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Cultura

Roma, presentato il Calendario Storico dei Carabinieri ideato da Armando Testa e l’Agenda 2023

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Presentato il Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri ed.
2023, quest’anno dedicato alla tutela dell’Ambiente. Il Comandante Generale, Gen. C.A.
Teo Luzi, nella mattinata odierna, ha voluto svelare al grande pubblico l’ormai atteso
prodotto editoriale. A presentare l’opera, realizzata da un’azienda grafica visionaria, leader
nel mondo della comunicazione: l’Armando Testa Group, nella splendida cornice
dell’Auditorium Parco della Musica, era presente il celebre conduttore televisivo e
radiofonico Amadeus.

La protagonista del Calendario Storico 2023 è la Natura, da sempre tra le priorità assolute
dell’Arma. Basti pensare che già nelle Regie Patenti del 1816 al capo V, n. 34, si legge
testualmente: arrestare i devastatori di boschi, o di qualunque raccolto delle campagne,
come pure tutti coloro, che fossero stati trovati nell’atto di guastare le strade, gli alberi
piantati lungo d’esse, siepi, fossi, e simili, […].
In un contesto in cui l’ambiente è la risorsa più preziosa da salvaguardare, l’edizione 2023 è
stata interamente dedicata alla tutela ambientale.
Impegnata ogni giorno nella difesa delle persone, del pianeta e della prosperità, l’Arma
compie quotidianamente un’opera di prevenzione e repressione degli illeciti in materia
ambientale e forestale, tutelando il paesaggio, i boschi, la flora e la fauna e contrastando i
crimini in materia di rifiuti. L’ impegno dei Carabinieri non si ferma alla prevenzione e alla
repressione di reati e di illegalità ad impatto ambientale, ma ritiene altrettanto fondamentale
il dialogo continuo con le nuove generazioni.

Un’attenzione, quella nei confronti di chi verrà dopo di noi, che ha trovato posto nel testo
del nuovo articolo 9 della nostra Costituzione, dedicato alla tutela dell’ambiente, della
biodiversità e degli ecosistemi, così iscrivendo, tra i principi fondamentali che devono
regolare la nostra convivenza, la via della sostenibilità nell’interesse delle future
generazioni. A loro dobbiamo anche la tutela di quello che dall’ambiente ci proviene e, per
questo, ogni giorno da qualche parte c’è un Carabiniere che sta lavorando per difendere la
qualità, l’autenticità e la salubrità delle nostre filiere agroalimentari.
A questa incessante opera di protezione del territorio è inspirato l’insight creativo del
Calendario Storico 2023, che ha visto oggi sul palco anche la presenza e la critica di Alberto
Fiz, giornalista, direttore del Museo MARCA di Catanzaro, critico d’arte, curatore di
mostre.

L’intero progetto porta la firma dell’agenzia Armando Testa con l’inconfondibile stile che
fa della sintesi, del paradosso visivo e della ricerca sull’immagine la sua cifra stilistica da
decenni. Ciascuna delle tavole artistiche del calendario parte da un elemento appartenente
all’universo visivo dei Carabinieri, rivisitato e interpretato in una chiave iconica. L’obiettivo
è raccontare i temi legati al quotidiano lavoro dell’Arma con un’impronta di eleganza,
pulizia formale e sintesi visiva che ne accentua la componente istituzionale.
Nascono così le dodici tappe di un percorso che svela l’importante azione dei Carabinieri a
difesa dell’ambiente e del territorio del Paese, a protezione del patrimonio faunistico e
vegetale nostrano, a salvaguardia di una civiltà agroalimentare che il mondo ci invidia.
Le tavole artistiche dell’Armando Testa, con la direzione creativa esecutiva di Michele
Mariani, sono accompagnate da 12 storie di impegno e tutela ambientale firmate da uno
storyteller d’eccezione: il giornalista e scrittore Mario Tozzi. Primo Ricercatore del CNR,
geologo e divulgatore scientifico, il celebre conduttore radiotelevisivo ha raccontato gli
eventi, le attività e i progetti dell’Arma dei Carabinieri in modo rigoroso e coinvolgente.
Per la prima volta nella storia del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri, l’edizione
2023 evolve in un progetto artistico integrato con un completo ecosistema digitale che
comprende un sito web dedicato www.calendario.carabinieri.it e un’opera d’arte NFT.

