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Ambiente

Trapani, Ciminnisi (M5S): “ATI idrico impanato, disservizi e niente nuovi allacci. Schifani intervenga”

Matteo Ferrandes

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Ciminnisi (M5S ): “ATI idrico di Trapani impanato, disservizi in tutta la provincia e niente nuovi allacci. Schifani intervenga”. Richiesta audizione all’ARS.

“A Trapani rischiamo di vanificare anni di battaglie per la gestione pubblica del servizio idrico. La nuova gestione dell’autorità idrica – ATI – della provincia non è in grado di assolvere al suo ruolo, sospesa in una limbo tra la gestione commissariale e quella del presidente Gruppuso. Il risultato? Rubinetti spesso a secco, allacci per le nuove utenze bloccati e per di più gli interventi per i disservizi non esistono, lasciando i cittadini nelle mani di nessuno. Schifani intervenga”.
A sollecitare l’intervento della Regione è la deputata del M5S all’Ars Cristina Ciminnisi che per cercare garantire la piena operatività alla nuova gestione ha chiesto la convocazione di un’audizione in quarta commissione dell’Ars, alla quale sono stati invitati l’assessore Di Mauro e i sindaci dell’ATI di Trapani.
“L’ ATI di Trapani – spiega la deputata – è di fatto sospeso tra la vecchia gestione del commissario Corsaro, le cui dimissioni non sono mai state formalizzate, e quella nuova, che ad oggi non ha una struttura per potere funzionare. Ciò condiziona pesantemente l’azione della nuova governance, con pesanti ripercussioni sulla gestione del servizio idrico e gravi disagi per i cittadini, oltreché per molti amministratori locali del Trapanese, che sono chiamati a rispondere per responsabilità non a loro attribuibili”.
“Il comportamento del Governo Schifani – continua la deputata – è inaccettabile. È paradossale che la Regione non si muova pur sapendo che questo stallo comporta non solo disservizi nella provincia di Trapani, ma anche pesanti contraccolpi in tutta la Sicilia: la mancata individuazione del soggetto gestore da parte dell’ATI di Trapani condiziona infatti l’utilizzo dei fondi europei – FESR – di cui la Regione ha bisogno per ammodernare le reti”.

Ambiente

Trapani, Safina sulle opere di accesso al porto: “Sviluppo economico e rispetto dell’ambiente possono coesistere”

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Il deputato regionale: “Il Partito Democratico pronto ad un confronto costruttivo con tutte le parti in causa”

 

Trapani, 20 febbraio 2024 – “Non c’è nessun pericolo per zone umide, per le saline e per le aree di riserva del nostro territorio. Il progetto proposto dalla Zes Sicilia Occidentale per l’accessibilità del porto non è un ecomostro che distruggerà le splendide peculiarità naturalistiche della nostra terra ma un’opportunità di sviluppo economico e sociale per l’intera città”.

Torna sulle polemiche di questi giorni il deputato trapanese Dario Safina che, carte alla mano, spiega la lungimiranza dell’ampio progetto di sviluppo e salvaguardia dei territori che riguarderà il futuro di Trapani da qui ai prossimi anni.

“Non sempre e non tutte le attività antropiche – spiega Safina – sono destinate ad impattare negativamente con l’Habitat naturale che le circonda. Da oltre 5 anni ormai il Partito Democratico ha lavorato con meticolosità e accortezza per disegnare un volto nuovo e più moderno al nostro hinterland senza mai perdere di vista il rispetto e la tutela delle preziose unicità che la natura ci ha concesso. Siamo riusciti a far convivere entrambi gli aspetti in un piano di sviluppo complessivo che mira a traghettare Trapani ed il suo territorio in una dimensione economica viva e produttiva”.

“Immaginare una città – continua Safina – senza infrastrutture, senza un porto e un’area industriale significa destinarla ad una lunga ed inesorabile agonia non solo economica ma anche culturale e sociale. Abbiamo il dovere di pensare e progettare lo sviluppo ecocompatibile dei nostri territori per dare linfa e supporto ai tanti imprenditori che continuano, nonostante le difficoltà, a spendersi per la nostra città e allo stesso tempo dare una prospettiva di futuro e lavoro ai nostri ragazzi che altrimenti sono costretti a lasciare le loro case per emigrare altrove”.

