Cultura
Primo maggio 2021: la festa di chi un lavoro ancora ce l’ha
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Recita così l’articolo 1 della Costituzione italiana che, grazie al referendum del 2 giugno 1946, è anche diventata Repubblica.
Ma ha ancora senso parlare di “Festa del lavoro” in un periodo storico in cui quasi 1 milione di posti di lavoro è andato perso a causa delle conseguenze economiche della pandemia e delle restrizioni attuate per contenere i contagi?
E cosa vuol dire esattamente “fondata sul lavoro”? Vediamo di ripercorrere insieme le tappe che hanno portato a questa importante formulazione, per cercare di riappropriarci del suo profondo senso e di assaporare nuovamente il gusto della nobile arte dell’esercitare un lavoro.
Il tema viene affrontato due volte nella nostra Costituzione: innanzitutto negli articoli 1, 3 e 4 che sanciscono i principi fondamentali dei cittadini italiani. Andando avanti lo ritroviamo negli articoli del Titolo terzo della Parte prima, relativo ai “Rapporti economici”. Elaborati dalla Prima e dalla Terza Sottocommissione furono esaminati e votati dall’Assemblea Costituente nelle sedute del 22 e 24 marzo 1947 (i principi fondamentali) e dell’8, 9 e 10 maggio 1947 (gli articoli del Titolo terzo).
Per giungere alla formulazione attuale furono necessarie molte elaborazioni che vagliarono varie proposte, tutte comunque orientate verso la caratterizzazione del concetto di Repubblica. Esso doveva avere una chiara connotazione non solo storica e politica ma anche economica e sociale. Aldo Moro, illustrando i primi articoli generali del progetto di Costituzione (nella seduta del 13 marzo 1947), sottolineava che “Non avremmo ancora detto nulla se ci limitassimo ad affermare che l’Italia è una Repubblica, o una Repubblica democratica. Occorre che ci sia una precisazione intorno ad alcuni orientamenti fondamentali che storicamente caratterizzano la Repubblica italiana”. A fargli eco Bartolomeo Ruini (meglio conosciuto come Meuccio Ruini), presidente della Commissione dei Settantacinque, che nella relazione al progetto affermava “Bisogna essere ciechi per non vedere che è oggi in corso un processo storico secondo il quale, per lo stesso sviluppo della sovranità popolare, il lavoro si pone come forza propulsiva e dirigente in una società che tende ad essere di liberi ed eguali”.
Quella che doveva realizzarsi era quindi una democrazia sociale ed economica.
Alla fine della discussione tre furono le espressioni proposte nella seduta del 22 marzo 1947, comunicate dallo stesso Ruini: “Si presentano a voi, onorevoli colleghi, tre formule, tra le quali dovrete scegliere: prima «Repubblica di lavoratori»; seconda «fondata sul lavoro»; terza «fondata sui diritti di libertà e del lavoro»”.
Come sottolineava Giorgia Amendola “Il popolo ci chiede che la Costituzione italiana sia una Costituzione che possa impedire ogni ritorno di fascismo … che dia all’italiano garanzie di piena e sicura libertà… Di fronte all’esperienza vissuta nell’ultimo ventennio i diritti della persona umana non possono essere garantiti soltanto sul piano politico, ma vanno garantiti anche sul piano economico e sociale. Non abbiate paura, colleghi e, se credete veramente che il lavoro è il fondamento della Repubblica, non nascondete questa affermazione nelle pieghe di un capoverso che pochi leggeranno, ma proclamatelo solennemente, direi orgogliosamente, nella 35 prima riga della Costituzione”.
Amintore Fanfani, in un intervento all’Assemblea costituente, rimarca: “Il nostro testo dice: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». In questa formulazione l’espressione «democratica» vuole indicare i caratteri tradizionali, i fondamenti di libertà e di eguaglianza senza dei quali non vi è democrazia. Ma in questa stessa espressione la dizione «fondata sul lavoro» vuol indicare il nuovo carattere che lo Stato italiano, quale noi l’abbiamo immaginato, dovrebbe assumere”.
Ma allora oggi, nell’anno 2021, ha ancora senso “festeggiare il lavoro” quando al cittadino italiano sono stati tolti alcuni tra i diritti fondamentali, di cui il lavoro (insieme alla libertà) ne è uno dei principali?
Vediamo i dati ufficiali dell’Istat aggiornati al 6 aprile 2021.
Nonostante il blocco dei licenziamenti, l’impatto delle restrizioni e dei tagli nel mercato del lavoro dovuti alla pandemia ha portato ai seguenti risultati. Febbraio 2021: gli occupati in Italia sono 22.197.000, ovvero 945.000 in meno rispetto a febbraio 2020. In un anno sono crollati i posti a termine (-372 mila) e gli autonomi precipitano a 4,8 milioni (-355 mila). Mai si erano verificati dati così bassi. Sono andati persi 218 mila posti di lavoro tra i dipendenti stabili. Par condicio per questa diminuzione: essa ha infatti coinvolto sia uomini che donne e tutte le classi di età, anche se i dati peggiori sono stati registrati nei lavoratori sotto i 35 anni. Passiamo ora al tasso di disoccupazione. Febbraio 2021: esso è al 10,2%, mentre nel febbraio 2020 al 9,8%. Nei giovani fino a 24 anni esso è salito di 2,6 punti, volando al 31,6%. Infine gli inattivi (cioè le persone che non lavorano e non cercano un lavoro) sono aumentati di 717 mila unità.
Ma allora, cosa c’è oggi da festeggiare? Il primo maggio 2021 dovrebbe essere un giorno di protesta, non di festa.
(Credit immagine: Pixabay License)
Giuliana Raffaelli
Cultura
Pantelleria, “Un viaggio nella legalità” con gran finale
L’importante presenza delle istituzioni
SI è tenuta ieri, 29 aprile 2026, l’ultima tappa di “In nome di Paolo Borsellino: un viaggio nella legalità”.