Il sito consente di fruire online i contenuti del Calendario 2023 in maniera interattiva, con
un livello esperienziale molto intuitivo che, attraverso lo scroll infinito, riprende il gesto
fisico della sfogliabilità, adattandola in maniera nativa al linguaggio digitale.
A completare il progetto, per la prima volta nella storia dell’Arma, la copertina del
Calendario diventa un NFT, una contemporanea opera di cryptoarte estrapolata dal
Calendario fisico e resa digitale, animata, certificata. L’NFT trasforma la copertina in
un’opera hi-tech disponibile in 10 esemplari autenticati, che saranno poi venduti in coppia
con una stampa speciale della copertina in edizione limitata. Le opere saranno acquistabili
tramite Charity Stars www.charitystars.com, piattaforma che si occupa di aste digitali, con
obiettivo charity. Il ricavato delle vendite verrà devoluto alla struttura complessa di
pediatria oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Il progetto del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri 2023 prende vita in un video
case history realizzato da Armando Testa Studios che, partendo dall’insight della tutela
dell’ambiente, narra l’impegno quotidiano dell’Arma attraverso i 12 simbolici manifesti del
Calendario narrati dalla penna di Mario Tozzi.
Il notevole interesse da parte del cittadino verso il Calendario Storico dell’Arma, oggi
giunto a una tiratura di quasi 1.200.000 copie, di cui oltre 16.000 in nove altre lingue
(inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo, nonché in
lingua sarda), è indice sia dell’affetto e della vicinanza di cui gode la Benemerita, sia della
profondità di significato dei suoi contenuti, che ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e
presente tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro, quasi a testimonianza del fatto
che “in ogni famiglia c’è un Carabiniere”.
Iniziata nel 1928, la pubblicazione del Calendario, giunta alla sua 90^ edizione, dopo
l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora
è stata puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa,
della Storia d’Italia.
Oltre al Calendario, è stata pubblicata anche l’edizione 2023 dell’Agenda. Anche in questo
caso, la protagonista è la Natura. L’Arma non poteva non percepire lo stato di emergenza in
cui versa l’habitat terrestre, affidandosi quest’anno agli scrittori “in house” per mettere in
risalto la bellezza delle stagioni, come dono della Natura, ovvero: il Gen. B. Roberto
Riccardi (Comandante della Legione Carabinieri "Trentino Alto Adige"), il Magg. riserva

selezionata Margherita Lamesta (Ufficiale Cerimoniale), il Magg. riserva selezionata
Annalisa Gaudenzi (autrice Rai, già in servizio presso l’Ufficio Stampa) e il Mar. Ca.
Emilio Limone (Ufficio Stampa), autori di svariate pubblicazioni.
Come in una sinfonia, i quattro scrittori hanno colorato le stagioni con gli stessi colori da
esse indossati durante il loro naturale avvicendarsi, sin dalla notte dei tempi. Modellati dalla
fantasia degli autori, quattro marescialli diversissimi fra loro, ognuno a suo modo, rievocano
“I Racconti del maresciallo” di Mario Soldati e trasformano l’Agenda dell’Arma 2023 in
una sorta di “diario del maresciallo”.
Così, i suoni del silenzio e le sfumature bianche delle cime innevate tra Val di Susa e
Dolomiti penetrano nel sancta sanctorum di un racconto d’inverno; la piaga di innaturali
incendi boschivi, nella realtà troppe volte generati da mano egoista e criminale, infuoca una
torrida estate sul monte Conero; il tripudio di bellezza e colori accompagna un caso di
ecomafia sugli appennini in primavera; infine, l’autunno s’interseca nell’animo umano per
raccontarci una stagione autunnale vissuta addirittura nell’intimo di un destino bizzarro.
Altre due opere completano l’offerta editoriale:
– il Calendario da tavolo, dedicato al tema “Borghi più Belli d’Italia”: piccole gemme
arroccate fra gli scorci più suggestivi del Belpaese, il Paese dell’Arte, della Letteratura,
dell’Ingegno italico e per i più romantici anche dell’Amore. Mese per mese, immagini
con Carabinieri ritratti in uno dei tanti borghi che ricamano l’Italia, restituiscono un
quadro d’autore fatto di geografia, architetture preziose e uniforme. Uno su tutti, Civita di
Bagnoregio, la cosiddetta “città che muore”, location di titoli d’eccezione come “I due
Colonnelli” con Totò o di “Pinocchio”. La scelta del tema è un altro modo per ricordare
la prossimità della Benemerita al cittadino e la sua presenza capillare sul territorio
nazionale, permeata anche in quei centri abitati soltanto da poche migliaia di anime, che
vedono nella Stazione dei Carabinieri il loro sicuro punto di riferimento. L’intero ricavato
della vendita di questo calendarietto da tavolo è devoluto all’Opera Nazionale di
Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri.
– Il Planning da tavolo – anche questo incentrato sulla Natura – è dedicato alle
molteplici attività svolte dal Comando Unità Forestali Ambientali e
Agroalimentari CUFA, per il ripristino e l’uso sostenibile delle risorse presenti
nell’ecosistema terrestre. Protagoniste le attività di contrasto e prevenzione del

