Cultura
“In questa storia che è la mia” Claudio Baglioni disegna la parabola dell’amore
“In questa storia che è la mia”, il diciassettesimo album in studio di Claudio Baglioni, uscito a sette anni da “ConVoi” è Disco d’Oro. Ha venduto 45mila copie e raccolto un milione di streaming in due settimane presentando 14 brani, 1 ouverture, 4 interludi piano e voce, 1 finale.
Un “concept”, quello di Claudio Baglioni che disegna la parabola dell’amore, sia personale che universale, riflettendo sul modo nel quale questa forza straordinaria che tutti viviamo senza conoscerla mai veramente, travolga le nostre esistenze, rendendole esperienze uniche e sempre degne di essere vissute.
Da venerdì 18 dicembre, inoltre è in radio l’“Uomo di varie età”, il suo nuovo singolo, dopo “Gli anni più belli” e “Io non sono solo lì”, estratto da “In questa storia che è la mia”, il nuovo album con 14 inediti pubblicato il 4 dicembre.
“Sembra un gioco di parole e, invece, è la verità – ha commentato Claudio Baglioni – sono un uomo di varie età, almeno nel doppio senso essenziale che questa definizione contiene. Le stagioni della vita, innanzitutto l’infanzia con la folgorazione della musica, l’adolescenza, passata a rincorrere il sogno di fare di quell’arte la mia vita, gioventù e maturità, a vivere consensi e successi inimmaginabili e infinitamente al di là di qualunque aspettativa, ma anche le varie stagioni musicali, tutte profondamente diverse tra loro, vissute e create in questi cinquant’anni di dischi e concerti”.
“Uomo di varie età” è tutto questo – ha precisato – un brano che non è solo la mia storia personale di uomo e artista fatta canzone, ma che è anche il sistema linfatico nel quale scorrono energie, vibrazioni, pensieri, desideri e sogni di questo album-racconto, che ha la struttura di un’Opera breve, e del quale questa rock-ballad incarna il tema melodico principale”.
50 anni vissuti in musica, 60 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Sono i numeri essenziali di una carriera unica e irripetibile, la sua.
Musicista, autore, interprete, che, dalla fine degli anni Sessanta a oggi, è riuscito a conquistare una generazione dopo l’altra, grazie a un repertorio pop, melodico e raffinato, nel quale ha saputo fondere canzone d’autore e rock, sonorità internazionali, world music e jazz, rivoluzionando il concetto stesso di performance live.
Il primo a inaugurare la stagione dei grandi raduni negli stadi e ancora il primo, nel 1991, a “far scomparire il palco” e portare la scena al centro delle arene più importanti e prestigiose d’Italia, in ambito musicale, sociale e televisivo.
A tal proposito riportiamo il racconto di Angela Zagaria, una “Clabber”, che in gergo vuol semplicemente dire “fan”, ma lei lo è in modo particolare, visto che segue Baglioni, uno degli autori e interpreti più raffinati, sensibili e amati della musica popolare italiana, da quando aveva 15 anni tanto da esserne ormai diventata una delle sue fan più amate. Sono veramente tanti i concerti a cui ha assistito ed è attiva anche in veste di amministratrice del gruppo Facebook “Millenote di TE …e di NOI”, nato il 18 settembre 2016, come si legge “….affinché il linguaggio universale della musica abbia il potere di unire chi l’ascolta, come LUI …..CLAUDIO ….unisce NOI”.
Ricorda con emozione quei momenti in cui al Teatro degli Arcimboldi a Milano il 4 gennaio del 2014 (in foto), Claudio Baglioni le dette il microfono, chiedendole di far cantare al pubblico presente sul palco, i suoi brani: Signora Lia, W l’Inghilterra, Porta Portese.
