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Cronaca

Ultimissime dal Fronte Energetico: siamo come i tossici, dipendiamo dai combustibili fossili

Redazione

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Viviamo in un mondo in cui sembra impossibile fare a meno dei combustibili fossili, siamo come tossicodipendenti, ma possiamo ancora salvarci.

In pubblico fanno grandi proclami, promettono di smettere, o di ridurne drasticamente l’uso, assicurano di avere un piano d’uscita, di voler pensare al futuro, addirittura promettono di contribuire a rendere il mondo un posto migliore, poi a riflettori spenti firmano licenze per nuove trivellazioni e riaprono centrali a carbone. È il tipo di comportamento che ci si aspetta da un tossicodipendente, non da qualcuno a cui è stato dato mandato di gestire una transizione ecologica. Eppure, è questa la tendenza della politica europea e internazionale: slogan altisonanti e grandi promesse a microfoni accesi, ulteriori investimenti nei fossili a microfoni spenti. Liberarsi dei combustibili fossili è come smettere di fumare, o quasi

Nel suo libro “I bugiardi del clima” (Laterza, 2021), la giornalista italiana Stella Levantesi fa emergere gli impressionanti parallelismi tra l’opera di disinformazione portata avanti dall’industria del tabacco negli anni ’50 e quella che l’industria fossile sta alimentando dagli anni ’80. Entrambe le lobby, del resto, avevano un obiettivo simile, ovvero continuare a vendere un prodotto estremamente nocivo, e per farlo avevano bisogno di disinnescare le verità scientifiche che collegavano il consumo di sigarette al cancro e quello di idrocarburi al riscaldamento globale. Per le industrie del petrolio quest’opera di disinformazione ricopre ancora oggi un ruolo cruciale: “Le cinque maggiori compagnie di petrolio e gas – scrive Levantesi – spendono quasi 200 milioni di dollari all’anno per esercitare pressioni al fine di ritardare, controllare o bloccare politiche climatiche.”

Nonostante la determinazione dei governi occidentali verso una transizione verde accelerata, lo sviluppo e il controllo di adeguate quantità di combustibili fossili restano un obiettivo strategico primario. Con l’arrivo della stagione calda nell’emisfero Nord, la crisi energetica delle economie occidentali sta mutando forma. Da alcune settimane, complice il graduale aumento delle temperature e la maggiore disponibilità di fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, le tensioni sul prezzo del gas naturale hanno mostrato un certo allentamento, con un rapido riallineamento dei prezzi ai livelli di settembre/ottobre 2021 la: un livello certo molto alto, ma lontano dai picchi impressionanti registrati tra novembre 2021 e marzo 2022.

La situazione rimane comunque volatile e soggetta ad improvvisi cambiamenti del quadro geopolitico. In Europa, i livelli di stoccaggio delle riserve stanno lentamente salendo intorno al 30/35%, un livello comunque parecchio lontano rispetto a quel 90% che servirebbe, nel caso di blocco totale del gas russo, a poter superare un’intera stagione invernale senza ricorrere a restrizioni dal lato della domanda.

 

Nel frattempo, il prezzo degli altri idrocarburi corre all’impazzata il carbone, ad esempio, oggi è scambiato sui mercati internazionali ad un prezzo del 600% più alto rispetto a gennaio 2020: de facto, si tratta un incremento superiore a quello registrato per il gas. A guidare lo sprint di un combustibile considerato solo un paio di anni fa in declino terminale è la domanda delle grandi economie emergenti di Cina ed India, che non riescono a soddisfare i consumi con la sola produzione interna, nonostante gli enormi sforzi profusi nell’aumento della capacità produttiva.

 

Il petrolio infine resta stabilmente sopra i 100$ al barile, per via dello shock all’offerta provocato dalle sanzioni occidentali alla Russia, che pur non proibendo (ancora) l’acquisto di petrolio russo, lo stanno rendendo molto più difficoltoso. I combustibili fossili insomma stanno vivendo una tarda primavera, in un momento di ripensamento generalizzato dei percorsi di transizione energetica verso le rinnovabili. Salvatore Battaglia Presidente Accademia delle Prefi

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Attualità

Pantelleria – Waterfront, incontro imprese locali con amministrazione

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Incontro con imprese locali per lavori Waterfront

Il Fabrizio D’Ancona comunica che venerdì 27 marzo, alle ore 15, presso la Sala Consiliare, si è svolto un incontro tra l’Amministrazione comunale, rappresentata dal Sindaco, e l’ingegnere Maria Teresa Turco, in rappresentanza dell’impresa Cospin, aggiudicataria dei lavori del Waterfront, con la partecipazione delle imprese locali le cui attività insistono nelle aree interessate dall’intervento. Nel corso dell’incontro, agli operatori presenti è stato illustrato un quadro indicativo delle attività previste, sulla base di una prima ipotesi di programmazione dei lavori.