CUFA, che punta anche alla tutela di beni paesaggistici, della filiera alimentare e
soprattutto al contrasto di tutte le forme di eco e agromafie, un fenomeno sempre
più in crescita. Come è accaduto per i precedenti Planning Arma, anche stavolta,
il ricavato sarà devoluto ad un nosocomio pediatrico e quest’anno il beneficiario
è l’Ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” di Milano. Inoltre, proseguendo su una
linea già sperimentata con la scorsa edizione, il Planning 2023 ripropone, in
apertura, una fiaba dedicata proprio al mondo dei più piccoli a firma del Magg.
ris. sel. Margherita Lamesta, l’autrice già scelta dall’Arma per il Planning 2022.
Anche quest’anno la scrittrice ha ideato in esclusiva un piccolo racconto, stavolta
ispirandosi liberamente a due originali fatti di cronaca, che hanno visto
protagonisti due bimbi accumunati nel medesimo destino evocato dallo stesso
nome.
Link del calendario
www.calendario.carabinieri.it
Tavole e testi del calendario scaricabili al seguente link:
https://we.tl/t-sIHNRnLYi9
Video case-history Calendario visibile sul canale Youtube dell’Arma dei
Carabinieri al seguente link:
https://youtu.be/5fIwyT8p3Rw
Immagini e testi dell’Agenda scaricabili al seguente link:
https://we.tl/t-uSWCtLZnAK
Immagini e testi del Calendarietto da tavolo e del Planning scaricabili al
seguente https://we.tl/t-shbR8DivP9
Video della manifestazione visibile sul canale Youtube dell’Arma dei
Carabinieri al seguente link:
https://youtu.be/A0zNCXLFW1k

Allegato A al Comunicato Stampa
del 28 ottobre 2022
Prefazione del Calendario Storico 2023 del Il Comandante Generale dell’Arma

dei Carabinieri

Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi

Vi confido che molte volte, ancor prima di diventare Comandante Generale,
mi chiedevo perché il Calendario dell’Arma fosse diventato un appuntamento
così significativo nel panorama editoriale italiano. Certo, contano molto
l’esperienza maturata in quasi un secolo di vita (il primo è del 1929) e la
bravura dei colleghi redattori che hanno sempre mandato in stampa
argomenti non scontati, immagini che suscitano emozioni e contributi di firme
prestigiose.
Sono però convinto che la ragione del suo successo stia nel fatto che il
calendario dell’Arma è un’autentica pubblicazione popolare. Parla lo stesso
linguaggio dei suoi lettori, racconta storie appartenenti al loro mondo, esplora
paesaggi di condivisa familiarità e traguarda orizzonti comuni. Non potrebbe
essere altrimenti, giacché il Carabiniere vive la medesima realtà della gente
che ha il compito di servire e tutelare. Una pubblicazione popolare anche per
la sua diffusione, con una tiratura di oltre un milione di copie, tradotta in sette
lingue, ricercata e collezionata in Italia e all’estero da un pubblico tanto
eterogeneo quanto accomunato da una genuina affezione all’Istituzione.
Il nostro calendario, insomma, è stato e continua a essere lo specchio del
Paese nel suo procedere nella storia. L’edizione 2023 affronta uno scenario
di straordinaria attualità e indubbia urgenza: la sfida ambientale.
Nella seconda metà del secolo scorso – un battito d’ali nell’epoca
contemporanea – l’ambiente era ancora percepito da molti come un mero
contenitore, una riserva quasi inesauribile di risorse, una proprietà esclusiva
dell’uomo asservita al suo tumultuoso e inarrestabile progresso. Oggi, invece,
occupa il primo posto nell’agenda del pianeta, costringe a ripensare a
certezze e abitudini consolidate, insegna a guardare il mondo sotto una
prospettiva diversa. Ci sollecita, in altre parole, a rinunciare a una visione
miope, ancorata all’egoismo di un benessere nel breve termine, affinché sia
garantito un futuro vivibile alle generazioni che verranno dopo di noi.
L’Arma è in prima linea anche su questo versante. L’ho detto più volte, ma
desidero ribadirlo qui: nel 2017, l’acquisizione delle competenze e delle