E poi ancora, rincorrendo i ricordi: “Permettetemi questo dolce ricordo dei miei 13 anni, ero una ragazzina bambina che aveva come idolo l’allora per me irraggiungibile Claudio Baglioni, alcune volte pensavo nei miei pensieri confusi e sognanti,chissà se avrei mai visto un suo concerto? Chissà se lo avrei mai conosciuto, era il mio grande sogno.” E continuando, con nostalgia: “Gli sticker sul giornalino di musica CIOÈ erano esibiti sui diari come trofei dove con un evidenziatore illuminavo pensieri scritti che oggi farebbero ridere, scrivevo – CLAUDIO BAGLIONI I LOVE YOU – e una volta feci altrettanto su dei blue jeans e non me ne vergogno a dirlo, chi non lo ha mai fatto di noi? ognuno con la propria passione o magari in maniera diversa, sfido io, erano altri tempi, ingenui e veri quelli degli anni ‘80, bastava poco per poter sognare. Magari i ragazzi di oggi sapessero sognare con queste cose!”.
E si dilunga fino ad arrivare al momento cruciale, che non ha bisogno di commenti: “La vita però alcune volte è strana, penso che quando una cosa la vuoi veramente dal profondo del cuore alcune volte ti ascolta e decide di farti un regalo e girandosi dalla tua parte guarda quello di vero che hai dentro donandoti un sogno e benedicendolo. Così il 4 gennaio 2014, tutto avrei immaginato ma non quello di potermi ritrovare su quel palco per me irraggiungibile e con il mio idolo tanto sognato da ragazzina a fargli da assistente. I miei battiti sono stati i miei passi che mi hanno guidato fin qui e con commozione hanno voluto fissare quel ricordo nell’angolo più stretto dell’anima dove non uscirà più”.
E quindi non è assolutamente un caso se Baglioni riferisce ciò che risulta vero: “In questa storia, che è la mia” c’è un invito. Una spinta a rileggere la nostra storia. La storia di ciascuno di noi, di queste pagine di musica e parole, che abbiamo scritto e vissuto insieme, e di questo tempo che, sebbene non si leggano, porta anche le nostre firme”.
E l’opera, come ha dichiarato lo stesso cantautore, è la sua autobiografia fatta in musica per lasciare un segno, realizzata con uno stile anni settanta, come i suoi primi dischi, quasi a chiudere un cerchio che si ritrova al punto di partenza. “Un tema che viene annunciato in quella sorta di ‘ouverture’ che ho chiamato ‘capostoria’, che riemerge tra un brano e l’altro, in quattro interludi, pianoforte e voce (1. non so com’è cominciata, 2. al pianoforte ogni giorno, 3. e firmo in fede un contratto, 4. adesso è strano pensare) e che, dopo la rock-ballad intitolata, appunto, ‘Uomo di varie età’, ritorna, un’ultima volta nella ‘coda’ (finestoria) guidata dalla chitarra acustica, a chiudere il cerchio di alcuni tra gli istanti, gli accadimenti e gli incontri più intensi che mi hanno accompagnato “In questa storia che è la mia””.
Il disco è stato commercializzato in edizione standard (su CD, vinile e download digitale) e anche in versione deluxe CD con quattro bonus track acustiche (due nella versione deluxe vinile). Il video ha la regia, i disegni di Carmine Di Giandomenico; montaggio e animazione sono di Ermanno Di Nicola, con la supervisione di Guido Tognetti.
“Un album ideato e composto come una volta – ha concluso Claudio Baglioni – vero, sincero, fatto a mano e interamente suonato. È un progetto al quale ho dedicato tutto me stesso, a partire dalla scrittura, strutturata come non accadeva da tempo, su linee melodiche e processi armonici che la musica popolare, sembra offrire sempre meno. Le sonorità sono tutte vere, nel senso di ‘acustiche’, basso, batteria, pianoforte, chitarre, archi, fiati, voce e cori, e il ricorso all’elettronica è stato dedicato, esclusivamente, alla cura degli effetti suono e delle atmosfere. Ne sono venuti fuori quattordici pezzi suonati dalla prima all’ultima nota, da un gruppo di musicisti straordinari, che fanno quello che ci si aspetta da loro,suonare con tutta la creatività, l’invenzione, l’energia e la passione, in una parola la musicalità, che hanno dentro”.
di Vito Piepoli
CLAUDIO BAGLIONI tornerà sulle scene live nel 2021 con lo spettacolo “DODICI NOTE”, in cui la musica e le parole del cantante e compositore italiano si fondono in una dimensione live di pop-rock sinfonico che unisce grande orchestra classica, coro lirico, big band e voci moderne.
