Cultura
Sicilia, “Anni 60-70 – Noi che giocavamo per strada in un luogo con tradizioni arcaiche”
Voi sapiri qual è lu megghiu jocu? Fà beni e parra pocu…
(Questo proverbio siciliano ci ricorda che è buona abitudine agire secondo coscienza e non parlare a sproposito. D’altronde, quando si è certi di agire bene, non c’è bisogno di perdersi in chiacchiere!)
Come si giocava una volta? A differenza dei giochi di oggi, quelli di una volta erano semplici e spontanei, si svolgevano quasi sempre nella strada e vi prendevano parte tutti i bambini del quartiere. Tipicamente femminili erano i giochi d’imitazione: le bambine giocavano “alla mamma”, facendo finta di preparare da mangiare per la bambola che avevano costruito usando dei fazzoletti o degli stracci; oppure “agli sposi”, “al battesimo”, “alla maestra”, “alla sarta”, ecc…. Per la strada giocavano a saltare la corda o al cerchio o gareggiare nella corsa; ‘o sinnu’, ‘e quattru cantuneri’, ‘e cincu petri’, ‘a ciappedda’, ‘e nuciddi’, ‘u battimuru’, ‘u truppiettu’, ‘u scinna e cravacca’, ‘a muccia lucerta’, ‘o ssicuta’, ‘a naca’. Tutti questi giochi avevano una funzione non solo ricreativa ma anche educativa, infatti mettevano in rilievo le abilità dei bambini e il loro modo di agire all’interno di un gruppo e ne pronunciavano il comportamento futuro. Faremo una breve carrellata dei giochi più diffusi nell’Isola: Vacca scinni e ntravacca, quadrato o campana o sciancateddu, guardia e ladri e la corsa.
Il Gioco: Vacca scinni e ntravacca “Lu jocu cunsisti a riuniri nu gruppu di carusi o di picciutteddi, n ginirali tra li 6 e li 15 anni, n nùmmuru variabbili tra na quattrina e na dicina, spartuti di du’ squatri e di scegghiri nu muru. Nu carusu si metti appujatu câ testa ô muru; lu secunnu dâ sò squatra si metti appujatu e piegatu darreri lu primu, di manera a furmari na speci di vacca. Se ci sunnu assai participanti, ci pònnu essiri àutri carusi dâ stissa squatra ca s’appujanu l’unu darreri a l’autru chê pedi n terra. Li carusi di l’àutra squatra (circa la mitati) pigghiannu la rincorsa sàutunu supra la vacca (li carusi ca stannu sutta) e arrestanu a cavadduni, circannu di nun càdiri. Lu scopu è di fari n manera ca lu nùmmuru cchiù àutu pussìbbili di carusi acchiana supra la vacca, nzinu a quannu lu pisu a la voca è tali ca la vacca a fini ntravacca, cioé li carusi di sutta nun hannu cchiù la forza di règgiri chiddi ca stannu di supra”. Vacca scinni e ntravacca o Scarica canali è una variante del “gioco del cinque e del dieci”. Un gioco ancora più antico. I partecipanti si dividevano in due gruppi. Uno “stava sotto” e chinandosi i ragazzi formavano una sorta di cavallino sul quale saltare e scivolare in avanti. L’altro gruppo di fanciulli, invece, solitamente più esili, atletici e leggeri prendeva la rincorsa e … “Ohp!” …. sì saltava cercando di arrivare il più lontano possibile per far spazio al prossimo, che stava già per prendere la rincorsa. Lo scopo era di fare salire sulle spalle degli avversari il numero più possibile di giocatori senza cadere o appoggiare neanche un piede a terra…, fino a quando il peso non veniva sopportato dalla squadra sottostante. Vinceva quella squadra che riusciva a far salire più giocatori nelle spalle della cosiddetta “Vacca” (Mucca).