risorse del Corpo Forestale dello Stato, una fra le più antiche e prestigiose
Istituzioni del nostro Paese, ha fatto dei Carabinieri la più grande forza di
polizia ambientale d’Europa. Attualmente, il Comando Unità Forestali,
Ambientali e Agroalimentari opera a tutela della qualità della vita e degli
ecosistemi nel nostro Paese: dalla lotta alle ecomafie al contrasto
dell’inquinamento, dalla prevenzione degli incendi alla tutela delle acque,
dalla contraffazione alimentare alle frodi comunitarie, dalla salvaguardia delle
specie in via di estinzione alla custodia delle riserve naturali e dei parchi. A
questo si aggiunge il crescente impegno in campo internazionale, con
l’obiettivo di promuovere ovunque la sensibilità e la cultura ambientali su temi
cruciali per la protezione dell’intero Pianeta, non ultimo quello delle
conseguenze del riscaldamento globale.
Già, ma come declinare concetti di tale portata in un calendario?
Avevamo a disposizione dodici storie di un grande nome del giornalismo
ambientale, Mario Tozzi, di cui abbiamo imparato ad apprezzare
l’autorevolezza scientifica, l’impegno appassionato e la capacità divulgativa.
Per accompagnare il testo servivano, però, immagini forti, iconiche, capaci di
arrivare non soltanto all’occhio, ma anche alla coscienza dei lettori. Più che
immagini, veri e propri manifesti che abbiamo affidato alla creatività dello
Studio Armando Testa, erede di colui che ha segnato con visionaria genialità
la storia della comunicazione in Italia.
Nascono così le dodici tappe di un percorso che svela l’importante azione dei
Carabinieri a difesa dell’ambiente e del territorio del Paese, a protezione del
patrimonio faunistico e vegetale nostrano, a salvaguardia di una civiltà
agroalimentare che il mondo ci invidia.
Si tratta di un’attività svolta dall’Arma ogni giorno, con grandissima passione
e altissima professionalità, da circa settemila donne e uomini dei reparti
dell’organizzazione forestale, ambientale e agroalimentare. Ma non solo. Le
stesse priorità, le medesime consapevolezze e motivazioni connotano, da
sempre, la quotidianità del lavoro svolto da Stazioni e Tenenze e da tutti gli
oltre centomila Carabinieri impegnati a garantire legalità e sicurezza, fedeli
alle attribuzioni e alle incombenze già sancite nelle Regie Patenti del 15
ottobre 1816, poi richiamate nel Regolamento Generale del 1822, che al
Capo V, nr. 34, già attribuivano ai Carabinieri il compito di arrestare i
devastatori de’ boschi, o di qualunque raccolto delle campagne, come pure
tutti coloro che fossero stati trovati nell’atto di guastare le strade, gli alberi
piantati lungo d’esse, siepi, fossi e simili. Un’attività che coinvolge, quindi,

l’Arma intera e che è giusto far conoscere al grande pubblico, proprio per gli
straordinari risultati ottenuti in poco più di un quinquennio, con un calendario
dedicato.
Il nostro impegno non si ferma, tuttavia, alla prevenzione e alla repressione di
reati e di illegalità ad impatto ambientale. Riteniamo altrettanto fondamentale
un dialogo continuo con le nuove generazioni, con le scuole, con i bambini
nei quali già si colgono i primi, incoraggianti germogli di una consapevolezza
e di una sensibilità che sorprendono e incantano. Questo è lo spirito del
progetto nazionale «Un albero per il Futuro», che prevede la donazione e la
messa a dimora nelle scuole italiane, da parte dei Carabinieri, di migliaia di
giovani alberi (dal 2020 ne sono stati già piantati circa 26.000). Fra questi,
l’albero del giudice Falcone, un particolare fico che cresce nei pressi della
casa del giudice simbolo della lotta alla mafia, le cui gemme sono state
duplicate nel moderno Centro Nazionale Carabinieri per la Biodiversità
Forestale di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo. Anche questo conta,
anche questo aiuta. Anche questo è un doveroso gesto di attenzione verso i
nostri posteri.
Un’attenzione, quella nei confronti di chi verrà dopo di noi, che ha trovato
posto nel testo del nuovo articolo 9 della nostra Costituzione, dedicato alla
tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, così iscrivendo, tra i
principi fondamentali che devono regolare la nostra convivenza, la via della
sostenibilità nell’interesse delle future generazioni. A loro dobbiamo anche la
tutela di quello che dall’ambiente ci proviene e, per questo, sappiate che ogni
giorno da qualche parte c’è un Carabiniere che sta lavorando per difendere la
qualità, l’autenticità e la salubrità delle nostre filiere agro-alimentari.
Buona lettura.