È stato inoltre avviato un confronto diretto tra imprese, Amministrazione e soggetto esecutore, nel quale sono state rappresentate criticità, osservazioni e esigenze operative. È emerso che, per motivazioni non dipendenti dalla volontà dell’impresa né dell’Amministrazione, l’esecuzione dei lavori dovrà avvenire con tempistiche particolarmente accelerate.
Tale condizione potrebbe determinare disagi e impatti rilevanti sulle attività economiche dell’area interessata. L’impresa ha manifestato la propria disponibilità a individuare soluzioni compatibili con le esigenze degli operatori, nel rispetto dei tempi di realizzazione e degli obblighi di rendicontazione dell’opera.

L’Amministrazione sta inoltre procedendo alla costituzione di un gruppo operativo con tutti i soggetti che hanno dato disponibilità nel corso dell’incontro, al fine di garantire un aggiornamento costante e una circolazione tempestiva delle informazioni relative all’avanzamento dei lavori. 

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Ambiente

Pantelleria – Escursione di Primavera al Fosso del Russo, grande entusiamo dei partecipanti

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Terza Escursione di Primavera di successo e consenso tra luoghi romantici e di incredible bellezza

Questa mattina del 29 marzo 2026, si è tenuta la terza e penultima delle Escursioni di Primavera, organizzate dal Centro Culturale Giamporcaro, dalle Associazioni Barbacane e Arma Aeronautica e da Parco Nazionale di Pantelleria.
L’evento fa parte di un più ampio progetto che unisce lo sport alla storia, all’Archeologia Bellica dell’isola, con l’esplorazione di siti militari risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, offrendo così un duplice richiamo per gli appassionati.

Un inizio giornata un pò rigido, già diverso per il cambio dell’ora da solare a legale.
Ma questo non ha trattenuto a casa gli appassionati di passegiate, specie quelle realizzate tra storia, cutlura, natura, come Pantelleria sa offrire.

Puntuale la partenza dalla sede del Centro GIamporcaro, alle 9,00 alla volta del parcheggio della  sauna di Sibà, dove altri partecipanti erano già in attesa.

Il percorso iniziale è stato caratterizzato da una strada stranamente, per Pantelleria, molto dritta, con direzione una località dalla menzione così romantica ed emozionante: Passo del Vento.

Superatolo, i 15 gitanti hanno raggiunto Fossa del Russo, definito dall’impagabile Giovanni Bonomo: un  “duomo vulcanico” molto interessante. 

Attraversando, poi, la macchia mediterranea, folta e profumata si è cominciato ad intravedere il collo dei tre vulcani gemelli, due, i Gibilè, e il Fozzo, raggiunto dopo aver attraversato una valletta, una radura molto carina, molto intima nel bosco.  (citando Bonomo)

Al Fosso del Russo si trova una caserma perfettamente conservata e che, all’epoca della militarizzazione di Pantelelria per la Seconda Guerra Mondiale, era gestita da un capitano molto bravo e si dice che i suoi cannoni sono stati più efficienti di Pantelleria.
Uno scenario molto suggestivo, incastonato tra le meraviglie geologiche della nostra isola.

Foto di Alberto Riva

L’escursione, come annunciato, prevedeva la visita dei siti bellici: la stanza del comandante, le sei piazzole dei cannoni di 76 mm, tutte e quante sono state distrutte appena dopo la guerra. 

Da lassù il gruppo ha potuto godere di paesaggi  molto belli: le terre di Recale, Scauri, fino a Punta Fram. Uno scenaeio  mozzafiato.
Ma lo sguardo riusciva a percepire perfettamente la valle delle Favare, il Monte Gibele, le Favare fumanti, la Montagna Grande,

La cosa stupefacente è che i  tre sono collassati, dando vita a tre colate laviche molto rocciose, molto dure, dove, tuttavia, la vegetazione della macchia foresta pantesca riesce a colonizzare parte delle colate stesse, vreando una ambiente molto suggestivo e attraente.

Prossima Escursione di Primavera 2026
Prossimo appuntamento imperdibile e ultima uscita memorabile delle Escursioni di Primavera 2026, il 19 aprile a Gelkamar.

In copertina foto di Antonella Bassani

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Lavoro

Concorso per Agente di Polizia Municipale

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Negli ultimi anni i concorsi per Agente di Polizia Locale stagionale sono diventati una delle principali vie di accesso alla Pubblica
Amministrazione Locale.
Il corso è strutturato proprio per prepararti ad affrontare queste selezioni sempre più diffuse.

Il concorso prevede 20 partecipanti per 45 ore di formazione, per un costo pari a euro 180,00

Destinatari
Il corso è pensato per chi vuole partecipare ai concorsi per Agente di Polizia Locale, anche stagionali. Adatto anche a chi non ha
esperienza, purché in possesso di diploma.

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