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Cultura

Trapani, ๐‚๐จ๐ง๐Ÿ๐ž๐ซ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐๐ž๐ข ๐ฌ๐ข๐ง๐๐š๐œ๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฏ๐ข๐ง๐œ๐ข๐š, ๐จ๐ค ๐ฉ๐จ๐ญ๐ž๐ง๐ณ๐ข๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐ข ๐ฎ๐ง๐ข๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐ข๐ญ๐š๐ซ๐ข ๐ฌ๐š๐ง๐ข๐ญ๐š๐ซ๐ข ๐ž ๐š๐ฆ๐ฉ๐ฅ๐ข๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐จ๐ฌ๐ฉ๐ž๐๐š๐ฅ๐ž ๐’๐š๐ง๐ญ’๐€๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐จ

Redazione

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Nella giornata di ieri, su convocazione del Sindaco Tranchida, si รจ tenuta al conferenza dei Sindaci della Provincia di Trapani alla presenza del Commissario dell’Asp. All’ordine del giorno la situazione inerente la diffusione del Covid nel trapanese, che desta preoccupazione. Circa 9000 gli attuali contagiati e 65 i ricoverati – nessuno perรฒ in terapia intensiva – e qualche nuovo decesso comportano la necessitร  di mantenere distanziamento e mascherine visto l’attuale picco di contagi, seppur mitigato dai vaccini. Trattati anche altri argomenti, quali ad esempio il documento proposto dal sindaco Tranchida per richiedere all’Universitร  di Palermo di potenziare i corsi in campo sanitario presso il Polo di Trapani, anche a supporto della locale rete ospedaliera, votato all’unanimitร  dei presenti. Fondamentali, a detta dei sindaci, saranno gli investimenti sull’alta formazione sanitaria negli anni futuri.
Altro documento votato all’unanimitร  รจ stato quello inerente l’intesa raggiunta con la sindaca di Erice Toscano in merito alla cessione della strada pubblica che ad oggi separa i locali del seminario vescovile dall’ospedale Sant’Antonio, che consentirebbe l’ampliamento di quest’ultimo anche in termini di servizi e spazi e, previa intesa con la Diocesi, l’utilizzo di un rilevante edificio che fa parte del complesso del seminario. In questa direzione, la conferenza dei sindaci ha dato mandato alla governance dell’Asp di accelerare verso l’intesa con la Diocesi di Trapani che, in maniera informale in seguito ad alcuni incontri con i sindaci di Trapani ed Erice, si รจ mostrata disponibile.

Cultura

Sicily in Solarino โ€“ CRUX FIDELIS: la culla della tradizione siciliana tra memoria, fede e identitร  nella rassegna โ€œTerra Tempusโ€

Redazione

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La mostra aperta fino al 25 aprile 2026

Si sono concluse a Solarino due giornate di grande valore culturale e spirituale, capaci di richiamare cittadini e visitatori attorno alla forza delle tradizioni e alla profonditร  della memoria collettiva, inserite allโ€™interno della rassegna โ€œTerra Tempusโ€, dedicata ai riti della Settimana Santa in Sicilia e promossa dalla Galleria EtnoAntropologica, da anni impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale e delle identitร  locali attraverso un articolato programma di attivitร .

Il primo appuntamento, svoltosi sabato, ha visto protagonista โ€œVuci antichi โ€“ Il Mistero della Passioneโ€, un intenso momento di narrazione e musica che ha saputo restituire il significato piรน autentico dei riti pasquali. Protagonisti della serata i Lamentatori di Marianopoli, che hanno offerto unโ€™interpretazione intensa e coinvolgente, impreziosita dallโ€™egregia presenza di Carlo Faiello come testimone della tradizione musicale napoletana.

Lo spettacolo รจ stato arricchito da letture antiche siciliane e preghiere della tradizione corleonese, interpretate da Anna Maria Puglisi, Maria Aparo e Mario Cuccia, in un intreccio di parole, suoni e devozione capace di restituire tutta la forza della spiritualitร  popolare. La direzione musicale รจ stata affidata a Ugo Mazzei, che ha guidato con sensibilitร  lโ€™intero impianto sonoro della serata.

La giornata di domenica, presso lโ€™Aula Consiliare di Solarino, ha visto lโ€™inaugurazione della mostra fotografica permanente dedicata ai riti pasquali in Sicilia, seguita da un momento di confronto di alto profilo culturale. Illustri relatori hanno accompagnato il pubblico in un viaggio tra le diverse comunitร  siciliane legate allโ€™antica tradizione del Venerdรฌ Santo, con riferimenti a realtร  come Enna, Caltanissetta, Corleone, Mazzarino e Nicosia.