Discorso di Marco Testa, Presidente e Amministratore Delegato Gruppo Armando Testa.

Buongiorno a tutti, ringrazio
 tutte le autorità presenti
 il Ministro della Difesa, Guido Crosetto
 il Capo di Stato Maggiore e della Difesa, Ammiraglio Cavo Dragone
 il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale Teo Luzi
 e tutti i suoi collaboratori
che ci hanno invitati qui oggi.
È un onore e un privilegio essere in questa sala, non soltanto per il piacere di poter mettere la nostra competenza al
servizio di una delle Istituzioni più amate e più stimate del nostro Paese, ma perché il Calendario dell’Arma dei
Carabinieri è stato per noi un progetto estremamente affascinante.
Devo ammettere che quando siamo stati chiamati a lavorare per il Calendario mi sono davvero entusiasmato, perché
trovo che riassuma in sé tre aspetti di grandissimo fascino.
Il primo, è la matrice fortemente artistica che da sempre permea la creazione del Calendario. Che ha sempre portato
avanti la cultura dell’arte in modo eccelso, tant’è vero che gli ultimi tre sono stati firmati dai maggiori esponenti della
transavanguardia italiana: Chia, Clemente e Paladino.
E per un’agenzia fondata da Armando Testa, che ha fatto dell’amore per l’arte la ricerca di tutta una vita, la dimensione
artistica è qualcosa che fa parte del DNA, è parte della nostra storia.
La seconda ragione, per me altrettanto affascinante, è che a questa componente artistica si affianca una vocazione
fortemente popolare.
Il Calendario nasce per arrivare ogni anno a oltre un milione di persone, in Italia e nel mondo. Ed essere dalla parte
delle persone, avere questa spinta a fare cultura in un modo che sia vicino alla gente e per la gente, è esattamente la
comunicazione come noi la intendiamo da sempre.
Il terzo aspetto è la straordinaria spinta, l’afflato verso l’innovazione che ha un’Istituzione storica, forse la più storica in
Italia. Immaginavo naturalmente che l’Arma dei Carabinieri promuovesse una grande ricerca di modernità tecnologica,
ma la storia del Calendario dimostra anche una grandissima modernità di comunicazione. E vedrete quanto, in questa
presentazione, ci sia stata la volontà di essere al passo coi tempi in modo estremamente innovativo.
Il fascino di questa triplice matrice, e naturalmente l’orgoglio di poter collaborare con chi ogni giorno scrive la storia
del nostro Paese, ci ha spinti a lavorare davvero

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Ambiente

Pantelleria, ultima uscita di “Escurioni di Primavera” 2026: tappa dell’archeologia bellica Gelkamar

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Domenica 19 aprile, ultima delle Escursioni di Primavera 2026

Domenica 19 aprile, dalle ore 9,00, si terrà l’ultima delle “Escursioni di Primavera” 2026.
La rassegna è organizzata dall‘Associazone Barbacane, dal Centro Culturale Vito Giamporcaro, dall’Ass. Aereonautica Militare e dall‘Ente Parco di Pantelleria.

Quest’anno si è voluto dare un taglio differente alle uscite escursionistiche, creando un connubio tra natura e storia, tra mare, fiori di cappero e garche di zibibbo e garritte, foresterie e batterie.
Insomma una fusione tra il meraviglioso ambiente naturale che la Figlia del Vento offre e l’archeologia bellica della Seconda Guerra Mondiale, altro patrimonio isolano, da poco riscoperto e rivalutato con grandi sforzi ed impegno.

Abbiamo intervistato il presidente dell’Associazione Barbacane, Carine Acierno, che ci accompagnerà per mano anche in questa ultima stroaridnaria avventura tutta pantesca.

Presidente, vuole raccontarci come casce l’associazione Barbacane?E’ stata istituita circa 18/20 anni fa per rivalutare e rievocare le vecchie tradizioni popolari, cosa su cui lavoriamo sempre.  Le feste popolari di contrada le stiamo rimettendo in piedi, piano piano, con sacrificio, per non far perdere le tradizioni.
Ma facciamo anche promozione, per esempio con l’organizzazione del Capperofest, per mantenere sempre in evidenza i prodotti cardini dell’Isola, cappero e uva e loro derivati.”