“DODICI NOTE” partirà dalle Terme di Caracalla di Roma, dal 4 al 18 giugno 2021: 12 serate con l’orchestra sinfonica, il coro lirico, il suo gruppo di solisti e coristi.
A questi 12 concerti, seguiranno 4 appuntamenti live in due teatri luoghi d’arte unici al mondo: il 16 e 17 luglio al Teatro Greco di Siracusa e l’11 e 12 settembre all’Arena di Verona.
Queste le date di “DODICI NOTE”, prodotte e organizzate da Friends & Partners, in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma per le date alle Terme di Caracalla (per la prima volta in assoluto la stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla ospiterà dodici serate consecutive dello stesso artista):
4 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 6 giugno 2020)
5 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 7 giugno 2020)
6 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 8 giugno 2020)
8 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 9 giugno 2020)
9 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 10 giugno 2020)
10 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 11 giugno 2020)
12 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 13 giugno 2020)
13 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 14 giugno 2020)
14 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 15 giugno 2020)
15 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 16 giugno 2020)
17 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 17 giugno 2020)
18 giugno 2021 – Terme di Caracalla – ROMA (recupero 18 giugno 2020)
16 luglio 2021 – Teatro Greco di SIRACUSA (recupero 17 luglio 2020)
17 luglio 2021 – Teatro Greco di SIRACUSA
11 settembre 2021 – Arena di VERONA (recupero 18 settembre 2020)
12 settembre 2021 – Arena di VERONA
I biglietti sono disponibili su TicketOne.it, nei punti vendita e nelle prevendite abituali.
I biglietti già acquistati per le date inizialmente previste per il 2020 rimangono validi per le nuove date corrispondenti. Per informazioni: www.friendsandpartners.it e www.ticketone.it
Radio Italia è radio partner delle date.
TIM è sponsor unico del tour.
Foto: Claudio Baglioni e Angela Zagaria
Cultura
Al via le serate danzanti nei Circoli di Pantelleria: tutto il calendario
Sono ricominciate le serate danzanti nei circoli di Pantelleria!
Per il terzo anno consecutivo Pantelleria Experience ha creato il Calendario Unificato dei Circoli, con tutte le date delle serate raccolte in un unico PDF.
ℹ️ Ricordiamo che l’ingresso ai circoli è riservato ai soli soci.
📥 Per scaricare il calendario:
👉 https://pantelleriaexperience.it/it/altro-item/calendario_unificato_serate_danzanti_carnevale_pantesco-120
poi clicca su “Scarica il programma”.
Cultura
Pantelleria, “La Corsa della Befana”: buona la prima. Tanta partecipazione e divertimento
Lo scorso 4 gennaio si è svolta “La Corsa della Befana”, organizzata dai commercianti di U Chiano Nico. Tutto è andato come doveva e anche il tempo è stato clemente, concedendo una pausa per consentire lo svolgimento di una non competizione podistica.
I circa 80 iscritti hanno seguito il percorso prefissato dimenticando l’agonismo e correndo con il magnanimo sorriso della condivisione e dell’amicizia.
La Prima edizione si è rivelata molto più di un semplice evento sportivo: è stata una giornata di gioia partecipazione, capace di unire persone di tutte le età nel segno dello sport e della tradizione.
U Chiano Nico animato da grandi e bambini è stato trasformato in uno spazio di incontro e allegria, dove lo spirito della Befana ha fatto da filo conduttore a ogni momento della giornata.
Questa prima edizione ha rappresentato una sfida e, allo stesso tempo, un’importante soddisfazione confermando che iniziative come questa hanno un valore che va oltre la corsa stessa. Sono occasioni che rafforzano i legami, promuovono uno stile di vita attivo e lasciano un ricordo positivo in chi vi prende part
I ringraziamenti degli organizzatori:
Desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento a tutti per aver contribuito al successo della Prima Edizione de “La Corsa della Befana”.
Grazie all’ entusiasmo e al prezioso supporto di coloro i quali hanno creduto in questo progetto fin dall’ inizio e lo hanno sostenuto, è stato possibile trasformare un’idea in un evento reale, partecipato e ricco di entusiasmo, capace di unire sport e spirito di comunità.
