Segui i nostri social

Cultura

Trapani, ๐‚๐จ๐ง๐Ÿ๐ž๐ซ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐๐ž๐ข ๐ฌ๐ข๐ง๐๐š๐œ๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฏ๐ข๐ง๐œ๐ข๐š, ๐จ๐ค ๐ฉ๐จ๐ญ๐ž๐ง๐ณ๐ข๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐ข ๐ฎ๐ง๐ข๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐ข๐ญ๐š๐ซ๐ข ๐ฌ๐š๐ง๐ข๐ญ๐š๐ซ๐ข ๐ž ๐š๐ฆ๐ฉ๐ฅ๐ข๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐จ๐ฌ๐ฉ๐ž๐๐š๐ฅ๐ž ๐’๐š๐ง๐ญ’๐€๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐จ

Redazione

Pubblicato

-

Nella giornata di ieri, su convocazione del Sindaco Tranchida, si รจ tenuta al conferenza dei Sindaci della Provincia di Trapani alla presenza del Commissario dell’Asp. All’ordine del giorno la situazione inerente la diffusione del Covid nel trapanese, che desta preoccupazione. Circa 9000 gli attuali contagiati e 65 i ricoverati – nessuno perรฒ in terapia intensiva – e qualche nuovo decesso comportano la necessitร  di mantenere distanziamento e mascherine visto l’attuale picco di contagi, seppur mitigato dai vaccini. Trattati anche altri argomenti, quali ad esempio il documento proposto dal sindaco Tranchida per richiedere all’Universitร  di Palermo di potenziare i corsi in campo sanitario presso il Polo di Trapani, anche a supporto della locale rete ospedaliera, votato all’unanimitร  dei presenti. Fondamentali, a detta dei sindaci, saranno gli investimenti sull’alta formazione sanitaria negli anni futuri.
Altro documento votato all’unanimitร  รจ stato quello inerente l’intesa raggiunta con la sindaca di Erice Toscano in merito alla cessione della strada pubblica che ad oggi separa i locali del seminario vescovile dall’ospedale Sant’Antonio, che consentirebbe l’ampliamento di quest’ultimo anche in termini di servizi e spazi e, previa intesa con la Diocesi, l’utilizzo di un rilevante edificio che fa parte del complesso del seminario. In questa direzione, la conferenza dei sindaci ha dato mandato alla governance dell’Asp di accelerare verso l’intesa con la Diocesi di Trapani che, in maniera informale in seguito ad alcuni incontri con i sindaci di Trapani ed Erice, si รจ mostrata disponibile.

Cultura

Solarino, terra di culti e pietre sacre: dal dolmen preistorico al pozzo di San Paolo

Laura Liistro

Pubblicato

il

Nel cuore degli Iblei, il territorio di Solarino si presenta oggi come uno spazio amministrativamente definito e piรน ristretto rispetto al passato. Eppure, la sua storia non puรฒ essere letta entro i soli confini geopolitici attuali.
Le vicende piรน antiche di questโ€™area precedono di millenni la nascita del comune moderno e affondano le radici in un paesaggio che fu scenario di culti, pratiche funerarie e forme di sacralitร  stratificate nel tempo.
La campagna solarinese, estesa verso il corso dellโ€™Anapo e punteggiata di alture e cave naturali, conserva tracce di frequentazioni preistoriche che rimandano alla prima Etร  del Bronzo.
In contrada Corruggi, a poca distanza dallโ€™abitato attuale, sorgeva un dolmen oggi scomparso: quattro piedritti disposti in circolo sostenevano un grande monolite di copertura, configurando una tipologia che il prof. Rodolfo Striccoli definรฌ ยซun vero dolmen barese con andamento semicircolareยป. Anche il prof. Salvatore Ciancio riconobbe nel monumento una testimonianza significativa del megalitismo isolano.