Quindi la Barbacane nasce per la valorizzazione del territorio attraverso le sue colture? “Esatto, ma poi, io personalmente, insieme ai soci della Barbacane, siamo appassionati di strutture militari. Così, nel tempo, nella vita che faccio a Pantelleria da circa 30 anni, ho visto che le strutture militari sono state sempre un po’ schermate, mentre noi gli vogliamo dare un senso e rendere fruibili e lasciare una testimonianza ai posteri di quello che è accaduto nella storia di Pantelleria.
“Come per l’archeologia, oggi lo possiamo fare con i mezzi che ci sono oggi per l’archeologia militare, dove uomini e mezzi si sono spesi per poter creare questo fronte di difesa. Poi purtroppo è stato tutto abbandonato negli anni e mai rivalutato da una parte di nessuna amministrazione. 
“Negli ultimi dieci anni, all’incirca, noi abbiamo interlocuito con il Comune, con il Parco, al fine di poter creare veramente un percorso, ma non un percorso inteso come luogo di visita, bensì uno strutturato anche storicamente, e quindi dare a quel luogo un’identità, una veste.
“L’idea è quella di dare poi supporto alle varie guide escursionistiche che ci sono a Pantelleria, creando successivamente un terzo polo di escursioni belliche, che richiama curiosi, studiosi, perché ci sono a Pantelleria strutture, cioè la complessità di struttura. (4:41) Sia epogee che esterne, che non trovi in altri luoghi della Sicilia.”
 “Alcune strutture sono state vendute purtroppo e sono in proprietà privata, quelle che sono fruibili sono sulle aree demaniali e quindi stiamo cercando di ottimizzare con il comune, con l’ente parco queste aree affinché diventino luoghi di cultura, incontri di discussioni.”

Domenica prossima cosa farete per le Escursioni di Primavera?Andiamo a fare una passeggiata in un luogo, che non è stato mai battuto.  Si tratta di un luogo adiacente a una base militare. Qui visiteremo tre postazioni, perché quello era un complesso di sei postazioni antiaeree, sei postazioni un po’ particolari. Lì c’era la postazione con dei ruderi costruiti che erano adiacenti affinché il personale libero rimanesse nascosto da queste costruzioni pantesche, con coperture a dammuso. Ogni postazione ha la sua piccola cittadella dove orbitavano questi militari.
“Ne visiteremo tre similari, poi visiteremo la caserma, la parte finale, dove c’era la casermetta che era attiva a queste postazioni: lì c’era un radiofaro e  un nido di mitragliatrice: l’idea strategica all’epoca era di difendersi dagli aerei,  e siccome lì siamo sulle pendici del vulcano, si difendeva anche dalla parte posteriore dove potevano magari sbarcare i nemici e attraversare tutta la valallata tra Bonsulton e Grazia e arrivare sopra per poi rendere inertizzate le postazioni.
“E’ uno dei pochi luoghi che non è stato civilizzato dal pantesco o dal turista che abbia costruito perché è una zona… adesso il parco la tutela sicuramente, è proprietà privata, attenzione,  ma non posso costruire, al limite possono restaurare quello che c’è.
“Si vede lì sopra che c’era una vecchia mulattiera, c’era un pezzo di trincea perché lì camminavano sulla parte di collegamento tra le varie postazioni o in trincea o dietro le postazioni c’era il percorso e si arrivavano anche quei mezzi sulla parte finale.” 
“Lì c’era il comando della nona legione Wilmarth, in quel luogo.”

L’appuntamento

E allora, domenica 19 aprile, ore 9.00, appuntamento sotto il Centro Giamporcaro, in Via Manzoni 72,  per avviarci ad una nuova straordinaria avventura nel cuore di Pantelleria.
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Cultura

Il Castello di Pantelleria oggetto di interrogazione al Parlmento con l’On. Dalla Chiesa – L’intervento integrale

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“Il Castello sta rischiando di crollare”

In queste ore in Parlamento si è parlato dell’annoso e irrisolto problema del Castello di Pantelleria.
La sensibilità della deputata Rita Dalla Chiesa portato la questione su come trovare una soluzione rapida e certa per il restauro, viste le condizioni precarie in cui versa il maniero medievale. Una richiesta accorata ed esposta con elegante insistenza, affinchè le alte sfere governative, nei limiti delle competenze, diano un aiuto concreto alla popolazione di Pantelleria, alla sua cultura e alla sua dignità.