E’ stato un pomeriggio all’ insegna della spensieratezza e divertimento. Vogliamo ricordare i riconoscimenti speciali assegnati durante l’ evento che hanno voluto celebrare non solo la competizione, ma soprattutto i valori di inclusione, partecipazione e condivisione.
Oltre aver premiato i vincitori e la befana eletta dai bambini abbiamo avuto l’ onore di premiare il partecipante più anziano (classe 1948), la più giovane (classe 2023), Suor Isella e un ragazzo dell’Associazione Albero Azzurro, testimonianza concreta di come lo sport possa essere aperto a tutti.
Un ringraziamento speciale va agli SPONSOR che vanno assolutamente menzionati per la loro disponibilità nel donare i Premi:
– GR GREEN CARBURANTI di Romano Giuseppe & C. Via Kazen Pantelleria;
– FARMACIA GANCI di Cammilla Ganci;
– BAR PASTICCERIA “DA GIOVANNI”
– PINA FRUTTA&VERDURA di Nicholas Rizzo;
– CARTOLIBRERIA MACCOTTA di Gianfranco Maccotta & Co.;
– NEW GENERATION di Caterina Gabriele;
– IL TIMONE di Sonia Delli Paoli
– FOTO SPORT SERAFINO di Serafino Graziano;
– Enza Franco (mamma solidale);
Un GRAZIE di cuore per aver offerto ristoro e merenda ai bambini và a:
– CICCI’S BAR di Maria Veronese con la sua “dolce” cioccolata calda e panini con la nutella;
– CASA DELLA FRUTTA di Quartana Davide per la frutta offerta;
– TONY CINA’;
– CIRCOLO OGIGIA
Un sentito ringraziamento va ai volontari e ai gruppi che hanno donato il proprio tempo, energie e competenze contribuendo alla buona riuscita dell’evento:
-GIULIANA SERRACCHIOLI;
-LUIGI LABANTI;
– I RAGAZZI DE LA MULATTIERA APS;
– PANTEL IMPIANTI;
– GIANPAOLO RAMPINI (il nostro apripista in bicicletta)
– RESILEA APS;
– DORAPIA
– Rossella Casano, Sonia Delli Paoli, Marianna Casano e Florinda Valenza nelle vesti delle SIMPATICHE BEFANE;
-AMICI di U CHIANO NICO (Graziella, Camilla, Mariangela e Mariarosa)
Grazie per le forniturea: Despar, Mediterranea Service, Terremoto e Cinà.
Per ultimo, ma non per importanza, esprimiamo gratitudine per il loro supporto tecnico e logistico a:
– I VIGILI URBANI;
– ANPANA;
– CROCE ROSSA
GRAZIE DI VERO CUORE A TUTTI I PARTECIPANTI, GRANDI E PICCINI!
Questa prima edizione rappresenta per noi un importante punto di partenza. Il successo ottenuto è motivo di grande orgoglio e uno stimolo a continuare su questa strada, con l’auspicio di ritrovarci ancora più numerosi nelle prossime edizioni.
Grazie di cuore a tutti voi per aver condiviso questa bellissima giornata al Chiano Nico.

Le immagini sono opera di Clara Garsia, Francesca Graziano e Mario Valenza
Cultura
Pantelleria, le lance pantesche dal mito all’attualità digitale in mano ai giovani
Intervista ai ragazzi del corso di costruzione di lance pantesche, organizzato da Francesco Belvisi e Paolo Formentini
Il fascino delle lance pantesche è sempre molto forte e quando si sente parlare di esse e mastri d’ascia che ne hanno curato la realizzazione nei tempi che furono, per i panteschi è un sommuovere di emozioni, ricordi, passioni.
Negli ultimi tempi, la vela è tornata ad animare le estati pantesche, con spettacolari regate tra i flutti, doppiando sporgenze rocciose allo schioccar di fiocchi e rande.
La novità nel mondo delle lance pantesche
Adesso abbiamo una novità, per la nautica isolana: dopo oltre 20 anni Pantelleria riscopre la costruzione della lancia pantesca: un prototipo tra tradizione e fabbricazione digitale per riaprire l’accesso ai giovani.
