Sociale
Pantelleria, un viaggio nella legalità con Fiammetta Borsellino nelle scuole, in nome del padre Paolo
Ha avuto inizio la mattina di oggi, 27 aprile 2026, la tre giorni di “In nome di Paolo Borsellino: un viaggio nella legalità.”
Il progetto ideato e curato dall‘Istituto Omnicomprensivo Almanza D’Aietti, vede la partecipazione di diverse scuole a partire dalla elementari, fino alle superiori. Così, sotto lo sguardo attento del Preside Fortunato Di Bartolo e la regia della docente Giovanna Drago, la prima delle tre giornate si è svolta tra cori, disegni, poesie in rima baciata e racconti, che hanno intrattenuto la gremita sala del Circolo La Tinozza del Capoluogo.
Immediata è stata l’introduzione dell’Assessore alla Cultura, nonchè vicesindaco, Adele Pineda, e la presentazione dell’ospite d’eccezione: Fiammetta Borsellino, che è stata il vero comandante del viaggio nella legalità di questa prima tappa.

Lapidarie le parole della figlia del compianto magistrato, barbaramente ucciso nell’attentato di Via d’Amelio, sull’importanza della legalità, come si insegna, come si coltiva con pazienza e positività. Ha colpito tutti una sua espressione, alla domanda di come avesse vissuto la tragica scomparsa ed ella si è dichiarata felice e fiduciosa.
Borsellino e i giovani
Così, Fiammetta Borsellino ha dato il varo al viaggio “Ringrazio tutta la comunità, l’amministrazione comunale, la docente Giovanna Drago per la passione che mette nel fare le cose: non è tanto importante quello che si fa ma come si fa.” Ma il ringraziamento più sentito l’ha rivolto agli studenti, ai giovani, che sono “i veri protagonisti di queste giornate. Senza dimenticare le famiglie, che sono un anello importantissimo di questo percorso. Le famiglie sono il centro dove si sviluppa la nostra vita, la nostra crescita. I genitori devono lavorare in tandem con la scuola. Perchè così come la lotta alla mafia non può essere delegata soltanto ai magistrati, alle forze dell’ordine, così l’azione educativa non deve essere delegata solo alla scuola. Tra quello che si fa a scuola e quello che si fa in famiglia ci deve essere molta coerenza e quello che si deve fare insieme a comune, regione per un sano sviluppo dei ragazzi”.
Quest’ultimo punto è da riferirsi all’importanza di centri sportivi o di aggregazione spontanea per fare musica, teatro, dove si può coltivare la bellezza, unico strumento per sconfiggere le mafie. Quando si coltiva il sapere ci si oppone all’ingoranza, terreno fertile per la mafia per crescere e andare avanti.

La Palermo di Borsellino e il quartiere La Kalsa
Da qui, la Borsellino, con la sua narrazione squisitamente elegante e affascinante, ha compiuto senza sforzi un escursus nell’infanzia del genitore. Una infanzia per niente facile, in un quartiere per niente accogliente come quello di La Kalsa. Si pensi che La Kalsa (o Calza) è uno dei quartieri più antichi e storici di Palermo, fondato nel X secolo durante la dominazione araba come cittadella fortificata dell’emiro. Esso è situato nel centro storico ed è un rione ricco di arte, cultura, palazzi nobiliari e botteghe, oggi riqualificato.
Quando il magistrato era bambino, quella zona palermitana era tra le più degradate e povere della città, anche a seguito delle Guerre, dei terremoti. Eppure Borsellino amava quel quartiere proprio per quella bellezza e importanza storica che ancora lo dominano. Tenero il riferimento al nonno farmacista che ci spiegava ancor più l’esigenza di vivere lì.

Borsellino giocava a pallone in Piazza Maggiore con i figli e nipoti dei mafiosi: erano tutti insieme. Poi, nella crescita, stava ai ragazzi comprendere da che parte stare e tanti come lui, nati in quel contesto, hanno preferito la legalità, in nome della libertà. Quella gioventù aveva capito che Palermo era bellissima, meravigliosa, ma doveva convivere con cose che non vanno bene. E’ lì che in Paolo e il suo amico Giovanni falcone scatta la voglia di fare qualcosa per la loro terra, per liberarla dal cancro della mafia.
Così Borsellino, osservando la sua Palermo all’inizio della sua carriera forense disse “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla, perchè il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.” Borsellino capì bene questo concetto, al punto di pensare di rinunciare alla propria libertà per perseguire un obiettivo: la tutela del bene comune, dei diritti, delle regole.

