Parco: occorre portare avanti un lavoro corale di uniformità dei vari strumenti di programmazione
e regolamentazione del nostro territorio, mettendo al centro le esigenze del cittadino
Egregio Direttore,
per l’ennesima volta dall’Ente Parco dell’Isola di Pantelleria e direttamente dalle parole del suo
Presidente, questa volta dal dott. Italo Cucci, si tende a puntare il dito sull’edilizia a Pantelleria
ritornando a parlare di limitazione drastica di permessi di costruire e negazione delle autorizzazioni
per la realizzazione di piscine.
Come ho già avuto modo di dichiarare in passato, lo scrivente è stato sin dall’inizio un convinto
sostenitore del Parco, quale importante strumento di valorizzazione e tutela del nostro territorio, e
che certamente non mi iscrivo al “partito del cemento e degli speculatori” ma sono altrettanto
convinto che non vi è alcuna necessità di limitare le nuove costruzioni in zona agricola per il
semplice fatto che l’attuale sistema vincolistico che interessa la nostra isola (vincolo paesaggistico,
vincolo idrogeologico, norme sulle zone SIC – ZPS, norme del parco e norme urbanistiche) già fa si
che i nuovi dammusi o gli ampliamenti assentiti e che ancora si possono realizzare in zona agricola
ben si inseriscono nel contesto rurale isolano e questo grazie anche alla sensibilità e professionalità
dei tecnici che lavorano nella nostra isola.
Per quanto attiene invece la realizzazione delle piscine, non comprendo perché si deve negare una
legittima pertinenza a un fabbricato di civile abitazione, se tali opere vengono realizzate seguendo i
dettami degli attuali strumenti urbanistici e paesaggistici esistenti. Ricordiamoci comunque che
viviamo pur sempre in uno stato di diritto!
Ci tengo inoltre a ribadire il concetto che la pianificazione urbanistica del territorio, la cui
competenza è comunale e il Piano di gestione, la cui competenza è del Parco, vanno fatte insieme
tra i due enti in un tavolo di confronto sereno e leale dove al centro va messo il cittadino e il
territorio, quest’ultimo ormai, esclusi i centri abitati, risulta per il 70% in stato di abbandono.
Concludo dicendo che sono sempre stato dell’idea che le norme che regolano il Parco non devono
essere sovrapposte a quelle degli altri enti né debbano avere supremazia rispetto a queste, ma
occorre portare avanti un lavoro corale di uniformità dei vari strumenti di programmazione e
regolamentazione del nostro territorio, che mirino da un lato alla tutela ambientale e da un lato alla
valorizzazione e allo sviluppo dell’isola.
Grazie per lo spazio concessomi.
Giuseppe La Francesca
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