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Cultura

Serradifalco (CL), Performare Festival, prosegue la IV edizione: dal 21 al 28 agosto spettacoli in prima nazionale

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La seconda parte del calendario in programma 

dal 21 al 28 agosto

 Spettacoli in prima nazionale e prima regionale, residenze artistiche,

 incontri e presentazioni sul tema della danza contemporanea

Comune di Serradifalco (Cl)

(diverse sedi)

Dopo una prima parte di attività che si è svolta a luglio, coinvolgendo un vasto pubblico di adulti e bambini, la IV edizione di Performare Festival, con la direzione artistica di Simona Miraglia e Amalia Borsellino del Collettivo SicilyMade, torna ad animare diversi luoghi del comune di Serradifalco (nel Nisseno), con la seconda parte di programmazione in calendario dal 21al 28 agosto, con spettacoli, performance, residenze artistiche, presentazioni di libri e incontri con maestranze ed esperti in materia di danza contemporanea.

La manifestazione, prodotta dall’Associazione In Arte, ha ricevuto quest’anno per la prima volta il prestigioso riconoscimento del Ministero della Cultura, come Prima Istanza Triennale.

Ai confini dell’immaginazione è il tema scelto e tanti sono gli artisti e le compagnie di danza contemporanea nazionali e internazionali coinvolti: Compagnia Virgilio SieniCompagnia Zappalà, Peter Jasko/Clara Furey, BabelCompagnie Cie MF l Maxime & FrancescoFattoria VittadiniNicola Simone CisterninoCollettivo Giulio e JariVicari/AloisioStella Pitarresi/Marco PergalliniFilippo Domini/Erik ZarconeKomoco di Sofia Nappi.

Una programmazione intensa con due e più appuntamenti ogni giorno volti alla diffusione della danza, al radicamento delle arti performative nel territorio e al coinvolgimento dei più giovani in una crescita artistica condivisa, così come è nella natura di Performare Festival sin dalla sua prima edizione.

Caposaldo delle attività si conferma la sezione Performare Project che per il 2022 vede come protagonisti i coreografi Peter Jasko e Clara Furey, artisti di fama internazionale che condurranno una residenza artistica (dal 22 al 26), progetto in condivisione con Marosi Festival, coinvolgendo danzatori professionisti e alcuni studenti del Liceo Coreutico Ruggero Settimo di Caltanissetta nella realizzazione di una creazione originale, Dog Play, che debutterà in prima nazionale al Festival venerdì 26 agosto (Parco delle Rimembranze – quartiere San Giuseppe).

Jasko, membro fondatore del Collettivo Les Slovaks e interprete per alcuni dei maggiori coreografi della scena contemporanea internazionale, coniugherà la sua esperienza di performer a quella di coach, per condurre il gruppo di danzatori professionisti verso il debutto di una prima nazionale firmata da Clara Furey, artista poliedrica canadese, coreografa, danzatrice, cantante, attrice e musicista, da poco direttrice delle attività di Parbleux, centro di diffusione artistica di Montreal, fondato da Benoît Lachambre.

La Furey, invece, ha proposto per l’occasione una riscrittura in prima nazionale – Dog Play appunto – tratto dal suo ultimo lavoro Dog Rising del 2021. L’idea di rigenerazione sarà centrale nell’opera declinando il concetto di energia che si rinnova e non si disperde nell’atto creativo.

Peter Jasko presenterà, sempre in prima nazionale, Stream una performance che vuole essere un manifesto artistico dedicato alla libertà di ricerca e alla sua personale pratica continua della danza, in scena a Performare Festival, in una location inedita, il campo da tennis, il 25 agosto.

Sempre nella sezione Performare Project, si svolgerà il laboratorio gratuito (dal 25 al 28) rivolto ai giovani dai 14 ai 19 anni, Narrazioni Dinamiche a cura di Gina Bellomo, laureata in Italianistica e al Collegio Superiore, dottoranda in Culture letterarie e filologiche all’ Università di Bologna, che guiderà i ragazzi in un percorso volto ad esplorare le diverse modalità di scrittura critica.