 

“Dunque – conclude Safina – a nulla serve ululare alla luna o sbandierare fantomatici atti ispettivi da Oltralpe, basterebbe semplicemente leggere gli strumenti di programmazione territoriale della città per rendersi conto della linearità del progetto. E se questo non dovesse bastare il Partito Democratico è pronto ad organizzare un ampio tavolo di discussione attorno al quale riunire tutte le parti sociali e gli attori principali, cittadinanza compresa, così da spiegare, ove necessario chiarire, per comprendere il reale stato dei fatti. Senza polemiche e inutili strumentaliz

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ANCI SIcilia, 21 febbraio presentazione dossier su costo rifiuti e contenuti ricorso antitrust

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PRESENTAZIONE DEL “DOSSIER SUL COSTO DEI RIFIUTI IN SICILIA” E DEI CONTENUTI DEL RICORSO ALL’ANTITRUST
CONFERENZA STAMPA DELL’ANCI SICILIA MERCOLEDÌ 21 FEBBRAIO ALLE 11.30
SALA PIO LA TORRE- ARS

L’obiettivo è presentare i contenuti di un articolato “Dossier sul costo dei rifiuti in Sicilia” commissionato da ANCI SICILIA e contenente l’analisi comparativa delle spese sostenute dai Comuni per il trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti e delle frazioni differenziate in Sicilia con altre realtà italiane. Alla redazione del “Rapporto” hanno contribuito Raphael Rossi, professionista esperto nella progettazione e gestione dei rifiuti e Roberto Cavallo, esperto di economia circolare e comunicazione ambientale.
Nel corso dell’incontro verrà, inoltre, illustrato il ricorso presentato all’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) sul costo dei rifiuti in Sicilia nell’ambito delle iniziative che l’Associazione dei Comuni siciliani ha portato avanti a tutela delle finanze dei Comuni e degli utenti che pagano la TARI. Per il ricorso all’Antitrust l’Associazione si è avvalsa dell’assistenza dell’avv. Giovanni Giaretti, esperto di diritto amministrativo e sulla tutela della Libera concorrenza.
Il dossier e le iniziative legali sono il frutto di un’azione che l’ANCI Sicilia porta avanti da oltre un anno e che è risultato di una decisione che gli Organi dell’Associazione dei Comuni Siciliani hanno assunto all’unanimità.

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Ambiente

Ambiente, Corrao (Greens): “Proteggere le Ex – Saline Modica e del Collegio di Trapani dal progetto ZES 

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L’eurodeputato alcamese deposita interrogazione alla Commissione Europea.

Palermo 19 Febbraio 2024 – “Le zone umide ‘ex – Saline Modica e del Collegio’ di Trapani sono in pericolo. Ho chiesto alla Commissione UE di puntare gli occhi su quest’area naturalistica di grande valore ambientale per la città di Trapani, che subirebbe danni incalcolabili dal progetto proposto dalla ZES Sicilia Occidentale per l’accessibilità del porto, finanziato proprio dal PNRR. Certamente occorre spingere per lo sviluppo del territorio, ma non si può più accettare di calpestare le aree naturalistiche della provincia di Trapani”. A dichiararlo è l’eurodeputato Ignazio Corrao che annuncia i dettagli dell’interrogazione, da lui depositata, alla Commissione Europea per proteggere le zone umide delle ex saline a Trapani.
“Le aree umide delle ex saline – spiega Corrao – hanno un valore ambientale inestimabile, anche per la protezione dalle alluvioni che hanno devastato il territorio negli ultimi anni. Il progetto ‘Accessibilità al Porto e all’area industriale di Trapani’, finanziato nell’ambito del PNRR e proposto dalla ZES Sicilia Occidentale, ricadrebbe per una parte proprio accanto alle zone umide e alla Riserva ‘Saline di Trapani e Paceco’ e per l’altra parte esattamente all’interno di due importanti siti Natura 2000, contrariamente a quanto prevedono i relativi Piani di Gestione. Per questo, anche a integrazione dell’ottimo lavoro della deputata regionale Cristina Ciminnisi che per prima si è occupata della questione, ho chiesto alla Commissione UE di vederci chiaro, e assicurarsi che i finanziamenti del PNRR non finiscano per distruggere aree tutelate della stessa Europa, e per di più senza alcuno straccio di compensazioni. La Regione Siciliana si attivi per il ripristino delle zone umide e per il loro inserimento nei siti Natura 2000” – conclude l’eurodeputato alcamese.

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