Particolarmente significativa la presenza delle comunitร  arbรซreshe siciliane, protagoniste di una preziosa testimonianza e di un confronto sulle identitร  culturali e religiose ancora oggi vive. Sono intervenute Tiziana La Motta, Presidente del Consiglio Comunale di Contessa Entellina, e Carolina Lala, Assessore allโ€™identitร  arbรซreshe, contribuendo ad arricchire il dibattito con uno sguardo autentico e radicato nella tradizione.

Tra gli autorevoli relatori presenti: Gaetano Di Venti, Presidente del Coordinamento Diocesano delle Confraternite di Piazza Armerina; Calogero Raviotta, storico arbรซreshรซ; Giovanni Dโ€™Urso, storico; Giuseppe Puccio, rappresentante del Comitato del Venerdรฌ Santo di Corleone; Laura Liistro, coordinatrice regionale del circuito CRUX FIDELIS.

Le iniziative si inseriscono nel circuito culturale โ€œCRUX FIDELISโ€, parte integrante della rassegna โ€œTerra Tempusโ€, che promuove e mette in rete i principali eventi legati alla Settimana Santa, valorizzando il patrimonio immateriale delle confraternite, delle comunitร  locali e delle espressioni devozionali.

La mostra propone un percorso visivo ricco di significato, attraverso gli scatti di Anna Mastrosimone, Vincenzo Di Carlo, Mario Cuccia, Rosario Acquaviva, Luigi Reina, Salvatore Marino, Antonio Stella e Nicola Vaiana. Immagini che raccontano storie di fede, comunitร  e identitร , restituendo tutta la suggestione dei riti che attraversano la Sicilia.

Lโ€™esposizione resterร  aperta al pubblico fino al 25 aprile, rappresentando unโ€™opportunitร  preziosa per immergersi in un patrimonio culturale vivo e profondamente radicato.

La rassegna โ€œTerra Tempusโ€ proseguirร  e si concluderร  nel mese di maggio con un weekend interamente dedicato alle degustazioni e alla presentazione dei prodotti tipici della terra di San Paolo, Solarino, offrendo un ulteriore momento di valorizzazione del territorio attraverso le sue eccellenze enogastronomiche.

La Galleria EtnoAntropologica, realtร  promotrice della rassegna e impegnata nella valorizzazione dellโ€™identitร  popolare e nei percorsi di cittadinanza attiva, concluderร  il proprio anno operativo con la cerimonia del Premio Honos che si terrร  a Noto.

La direzione artistica e lโ€™allestimento sono stati curati da Mario Cuccia, mentre la direzione musicale dellโ€™intera rassegna รจ stata affidata a Ugo Mazzei.

Un sentito ringraziamento รจโ€™ stato posto da Laura Liistro coordinatrice regionale CRUX FIDELIS a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione delle iniziative: volontari, organizzatori, artisti, istituzioni, il Circuito Honos e i partner della rete CRUX FIDELIS, che con impegno e passione hanno reso possibili due giornate di grande partecipazione e valore.

Lโ€™Amministrazione Spada di Solarino , protagonista viva e attiva della manifestazione , invita la cittadinanza e i visitatori a prendere parte alla mostra e agli appuntamenti della rassegna, lasciandosi guidare dalle immagini e dalle esperienze che testimoniano la ricchezza delle tradizioni locali e il loro continuo dialogo con il presente.

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Cultura

I racconti del vecchio marinaio pantesco, ‘U gran bestiariu

Orazio Ferrara

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“D’u funnu d’u mari nรจscinu li megghiu mali bbesti” โ€“ sospirรฒ il vecchio marinaio, aspirando voluttuosamente dalla sua pipa e spargendo nellโ€™aria azzurrine e spiraliformi volute di fumo, poi riprese โ€“ Quellโ€™anno avevo trovato un ingaggio come marinaio scelto sullโ€™Acquasanta, un brigantino a palo di circa 300 tonnellate, con lo scafo in quercia e pino marittimo, e che era lโ€™orgoglio della marineria palermitana. Il capitano era don Tano Arena, vecchio ed esperto lupo di mare originario del quartiere della Kalsa, detto โ€˜u vulcanuโ€ per via del suo temperamento, calmo in bonaccia ed esplosivo durante le tempeste.