Oltre alle due prime nazionali in programma anche 4 prime regionaliEvento, coreografia e interpretazione Giulio Petrucci, Jari Boldrini (domenica 21 agosto, Piazzetta San Leonardo Abate ore 19.45); So close so far, coreografia e interpretazione Chiara Ameglio Pieradolfo Ciulli (domenica 28 agosto, Villa Comunale R. Livatino, ore 19.00) e Sinopiasecondo studio (28 agosto, ore 20.30) di Stella Pitarresi / Marco Pergallini; Wabi-Sabi coreografia di Sofia Nappi  in scena con Adriano Popolo Rubbio e Paolo Piancastelli (28 agosto, ore 21.15). E poi ancora l’anteprima, domenica 21 agosto, di Nicola Simone Cisternino My lonely lovely tale.

Tra gli altri appuntamenti segnaliamo l’incontro “Quando il cinema si fa danza”, giovedì 25 agosto al Piazzale del Teatro Comunale A. De Curtis, ore 20.30, un personale viaggio tra danza, musica e film, a cura di Nello Calabrò, e la presentazione del libro Passi falsi – Drammaturgia come metodo investigativo di e con Nello Calabrò, alla presenza del coreografo Roberto Zappalà in programma sabato 27 alla Villa Comunale R. Livatino (ore 19.30). Introduce e coordina la giornalista  Filippa Ilardo.

In particolare tutta la giornata di sabato 27 agosto ospiterà appuntamenti dedicati a Scenario Pubblico CZD da poco riconosciuto CRID (Centro di Rilevante Interesse per la Danza) dal Ministero della Cultura, con il workshop sul linguaggio MoDem, una creazione dei giovani danzautori Filippo Domini ed Erik Zancone e la Compagnia Zappalà Danza con lo spettacolo Performative speech: il lato B della danza.

E infine ancora uno spettacolo pensato per i più piccoli ma che coinvolgerà anche gli adulti: in scena la compagnia Vicari/Aloisio, giovani autrici e danzatrici siciliane protagoniste di Anapoda (domenica 21 agosto, ore 21.15).

A chiudere la IV edizione del Festival, domenica 28 agosto al Mojito Pool Club (dalle ore 22.30) Closing Party, concerto con Eleonora Bordonaro (voce), Puccio Castrogiovanni (mandolino, marranzano, tamburo a cornice), Marco Corbino (chitarre); in collaborazione con Associazione Musicale Etnea.

Performare Festival 2022 è prodotto dall’Associazione In Arte, a cura di Collettivo SicilyMade,  con il patrocinio e il contributo di Ministero della CulturaAssessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo della Regione siciliana, Comune di Serradifalco.

Partner del progetto sono: Scenario Pubblico, Latitudini, il Liceo Coreutico Ruggero Settimo di Caltanissetta, Marosi, Arcipelago; main sponsor Fondazione Sicana; media partner RCS.

Performare Festival è realizzato in collaborazione con: Associazione Pier Giorgio Frassati, Zō Centro Culture Contemporanee, Associazione Musicale Etnea, COORPI e La danza in 1 minuto.

Info e prenotazioni ai numeri +39 327 6685030 e +39 333 5276578, e sulle pagine social del Festival.

Sono previste diverse formule di acquisto dei biglietti con riduzioni per carnet o Festival Pass; la vendita si effettuerà presso il Teatro Comunale Antonio De Curtis (da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 12.00; martedì dalle 16.00 alle 18.00).

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Cultura

Pantelleria – Agricoltura Eroica, il Giamporcaro accompagna gli studenti alle ultime aziende

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Ultime aziende visitate: Cantina Emanuela Bonomo e Aromi del Vento per partecipare al 12° Memorial Vincenzo Almanza – Agricoltura eroica dell’Isola di Pantelleria

Lo scorso venerdì 8 maggio 2026, si è tenuta la seconda e ultima uscita per le scolaresche di Pantelleria, verso le locali aziende che hanno aderito al progetto del Memorial Vincenzo Almanza – Agricoltura eroica dell’Isola di Pantelleria”, alla sua 12ª edizione.
Esso si prefigge la conoscenza dell’agricoltura eroica e l’avvicinamento dei giovani, sin dalle scuole elementari, ad un mondo tanto vicino quanto sempre più distante.
Dal lontano 2014, “Agricoltura eroica dell’Isola di Pantelleria”, è motivo di conoscenza e approfondimento da parte dei bambini, grazie alle iniziative del Centro Culturale Vito Giamporcaro.

