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Cronaca

Pantelleria sul caso “Della Gatta” si alzano i toni. Il j’accuse di Parisi e dell’Amministrazione

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Il ritiro delle deleghe alla cultura e politiche sociali, Claudia Della Gatta ha scatenato un bel temporale politico a Pantelleria, e all’interno della medesima fazione partitica.

Ricordiamo che l’ex assessore è stata sostituita dalla giornalista Francesca Marrucci, residente a Marino (Roma) e che ha cominciato a frequentare l’isola da qualche mese con grande passione.

 

La testata  Pantelleria Internet di Salvatore Gabriele il 6 dicembre pubblicava una lettera a firma di Della Gatta, ove la stessa condivideva il sentore di un “palese isolamento dal gruppo” e di essersi spesso sentita sola in molte circostanze ufficiali talvolta di difficile gestione, durante il suo mandato.

Quest’ultimo è stato oggetto di encomio da parte dei cittadini per molti traguardi raggiunti, come risulta da commenti pubblici che la hanno gratificata fortemente.

Sembrerebbe che il problema non si fonderebbe sull’operato dell’ex amministratore, bensì su modalità comportamentali, come si riscontrerà nei comunicati successivi.

Nelle more, nasce a Pantelleria l’Assessorato alla Comunicazione, la cui delega viene affidata sempre a Francesca Marrucci che in data 9 dicembre inoltra alla nostra attenzione il:

Comunicato stampa del Comune di Pantelleria

 

In questi giorni, dopo il ritiro delle deleghe a Claudia Della Gatta, da diverse parti sono arrivati commenti e comunicati critici riguardo l’operato dell’amministrazione comunale, rea di aver ritirato le deleghe all’unico assessore che aveva fatto qualcosa in questi 20 mesi.

A prescindere dal fatto che queste critiche sono frutto di strumentalizzazione politica e/o di poca informazione, teniamo a precisare che un’amministrazione non deve organizzare solo spettacoli ed eventi, ma deve pensare anche a tutto il resto, all’ordinario e deve anche avere una visione e programmare il futuro.

Claudia Della Gatta, se confrontata con chi l’ha preceduta, è stata un grande assessore, ma per gli standard del Movimento 5 Stelle e per la visione che abbiamo di Pantelleria, ciò non basta. L’abbiamo messa alla prova, come a tutti, nel lavorare in team, nel condividere risultati e difficoltà, ma la rincorsa a correggere e limitare i danni da lei procurati rischiava di logorare una squadra che ha la sua forza nell’unione.

Uno spettacolo o un evento è facilmente visibile e dà una gratificazione immediata, soprattutto se le coperture sono già previste in bilancio. Il lavoro di programmazione, invece, si svolge al chiuso degli uffici e richiede del tempo, perché i risultati siano visibili a tutti. Anche perché quasi sempre bisogna anche andare a cercare i finanziamenti necessari.

Nessuno si accorge di assessori e funzionari che restano a lavorare fino alle 3 di notte per ultimare un progetto che deve essere presentato il giorno dopo. Eppure è successo e promettiamo che succederà ancora, perché a noi importa perseguire il bene dei panteschi e realizzare quelle opere che servono per migliorare le loro condizioni di vita. Ci siamo assunti questo impegno e vogliamo rispettarlo.

Se c’è un problema e viene risolto, ci si accorge del lavoro della Giunta, ma quando si lavora a priori per evitarli i problemi, quanto fatto con fatica e dedizione rimane invisibile e non percepito. Un esempio per tutti è il fatto che nelle scorse settimane, differentemente da tanti altri Comuni siciliani, a Pantelleria non è stato sospeso il servizio di raccolta dell’umido. Per far sì che questo fosse possibile, c’è stato tanto lavoro invisibile, ma sostanziale.

Un assessore non lavora solo se sale su un palco. Anzi.

Naturalmente ci sono anche delle soddisfazioni, oltre alla fatica. È gratificante sentirsi dire che quel progetto per cui si era lavorato fino a notte fonda era il migliore e il più completo tra quelli presentati oppure presentarsi ai tavoli istituzionali ed essere gli unici a portare idee e non lamentele.

Ecco perché sentiamo il bisogno di elencare alcune opere, progetti e azioni amministrative che saranno intraprese: per far capire ai panteschi che nel lavoro di una Giunta, quella che non è visibile è probabilmente la parte più importante dell’azione amministrativa, quella che si occupa delle questioni quotidiane, ordinarie e straordinarie, di una comunità.

Alla luce di questo elenco di opere e provvedimenti fondamentali per l’isola, a questo punto ci chiediamo: perché qualcuno, per proprio tornaconto personale, vuole buttare tutto questo alle ortiche?