Il Gioco del Quadrato o Campana o Sciancateddu Lo “Sciancateddu” è uno dei più amati dei giochi siciliani della tradizione. In tanti ricordano sicuramente quando, da bambini, tracciavano a terra con il gesso il classico schema a riquadri, sul quale saltare con una gamba sola. Una gara di abilità, che sarebbe stata vinta da chi avrebbe completato prima il percorso. Il nome, naturalmente, deriva dall’aggettivo sciancatu, cioè zoppo o storpio, perché quando si saltella ci si muove con il baricentro spostato. Lo sciancateddu è l’equivalente siciliano del gioco della campana. Nonostante esista in diverse aree geografiche, in Sicilia è particolarmente amato, al punto da aver assunto tante denominazioni diverse. Lo possiamo trovare, dunque, anche come tririticchete, a marèdda, ‘u tuòrnu, la quadrella o ‘u quatratu.
Come si gioca a Sciancateddu Le regole sono praticamente sempre le stesse. Si traccia il percorso, con diverse caselle. Il giocatore che inizia lancia nella prima casella il proprio sassolino. Il sassolino deve atterrare all’interno della casella senza toccare nessuna linea o uscirne fuori. Il giocatore, quindi, saltella su un solo piede di casella in casella lungo tutto il percorso, ma senza mai entrare nel riquadro in cui è presente il suo sassolino.
Le caselle possono essere toccate solo con un piede, ma i blocchi di due caselle affiancate consentono di appoggiare contemporaneamente entrambi i piedi (uno in ciascuna casella, sempre che una delle due non sia occupata dal contrassegno). Raggiunta la casella finale il giocatore può fermarsi per poi voltarsi, effettuando mezzo giro, e rifare il percorso a ritroso, sempre rispettando la regola del singolo appoggio o del doppio appoggio dei piedi a seconda che si tratti di una casella singola o di due caselle affiancate. Giunto in corrispondenza della casella che contiene il proprio sassolino, il giocatore lo deve raccogliere senza perdere l’equilibrio e completare il percorso tornando al punto di partenza. Dopo aver completato con successo il percorso di andata e ritorno, il giocatore lancia la sua pietra nella casella numero due e così via. Vince chi per primo visita con il proprio contrassegno tutte le caselle, completando ogni volta il percorso.
Poi c’era “L’acchiappa-acchiappa” (Rincorrere e toccare l’avversario), “Ammuccia-Ammuccia” (nascondino) erano sì giochi che potevano praticare entrambi i sessi ma… all’insaputa dei genitori di lei. Cos’ come a “Medico e paziente” gioco rigorosamente praticato “di nascosto al chiuso di una stanza. Il Preferito gioco che giocavamo in Piazza Archi ad Ibla… “A guardia e ladri” Si giocava dopo essersi prima accordati tra chi doveva fare il ladro e chi la guardia: All’improvviso uno della “banda” gridava nella mischia: “Alt-gioco-ora facemu ‘o cuntrariu”. Giocare è sempre bello, ma giocare a guardie e ladri in vicoli quasi bui e in case a volte fatiscenti era il massimo per noi ragazzi di strada…il tempo passava velocemente e nessuno soffriva di noia… Quando arrivava il tempo di farsi la “zita”, cominciavano a formarsi le comitive. Alle prime feste si ballava “spazzola”: il ragazzo che durante il ballo lento riceveva una “spazzolata” sulla schiena doveva cedere il posto all’altro. Più ardito il gioco della “bottiglia” che stabiliva un penitente al quale riservare un pegno non troppo “amichevole”.

Poi venne la Tv dei Ragazzi Tutto ha inizio alle ore 17 del 3 gennaio del 1954, sulle frequenze dell’unico canale che allora entrava nelle famiglie italiane. Il motto della trasmissione era “Educare divertendo”.