Circa vent’anni fa, con la scomparsa dell’abilissimo mastro Chicco — figura che ha rappresentato una delle massime espressioni della costruzione delle lance pantesche — a Pantelleria si è interrotta la realizzazione di nuove imbarcazioni. Da allora si è aperta una discontinuità nella trasmissione del sapere: un vuoto che riguarda non solo la costruzione in sé, ma anche la possibilità di far vivere questa tradizione in modo continuativo.
L’obiettivo
Oggi Pantelleria torna a parlare il linguaggio della lancia pantesca, imbarcazione simbolo della cultura marinara dell’isola, attraverso un percorso che mette insieme costruzione tradizionale e strumenti di progettazione digitale. L’obiettivo è riattivare competenze locali, documentare un sapere prezioso e offrire ai più giovani un’occasione concreta per avvicinarsi a questa tradizione.
L’attività è stata avviata a partire da un prototipo, concepito come strumento didattico e sperimentale: imparare facendo, verificare soluzioni, costruire metodo e ricostruire una continuità che sull’isola si era interrotta.
Il percorso si fonda su due assi complementari:
- il coordinamento tecnico e digitale di Francesco Belvisi, yacht designer ed esperto di stampa 3D,
- gli insegnamenti artigianali di Paolo Formentini, artigiano e istruttore di vela.
Un progetto aperto
Il progetto di costruzione dell’imbarcazione fa parte delle attività laboratoriali del progetto Stem Power (2024-POL-00029) finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale e che vede tra i partner anche il FabLab Palermo.
Le attività sono state svolte in collaborazione con il FabLab Western Sicily, che cinque anni fa ha lanciato una sede a Pantelleria presso l’Istituto di Istruzione Superiore Almanza, con il supporto del Parco Nazionale Isola di Pantelleria. Le attività progettuali che sono rivolte agli studenti delle scuole superiori di secondo grado prevedono altri laboratori creativi sul tema della fabbricazione digitale e della stampa 3D e corsi di formazione sull’intelligenza artificiale
Il progetto si apre alla partecipazione di partner e sponsor interessati a sostenere la fase di completamento della costruzione della lancia pantesca e a rendere possibile la replicabilità del modello: più edizioni formative, più attività in mare, più opportunità per i giovani e, soprattutto, più lance pantesche di nuovo naviganti.

Un patrimonio vivo, ma oggi poco fruibile
Il progetto nasce anche da una constatazione semplice: le lance pantesche oggi sono poche in mare e, per un giovane, non è facile avvicinarsi a questo mondo — soprattutto se mancano barche disponibili e occasioni continuative di pratica.
In molte realtà insulari, la continuità delle tradizioni nautiche si regge anche sulla condivisione: la possibilità di partecipare, osservare, fare esperienza a bordo. A Pantelleria, invece, le lance rimaste sono spesso legate a contesti specifici e non sempre è semplice trovare occasioni regolari di avvicinamento e allenamento. È anche per questo che il lavoro su un prototipo e su un metodo trasmissibile assume un valore particolare.
Francesco Belvisi
In questo quadro si colloca la riflessione di Francesco Belvisi, che sottolinea come il tema non sia la “mancanza di interesse” dei giovani, ma la disponibilità di percorsi reali e comprensibili:
Francesco Belvisi: «Si dice spesso che i giovani non vogliano impegnarsi nei lavori tradizionali. In laboratorio abbiamo visto l’opposto: entusiasmo nel montare le ordinate e nel prendere confidenza con strumenti come martello, avvitatore, seghetto, calibro, metro, morse e colle. Il punto è che troppo spesso diamo per scontato che questo sapere sia irraggiungibile. In realtà, se lo scomponiamo in passaggi chiari, diventa stimolante.»
Belvisi collega direttamente questo approccio alla progettazione digitale:
Francesco Belvisi: «La modellazione 3D non sostituisce il legno: aiuta a capire. Permette di leggere le forme, verificare misure, ridurre gli errori e soprattutto semplificare un processo. È un modo concreto per far sì che il sapere si trasmetta davvero.»
E richiama il legame tra disponibilità delle barche e circuito sportivo:
Francesco Belvisi: «Se le barche sono poche, anche la partecipazione alle regate tende a diventare più selettiva. L’obiettivo è riaprire la filiera: più competenze, più occasioni, più barche in acqua.»
