Economia
PNRR rigenerazione architettura e paesaggio rurale: prorogati al 15 giugno i termini di presentazione domande
L’assessore Samonà:
“Tempi meno stretti che consentiranno di partecipare
a una più ampia platea di cittadini, professionisti e imprese”
Palermo 19 maggio 2022 – Prorogato al 15 giugno il termine di presentazione delle istanze per gli interventi di restauro e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale della Sicilia.
Lo ha disposto l’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, accogliendo, con un Decreto a firma del Dirigente generale dei Beni Culturali, Franco Fazio, l’orientamento analogo espresso con proprio Decreto dal Ministero della Cultura.
Si sposta al 15 giugno, quindi, il termine per presentare le istanze di riqualificazione per interventi proposti da soggetti privati, grazie ai quali sarà possibile il recupero e la fruizione di edifici e insediamenti storici che siano testimonianze significative della storia delle popolazioni e delle comunità rurali, delle rispettive economie agricole tradizionali, dell’evoluzione del paesaggio.
Ai sensi dell’avviso, pubblicato nello scorso mese di aprile, la Regione ha messo a bando 76,582 milioni di euro di fondi del PNRR, per intervenire su beni di proprietà di privati, soggetti del terzo settore compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, associazioni, fondazioni, cooperative, imprese in forma individuale o societaria, che siano proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili appartenenti al patrimonio rurale.
Rientrano nella possibilità di finanziamento anche progetti relativi a beni del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale di proprietà pubblica, dei quali i privati o i soggetti del terzo settore abbiano la piena disponibilità.
Non sono ammissibili le operazioni riguardanti beni localizzati nei centri abitati.
“Abbiamo accolto con soddisfazione – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – la decisione del Ministero della Cultura di aver permesso la proroga del termine di presentazione delle domande al 15 giugno. Una dilatazione dei termini che era stata fortemente richiesta proprio dalle Regioni, per agevolare la presentazione dei progetti per tutti quei cittadini, privati, professionisti e imprese, che intendono effettuare interventi di miglioramento sui manufatti rurali. Oggettivamente, i termini fissati in precedenza dal governo nazionale erano molto stretti e conseguentemente, limitavano di molto la platea di potenziali destinatari della misura. Rivitalizzare le nostre campagne attraverso il recupero di edifici rurali, case coloniche, masserie, stalle, mulini, frantoi e altri beni, che hanno subito nel tempo un processo di abbandono e degrado – aggiunge l’assessore Samonà – vuol dire investire sulla riqualificazione del nostro paesaggio che è componente essenziale e imprescindibile del nostro territorio, dove convivono modernità e tradizione con una forte presenza di testimonianze storiche. Confidiamo anche nel contributo degli ordini professionali della Sicilia per promuovere una misura che, per le modalità previste, consente un facile accesso a tutti”.
I progetti – che potranno essere presentati attraverso l’applicativo informatico predisposto dalla Cassa Depositi e Prestiti Spa – dovranno riguardare interventi su edifici e insediamenti storici che siano testimonianze significative della storia delle popolazioni e delle comunità rurali, delle rispettive economie agricole tradizionali, dell’evoluzione del paesaggio.
In particolare si tratta di manufatti destinati ad abitazione rurale o destinati ad attività funzionali all’agricoltura (mulini ad acqua o a vento, frantoi, masserie), che abbiano o abbiano avuto un rapporto diretto o comunque connesso con l’attività agricola circostante e che non siano stati irreversibilmente alterati nell’impianto tipologico originario, nelle caratteristiche architettonico-costruttive e nei materiali tradizionali impiegati.
E ancora, strutture e opere rurali che connotano il legame organico con l’attività agricola di pertinenza (fienili, ricoveri, stalle, essiccatoi, forni, pozzi, recinzioni e sistemi di contenimento dei terrazzamenti, sistemi idraulici, fontane, abbeveratoi, ponti, muretti a secco e simili); inclusi anche elementi della cultura, religiosità, tradizione locale, cioè manufatti tipici della tradizione popolare e religiosa delle comunità rurali (cappelle, chiese rurali, edicole votive, ecc.), dei mestieri della tradizione connessi alla vita delle comunità rurali, ecc.
L’intervento massimo previsto per ogni intervento è di 150 mila euro con un finanziamento a fondo perduto dell’80% elevabile al 100% nel caso di bene di interesse culturale. La procedura di selezione è “a sportello” fino ad esaurimento delle risorse.
La valutazione per ciascuna richiesta sarà parametrata al punteggio complessivamente ottenuto, da 0 a 100, con un finanziamento dei progetti che abbiano ottenuto un punteggio minimo di 60 punti. I beneficiari dovranno avviare i lavori entro il 30 giugno 2023 e concluderli entro il 31 dicembre 2025.
Gli interventi potranno essere finalizzati anche alla realizzazione e allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici (escluso l’uso ricettivo), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio, o connessi al profilo multifunzionale delle aziende agricole.
Per maggiori dettagli sul contenuto delle proposte si consulti il sito:
Economia
Tasse comunali: la Uil Pantelleria chiede il “salva-famiglie”: attivare subito la definizione agevolata
La UIL di Pantelleria interviene con forza sulla gestione della fiscalità locale, chiedendo all’Amministrazione Comunale un segnale di concreta vicinanza ai lavoratori, ai pensionati e alle piccole imprese dell’isola, sollecitando in tal senso l’attivazione della definizione agevolata delle entrate comunali, sfruttando le facoltà concesse dalla Legge di Bilancio 2026. L’obiettivo è quello di permettere ai cittadini di mettersi in regola con i tributi locali senza sanzioni esorbitanti e interessi di mora.