Programmi educativi, dunque; ma anche di intrattenimento per lo più di provenienza statunitense. Tra i telefilm più amati c’erano Rin Tin Tin, Lassie, Zorro, Penna di Falco, Furia. In quei tempi il televisore non era presente in tutte le case e allora i meni fortunati venivano ospitati dai compagni di gioco che ne possedevano uno, non esisteva nemmeno il registratore e allora non bisognava perdere nemmeno una puntata. Finito il telefilm, soprattutto d’estate, tutti all’aria aperta a giocare ai banditi e agli indiani. Furia, Lessie, Rin Tin Tin e Zorro. Anche la Rai allora aveva creato propri personaggi come Giovanna la nonna del Corsaro Nero, Topo Gigio; personaggi certamente un po’ ingenui, ma che sapevano offrire ai ragazzi valori positivi. Curiosità: la televisione ben presto si impadronì anche degli adulti, il mezzo televisivo nella nostra terra, era presente non tanto nelle singole case ma nei locali pubblici come i bar . A quel tempo iniziò una nuova e promettente trasmissione televisiva “Lascia o raddoppia?” e fu subito un grande successo; il giovedì sera in molti cinema interrompevano addirittura la regolare programmazione cinematografica per trasmettere “Lascia o raddoppia?” che divenne, nei 4 anni di programmazione, un fenomeno di costume della società italiana. Nasce il personaggio Mike Bongiorno, ma anche la figura del notaio televisivo e il mito della valletta muta, impersonata prima da Maria Giovannini per alcune puntate e dalla mitica Edy Campagnoli.
Luci ed ombre di un gioco amato che con il tempo diventò una passione… la Corsa La statale pareva una serpe bianca tra i campi verdi vista dalla terrazza di casa mia ad Ibla. Mio padre la guardava ogni sera dopo cena, curvo sul parapetto, con una sigaretta (Nazionale…) in bocca. Diceva che gli piaceva perché era diversa dalla città che conosceva, che si vedeva invece affacciandosi dall’altro lato della terrazza. In città mio padre aveva una barberia dove aveva lavorato sin da piccolo perché anche suo padre faceva lo stesso mestiere nella stessa barberia (mio nonno…), e in vent’anni che aveva quella terrazza, non gli era mai venuta troppa voglia di guardare le luci di Ragusa Ibla, nonostante fossero affascinanti. Io da piccolo – che di nome faccio Salvatore, ma in famiglia mi chiamavano Titì – dopo la scuola, avevo l’abitudine di lustrare e pulire, prima di indorsarli quelle scarpette di corsa per tornare quando faceva scuro. Mi erano state regalate da mia madre qualche estate prima (con il primo stipendio da infermiera…), perché in provincia c’era poco da fare e così almeno potevo svagarmi visto che amavo correre. Il piccolo Titì (alias io…) aveva dato anche un nome a quelle scarpette: Clik e Clok, mi pareva che con quelle scarpette avrei conquistato mete sconosciute a gran parte dei miei compagni… “una genuina illusione tutta mia…” Dopo qualche kilometro di corsa lì attorno, conoscevo ogni sentiero a memoria delle sciumare (luoghi adiacenti al fiume), e a quindici anni compiuti aveva scoperto che andare di corsa era forse l’unica cosa che mi piaceva fare davvero. A mia madre lo aveva già detto, e lei ne era rimasta contenta in fondo, nonostante le perplessità, ma mi aveva sconsigliato di dirlo a mio padre. Io però non provavo alcuna vergogna per quella mia passione – non vedevo perché avrei dovuto – così quella sera del mio compleanno, che non era affatto diversa dalle altre, ma solo perché mi sentivo più sicuro, mentre mia madre era a letto e mio padre fumava in terrazza la solita “Nazionale”, mi misi accanto a lui e gli disse: «Papà, io vorrei iscrivermi in una società di atletica per diventare un atleta corridore». Mio padre non distolse neppure lo sguardo dalla statale. «Se c’è uno sport che proprio non capisco, è la corsa. Cosa corri a fare? Chi vai rincorrendo? Neanche l’ombra di un soldo, ecco a cosa vai incontro» disse. Per mio padre esistevano solo due tipi di discipline sportive: Il calcio e il pugilato. Che ne so! Hai presente Luciano Tummino, il figlio di Don Tano, quello che abita dalle parti di San Giorgio? Fa il fotografo per matrimoni e cerimonie. Dice che nel tempo libero con alcuni altri giovani si preparano