Il ruolo dell’artigianato: gesti, sicurezza, metodo. Paolo Formentini
Accanto alla parte progettuale, la dimensione del “fare” è stata curata da Paolo Formentini, istruttore di vela, che ha guidato la trasmissione delle tecniche artigianali legate alla costruzione e all’assemblaggio:
Paolo Formentini: «se qualcuno pensa che si possa fare una barca interamente con la fabbricazione digitale si sbaglia di grosso, la precisione, attenzione nelle finiture e assemblaggio sono fondamentali per realizzare una imbarcazione realmente funzionante »
Formentini evidenzia anche il valore formativo dell’esperienza pratica:
Paolo Formentini: «Quando vedono che una misura corretta fa combaciare le parti e che un montaggio ben fatto “tiene”, scatta qualcosa. Non è teoria: è responsabilità, coordinamento, cura del dettaglio. Sono competenze che restano e che possono essere trasferite anche ad altri ambiti.»
FabLab: didattica e strumenti per rendere il sapere trasferibile
Il contributo dei FabLab Western Sicily ha rafforzato l’impianto contemporaneo sul piano della didattica: strumenti e linguaggi utili a rendere più chiaro il percorso di apprendimento e più semplice la trasmissione del metodo. Il lavoro è partito dall’uso di stampanti 3D, dalla realizzazione di modellini, e da strumenti digitali che hanno semplificato la modellazione e la comprensione delle forme, applicando poi queste competenze a un elemento altamente rappresentativo per Pantelleria e oggi esposto al rischio di rarefazione.
Su questa linea si inserisce la dichiarazione di Martina Ferracane per FabLab Western Sicily: “Il progetto di realizzazione della lancia pantesca riflette perfettamente il modello didattico che il FabLab Western Sicily promuove nelle scuole siciliane da 10 anni. In questo progetto gli studenti acquisiscono competenze digitali e creative non come fine ultimo, ma come strumento per realizzare un progetto concreto e che li appassiona. Progetti come questo consentono agli studenti di diventare veri e propri creatori digitali!”
Le voci dei ragazzi: dal “mito” alla possibilità
Tra i partecipanti, la dimensione più evidente è la scoperta: la lancia pantesca smette di essere un mito irraggiungibile e diventa un percorso comprensibile, fatto di passaggi, strumenti e competenze.
I ragazzi sono i veri protagonisti di tutto questo e tra una vite, un trapano e una spiegazione esordiscono così:
Flaminia: “ma quando finisce ? Io ci voglio navigare!”
Claudia : “con questi attrezzi mi sento super abile !”
Prossime fasi e alleanze: completare, mettere in mare, replicare
La direzione è tracciata, ma il percorso è ancora in evoluzione. Le prossime fasi includono completamento dell’allestimento, attrezzaggio, messa in acqua e prove in mare, oltre al consolidamento del modulo didattico in forma replicabile per nuove classi e nuove edizioni.
Per poter sostenere il progetto di costruzione dell’imbarcazione dopo il termine del progetto, ci si apre a partner e sponsor che vogliano contribuire in modo concreto alla sua realizzazione e alla sua replicabilità, sostenendo materiali, logistica, attrezzaggio, attività in mare e percorsi didattici.
Potete seguire le evoluzioni della costruzione su:
Instagram: https://www.instagram.com/lanciapantesca
(Per proposte di partnership e sponsorship: contatto tramite messaggio diretto.)
Per Pantelleria significa rimettere in moto un sapere che appartiene alla sua identità marittima. Per i giovani significa avere un punto di ingresso reale: non un racconto, ma un’esperienza. E, nel tempo, la possibilità che più lance tornino in mare, sostenute da nuove competenze e da una partecipazione crescente.
Il corso
Abbiamo sentito i ragazzi del corso, dal vivo su questa esperienza, appunto, più unica che rara, chiamiamola pure opportunità.
Sono i quattro presenti alla nostra intrusione nel laboratori: belli, chi più timido, chi più spigliato, ma tutti eguali per passione per il mare e la vela.
Sono stati reclutati in maniera molto semplice e ora sono parte di un progetto che andrà avanti per step.
