Segui i nostri social

Cultura

Trapani – Celebrazioni: Virgo Fidelis patrona dell’Arma dei Carabinieri, Battaglia Culquaber e Giornata Orfano

caterina murana

Pubblicato

-

TRAPANI. CELEBRAZIONI DELLA VIRGO FIDELIS, PATRONA DELL’ARMA DEI CARABINIERI, DEL 82° ANNIVERSARIO DELLA “BATTAGLIA DI CULQUALBER” E

DELLA “GIORNATA DELL’ORFANO”

Si è appena conclusa, presso la Chiesa Maria Santissima Ausiliatrice di Trapani, la messa in onore della Virgo Fidelis, celeste Patrona dell’Arma dei Carabinieri.

Alla messa, celebrata dal Vescovo di Trapani, S.E. Mons. Pietro Maria Fragnelli, hanno partecipato il Prefetto di Trapani, Dott.ssa Daniela Lupo, il Vicario del Questore di Trapani, Dott.ssa Marina D’Anna, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Fabio Bottino, il sindaco di Trapani, altre autorità Civili e Militari, i vertici delle Forze di Polizia e Vigili del Fuoco oltre ai parenti dei caduti e delle vittime del dovere La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come celeste patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei Secoli Fedele”. L’8 Dicembre 1949 Sua Santità Pio XII di v.m., accogliendo l’istanza dell’Ordinario Militare d’Italia, S.E. Mons. Carlo Alberto di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissandone la celebrazione liturgica il 21 Novembre, in concomitanza della presentazione di Maria vergine al Tempio. La celebrazione di questa giornata è concomitante con la ricorrenza della Battaglia di Culqualber e la giornata dell’orfano.

LA BATTAGLIA DI CULQUALBE

 Il 21 Novembre 1941, durante la Seconda Guerra Mondiale, ebbe luogo una delle più cruente battaglie in terra d’Africa, nella quale un intero Battaglione di Carabinieri si sacrificò nella strenua difesa, protrattasi per tre mesi, del caposaldo di Culquaber. Alla bandiera dell’Arma dei Carabinieri fu conferita, per quel fatto d’arme, la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare, dopo quella ottenuta nell’occasione della partecipazione alla Prima Guerra Mondiale.

GIORNATA DELL’ORFANO.

Istituita nel 1996, rappresenta per i Carabinieri e per l’ ONAOMAC un sentito momento di vicinanza alle famiglie dei colleghi scomparsi. L’Opera Nazionale di Assistenza per gli orfani dei militari dell’Arma dei Carabinieri (O.N.A.O.M.A.C.), Ente morale fondato il 15 maggio 1948, si propone di assistere gli orfani dei militari dell’Arma dei Carabinieri di qualsiasi grado. Oggi l’ O.N.A.O.M.A.C. assiste circa 1000 orfani, a ciascuno dei quali eroga un sostegno semestrale, distinto per fasce d’età, sino al compimento degli studi. L’assistenza agli orfani disabili è a vita.

Per eventuali donazioni in favore degli orfani: C/C bancario n. 121 B.N.L. IBAN IT77Z0100503344000000000121

C/C postale n. 288019 IBAN IT35Z0760103200000000288019

Pubblicità
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultura

Capitale del Mare 2026, mercoledì 4 marzo la proclamazione in diretta

Redazione

Pubblicato

il

Pantelleria tra i sei comuni finalisti

Volevo avvisare tutti i lettori del Giornale di Pantelleria che mercoledì 4 marzo p.v. alle ore 11:00 in diretta streaming dalla sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei ministri sarà proclamata la Capitale del Mare 2026. Al comune vincitore sarà assegnato un contributo di 1 milione di euro per finanziare le attività di promozione della cultura marittima.

Il Comune di Pantelleria sarà presente a Roma con una delegazione di rappresentanti compresi il sindaco Fabrizio D’Ancona e il nuovo vice presidente della neonata Pro-Loco di Pantelleria, Marcello Sparacio.

La nostra isola risulta essere tra i 6 comuni finalisti di questo importante riconoscimento e anche se non dovessimo vincere saremo di sicuro orgogliosi nell’esser riusciti a portarla fino a questo traguardo. Nel gergo comune si dice spesso che l’importante non è vincere ma partecipare, io, maturando un sano orgoglio patriottico aggiungerei: “è meglio vincere comunque”! In bocca al lupo alla nostra isola… che se lo merita tantissimo!

Stefano Ruggeri
Ufficio Stampa Pro-Loco Pantelleria

Resta aggiornato con il nostro canale Whatsapp

Leggi la notizia

Cultura

Solarino riscopre l’ulivo: successo per il primo appuntamento della rassegna “Terra Tempus” tra memoria, archeologia e identità iblea

Redazione

Pubblicato

il

 
 
Si è svolta venerdì 27 febbraio 2026, presso l’Aula Consiliare di Solarino, la conferenza inaugurale della 1ª Rassegna “Terra Tempus”, promossa dal Comune di Solarino nell’ambito degli eventi della Galleria EtnoAntropologica.
Un primo appuntamento che ha registrato un significativo successo di pubblico e contenuti, aprendo un percorso di riscoperta identitaria destinato a proseguire nei prossimi mesi.
Tema dell’incontro, “L’ulivo come patrimonio degli Iblei tra archeologia, cultura materiale e memoria”, ha rappresentato un’occasione preziosa per approfondire il valore storico, simbolico ed economico dell’ulivo nel territorio ibleo, con uno sguardo capace di intrecciare passato, presente e futuro.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dell’on. Tiziano Spada, sindaco di Solarino, affiancato dall’assessore Milena Cianci e dalla vicepresidente del Consiglio comunale Oriana Burgio, in rappresentanza dell’amministrazione. Un’accoglienza calorosa che ha sottolineato la volontà dell’ente di investire in cultura e memoria come strumenti di crescita collettiva e sensibilizzazione.