Si è trattata di una bella mattinata di conclusione del progetto dedicato a Borsellino e alla legalità. Era, come da accordi, presente anche in questa ultima giornata, la dott.ssa Fiammetta Borsellino, ultimogenita del compianto magistrato, ucciso barbaramente dalla mafia.
In quel lontano 19 luglio 1992, circa due mesi dopo l’assassinio di Giovanni Falcone, una Fiat 126 imbottita con circa 100 kg di tritolo, era parcheggiata sotto casa della madre, e fu fatta esplodere alle 16:58 al suo passaggio, uccidendo Borsellino e cinque agenti della scorta.
Quel giorno moltissimi italiani lo hanno impresso nella mente e Fiammetta Borsellino lo ha rievocato più volte durante tutti gli incontri, perchè non si dimentichi e perchè è importante perseguire la legalità e non il malaffare.
Le vittime per mafia non sono solo coloro che cadono, ma anche chi resta con quel dolore scalfito nel cuore a vita e con cui devi fare i conti tutti i giorni affinchè questi non trascorrano vani. E’ questa anche la grande lezione che la Borsellino ha trasmesso ai bmabini, con dolcezza ed eleganza ed un immancabile ed impagabile sorriso.
Ha catturato con il suo fare giovani panteschi dai 3 anni fino alla maggiore età, facendo leva su quella integrità morale necessaria per sconfiggere il potere delle cosche.


La mattinata di chiusura ha visto anche la presenza del Sindaco Fabrizio D’Ancona che ha racclto il significato della legalità e le intenzioni di mettere a disposizione dei giovani spazi di ritrovo, di attività sportive e di svago che possano impegnali in una una vita sana.

I ragazzi della scuola secondaria hanno saputo accogliere Fiammetta con dei brani diretti dai loro bravissimi professori, poi hanno cantato i bambini delle quinte plesso capoluogo.
Tutti i giovanissimi di Pantelleria si sono dati da fare in questi tre giorni sia per rendere omaggio all’ospite d’onore, sia per lasciare un segnale significativo del loro impegno verso un argomento tanto delicato quanto pesante, grazie al grandissmo lavoro di tutti gli insegnati e del Preside Fortunato Di Bartolo.
I bambini delle quinte della primaria, tutti insieme, hanno cantato ‘Nel blu dipinto di blu’, una canzone che ci ricorda e ci trasmette che la legalità non ha spazio né tempo, ma viva ovunque.