Così l’On. Dalla Chiesa si rivolge al Ministro alla Cultura, Alessandro Giuli:
“Grazie presidente, buonasera ministro, con questa interrogazione intendiamo richiamare  l’attenzione del ministro su una vicenda emblematica che riguarda un bene del nostro  patrimonio culturale, il Castello di Pantelleria. 
“Il castello di Pantelleria, bene temaniale di  straordinario valore storico identitario, oggi versa in condizioni di grave degrado (0:35) strutturale, al punto di essere stato chiuso per ragioni di sicurezza, per il rischio concreto  di crolli, come evidenziato, da più sopralluoghi tecnici.
“A fronte di questa situazione si  è determinato uno stallo fra le amministrazioni coinvolte, quindi agenzia del demanio, sopritendenze comune, con un rimpallo di responsabilità in merito alla natura degli interventi necessari.
“Nel frattempo la comunità locale e i turisti vengono privati di un presidio culturale fondamentale  e il bene continua a deteriorarsi, con rischio reale di un crollo totale. 
“Riteniamo che la  tutela del patrimonio culturale nazionale debba essere costantemente attenzionata da  parte delle istituzioni e che sia necessario trovare al più presto una soluzione per superare le incertezze amministrative e restituire il castello di Pantelleria alla sua comunità. 
“Per questo chiediamo al Ministro quali iniziative intenda assumere per favorire una soluzione ( concreta e tempestiva pur consapevoli dei limiti della competenza statale. “

La risposta del Ministro della Cultura Alessandro Giuli

La Sicilia, lo ha appena detto lei, come è noto è regione a statuto speciale e proprio in forza del suo statuto ha legislazione esclusiva tra le altre  in materia di tutela del paesaggio e conservazione delle antichità delle opere artistiche e dei beni culturali nei limiti tracciati dalla Costituzione.
“Il DPR 637 del 1975 recante, cito, norme di attuazione dello Stato della Regione Siciliana in materia di tutela del paesaggio di antichità e belle arti,  fine citazione, dispone all’articolo 1 che l’amministrazione regionale esercita nell’ambito  del proprio territorio tutte le attribuzioni spettanti alle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato in materia d’antichità, opere artistiche e musei nonché di tutela del paesaggio e quindi le nostre prerogative nel 75 s’affumarono.
“Lo stesso codice dei beni culturali  e del paesaggio stabilisce che restano ferme le potestà attribuite alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione. 
“I citati richiami normativi sollevano quindi da ogni dubbio sull’attribuzione  della competenza esclusiva all’amministrazione regionale in merito alle questioni attinenti alla tutela del paesaggio e dei beni di interesse archeologico in Sicilia, affermandone ulteriormente  l’autonomia operativa e gestionale.
“Tanto premesso, il Castello di Pantelleria rappresenta  a nostro giudizio e a giudizio universale una delle opere architettoniche più antiche  presenti sull’isola e al tempo stesso un luogo storico altamente simbolico di cui vorremmo  occuparci con maggior determinazione. Sulla base delle informazioni acquisite presso la competente soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Trapani, afferente all’assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana della regione, risultano attualmente in corso interventi di messa in sicurezza del suddetto immobile nell’ottica di restituire il bene  alla pubblica fruizione e valorizzarne i valori storico-culturali espressi. 
“In altre parole,  nei limiti del nostro perimetro stiamo vigilando. Il Ministero ha unicamente compiti in materia di  siti ed elementi del patrimonio unesco e in quest’ambito l’isola di Pantelleria è ricompresa  nelle liste del patrimonio culturale immateriale in quanto area geografica interessata dalla  iscrizione dell’elemento pratica agricola tradizionale della coltivazione della vita  ad alberello nella comunità di Pantelleria avvenuta nel 2014.
“Ribadisco, il Ministero della Cultura continuerà a svolgere le proprie funzioni di monitoraggio e vigilanza sui  siti e gli elementi del patrimonio unesco nel rispetto del riparto delle competenze costituzionalmente riconosciute all’autonomia regionale, ma la nostra attenzione non verrà mai meno. “

La replica dell’ On.le Dalla Chiesa

” Signor Ministro, noi prendiamo atto perché per la storia dei limiti di competenza dei diritti del Ministero c’è una gestione del bene trattandosi anche di terreno demaniale, di immobile demaniale, tuttavia proprio perché siamo di fronte a un bene culturale di estrema  rilevanza, ci auguriamo che si possa trovare magari un terreno di intervento tale da favorire una risoluzione positiva del problema, ma in tempi stretti.
“Mentre le amministrazioni  si confrontano su chi debba intervenire e con quali risorse, il Castello di Pantelleria continua, come dicevamo prima, a deteriorarsi, rischia di crollare con un danno che non è  soltanto locale, ma riguarda proprio l’intero patrimonio culturale italiano.
“Chiediamo aiuto affinché il Ministero assuma in qualche modo un ruolo attivo, lei l’ha detto, non sul piano operativo diretto, quantomeno su quello dell’indirizzo e della mediazione  istituzionale. Un ruolo, pensiamo, che possa mettere attorno a un tavolo i soggetti coinvolti,  agenzie del demanio, regione, sopritendenze e comune, per superare il rimpallo di responsabilità  e arrivare rapidamente a una soluzione condivisa, individuando con chiarezza competenza e risorse e i tempi di intervento.
“Ci vuole un intervento che sia veloce e concreto. Io non posso che ringraziarla, la ringrazia anche la comunità di Pantelleria di prendere parte al loro problema  che si stanno trascinando da tanti anni e di un Castello, un bene preziosissimo, che  sta rischiando di crollare. Grazie Ministro.”