per gare rionali… e vedendomi correre ha detto se volevo potevo iscrivermi nella società di “Ibla Atletica”. Mi piacerebbe. Ci vuole la Tua firma per la responsabilità genitoriale e una quota di iscrizione… «Senti una cosa, lo sai come mi chiamavano da ragazzo? La perla, perché sembravo Pelé quando giocavo a pallone. Solo che a quattordici anni mi hanno mandato a fare l’aiutante barbiere nella bottega del mio caro padre.» Se Tu vuoi correre per quella società lo puoi fare solo nel tempo libero del Pastificio S. Lucia. Guardai giù, parevano che Clik e Clok mi stessero aspettando per portarmi via di lì. Allora rientrai in casa, scesi le scale e uscii in cortile, mi infilai le scarpette e incominciai a correre lungo il vialetto, in direzione della statale pensando “più forte che puoi”. Un piede avanti all’altro, la schiena dritta prima che iniziasse la salita, poi corsi ancor di più, sembravo un cinghiale impazzito, su quella strada bianca. Se qualcuno mi avesse guardato, mi avrebbe visto comparire e scomparire a grande velocità sotto i fasci di luce giallastra dei lampioni. Quasi arrivato in cima alla salita mi voltai verso casa mia, ma mio padre, un uomo alto e magro, se ne stava curvo sul parapetto a guardare la città. Alla fine, feci inversione e tornai indietro, sfrecciando su quella che adesso mi si parava davanti come una discesa ripida. Potevo vedere accanto a me i fili d’erba piegarsi, come se si inchinassero al mio passaggio. Poco dopo mi ritrovai di fronte a casa mia, ma non mi fermai e, senza neppure guardare più di tanto…, mi lasciai trasportare dalla velocità che aveva accumulato tirando dritto. Di fronte ai miei occhi, ecco spalancarsi le luci del quartiere degli Archi, lontane e brillanti pepite d’oro. Continuai a correre pensando: “Se non mi richiama giuro che non mi fermo”. A ogni affondo speravo di sentire pronunciato il mio nome nel silenzio della campagna adiacente al quartiere. Nel frattempo che il mio sguardo si perdeva tra quelle mille luci, io correvo più forte che potevo –inseguendo l’istinto che sentivo…e forse già non pensavo più le stesse cose di qualche secondo prima, perché quell’aria che gli scompigliava la zazzera mi piaceva e non ricordavo nulla che mi facesse sentire meglio. Così quando non sentii la voce ma il fischio con cui mio padre mi chiamava… Il “Titì” preferì accelerare il passo e ritornare a casa. Rassegnato di non poter essere membro attivo dell’Atletica Ibla…come futura mia professione promisi a me stesso di continuare a correre e gareggiare in modo amatoriale… quando feci il servizio militare… ironia della sorte! Fui assegnato ad un corpo che la corsa era la peculiarità maggiore: “il Bersagliere”.
Salvatore Battaglia
Cultura
Pantelleria, al via iscrizioni al servizio scuolabus 2026/2027
I cittadini interessati che sono aperte le iscrizioni per l’utilizzo del servizio scuolabus per l’anno scolastico 2026/2027 per minori frequentanti le scuole dell Infanzia, primarie statali e scuola secondaría di primo grado. Le istanze dovranno essere presentate- a partire dal 01/07/2026 ed entro e non oltre il 10/08/2026– presso lUfficio Protocollo del Comune di Pantelleria, utilizzando il modello chepuò essere scaricato dal sito dell’Ente, dallApp Comune di Pantelleria oppure ritirato presso l’ufficio comunale preposto.