“Non possiamo permettere che la pressione fiscale locale diventi un macigno insormontabile per chi già fatica ad arrivare a fine mese – afferma Giorgio Paxia della Uil pantesca -. La Legge di Bilancio offre uno strumento di buon senso che il Comune ha il dovere di recepire. Regolarizzare non deve significare punire, ma accompagnare il contribuente verso la legalità fiscale con piani di rateizzazione sostenibili e dignitosi”.
E aggiunge: “la definizione agevolata rappresenta un vantaggio anche per le casse comunali: l’Amministrazione potrebbe incassare rapidamente risorse vitali per i servizi essenziali, abbattendo contemporaneamente i costi legati ai contenziosi legali e alle procedure di riscossione coattiva. Restiamo in attesa di un riscontro – conclude Paxia – sempre disponibili al confronto”.
In copertina Giorgio Paxia Uil Pantelleria
Economia
Asso MPI: “Pantelleria valuti una definizione agevolata delle entrate comunali: regolarizzare senza schiacciare imprese e famiglie”
L’Associazione delle Micro e Piccole Imprese dell’Artigianato, del Commercio e dei Servizi (Asso MPI) ha trasmesso al Comune di Pantelleria una richiesta formale affinché l’Amministrazione valuti l’attivazione di una definizione agevolata delle entrate comunali, come facoltà prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 102–110).
L’iniziativa, se adottata dal Comune con un proprio atto, può consentire ai contribuenti di mettersi in regola pagando il dovuto, con riduzione o esclusione di interessi ed eventualmente anche delle sanzioni, prevedendo – dove possibile – piani di rateizzazione sostenibili. La normativa richiede una disciplina locale e tempi adeguati per aderire (nell’impostazione richiamata anche da ANCI-IFEL, con un termine non inferiore a 60 giorni).
“Asso MPI” sottolinea come, in un territorio come Pantelleria, molte attività economiche lavorino in una finestra stagionale ristretta, legata al turismo: un fattore che, unito all’aumento dei costi e alle difficoltà gestionali, rende più complesso affrontare in modo “lineare” alcune pendenze pregresse.
“Non chiediamo scorciatoie – dichiara il Presidente Asso MPI, Giovanni Peralta – ma una misura equilibrata che permetta a chi vuole regolarizzarsi di farlo in modo sostenibile. Per Pantelleria significherebbe più serenità per imprese e famiglie e, allo stesso tempo, maggiori possibilità di incasso per il Comune su crediti difficili.”
Cosa chiede l’Associazione
Nella richiesta inviata al Comune, Asso MPI propone di:
- avviare una valutazione tecnica e politica sulla misura;
- portare l’argomento in Consiglio Comunale con tempi chiari;
- predisporre una procedura semplice e comprensibile, con adeguata assistenza;
- valutare, nei limiti consentiti, l’estensione anche a posizioni già in accertamento o contenzioso, per ridurre le liti e chiudere le posizioni in modo ordinato.
Asso MPI conferma infine la disponibilità a un incontro operativo con Sindaco e Giunta per rappresentare le esigenze delle attività economiche e contribuire a costruire una misura utile ai contribuenti e coerente con gli obiettivi di bilancio dell’ente.
Cultura
Università, da governo Schifani via al prestito d’onore per gli studenti
Via libera dal governo Schifani al “prestito d’onore per gli studenti universitari”. La giunta regionale dà così attuazione alla legge regionale 28 del 18 novembre 2024, che ha istituito un fondo da 6 milioni di euro per il diritto allo studio universitario. La nuova misura, promossa dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale in concerto con l’assessorato regionale dell’Economia, mira a sostenere gli studenti meritevoli e in condizioni economiche svantaggiate con un finanziamento di 10 mila euro, da ottenere senza necessità di garanzie e con rimborso decennale. Sarà Irfis-FinSicilia, la finanziaria regionale, a occuparsi dell’erogazione dei prestiti.
«Con il prestito d’onore per gli universitari – afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – diamo una risposta concreta al diritto allo studio. Vogliamo che nessun giovane siciliano rinunci all’università per motivi economici. Investire sui nostri studenti significa investire sul futuro della Sicilia, trattenendo talenti e costruendo qui una società più giusta e competitiva».
«Dopo lo stop, nei mesi scorsi, in commissione Cultura dell’Ars alla delibera di giunta che aveva introdotto il prestito d’onore per gli universitari – aggiunge l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano – il governo regionale è andato avanti avviando nuove interlocuzioni con i rappresentanti degli studenti e definito le modifiche al testo emerse durante l’esame in commissione. Con questa misura sosteniamo il diritto allo studio, assicurando ai nostri giovani pari opportunità di accesso all’istruzione accademica».
«Questo provvedimento – conclude l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino – rientra in una visione precisa di politica economica: investire sui giovani e mettere la Sicilia nelle condizioni di essere scelta, perché gli studenti rimangano nella loro terra. Con il prestito d’onore offriamo agli universitari uno strumento di credito agevolato concreto per costruire qui il proprio percorso di studi e il proprio futuro. È un segnale chiaro: la Sicilia è una terra di opportunità in cui formarsi e crescere».
Il provvedimento è rivolto agli iscritti ai corsi di primo anno o degli anni successivi negli atenei e negli istituti universitari con sede in Sicilia, in possesso di un Isee non superiore a 20 mila euro.
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