Un bellissimo e significativo progetto di speranza perché il messaggio di chi ci ha lasciato lottando contro la mafia non rimanga nell’ aria senza senso.
Il momento finale, quando tanti bambini hanno attorniato Fiammetta per farsi fare un autografo: sul libro del padre, sulle magliette, su foglietti improvvisati.


Questa tre giorni, ideata da Giovanna Drago, ha saputo non solo portare avanti un progetto sulla legalità con grande successo, ma è riuscita anche a coinvolgere tutte insieme così tante persone dell’isola, dall’Amministrazione Comunale alle autorità Giudiziarie, dai docenti agli studenti, dalla stampa, sensibilizzando tutti, inducendo tutti a riflettere ancora un pochino e non dimenticare.
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Cultura
Pantelleria – Riqualificazione Teatro Busetta, Rizzo (FI) “Un passo importante per la nostra comunità”
Il 16 aprile 2026 la Giunta ha approvato il progetto esecutivo per il Parco Urbano Arena Busetta, insieme al restauro del Teatro Busetta. Un intervento significativo che punta alla riqualificazione di uno spazio storico e identitario della nostra città: l’antica Arena Busetta.
Nella giornata di ieri, il progetto è stato presentato in Consiglio Comunale ed è stato approvato con 8 voti favorevoli. Un segnale chiaro della volontà di investire nella cultura, nella bellezza e nella vivibilità del territorio.
L’intervento prevede la realizzazione di un’area capace di ospitare eventi culturali di diverso tipo: cinema, teatro, musica e spettacoli dal vivo, con una capienza di oltre 600 posti. Un nuovo punto di riferimento per la socialità e la partecipazione.
La stima complessiva dell’investimento è di 2.100.000 euro, una cifra importante che rappresenta una scelta concreta per valorizzare il patrimonio esistente e restituirlo alla cittadinanza.
Un progetto che guarda al futuro, senza dimenticare le nostre radici.
Gianni Rizzo
Forza Italia
Può interessare approfondire: Pantelleria, approvato mutuo per Arena Busetta: questo teatro sa da fare
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Cultura
Pantelleria, partecipazione dell’Amministrazione comunale alle giornate dedicate alla legalità nelle scuole
L’Amministrazione comunale ha partecipato, su invito del Dirigente scolastico Fortunato Di Bartolo, alle giornate dedicate alla legalità promosse dall’Istituto di Istruzione Superiore – Omnicomprensivo “V. Almanza – A. D’Ajetti”, nell’ambito del progetto “In nome di Paolo Borsellino: viaggio nella legalità”, finalizzato a promuovere la cultura della legalità come fondamento di una cittadinanza consapevole e responsabile, attraverso esperienze di memoria e testimonianza. Momento centrale è stato l’incontro con Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia, oggi impegnata nella diffusione dei valori della legalità, figura di riferimento importante per le giovani generazioni.
Il Sindaco comunica che la partecipazione dell’Amministrazione comunale è stata ritenuta doverosa proprio per il valore educativo dell’iniziativa e per la presenza di una testimonianza così significativa, capace di trasmettere ai ragazzi il senso concreto dell’impegno civile.
Nel corso dell’incontro con gli studenti è stato ribadito come la legalità non sia un principio astratto, ma un percorso quotidiano che riguarda tutti: si costruisce nei piccoli gesti, nel rispetto dei compagni, degli insegnanti, delle regole e degli spazi comuni. Anche azioni semplici, come prendersi cura dell’ambiente e non abbandonare rifiuti, rappresentano esempi concreti di convivenza civile e rispetto delle regole. È stato inoltre richiamato il valore dell’educazione come strumento fondamentale per contrastare ogni forma di sopraffazione, nella consapevolezza che la scuola e la famiglia hanno un ruolo centrale nel trasmettere responsabilità e rispetto.
Il percorso conferma l’importanza di coltivare fin da giovani una cultura della legalità intesa come abitudine quotidiana, capace di orientare i comportamenti e rafforzare il senso di comunità.
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