Flaminia Lo Pinto, terza liceo Scienze Umane;
Claudia Maria Turco , Scienze Umane terza B;
Dario Brignone , sempre terza B Scienze Umane;
Salvatore Basile Anis, Ist. Tecnico.
Barbara Rizzo, 2A Liceo scientifico
Giovanni Rizzo, 5A Liceo scientifico
Ragazzi, cosa vi ha spinto a seguire il professore in questo progetto? Risponde Flaminia “Mi ha sempre ispirato la passione per il mare, perchè la mia è una famiglia di pescatori, quindi è una passione nata crescendo. Lavorare su questo progetto ci viene automatico, viene istintivo, anche perché abbiamo un ottimo professore come Francesco Belvisi e un’ottima guida, come il maestro Paolo Formentini.”
Al che interviene il prof. Belvisi: “Vorrei spiegare: questa parte è un po’ più manuale, è una parte di un progetto educativo che riguarda la fabbricazione digitale, quindi i ragazzi, oltre a vedere come si montano le cose, hanno lavorato sulle stampanti 3D, su come si progetta, su come si disegnano tutti questi oggetti, hanno la loro trasposizione in un modello tridimensionale che è accorpato alla fabbricazione digitale e semplifica un po’ la creazione di pezzi. Ma soprattutto permette loro di avere una connessione fra ideazione, progetto ed esecuzione, che è un percorso trasferibile in qualsiasi ambito della progettazione e della produzione. E’ un processo che parte da qualcosa di locale che si era perduto per rigenerare qualche cosa, per strutturare un metodo alla fine, che si può applicare a tutto.
“Poi la Lancia Pantesca è un oggetto complicatissimo, con tantissime parti e dettagli che vanno ripresi a mano. Negli incontri di modellazione 3d i ragazzi hanno disegnato delle carene e le hanno stampate in 3d : dalle sezioni si generano degli scafi un lavoro lontano dalle competenze classiche del mastro d’ascia”.
M° Formentini, qual è il suo ruolo? “Io faccio solo la parte del tramite tra il digitale e il manuale. Io mi rapporto con il professore sollevando per esempio una difficoltà nel montaggio che può essere risolta in fase di progettazione?
“Ho ha una grandissima esperienza sulle lance, sulla navigazione. e le lance le conosco come le mie tasche.
“Io ho fatto un altro progetto alle scuole medie e avevamo costruito una barca per bambini.”
Come vedete questo percorso, proiettato nel vostro futuro? Risponde Dario: “Sicuramente dà delle basi per quanto riguarda la progettazione di base, dal punto di vista tecnologico, ma comunque è pure una bella esperienza personale.”
Come ha spiegato il designer pantesco, l’opportunità che questo percorso può offrire per il futuro dei ragazzi è il poter realizzare da soli qualsiasi oggetto occorra, usando la stampa 3D, senza dover ricorrere alla terra ferma, con tutto quello che consegue.
- Paolo Formentini
- Francesco Belvisi
La mia domanda era perché le lance pantesche stanno in fase di moria. I mastri, come intendono i panteschi, non ce ne sono più. Però, appunto, per mantenere in vita una tradizione, ci si deve evolvere… “Dare spazio anche all’informatica e che ci sia una volontà anche manuale di proseguire appunto la tradizione. – Riprende Francesco Belvisi
“Non è facile pensare di costruire con tutte le competenze che aveva un mastro, che trasformava un tronco di albero in barche naviganti con tantissimo lavoro manuale e maestria artigiana. Ma magari si può spingere la parte digitale fino ad avere quasi tutti i pezzi pronti tagliati e pronti per gli collaggi, oppure avere i tuoi kit e tu monti come si fa nel mondo del mobile. Il digitale va inteso come qualcosa che rende più accessibile la conoscenza e la praticità nelle cose.”
Sappiamo che vi sarà un secondo ciclo di incontri, per proseguire questo percorso capace di aprire molte opportunità: basta saper vedere lontano, poi con un pizzico creatività, di tenacia e vigore giovanile, le cose diventano più facili. E i nostri ragazzi protagonisti di questa impresa hanno tutte queste qualità, che i loro “docenti” Francesco Belvisi e Paolo Formentini sanno stimolare con i giusti modi.
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