 

 

A questo si aggiungono le considerazioni dell’assessore ai lavori pubblici, ingegner Angelo Parisi

Avrei preferito starmene in silenzio e non replicare sia alle critiche gratuite e alle provocazioni contenute in diversi commenti che tutti in una volta hanno popolato la pagina del Comune, proprio come se uno starter avesse dato il via alle danze, che ai comunicati che sono stati diffusi, ma dopo alcuni giorni di riflessione ho deciso di rompere il mio silenzio e dire la mia per raccontare alcuni degli episodi vissuti in otto mesi di esperienza amministrativa accanto a Claudia Della Gatta. Lo faccio anche perché venga messa in luce l’altra faccia della medaglia, quella che in questi giorni è rimasta nascosta. Trovo alquanto curioso che dopo il ritiro delle deleghe ad un assessore, nessun giornalista senta il bisogno di contattare il Primo Cittadino per sentire le sue ragioni, mentre al contrario si pubblica il comunicato di un fantomatico organizer riesumato, che accusa l’amministrazione di aver tolto le deleghe alla propria compagna. Premetto che in questi mesi mi sono reso conto che Claudia non conosce alcuna via di mezzo: ciò che sostiene lei è sempre giusto, mentre tutto quello che non coincide con il suo pensiero, anche se argomentato e giustificato, è sempre sbagliato. Si deve dialogare solo con chi e nei modi stabiliti da lei e chi non ci sta è fuori. Questo modo di fare può andar bene nei rapporti privati, ma per come lo concepisco io, l’amministratore pubblico ha l’obbligo di dialogare con tutte le realtà locali, senza farsi condizionare da pregiudizi o impressioni personali. Altrimenti si creano figli e figliastri e non si può perseguire l’interesse generale. È stato proprio questo modo di fare della vecchia politica che ha creato i problemi che viviamo oggi ed è curioso che chi si professa come “il nuovo” poi voglia continuare a percorrere quello stesso solco. Ricordo il primo giorno in cui arrivai in Comune. Venni accolto dal Sindaco, dai Consiglieri, dagli altri Assessori e da alcuni attivisti. Ad un tratto nella stanza in cui mi trovavo entrò una donna che urlava e sbraitava, incurante del fatto che davanti a lei ci fosse uno sconosciuto. Quella donna era Claudia. La prima impressione che ebbi, quindi, non fu certo delle migliori. In diverse occasioni il modo di fare di Claudia ha creato imbarazzo e disagio a tutti noi. Niente di preoccupante se fossimo in un circolo o al bar, ma grave quando si deve amministrare una comunità. Ricordo, ad esempio, il giorno in cui venne a farci visita la nostra portavoce alla Regione, l’Onorevole Elena Pagana. Appena arrivata in Comune, la accolsi all’ingresso e la accompagnai al primo piano, dove all’epoca avevamo le nostre stanze. Nell’ufficio del Segretario c’era Claudia con alcuni rappresentanti della stampa locale, il Comandante della Capitaneria di Porto e un rappresentante della Pro Loco. L’oggetto dell’incontro era l’arrivo a Pantelleria della Nave Scuola della Marina Militare Palinuro. Ad un tratto Claudia cominciò ad urlare contro il rappresentante della Pro Loco per questioni che nulla c’entravano con quell’incontro. Vidi le facce dei presenti che esprimevano un forte imbarazzo e, vi assicuro, non fu un bello spettacolo. Un altro esempio che potrei citare, è stata la volta in cui in Comune venne una coppia di signori a lamentarsi delle difficoltà che subivano ogni giorno a causa della chiusura della strada del Lago. Il Sindaco ed io stavamo parlando con loro e cercavamo di