Dopo l’acuto insegnamento sull’amore, che non è ricevere ma dare, Fiammetta Borsellino così ha continuato “Mio padre credeva che per combattere il male è investire e dedicarsi ai giovani,” che rappresentano la manovalanza spiccia della cosca. Da qui, prima di concludere la prima parte del suo intervento, la Fiammetta Borsellino ha spiegato che “la mafia è una mentalità sbagliata, che si può annidare in ciascuno di noi nel momento in cui cediamo a comportamenti sbagliati anche verso i compagni, gli amici. Si pensi che non si nasce mafiosi, ma si cresce semplicemente in un contesto dove la violenza è il linguaggio più attraene.”
Il compione ha previsto più di un intervento corale da parte degli alunni della Dante Alighieri e della scuola di Khamma
Inni agli eroi, alla loro determinanzione, al loro rifiuto categorico di accettare un sistema fatto di delinquenza, prepotenza, omertà.
E’ stata nel complesso una mattinata fatta di emozioni, sia per l’ospite, sia per tutto il pubblico. Ricordi, sentimenti, tutti esposti con tatto, umiltà ed eleganza, e questo ha fatto si che ciascuno dei presenti si sentisse vicino alla vittima Paolo Borsellino, come fosse un parte di sè.
Molto spazio si è dedicato anche a coloro che hanno perso la vita per proteggere quella del magistrato antimafia, poichè ciascuno di loro ha compiuto le stesse rinunce alla libertà personale in nome della stessa libertà collettiva. Uomini e donne che accompagnavano in ogni momento della giornata tutt i membri della famiglia, anche quando spesso venivano a Pantelleria, isola amata da colui che aveva il ruolo di Procuratore della Repubblica di Marsala.
Così, quella piccola grande donna ci ha fatto compiere un ulteriore viaggio nelle passioni del padre, ad iniziare dalla pesca, da Gadir, dalla barca, rendendo sempre più umano un eroe che potrebbe sembrare irraggiungibile e che ha insegnato che tutti noi possiamo diventare eroi contro la mafia.
Ed è con una risposta ad una domanda, sull’esistenza di Fiammetta dopo quel maledetto 19 luglio 1992: “io sono felice“, felice degli insegnamenti del papà che l’hanno strutturata positiva e propositiva e ricca di quel sapere e di quella sensibilità tanto rare quanto preziose.