La conoscenza di questo dolmen e della sua distruzione รจ resa possibile non solo grazie al fondamentale saggio di Salvatore Piccolo, โ€œAntiche pietre. La cultura dei dolmen nella preistoria della Sicilia sud-orientaleโ€ con introduzione di Lorenzo Guzzardi, pubblicato da Morrone Editore, ma anche da un articolo giornalistico datato 25 settembre 1983, che testimonia il disastro provocato dai lavori di sbancamento e conferma lโ€™antica presenza del monumento megalitico.
Quel dolmen non era soltanto un manufatto litico: era il segno tangibile di una comunitร  che attribuiva al luogo un valore sacro.
La funzione sepolcrale, ipotizzata per strutture analoghe della Sicilia sud-orientale, inserisce Solarino nel piรน ampio orizzonte culturale del megalitismo mediterraneo. La monumentalitร  della pietra, la scelta topografica e lโ€™eventuale presenza di uno spazio di accesso rituale delineano un paesaggio in cui la dimensione cultuale costituiva un elemento fondante dellโ€™identitร  collettiva.
Nei secoli, mutarono le forme del culto, ma non la vocazione sacrale del territorio.


Se la preistoria affidava alla pietra e alla monumentalitร  megalitica il compito di custodire il rapporto tra i vivi e i morti, lโ€™etร  cristiana riplasmรฒ quegli spazi secondo nuove coordinate simboliche. Emblematica, in tal senso, รจ la presenza del pozzo della Chiesa di San Paolo, luogo in cui la tradizione popolare ha riconosciuto per secoli un centro di devozione e di pratiche rituali legate allโ€™acqua. Dal dolmen al pozzo-chiesa, il filo conduttore รจ la sacralizzazione del paesaggio: prima la pietra innalzata, poi lโ€™acqua custodita e venerata.
Questa continuitร  non implica una diretta trasmissione culturale, ma evidenzia come il territorio di Solarino sia stato percepito, in epoche diverse, come spazio โ€œaltroโ€, degno di segni, di monumenti, di riti.

La riduzione amministrativa del comune rispetto alla sua estensione originaria non deve indurre a una lettura frammentaria della sua storia. Le antiche dinamiche insediative e cultuali travalicano gli attuali confini e coinvolgono un comprensorio piรน ampio, storicamente integrato con le aree limitrofe della valle dellโ€™Anapo e dellโ€™altopiano ibleo.
Leggere Solarino in chiave storica significa dunque superare i confini contemporanei e restituire profonditร  temporale a un luogo che, dalla pietra megalitica al santuario cristiano, ha visto nei culti uno degli elementi piรน persistenti e significativi della propria identitร .

Leggi la notizia

Cultura

I racconti del vecchio marinaio pantesco. Rotta di collisione

Orazio Ferrara

Pubblicato

il

Era una notte di mezzโ€™estate, non ricordo di quale anno, e il Madonna di Trapani, dalla quercia solida, scivolava tranquillo verso le coste della Libia. Il mare era cosรฌ calmo da sembrare una lastra di ossidiana liquida, che rifletteva le stelle con una precisione tale che a guardare metteva i brividi. Al timone cโ€™era lui, il nostro capitano, don Vito. Come sempre non era di molte parole; il vento gli parlava abbastanza e lui sapeva rispondere stringendo o allentando le scotte. Lโ€™isola di Gerba era unโ€™ombra scura bassa sulla dritta e un profumo di datteri e polvere arrivava a folate nellโ€™aria calda. Il Madonna di Trapani trasportava vino di Pantelleria e sogni di fortuna, mentre lโ€™equipaggio dormiva in coperta, cercando un filo di fresco in tutta quellโ€™arsura. Oltre il capitano eravamo svegli io e il giovane mozzo che vegliava a prua e lottava disperatamente contro le sue palpebre calanti. All’improvviso, il silenzio della notte fu rotto non da un suono, ma da unโ€™intuizione. Capitan Vito sentรฌ il cambiamento nel respiro del mare. “Cโ€™รจ qualcuno” sussurrรฒ Vito, piรน a sรฉ stesso che a noi. Dal buio pesto, senza luci di posizione – per risparmiare olio o per troppa sicurezza – emerse una sagoma sottile. Era un piccolo veliero di Marsala, una lanciara veloce ma fragile, che tagliava la rotta del veliero pantesco con la precisione tragica di un appuntamento col destino. Il nostro capitano virรฒ con tutta la forza che aveva nelle braccia (e ne aveva di forza!), ma il Madonna di Trapani era carico e anche il mare ha la sua inesorabile legge d’inerzia. Cosรฌ il legno pantesco, duro come la pietra della sua isola, colpรฌ, squarciandolo, il fianco della barca marsalese. Il fasciame spezzato emise come un gemito acuto, poi si sentรฌ lโ€™urlo disperato degli uomini dellโ€™equipaggio. In una manciata di minuti lโ€™acqua cupa del Canale di Sicilia inghiottรฌ lo scafo marsalese, lasciando a galla solo pezzi di legno e teste che annaspavano nell’oscuritร . “In mare non si lascia nessuno, nemmeno chi ti viene addosso” urlรฒ capitan Vito ai suoi uomini, ormai tutti svegli e giร  ai posti di manovra. Le operazioni di salvataggio furono brevi e veloci. Numerose cime furono lanciate con precisione verso le ombre nell’acqua, nel mentre si calavano le scale di corda lungo la fiancata del Madonna di Trapani. Ad uno ad uno, sette marinai di Marsala, tremanti e zuppi dโ€™acqua, furono tirati su. Lโ€™ultimo fu il loro capitano, un uomo anziano che piangeva a dirotto non per la paura, ma per la sua amata barca che ora riposava sul fondo sabbioso al largo dellโ€™isola di Gerba. Quando padron Vito ebbe la