In quel viaggio andavamo alla volta dellโ€™isola di Malta, con la stiva piena zeppa di botti di sommacco, ballette di zolfo, giare di olio dโ€™oliva e cassette di agrumi avvolti in carta velina colorata. Questโ€™ultimi, con il loro soave profumo fresco, addolcivano sia il puzzo di zolfo della stiva che lโ€™aspro odore della salsedine. Oltre a queste mercanzie ufficiali, don Tano trasportava un piccolo carico “fuori bolla” per arrotondare i suoi guadagni personali. Si trattava di una cassa di corallo rosso di Sciacca, grezzo, appena pescato, ancora incrostato di sale.

Eravamo, di pomeriggio, al traverso della mia natia isola di Pantelleria e lโ€™Acquasanta fendeva le onde con le vele gonfie di uno scirocco pesante e dolciastro, quando il mozzo, un quindicenne di nome Vincenzo, urlรฒ, con voce rotta da un terrore ancestrale ยซCapitร ! Capitร ! Talรฌate a prua! C’รจ ‘na sicca ca si movi! Santo Libbiranti, aiutace!ยป. Al che il capitano Tano rispose, con voce calma, ยซVincรจ, chi spacchiu dici? Chi sicca e sicca… ccร  u funnu รจ di milli passi! Fammi viriri…ยป. E nel mentre questโ€™ultime parole si perdevano nel vento di scirocco, la vedemmo tutti la โ€œcosaโ€. Una massa scura, lunga quanto due scialuppe, emergeva appena dal pelo dell’acqua.

Non c’erano nรฉ schiuma nรฉ spruzzi, solo un lento, ritmico sollevarsi. La superficie della “cosa” era costellata di escrescenze simili a cirripedi, ma grandi quanto i nostri piatti da portata. Mentre lโ€™Acquasanta scivolava a pochi metri di distanza, quella massa enorme si mosse piรน velocemente. Quello che sembrava uno scoglio si srotolรฒ con una prontezza ipnotica. Un tentacolo colossale, spesso quanto l’albero di maestra, si sollevรฒ verso il cielo, rivelando una fila di ventose orlate di uncini cornei che riflettevano la luce del sole.

Tutto lโ€™equipaggio rimase pietrificato. Quel mostro era sicuramente una creatura dei vulcani sottomarini del Canale di Sicilia, che il calore delle profonditร  aveva spinto in superficie. Un occhio enorme, del diametro di una botte, si aprรฌ sotto il pelo dell’acqua: un’iride color ambra che sembrava osservare il brigantino non con desiderio di distruzione, ma con una gelida e millenaria indifferenza. A quel punto il capitano ordinรฒ con voce ferma ยซBarra a dritta! Non toccate gli arpioni! Se Dio vuole non ci farร  del male, cerca solo la carezza del soleยป.

E il vecchio e saggio nostromo Antonino, che la sapeva lunga sui misteri del mare, facendosi il segno della croce aggiunse ยซรˆ ‘u Gran Bestiariu, Signuruzzu piatรนsu… l’haiu sintutu cuntari da me nonnu. Nesci d’u focu sutt’a terra e acchiana pi pigghiari ‘u suli. Nun โ€˜u talรฌati n’all’occhi, ca ni perdemu โ€˜a varca e โ€˜a vita!ยป. Il mostro emise un soffio sordo, seguรฌ un ribollire di bolle che sapevano di abisso primordiale. Per un istante, il tentacolo sfiorรฒ lo scafo del brigantino, facendo scricchiolare paurosamente il legno di quercia e creando un rimbombo cupo che sembrava la risposta negativa del brigantino al lamento dell’abisso che voleva inghiottirlo.

Poi, con la stessa silenziosa maestร  con cui era apparso, lo strano essere marino si immerse. Una scia di fosforescenza verdastra rimase a segnare il punto dell’immersione, mentre il mare tornava di unโ€™intensa calma azzurrina. Il capitano annotรฒ poi sul giornale di bordo: “Incontrata massa vivente di proporzioni inusitate. Non classificabile tra i pesci noti. La protezione di Santa Rosalia ci ha preservati dal disastro”.

La notte che seguรฌ, a bordo dellโ€™Acquasanta, dopo il rancio serale e la consueta bevuta di un sorso di passito, gli uomini sedettero in silenzio, fissando il fitto buio oltre il bordo, fu allora che raccontai loro che i vecchi pescatori panteschi parlavano spesso di polpazzi ovvero di piovre o calamari giganti, veri e propri demoni del mare capaci di trascinare a fondo una barca. Conclusi dicendo ยซSintiti a mmia: โ€˜u mari fa mostri, รจ veru… ma a Sicilia fa รฒmini ca nun hannu scantu e โ€˜un s’arrennunu. Tiniti sempe ‘u timuni fermu e prigati!ยป. Patrun Tano, che era al timone, annuรฌ e un tenue sorriso addolcรฌ, per un momento, la sua abituale austeritร .