Programma progetto
Domani il programma prosegue con la seguente scaletta:
SECONDA GIORNATA: Martedì 28 Aprile 2026 dalle ore 9.30 alle ore13.00: Primo turno: 9:30-11:00: Istituto di Istruzione Superiore: partecipano le classi del primo biennio di tutti gli indirizzi. Secondo turno: 11:30- 13:00: classi del secondo biennio e del quinto anno di tutti gli indirizzi.
TERZA GIORNATA: Mercoledì 29 Aprile 2026 dalle ore 10.00 alle ore 11.00: MOMENTO MUSICALE FINALE presso il cortile del plesso di Via San Nicola della Scuola Secondaria di primo grado
Le alunne e gli alunni della Scuola Secondaria di primo grado, guidati dai Docenti di strumento musicale e con la partecipazione delle alunne e degli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria, eseguiranno un saggio musicale, alla presenza della Dott.ssa Fiammetta Borsellino.
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Sociale
Insieme per un mondo senza confini, la solidarietà del Rotary Trapani per Polio Plus
“Il filo della cura” con il Rotary Club Trapani l’11 giugno all’Isla Blanca
C’è un filo che lega le comunità quando decidono di guardare oltre i propri confini.
Si tratta del filo della cura.
Il Rotary Club Trapani lo porta al centro della scena con l’appuntamento “Insieme
per un mondo senza confini”, in programma l’11 giugno 2026 alle 19:30 nella
cornice dello stabilimento balneare Isla Blanca.
Il cuore dell’iniziativa è quello di trasformare una serata di incontro in un contributo concreto. L’intero ricavato sarà destinato a Polio Plus, il programma internazionale del Rotary che da decenni lavora per l’eradicazione della poliomielite nel mondo. Una battaglia lunga, complessa, ma ancora possibile. E ogni gesto, anche locale, diventa parte di un movimento globale.
A sottolinearlo è il presidente del Rotary Club Trapani, Salvo D’Angelo, che vede nell’appuntamento un atto di responsabilità condivisa: “La nostra comunità ha sempre dimostrato di saper rispondere quando c’è un bisogno reale. Con questa serata vogliamo ricordare che la solidarietà non ha confini e che ogni contributo, anche il più piccolo, può cambiare la vita di qualcuno dall’altra parte del mondo”. La serata sarà allietata dalla presenza musicale della band Canteria.
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Sociale
Grande adunata rotariana dell’area Drepanum a Selinunte. Presente anche Pantelleria
Così racconta il Rotary Club di Mazara del Vallo
Oggi al Parco Archeologico di Selinunte, si è svolto l’ottavo incontro d’area “ Progetto del Gov. Sergio Malizia a.r. 26/27″, dove hanno partecipato gli 11 Rotary Club dell’area Drepanum:
TRAPANI, TRAPANI ERICE, TRAPANI BIRGI MOZIA , ALCAMO, CASTELVETRANO, MAZARA DEL VALLO, SALEMI, PARTANNA, MARSALA, PANTELLERIA ED EVOLUTION. Hanno partecipato oltre 200 rotariani e ospiti. Numerose le autorità rotariane e civili. Dopo i saluti istituzionali abbiamo avuto il piacere di donare n.2 defibrillatori. Inoltre la Commissione Distrettuale del BLSD ha formato con il corso di BLSD, n.15 impiegati del Parco. Poi all’interno dell’atrio, abbiamo degustato molti prodotti agroalimentare ed enologici, offerti da circa 35 sponsor della Provincia.
Un grazie al Direttore del Parco Dr. Felice Crescente, che ci ha ospitato all’interno del Baglio Florio.
Abbiamo avuto il piacere di ascoltare il tenore M. Indelicato, che ci ha intrattenuto con brani classici e napoletani. Molti rotatiani hanno approfittato di visitare l’area Archeologica. Grande entusiasmo e gioco di squadra tra il Club. Abbiamo ricevuto apprezzamento dal Gov. Sergio Malizia, per la riuscita dell’attività.
Al Governatore, sono stati versati x la RF oltre €5000.
Un plauso a tutti i partecipanti ed organizzatori.
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Dal Club di Pantelleria, il Presidente Enza Pavia, il vice Gaspare Cavasino, il segretario Salvatore Maniapanelli e il socio nonchè assistente del Governatore, Giovanni Palermo.


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Sociale
Campo Scuola “Anch’io sono Pantelleria” 2026 – Protezione Civile, prevenzione e cittadinanza attiva
Rivolto ai giovani dai 14 ai 18 anni di età
Il Sindaco comunica che il Gruppo Comunale di Protezione Civile di Pantelleria sta predisponendo il progetto “Anch’io sono Pantelleria – Campo Scuola 2026”, rivolto a ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni, nell’ambito del programma nazionale “Anch’io sono la Protezione Civile”.
L’iniziativa, prevista indicativamente nel mese di luglio 2026 e della durata di quattro giorni,
nasce con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla cultura della protezione civile, della prevenzione
dei rischi, della tutela del territorio e del volontariato.
Durante il campo scuola saranno previsti momenti formativi, attività pratiche, simulazioni ed
esperienze sul campo dedicate, tra gli altri temi, ai piani comunali di emergenza, al rischio incendi
boschivi, al primo soccorso, all’orientamento e alla conoscenza delle caratteristiche ambientali e
geologiche dell’isola.
Per Pantelleria si tratta di un progetto importante, perché educare i ragazzi alla prevenzione
significa rafforzare il senso civico, la responsabilità collettiva e la capacità della comunità di
affrontare con maggiore consapevolezza le situazioni di emergenza.
Il percorso sarà aperto con criteri trasparenti e pubblici, dando priorità ai giovani della comunità territoriale non ancora coinvolti nel volontariato organizzato. Per le famiglie non è previsto alcun contributo economico a carico dei partecipanti.
Chi è interessato potrà inviare una manifestazione di interesse all’indirizzo protezionecivile.pnl@gmail.com, indicando il nome e il cognome del ragazzo o della ragazza, l’età e un recapito di riferimento. Dopo l’invio della richiesta, saranno fornite tutte le informazioni utili sulle modalità di partecipazione e sull’organizzazione del campo scuola. Il Sindaco ringrazia il Gruppo Comunale di Protezione Civile e tutti i volontari che stanno lavorando alla realizzazione di questo percorso, pensato per coinvolgere i giovani e renderli parte attiva nella cura e nella sicurezza della nostra isola.
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