conferma che nessuno dei marsalesi risultava disperso e che solo qualcuno aveva riportato ferite leggere, i suoi occhi verdi, finallora cupi, si rischiararono di una luce che aveva il colore gioioso della posidonia sotto costa. Quando la prima luce dell’alba iniziรฒ a tingere il cielo con larghe ditate di rosa, il Madonna di Trapani era di nuovo in rotta verso Tripoli. Intanto in coperta, i marinai panteschi dividevano fraternamente pane e sarde salate con i naufraghi. Padron Vito era ancora al timone, quando il capitano del legno marsalese gli si avvicinรฒ e gli porse la mano, dicendo “Eโ€™ stato un errore del mio nostromo, grazie, capitano, per averci salvati”. Adesso lโ€™odore forte del caffรจ, scaldato su un piccolo fornello a carbone, si mescolava allโ€™odore di salsedine e di legno bagnato, mentre il discorso tra i due capitani continuava. “Non ha sentito il mare – disse il marsalese, con la voce incrinata dal rimorso di essersi troppo fidato del suo nostromo – Andava a lume di naso, convinto che la notte e il mare fossero solo nostri. Il Santa Rosalia era la mia casa. Trentโ€™anni di navigazioneโ€ฆ finiti in un gemito di legno rotto”. Capitan Vito non distolse lo sguardo dall’orizzonte, ma le sue mani allentarono leggermente la presa sulla barra del timone e disse “Il mare non รจ di nessuno perchรฉ non ha padroni e non conosce leggi. Noi marinai siamo soltanto passeggieri momentanei che chiedono il permesso di passare. I

l veliero รจ nelle mani del suo capitano, ma il suo cammino รจ nelle mani del destino. Non darti quindi colpe che appartengono al destino. Il mare dร  e il mare toglie. Oggi ha tolto una barca, ma ha salvato il sangue. E questo รจ l’unico guadagno che conta”, poi soggiunse, quasi scandendo le parole, “Ora sei un capitano che deve riportare a casa sei padri di famiglia. Questo รจ il tuo carico, adesso. Ed รจ piรน pesante e importante delle botti di vino marsala che avevi nella stiva”. Si tacque e osservรฒ con attenzione, per la prima volta, lโ€™interlocutore. I suoi vestiti, prestati da un marinaio pantesco, gli stavano larghi, facendolo sembrare ancora piรน fragile e oppresso.
Non doveva essere affatto facile sopportare il peso della perdita in mare del veliero di cui aveva avuto il comando. Pensรฒ, per un istante, se tale sorte fosse toccata a lui e al suo Madonna di Trapani e rabbrividรฌ lungamente. E in quel momento ebbe compassione di tutti i marinai che correvano il mare.