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Le Giornate del Mare: i giovani di Pantelleria in compagnia della Marina Militare e della Guardia Costiera

Redazione

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Giornate del Mare e del Made in Italy 2026 – F O T O

Si sono positivamente concluse, nella tarda mattinata del 13 aprile, le iniziative messe in atto dal personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Pantelleria e delle componenti della Marina Militare di stanza sull’isola per celebrare le Giornata del Mare e del Made in Italy del 2026.

Gli eventi hanno visto il coinvolgimento degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado dell’isola, e hanno incarnato appieno lo spirito che anima l’iniziativa a livello nazionale ossia la condivisione della cultura marinaresca, il rispetto del territorio e del patrimonio storico culturale, la tutela dell’ambiente marino-costiero e la promozione dello sport velico.


Le numerose attività organizzate si sono concentrate nelle giornate del 10 e del 13 aprile, e hanno consentito ai giovani panteschi di prendere confidenza con i compiti istituzionali della Marina Militare e del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera oltre che di visitare alcuni dei luoghi e dei mezzi più rappresentativi delle attività marittime.


In particolare, nel corso delle due giornate è stata data la possibilità ai giovani e giovanissimi studenti di visitare la sede dell’Ufficio Circondariale Marittimo e la sua Sala Operativa, assistere alla proiezione di alcuni video dimostrativi sui compiti della Marina e della Guardia Costiera con rappresentanti dei vari reparti della Forza Armata (dallo Stato Maggiore alla Brigata Marina San Marco, ai Reparti di volo alla Guardia Costiera), recarsi su una nave traghetto di linea (la M/N Paolo Veronese), salire a bordo di una motovedetta di soccorso (la CP 312) e osservare da vicino le fasi di un soccorso in mare (un’evacuazione medica dal traghetto e un recupero di naufrago in mare).

Inoltre è stato organizzato, in collaborazione con l’Associazione Barbacane, un tour guidato all’interno di un bunker della Seconda Guerra Mondiale sito presso Scauri, mentre gli istruttori del Circolo Velico di Pantelleria hanno concesso un momento di promozione dello sport velico con dimostrazioni pratiche in mare ed esposizione di unità navali didattiche – classi optimist e laser – a favore dei giovanissimi alunni delle scuole primaria e dell’infanzia.

Nella giornata del 13 aprile gli studenti hanno partecipato ad un’operazione di pulizia del litorale in località Arenella – Punta Sideri, dove, in compagnia degli esperti dell’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, oltre ad acquisire la consapevolezza della fragilità dell’ambiente marino e costiero a causa dell’inquinemento di origine antropica, i ragazzi e le ragazze hanno avuto l’opportunità di assistere a una lezione interattiva sulle peculiarità botaniche dell’isola, sull’ecosistema marino e sui caratteri naturalistici unici del territorio pantesco.

Contestualmente, nello specchio acqueo antistante punta Sideri, si è svolta un’esercitazione congiunta tra la motovedetta di soccorso CP 312 e l’elicottero della Marina Militare SH-90, che ha previsto il lancio e il successivo recupero dal mare di un aerosoccorritore della Marina proprio davanti agli occhi attenti dei partecipanti.


Infine, l’iniziativa è stata impreziosita dalle splendide immagini del fotografo subacqueo Paolo Minzi, i cui pregevoli scatti, rappresentativi delle bellezze sommerse dell’isola di Pantelleria hanno accompagnato gli studenti in un’esperienza immersiva nel corso della visita ai locali dell’Ufficio Circondariale Marittimo.

Gli eventi sono stati resi possibili grazie al contributo significativo del Comune di Pantelleria, dell’Istituto Omnicomprensivo Almanza – D’Ajetti, dell’Istituto Palazzolo – Scuola dell’infanzia “Giovanni XXIII”, della Pro Loco di Pantelleria, della compagnia di navigazione “Caronte & Tourist” oltre che dei già citati Ente Parco Nazionale, Associazione Barbacane e Circolo Velico di Pantelleria.

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