E’ necessario altresì allegare al modello di iscrizioni copia del pagamento effettuato per l’anno scolastico 2026/2027. Si evidenzia che, come da art. 16, comma2, del Regolamento Servizio di trasporto Scuolabus degli alunni delle scuole perl’infanzia, primarie e secondarie diprimo grado del terrtorio comunale approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n.72/Reg. del 1
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Cronaca
Pantelleria al centro del Mediterraneo con la rassegna “Pantelleria – Mediterraneo d’Autore”
Dal 3 al 5 luglio, nella suggestiva cornice del Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria
l Sindaco comunica che, dal 3 al 5 luglio 2026, Pantelleria ospiterà, presso il Distaccamento Aeroportuale, la rassegna “Pantelleria – Mediterraneo d’Autore”, nuovo progetto culturale dedicato ai grandi temi della politica, della geopolitica, dell’informazione, della cultura e dell’impresa.
La manifestazione, ideata e promossa da Vis Factor e realizzata in collaborazione con My Communication, nasce dall’incontro tra l’esperienza di Valentina Fontana e la visione giornalistica di Myrta Merlino. Myrta Merlino è profondamente legata a Pantelleria da un rapporto autentico e consolidato, che rappresenta un valore per l’isola e contribuisce a portarla al centro del dibattito nazionale.
Nel corso delle tre giornate saranno affrontati temi di particolare attualità, tra cui il ruolo dell’Italia e
dell’Europa nel Mediterraneo, i nuovi equilibri geopolitici, la sicurezza, i conflitti, i flussi economici e
migratori e il rapporto tra informazione, propaganda e nuovi strumenti digitali. Filo conduttore della
rassegna sarà il tema della (dis)informazione.
Ad aprire la rassegna sarà il Presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa
. Tra gli ospiti
figurano, inoltre, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il
Segretario di Azione Carlo Calenda, il Presidente dei Senatori del Partito Democratico Francesco
Boccia e il Rappresentante speciale dell’Unione europea per la regione del Golfo Luigi Di Maio.
Interverranno anche autorevoli personalità del mondo dell’informazione, della cultura e dell’arte, tra cui Cecilia Sala, Gianluigi Nuzzi, Tommaso Cerno, Massimo Giannini, Peter Gomez, Alessandra Ghisleri e Michelangelo Pistoletto. L’iniziativa si svolge con il sostegno del Comune di Pantelleria e con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, dell’Assemblea Regionale Siciliana e del Parco Nazionale Isola di Pantelleria. Accogliere una manifestazione di questo livello rappresenta per Pantelleria un’importante occasione di confronto e di visibilità.
L’isola non sarà soltanto la sede della rassegna, ma il punto da cui osservare e interpretare il Mediterraneo contemporaneo, valorizzando la propria storia, la propria identità e la naturale vocazione all’incontro tra culture e visioni diverse. In allegato si trasmettono il programma della manifestazione e il comunicato stampa della produzione.
PANTELLERIA, MEDITERRANEO D’AUTORE.
Myrta Merlino e Valentina Fontana firmano il nuovo progetto culturale dedicato al Mediterraneo.