L’idea del Premio
L’idea è del Cav. Gianfranco Rossetto, ex funzionario della C.E. (Comunità Europea), responsabile di un “Programma di Ricerca e di Sviluppo nel Settore Agricolo”, (legato a Pantelleria in quanto la mamma era coniugata col Sindaco Vincenzo Almanza,) cittadino di Pantelleria, è un convinto assertore della fondamentale importanza che senza dubbio l’Agricoltura ha avuto, ha e avrà nel futuro sviluppo di Pantelleria, con ricaduta positiva sul tessuto socio-economico dell’Isola.
 

Finalità del Premio
Suscitare nei giovani curiosità e conseguente interesse verso le peculiari coltivazioni che si praticavano e che si praticano tutt’oggi sull’Isola, costruire momenti d’incontro e di confronto soprattutto in ambito extrascolastico per educare le Ragazze e i Ragazzi a riflettere sulle straordinarie ed innovative esperienze agricole pantesche, a prendere coscienza, a contribuire alla loro conservazione iniziando dalla fresca ingenuità propria dei giovanissimi e comunicarle. Attivare riflessioni su tutte le tradizioni contadine dell’Isola, con la realizzazione di elaborati scritti o grafici, che descrivano la loro storia, le tecniche ancestrali di coltivazione, divertenti aneddoti nonché nuove proposte operative. 

Le visite di venerdì 8 maggio
In quella mattinata, due quarte e una quinta del capoluogo si sono recate presso la Cantina Emanuela Bonomo, mentre terza, quarta e quinta classe di Khamma hanno raggiunto l’Azienda Agricola Aromi del Vento.

Cantina Bonomo

Anche questa volta eravamo in missione e la nostra destinazione assegnata era la Cantina Bonomo, insieme al Professor Sergio Minoli per il Centro Giamporcaro.
E’ stata una meraviglia la meraviglia di quei “picciotti” alla vista di piante per esempio di lenticchie, dai tipici fiorellini azzurri, oppure quella di timo, origano e capperi. E mentre la padrona di casa illustrava i processi di produzione del passito, quei vispi giovincelli respiravano quell’atmosfera fatta di cose genuine, senza alterazioni chimiche esterne, di colori, con lo sfondo del mare incantato di Pantelleria a fare capolino tra le lievi alture tra Scauri e Rekhale.

Azienda Agricola Aromi del Vento

Anche l’esperienza dell’altro gruppo di giovani studenti, presso Aromi del Vento, dove il Centro Giamporcaro era rappresentato dal suo presidente Anna Rita Gabriele, è stata fortunata e piacevole, al punto da lasciare spunto di riflessione sulle risorse della nostra isola, sulle prospettive personali di ciascun presente e sul fatto che da sempre Pantelleria ha saputo essere autosufficiente, quasi in tutto. 

Gli elaborati
Ora, tutti i ragazzi saranno impegnati in elaborati o disegni relativi all’esperienza presso le aziende agricole assolutamente “eroiche”. Detti lavori avranno come tema:

  • Terrazzamenti – Muri a secco
  • Vite ad alberello
  • Riconversione colturale: Piante Officinali, Aromatiche e Condimentarie

 I premi
Sono stanziati per gli alunni e alunne,  845,00 (ottocentoquarantacinque/00) euro
Per il “Primo classificato in ogni Classe”, sono previsti 65.00 euro, sotto forma di “Buono acquisto” per materiale scolastico, presso una delle due cartolibrerie dell’Isola, (Maccotta e/o Fotodiscount).

Sono stanziati 155 (centocinquantacinque/00) euro per acquisti (didattici e di cancelleria) di prima necessità, a giudizio delle Maestre, ripartiti in classi (in base al numero dei bambini):

·    100,00  € per il Capoluogo   (Cl. 07 per un tot. di n. 128  Al.)
·  35.00  € per Khamma (Cl. 03 per un tot. di n.   35  Al.)
·  20,00  € per Scauri    (Cl. 02 per un tot. di n.   14  Al.)

 
L’Amministrazione Comunale di Pantelleria è parte essenziale del progetto per aver collaborato in sinergia col CCVG, con la fornitura di vario materiale di cancelleria, necessario per la realizzazione dei lavori e per la premizione.

La giuria

 La Commissione è composta da 6 membri :

– Dirigente scolastico
– Direttore del Parco di Pantelleria
– Sindaco Comune di Pnl
– Parroco
– Direttore giornale on-line “Pantelleria Internet”
– Docente di “Arti Grafiche”.