Poi don Vito chiamรฒ il nostro nostromo a sostituirlo al timone, quindi si sedette su una bitta nel mentre un marinaio gli portava una tazza di latta con del caffรจ amaro. Accanto aveva sempre il capitano marsalese, che ora sembrava piรน sollevato e con anchโ€™egli in mano una tazza di caffรจ fumante.
I due sorseggiarono lentamente il caffรจ, senza parlare. A bordo sโ€™era fatto silenzio, rotto solo dal rollio ritmico del veliero pantesco, solido e rassicurante. “Siete un uomo duro, capitano, – disse ad un tratto il marsalese – abituato a guardare in faccia la realtร  per quella che รจ e non per quella che si vorrebbe”.

“A Pantelleria, se non impari a guardare in faccia la realtร , la roccia ti mangia” rispose il pantesco, poi con un gesto indicรฒ un punto allโ€™orizzonte, dove la costa libica iniziava a farsi vapore giallastro, e continuรฒ “Quando saremo a Tripoli consegnerรฒ il mio carico e troverรฒ un passaggio per voi su un vapore postale. Arriverete a casa prima di quanto pensi. E quando sarai a Marsala, offri un bicchiere di quello buono al mare, per ringraziamento”.
Il capitano marsalese sembrรฒ raddrizzare la schiena e, per la prima volta da quando era stato ripescato, non guardรฒ piรน verso il basso “Lo farรฒ, mio capitano. E dirรฒ che il pantesco dagli occhi verdi vede piรน lontano degli altri, anche quando non cโ€™รจ luna”.

La tragedia era giร  diventata memoria e il viaggio, nonostante tutto, doveva continuare. Il veliero proseguรฌ, portando con sรฉ il peso leggero di due equipaggi e la consapevolezza che, in quella notte di mezz’estate, la Madonna di Trapani, quella del cielo, aveva davvero teso ancora una volta la sua miracolosa mano sopra le acque del Canale di Sicilia.

Orazio Ferrara

Resta aggiornato con il nostro canale WhatsApp

Leggi la notizia

Cultura

Istruzione, da governo Schifani 100 mila euro per educazione alimentare

Redazione

Pubblicato

il

ย 
Il governo Schifani ha stanziato 100 mila euro per progetti di educazione alimentare e prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado della Sicilia.
ย 
Lโ€™intervento, contenuto in una direttiva dellโ€™assessorato regionale dellโ€™Istruzione e della formazione professionale, in attuazione della legge regionale di Stabilitร  2026-2028, mira a diffondere una maggiore consapevolezza sullโ€™origine e la qualitร  degli alimenti, a promuovere un corretto stile di vita e un equilibrato rapporto con il cibo tra gli studenti dellโ€™Isola attraverso azioni di informazione e prevenzione, con il supporto di professionisti specializzati.
ย 
ยซAnoressia, bulimia e altri disturbi legati ad un rapporto distorto col ciboย – afferma lโ€™assessore regionale allโ€™Istruzione e formazione professionale, Mimmo Turano – purtroppo registrano un esordio sempre piรน precoce tra i giovani. Si tratta di un fenomeno che non riguarda solo lโ€™alimentazione, perchรฉ investe la sfera psicologica, relazionale e sociale degli adolescenti, incidendo profondamente sul loro benessere e anche sul percorso scolastico. Con questa misura, il governo Schifani ritiene fondamentale agire a partire dalle scuole, con azioni di educazione, prevenzione di comportamenti alimentari nocivi e promozione di uno stile di vita sanoยป.
ย 
Il provvedimento, che consente alle scuole di beneficiare di un contributo massimo di 5 mila euro, prevede la possibilitร  di attivare consulenze specialistiche con nutrizionisti oppure organizzare percorsi formativi e laboratori rivolti a studenti, famiglie e personale scolastico. Le somme saranno assegnate in ordine cronologico fino ad esaurimento delle risorse.
Le domande dovranno essere presentate via pec entro il 21ย marzoย all’indirizzoย dipartimento.istruzione@certmail.regione.sicilia.it.

ย 
Il provvedimento รจ disponibile a questo link.
ย 
ย 
Ultimo aggiornamento

Leggi la notizia

Seguici su Facebook!

Cronaca

Cultura

Politica

Meteo

In tendenza