre giorni ricchi di
esperienze emozionanti, a iniziare dall’accoglienza molto calorosa del Sindaco e di tutta la
giunta comunale” ha dichiarato Giuseppe Maccotta.
“Tre giorni di scambi di idee e sapori. Ho avuto anche la soddisfazione di mettere in campo le nostre tecniche di lavoro con le loro e ieri come ultimo giorno abbiamo costruito un muro a secco assieme a mastri del posto. Questo confronto è stato utile per capire che seppure lontani abbiamo molti punti in comune: la tecnica per costruire i muri a secco, uguale alla nostra, lo spirito di stare assieme e l’amore per la nostra terra. Uno dei problemi che ci accomuna è la mancanza dei giovani che purtroppo non credono più all’agricoltura, elemento fondante della nostra cultura”.
Agricoltura o, come dice Italo Cucci, AGRICULTURA, “occhio alla terra e massima attenzione allo spirito creativo. Come ricorda Pio X, Papa Sarto, gli uomini non guardano più il cielo. È ora di ricominciare”. Il dialogo tra “macére” laziali e muretti a secco panteschi non è solo estetico, ma funzionale. In entrambi i casi la maestria umana ha permesso di trasformare pendii impervi, non coltivabili, in terreni produttivi. Una tecnica che sfida la scarsità idrica e la forza degli elementi.
La presenza di Giuseppe Maccotta testimonia la volontà del Parco Nazionale di Pantelleria di trasferire queste competenze direttamente alle aziende del territorio garantendo che
l’arte dei muretti a secco venga tramandata come pratica viva a garanzia della difesa del territorio dall’abbandono e dal dissesto idrogeologico e del suo sviluppo sostenibile.
Il direttivo dell’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS) ha suggerito di organizzare una tappa a Pantelleria per scoprire la diversità dei contesti rurali identitari rappresentati.
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