Vedremo quale saranno le opere dei piccoli studenti di Pantelleria che cattureranno l’attenzione della giuria.
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Cultura

I racconti del vecchio marinaio pantesco: Di un viaggio ad Algeri e di una truvatura a Bonsulton / 3

Orazio Ferrara

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“Una mattina, per caso, incontrai ‘a zza Rosa, che tutti dicevano centenaria”

Una mattina, per caso, incontrai ‘a zza Rosa, che tutti dicevano centenaria.
Alla mia domanda se ricordasse o avesse mai sentito parlare di un posto detto sentiero o vigna di ‘u diàvulu. Rispose che quand’era ragazza, una volta, insieme col nonno aveva attraversato un sentiero abbandonato, che da Sataria saliva a Bonsulton. A un certo punto, prima di giungere a Bonsulton, erano arrivati in una zona di vecchie vigne, che il nonno disse chiamarsi ‘nfernu perché lì la terra sembrava emettere un calore innaturale quasi infernale, in compenso proprio lì maturava uno zibibbo dolcissimo, che non aveva eguali nell’isola. Più sopra c’era un vecchio dammuso diroccato circondato da folti rovi, che il nonno disse appartenere a una magara, conosciuta come ‘a Guardianu e morta tanti e tanti anni prima. L’arcano era stato finalmente svelato. La luna piena pendeva bassa sopra il mare di Pantelleria, trasformando lo specchio d’acqua di Cala Sataria in una brillante lastra di argento fuso. Qualche giorno prima avevo fatto un sopralluogo nei paraggi e avevo scoperto una parvenza di sentiero in ripida salita. Lo indicai a don Vito e sussurrai “Il sentiero è qui. Mangiato dal tempo, ma c’è”.

Ci arrampicammo in silenzio, lasciandoci alle spalle il profumo di zolfo e salsedine della grotta termale di Sataria. Il sentiero per la contrada di Bonsulton era una traccia fantasma, un corridoio di pietre laviche e terra arsa, sepolto da decenni di abbandono. Sotto la luce fredda della luna, quelle pietre laviche sembravano le ossa sparse di un gigante morto nella notte dei tempi. Attraversammo dei vigneti, da cui emanava un calore quasi soffocante, addolcito soltanto dal profumo dello zibibbo. All’improvviso, dopo un’ora circa di cammino, tra il frinire ossessivo delle cicale notturne, ci apparve la sagoma del dammuso.

Non era che un rudere, la cupola era parzialmente crollata e i muri massicci erano soffocati da una matassa di rovi arruffati e selvaggi, che sembravano posti lì a guardia contro eventuali curiosi. Non fu facile avere ragione di quei rovi dalle punte acuminate, ma alla fine riuscimmo ad aprire una breccia e a penetrare nell’interno. Alla luce ingannevole di una lanterna, cominciammo poi ad ispezionare con certosina pazienza le pareti. L’aria sapeva di polvere antica.
Ma non scoprimmo alcunché, sconfortati, ci sedemmo per terra. Eppure quell’antica carta non poteva mentire, da qualche parte in quel dammuso diroccato doveva esserci una truvatura. Dovevamo trovarla ad ogni costo.

Capitan Vito sembrava perduto dietro ai suoi pensieri, come stesse cercando qualcosa che solo i suoi ricordi d’infanzia sembravano suggerirgli. Poi si alzò e, deciso, corse nell’alcova, tastando le mura palmo a palmo. “Qui” disse, indicando una crepa sottile, quasi invisibile tra le numerose fessure dell’intonaco grezzo. Prese infine il suo inseparabile coltello di marinaio e cominciò ad allargare la crepa.

Un grosso frammento di muro cedette quasi subito, rivelando il vuoto di una profonda cavità. Quando la luce della lanterna illuminò l’interno, il respiro di entrambi si fermò di colpo. Davanti ai nostri occhi increduli c’era un forziere di duro legno di quercia, il cui coperchio faceva fatica a chiudere in quanto pieno zeppo di grosse monete d’oro, che adesso brillavano di una luce calda e sinistra ad un tempo.