Illustri relatori hanno guidato il pubblico in un articolato viaggio di scoperta.
L’archeologo Lorenzo Guzzardi ha proposto un ampio excursus storico dal titolo “L’olio nel Mediterraneo antico”, ripercorrendo il ruolo centrale dell’ulivo nelle civiltà mediterranee, tra commerci, ritualità e sviluppo economico. Un intervento denso e appassionato che ha restituito la misura dell’importanza strategica di questa pianta millenaria.
Con “L’olivo: mito, storia e cultura materiale”, Rosario Acquaviva ha accompagnato i presenti in un suggestivo salto nel tempo, tra usi, tradizioni e progressi tecnologici legati alla lavorazione dell’olio, mostrando come il sapere antico continui a dialogare con l’innovazione contemporanea.
A chiudere l’incontro è stata Laura Liistro con l’intervento “Le vie di Demetra: il vecchio frantoio di Solarino e l’arte della molitura come memoria viva del territorio”, a cura di Laura Liistro.
Un contributo che ha proiettato lo sguardo verso il futuro, nella prospettiva di una costruzione sociale della memoria. Particolare attenzione è stata dedicata al sito dell’ex frantoio di Solarino, datato al Settecento e caratterizzato da peculiarità uniche nel territorio: una realtà poco conosciuta che, grazie alla rassegna, è tornata al centro dell’interesse collettivo.


Laura Liistro , in qualità di presidente della Galleria EtnoAntropologica, associazione promotrice della rassegna Terra Tempus a Solarino, ha inoltre annunciato che il tema sarà ulteriormente approfondito con nuovi appuntamenti, tra cui un weekend primaverile dedicato ai diversi siti storici di Solarino. Un’iniziativa che permetterà a solarinesi e visitatori di riscoprire una Solarino antica, spesso poco nota nelle sue specificità storiche, sempre accompagnati da autorevoli studiosi.
Il pubblico, attento e partecipe, ha seguito con vivo interesse gli interventi, testimoniando un rinnovato desiderio di conoscenza e appartenenza. Questo primo evento della rassegna “Terra Tempus” ha segnato l’avvio di un percorso di valorizzazione culturale che proseguirà il 14 marzo con l’inaugurazione della “Banca della Nostra Memoria” di Solarino, ulteriore tassello di un progetto ambizioso volto a custodire e tramandare il patrimonio materiale e immateriale della comunità.
Una serata di scoperte, riflessioni e orgoglio identitario che ha confermato come la memoria, quando condivisa, possa diventare motore di crescita e consapevolezza collettiva.
Foto n. 2 interno ex frantoio di Solarino

Leggi la notizia

Spettacolo

Sal Da Vinci vince Sanremo 2026 con “Per sempre sì”

Redazione

Pubblicato

il

La finale del Festival di Sanremo 2026 ha il suo vincitore.

Sal Da Vinci vince la 76esima edizione del Festival con il brano Per sempre sì, trionfando nella Super Finale dopo una settimana che lo ha visto crescere di serata in serata, conquistando il pubblico con due standing ovation e un’energia incontenibile sul palco dell’Ariston.

Il premio della critica Mia Martini va a Fulminacci per Stupida Sfortuna.
La sala stampa Lucio Dalla ha invece premiato Serena Brancale con Qui con me, vincitrice anche del premio TIM. Il miglior testo va a Male necessario di Fedez & Masini. Il miglior componimento musicale è stato assegnato a Che fastidio di Ditonellapiaga.

La vittoria di Sal Da Vinci In un’edizione rimasta in bilico fino all’ultimo, il suo successo ha incarnato la forza della canzone “nazionale” nel senso più tradizionale del termine: una melodia immediata, un testo diretto, capace di intercettare lo stesso pubblico che su TikTok celebra promesse d’amore e baby shower. È anche il punto più alto di un Sanremo complessivamente piatto, dove persino il colpo di scena finale funziona solo se coerente con il racconto generale. Si chiude così anche il biennio sanremese di Carlo Conti. Due edizioni pensate per evitare strappi, riportare le canzoni al centro e insieme non rinnegare la rivoluzione di Amadeus.

Il risultato, però, è apparso fin troppo levigato, e forse per questo meno incisivo anche negli ascolti. Durante la serata è stato annunciato il successore: Stefano De Martino, che sarà anche direttore artistico. A lui il compito più difficile: superare la fase di transizione e imprimere finalmente una direzione nuova. L’Accademia delle Prefi vuole omaggiare con un disegno il vincitore del Festival di Sanremo 2026.

Salvatore Battaglia

Presidente Accademia delle Prefi

Leggi la notizia

Seguici su Facebook!

Cronaca

Cultura

Politica

Meteo

In tendenza