Dal 3 al 5 luglio l’isola diventa il crocevia del dialogo tra politica, geopolitica, cultura, informazione e impresa. Tra gli ospiti Ignazio La Russa, Guido Crosetto, Matteo Piantedosi, Carlo Calenda, Luigi Di Maio, Francesco Boccia, Gianluigi Nuzzi, Cecilia Sala, Tommaso Cerno, Massimo Giannini, Peter Gomez, Alessandra Ghisleri e Michelangelo Pistoletto Milano, 29 giugno 2026 – Nasce dall’incontro tra l’esperienza di Valentina Fontana, ideatrice delle rassegne D’Autore, e la visione giornalistica di Myrta Merlino, Pantelleria – Mediterraneo d’Autore, il nuovo progetto culturale che inaugura la stagione 2026 delle rassegne D’Autore. Ideata e promossa da Vis Factor e realizzata in collaborazione con My Communication con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, dell’Assemblea Regionale Siciliana e del Parco Nazionale Isola di Pantelleria e con il sostegno del Comune di Pantelleria, la manifestazione porta per la prima volta la firma editoriale congiunta di Myrta Merlino e Valentina Fontana, con l’obiettivo di trasformare Pantelleria in un laboratorio permanente di confronto sulle grandi sfide del Mediterraneo e sul ruolo dell’Italia nello scenario internazionale.
Dal 3 al 5 luglio, nella suggestiva cornice del Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria, l’isola ospiterà tre giornate di incontri, dialoghi e approfondimenti con protagonisti delle istituzioni, della politica, dell’informazione, della cultura e dell’impresa, chiamati a confrontarsi sulle grandi trasformazioni geopolitiche, economiche e sociali che attraversano il Mediterraneo. La stagione 2026 delle rassegne D’Autore avrà nella (dis)informazione il proprio filo conduttore: non soltanto il fenomeno delle fake news, ma il modo in cui informazione, propaganda, narrazioni e nuovi strumenti digitali influenzano la percezione delle crisi, dei conflitti e dei nuovi equilibri globali. Pantelleria rappresenta la prima tappa di questo percorso, dedicata al Mediterraneo come spazio strategico per l’Italia e per l’Europa. La scelta di Pantelleria non è casuale. Nel cuore del Mediterraneo, l’isola rappresenta oggi molto più di una destinazione turistica: è un osservatorio privilegiato da cui leggere i nuovi equilibri geopolitici, le sfide della sicurezza, le rotte energetiche, i flussi economici e migratori e il ruolo che questo mare torna ad assumere per l’Italia e per l’Europa.
Ad aprire la manifestazione sarà il Presidente del Senato Ignazio La Russa, protagonista dell’intervista inaugurale condotta da Myrta Merlino e Davide Desario, direttore dell’Adnkronos. Nel corso delle tre giornate si alterneranno alcuni dei principali protagonisti della vita istituzionale, politica e culturale italiana, oltre alle firme più autorevoli del giornalismo, tra cui Guido Crosetto, Matteo Piantedosi, Carlo Calenda, Francesco Boccia, Luigi Di Maio, Lucio Caracciolo, Cecilia Sala, Antonio Caprarica, Giovanni Pitruzzella, Alessandra Ghisleri, Tommaso Cerno, Massimo Giannini, Peter Gomez, Gianluigi Nuzzi, Nunzia De Girolamo, Michelangelo Pistoletto, Lapo Pistelli, Gianluca Ansalone, Gaetano Galvagno, Italo Cucci, Achille Scudieri, Simonetta Giordani, Claudio Corbino, Valentino Catricalà, Antonio Martini e Antonio Rallo.
«Pantelleria è un luogo simbolico straordinario, un’isola di confine in un momento storico in cui i confini possono e devono trasformarsi in ponti, e i limiti in opportunità. È un territorio selvaggio e allo stesso tempo ricchissimo di storie, di culture e di civiltà che hanno saputo fare della contaminazione un valore», sottolinea Myrta Merlino. «Con Mediterraneo d’Autore vogliamo raccontare un Mediterraneo diverso: non soltanto teatro di crisi e conflitti, ma spazio di dialogo, di sviluppo e di nuove opportunità per l’Italia e per l’Europa. In un tempo in cui la (dis)informazione incide profondamente sul modo in cui percepiamo il mondo, abbiamo bisogno di luoghi in cui politica, istituzioni, impresa, cultura e informazione possano tornare a confrontarsi in maniera aperta e responsabile». Una visione condivisa da Valentina Fontana, ideatrice del format e amministratore unico di Vis Factor: «Pantelleria rappresenta il luogo ideale per inaugurare una nuova stagione delle rassegne D’Autore.