Le monete erano escudi spagnoli d’oro del XVI secolo, con l’effigie di Filippo II, testimoni di un’epoca in cui l’isola era l’ombelico del Mediterraneo e rifugio di abili corsari cristiani. Le monete scivolarono tra le dita di don Vito con un tintinnio metallico che ruppe d’improvviso, facendoci trasalire, il silenzio secolare del vecchio dammuso. La luce della luna, passando dal tetto diruto, rendeva i riflessi di quegli scudi spagnoli quasi innaturali, di un giallo troppo vivo e acceso per sembrare vero. Eravamo finalmente ricchi.

Da quel momento non avremmo fatto mai più la vita errabonda e pericolosa del marinaio. Ma fu il pensiero di un solo attimo, perché capitan Vito subito disse ad alta voce “È troppo, per noi due soli”, poi aggiunse più sommesso “L’oro sepolto nel buio per secoli fermenta malizia e cattiveria. Questo denaro porta in sé la perfida malìa di chi lo ha accumulato con il sangue o con la rapina. Solo suddividendolo saggiamente eviteremo la maledizione e le conseguenti sventure”. Annuii silenziosamente. Decidemmo sul momento, con la solennità di un giuramento antico. Non avremmo tenuto per noi che una minima e piccola parte, quanto bastava per onorare la fatica della scoperta, lasciando che il resto, la stragrande parte, prendesse la via del bene. Una quota fu assegnata per i necessari lavori, impellenti ma sempre prorogati per mancanza di fondi, da farsi al veliero “Madonna di Trapani. Un’altra parte da suddividersi, in parti uguali, tra i membri dell’equipaggio che avevano rischiato la vita nel viaggio ad Algeri.

Infine la quota più consistente sarebbe andata, quale beneficenza, ad una fratanza religiosa di marittimi dell’isola, il cui scopo principale era provvedere ai bisogni delle vedove e degli orfani di chi, marinaio, non era più tornato dall’azzurra avventura sul mare ed aveva come tomba le acque amare del Mediterraneo. Scendemmo verso cala Sataria che era quasi l’alba. Il tesoro non ci aveva resi uomini ricchi, ma uomini liberi dal peso crudele e opprimente dell’avarizia, sì. Dopo aver suddiviso gli scudi d’oro come concordato, il “Madonna di Trapani” tolse gli ormeggi dal porto di Pantelleria per andare incontro ad una nuova avventura. Guardai verso Bonsulton e scorsi, seminascosto dai rovi, il

vecchio dammuso della truvatura e lo vidi risplendere ai primi raggi del sole. La nera oscurità, che un tempo lo abitava, era stata finalmente scacciata.

(3 – fine)

Orazio Ferrara

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Cultura

Audizione pubblica per la De.Co. di Pantelleria

Direttore

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Riconoscimento degli elementi materiali e immateriali  identitari di una comunità

Il 23 p.v  alle 17 , presso il Qalea Hotel di  Via Cimillia – Suvaki, si terrà presso   il Cerimoniale della consegna del riconoscimento alla laboriosa comunità di Pantelleria di “Custode dell’identità Territoriale, della bandiera dei Borghi DeCo,  l’inaugurazione della Banca del GeniusLoci del Borgo DeCo”.
Nella mattinata l’apertura al pubblico
Tuttavia, l’apertura al pubblico sarà sempre il 23 maggio, dalle 11.30 fino alle  14.00, con manifestazioni di showcooking, degustazioni in presenza di tutte le cantine.

 L’evento è organizzato dal Comune di Pantelleria in collaborazione con il Parco Nazionale Isola di Pantelleria, la ProLoco di Pantelleria  e IDIMED Rete Nazionale di Borghi GeniusLoci DeCo e vede il finanziamneto dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana.

In questa occasione verranno trattati tutti gli argomenti (agricoltura, patrimonio UNESCO, cucina, tradizioni, ambiente) che rendono Pantelleria singolare, anzi,  come riporta il blog ReteBorghiDecoi: “Perché Pantelleria è un Caso Esemplare. L’esperienza pantesca dimostra che una De.Co. moderna è vincente solo se smette di voler essere un marchio commerciale.

“L’identità non è un reperto da museo, ma un processo comunitario ininterrotto.”
Attraverso l’Audizione Pubblica, la comunità di Pantelleria smette di essere “destinataria” di politiche turistiche e torna a essere protagonista del proprio destino culturale. La Banca del Genius Loci assicura che questo patrimonio resti un vantaggio collettivo, una risorsa per tutti e mai la rendita di posizione di pochi.

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