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Cultura

Pantelleria nella poesia del sole nella Chiesa della Madonna della Margana, spiegato dal Prof. Minoli

Direttore

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Oggi Equinozio di Primavera che segna il periodo della rinascita della natura. Un fenomeno singolare e affascinante si ripete nella Chiesa della Margana, come spiega Sergio Minoli

Come di consuetudine, per gli appassionati dell’argomento, anche quest’anno dedichiamo la nostra attenzione per un fenomeno tanto affasciante e singolare per Pantelleria.

Foto di Sergio Minoli

Oggi, con l’Equinozio di Primavera il rosone della Chiesa della Madonna della Margana si riempie di luce che si irradia sull’icona dedicata e su tutto l’altare.
Avendo intercettato nel santuario il professor Sergio Minoli, esperto e appassionato di astri e fenomeni che riguardano la volta celeste, che cosรฌ ci ha spiegato cosa accadeva in quei minuti intorno alle ore 17,00.ย 
L’incontro con il docente ed ex dirigente scolastico di Pantelleria non รจ casuale, ma coordinato dall’infaticabile team del Centro Culturale Vito Giamporcaro.

Professor Minoli, cosa sta accadendo adesso a Pantelleria?Durante l’equinozio il sole รจ perpendicolare all’equatore, perpendicolare all’asse terrestre, e, quindi, sorge esattamente a est e tramonto a ovest.ย  Ma l’equinozio non รจ un periodo, un giorno, l’equinozio รจ un attimo, un istante.”

E adesso qui nella chiesa della Margana accade che cosa esattamente?Accade che il sole, diciamo, che sta tramontando a ovest, entra sulla facciata attraverso il rosone, entra nella navata, va a illuminare la Madonna posta sull’altare maggiore. Da qui si deduce che la chiesa รจ orientata esattamente est-ovest.ย 
“E il portone della chiesa si trova a ovest, di modo che la gente che entra guarda l’altare che รจ a est.ย  Est รจ il simbolo della rinascita, della luce.”



Sembra che niente a caso, insomma, soprattutto a Pantelleria รจ tutto molto studiato
?ย 
“La Chiesa della Margana si รจ studiata. L’ha scoperta un archeostronomo genovese nel 2010, Henry De Santis, che haย  fatto dei rilievi su nove chiesette e ne ha trovate due orientate, le altre no, sono a caso. E questa qui รจ la piรน orientata secondo il sole, il cammino del sole.ย 
“Invece la Chiesa di Sant’Anna รจ orientata secondo la patrona, la santa a cui รจ intitolata la chiesa:
ย Il sole all’alba entra dal rosone della porta e va a creare la linea della luce.”

La storia di questo santuario, posto ai piedi dell’Aeroporto di Pantelleria, รจ tanto romantica, quanto singolare
C’รจ da dire che esso rappresenta il principale luogo di culto mariano dell’isola, situato nell’omonima contrada.
Edificato intorno al 1700 su un santuario precedente, conserva un prezioso quadro bizantino dell’857 dedicato alla madonna. Si tratta di una tipica della chiesa rurale, e lo scorso anno รจ stata dichiarata luogo giubilare per il 2025, appunto.

Come spiega la Chiesa Forania “La leggenda narra che il quadro era a bordo di un velierio che, giunto a Pantelleria, non potรฉ proseguire ย il suo viaggio, a causa di una tempesta. Dovendosi liberare del carico i marinai decisero di lasciare sulla spiaggia il quadro della Madonna. Fu poi caricato sul dorso di un asino per essere trasportato alla Matrice, ma giunto sul luogo in cui sorgeva la chiesa, lโ€™animale si fermรฒ, indicando cosรฌ dove collocare il quadro. ย In questa chiesa da maggio a ottobre viene conservata la bella icona della Madonna, patrona dellโ€™isola, perรฒ lโ€™ultima domenica di ottobre lโ€™icona viene portata in solenne processione alla chiesa Matrice, per ritornare poi a maggio nella chiesa โ€œcampestreโ€ sempre con processione molto partecipata dagli isolani.”

Essa รจ custode dei resti di San Fortunato (il vero patrono dell’isola) e Santa Cristina.

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