Il Mediterraneo è tornato al centro delle grandi dinamiche internazionali e da qui vogliamo raccontarne le opportunità e le sfide, mettendo in relazione politica, istituzioni, imprese, cultura e informazione. Con Myrta Merlino abbiamo immaginato un progetto
editoriale che nasce dalla convinzione che il dialogo tra competenze diverse sia oggi uno degli strumenti più efficaci
per comprendere la complessità del presente e valorizzare territori straordinari come Pantelleria».
«Siamo orgogliosi di ospitare una manifestazione che porterà sull’isola autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del
mondo politico, dell’informazione e della cultura», dichiara il Sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona.
«Pantelleria
non sarà soltanto la sede della rassegna, ma il punto da cui osservare e interpretare il Mediterraneo contemporaneo.
La sua storia, la sua posizione geografica e la sua identità la rendono un naturale luogo d’incontro tra culture, popoli e
visioni diverse».
Dopo Pantelleria, il calendario 2026 proseguirà con Ponza D’Autore, Liguria D’Autore e Veneto D’Autore, sviluppando
in ciascuna tappa, da prospettive differenti, il tema della (dis)informazione come chiave di lettura delle grandi
trasformazioni geopolitiche, economiche e sociali del nostro tempo.
I PARTNER
Pantelleria – Mediterraneo d’Autore è realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del
Turismo, dell’Assemblea Regionale Siciliana e del Parco Nazionale Isola di Pantelleria e il forte sostegno del Comune
di Pantelleria.
Partner istituzionali sono Aeronautica Militare e Fondazione Scudieri. L’iniziativa è sostenuta da Eni, Poste Italiane, Unipol, Associazione Diplomatici e Change the World, I AM Unico e Associazione Civita, con Donnafugata e Abraxas Tenute Scudieri come Wine Partner. Media partner della manifestazione sono Adnkronos, Sky TG24, Esperia, InsideOver e Urban Vision Entertainment.
Il Programma
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Cultura
Leali per Pantelleria, 3, 4 e 5 luglio evento con Myrta Merlino e nessuna pubblicità
L’amministrazione comunale giorno 25 Giugno ha deliberato un contributo pari a 50 mila euro per un evento che si svolgerà nei giorni 3-4-5 Luglio.
Senza entrare nel merito dell’evento perché non c’è neppure ad oggi un programma pubblico da consultare, appare curioso che da almeno un mese chiediamo un calendario degli eventi estivi e di contro viene pubblicata una delibera appena 2 giorni fa con un impegno di spesa di 50 mila euro senza alcuna pubblicità.
Leggiamo da indiscrezioni sulla stampa che dovrebbe trattarsi di un evento sul Mediterraneo curato dalla giornalista Myrta Merlino, ma appare davvero curioso che il comune non pubblichi neppure una locandina. Siamo al 28 Giugno e non c’è nessuna informazione per il pubblico, turisti, concittadini ad appena 5 giorni dalla manifestazione.
Ma è modo di lavorare questo? Non c’è nulla nella pagina ufficiale social del comune se andate a vedere. Neppure sull’App. Non hanno avuto neppure la sensibilità, visto l’importo deliberato, di portare tale evento all’attenzione della commissione consiliare cultura.
Attendiamo ancora il calendario degli eventi estivi e sapere quali sono stati finanziati da questo comune, quando e quali progetti sono stati presentati entro il 28 febbraio come da regolamento comunale e quando si terranno.
Si diceva che mancavano risorse e si attendeva il bilancio consuntivo che non sarà approvato prima di agosto, ma evidentemente i soldi ci sono e c’erano visto l’impegno di 50 mila euro per un evento di 2-3 giorni.
Leali per Pantelleria
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