spiegare la situazione, quando si presenta Claudia ed esordisce dicendo loro che, per alleviare i disagi dei residenti di quelle zone, in estate aveva organizzato un grande spettacolo musicale “molto chic” al Lago. Naturalmente la signora si sentì presa in giro da quell’affermazione e rispose dicendo che non gliene fregava niente del concerto. Alche Claudia se ne andò sbattendo la porta. Azione che fece irritare ancora di più le due persone che la accusarono di essere una maleducata. Ebbi come l’impressione che Claudia non possedesse la capacità di comprendere il disagio di chi le stava di fronte e di immedesimarsi nei loro problemi e forse è questa una delle ragioni che ci ha allontanati fino alla rottura definitiva. Non posso non ricordare, poi, ciò che avvenne la vigilia dell’arrivo del Palinuro, quando Claudia, dopo un breve scambio di vedute con il Sindaco riguardo gli eventi al Castello, scrisse e firmò la lettera di dimissioni e se ne andò abbandonando tutti quanti. La lettera non fu poi protocollata, perché l’ufficio aveva chiuso da pochi minuti, ma per due giorni nessuno di noi vide o sentì Claudia. Bisognava organizzare l’arrivo delle autorità, tra cui il Presidente della Regione, e lei era sparita. Tutti noi abbiamo dovuto farci carico del suo lavoro, come se non avessimo il nostro da svolgere, approfitto dell’occasione per ringraziare la Dott.ssa Giovanna Quagliato per il grande aiuto che ci ha dato nell’organizzazione di quell’evento. Il giorno dell’arrivo del Palinuro, tutti avranno notato che la Giunta era presente in banchina per fare gli onori di casa: l’unica che mancava era lei. Però il giorno dopo si presentò tutta sorridente al Castello. Era il giorno della visita del Presidente della Regione e, naturalmente, doveva venire a prendersi i meriti. Meriti che le spettavano, non dico il contrario, ma ci saremmo anche aspettati da parte sua delle scuse o un semplice “grazie”, visto il modo in cui ci aveva abbandonato due giorni prima. Arriviamo al Passitaly. Manifestazione fortemente voluta da questa amministrazione, che per darle risalto ha deciso di destinare una bella cifra per l’organizzazione del PassitalySoud Festival con i tre concerti. Concerti che è stato possibile realizzare grazie alla dedizione dei funzionari che, per mesi, hanno lavorato per sistemare l’area e per garantire la sicurezza. Sicurezza che è stato possibile garantire anche perché a fine giugno, quando gli eventi rischiavano di saltare a causa delle prescrizioni della Circolare Gabrielli, il sottoscritto, per non disperdere il lavoro di programmazione svolto nei mesi precedenti da Claudia, ebbe l’idea di affidare ad un tecnico comunale la redazione dei piani di sicurezza di tutti gli eventi che si sarebbero tenuti in aree pubbliche e organizzati da o con il Patrocinio del Comune. Decisione che ha comportato anche un rallentamento del lavoro dell’ufficio e, con il Passitaly Sound Festival, addirittura il “quasi” blocco delle attività degli uffici per consentire la riuscita dell’evento. Nei giorni dei concerti, mentre lei intratteneva gli artisti che non ha nemmeno avuto l’accortezza di accompagnare in Comune per un saluto al Sindaco, tutti noi ci adoperavamo per far sì che tutto funzionasse al meglio. Credo che tutti ricorderanno che il Sindaco, il Consigliere Scaltriti, il Presidente Vallini ed il sottoscritto, indossavamo le uniformi della Protezione Civile e della Misericordia. C’era bisogno di volontari e noi abbiamo dato la nostra disponibilità, così come hanno fatto anche alcuni funzionari degli uffici. Il Passitaly alla fine è stato un successo, ma in pochi sanno che ha rischiato di saltare perché durante una riunione preparatoria con tutti i soggetti protagonisti, Claudia

se ne uscì dicendo: “A me del Passitaly non importa niente, io devo solo organizzare dei concerti”. Naturalmente i presenti rimasero basiti dalle parole pronunciate dall’Assessore al Turismo e qualcuno di loro si alzò annunciando che non si sarebbe fatto più nulla. Fu grazie all’opera di mediazione del Sindaco, che andò a parlare con ognuno di loro, se poi tornarono sui loro passi. Come si vede, il carattere non è un aspetto secondario nell’azione di un amministratore locale, in quanto in pochi secondi, con uno scatto d’ira o una frase sbagliata, si rischia di buttare alle ortiche mesi di fatica e di lavoro. Claudia ha sempre parlato di legalità come baluardo del suo operato. Però mi chiedo come mai chi sostiene di perseguire la legalità poi arrivi a scagliarsi contro dei dipendenti comunali che stanno verificando il rispetto di una norma. La legalità va perseguita sempre, soprattutto quando all’apparenza sembra danneggiarci. Anche la decisione di andare in tournèe con Carmen Consoli in Nord America, in un mese cruciale come novembre, senza averne parlato prima con noi e informandoci solo a cose fatte, non ha certo aiutato a riallacciare un rapporto deteriorato. Così come la scelta di salire sul palco e suonare al concerto di Carmen Consoli dopo che per intere settimane ci aveva detto che non lo avrebbe fatto per ragioni di opportunità in quanto lei era un assessore. Nei giorni scorsi, quando ormai era consapevole della rottura, ha fatto di tutto per accelerarla invece di provare a ricucire. Mi riferisco alla sua decisione unilaterale di andare a presenziare ad alcuni eventi fuori Pantelleria, senza essersi prima confrontata nemmeno con il Sindaco. In quegli stessi giorni, infatti, era stato convocato un Consiglio Comunale in cui si doveva discutere un assestamento di bilancio, necessario anche per finanziare alcuni degli eventi natalizi da lei programmati, e la sua assenza ingiustificata ha rischiato di farlo saltare, se la minoranza avesse disertato la seduta. Anche in questo caso il suo personalismo ha prevalso sull’interesse generale. Prima di concludere, voglio rassicurare tutti sul fatto che nulla del lavoro svolto da Claudia andrà disperso. Anche perché quel lavoro è stato condiviso da tutti noi, senza i quali non avrebbe mai potuto metterlo in atto. Un’amministrazione comunale è una squadra in cui ognuno mette a disposizione degli altri le proprie capacità e conoscenze. Non può esistere un battitore libero. Qualcuno che lavora senza comunicare con gli altri. Qualcuno che blocca o banna i suoi colleghi. Quando ciò avviene, significa che quella persona ha deciso di porsi al di fuori della squadra e di non farne più parte e Claudia dovrebbe conoscere bene questa dinamica, essendo una musicista che ha suonato e suona nelle orchestre. Ecco perché il ritiro delle deleghe non è affatto un fulmine a ciel sereno. Non è uno sgarbo alla Dott.ssa Della Gatta. Non è la volontà di voler dilapidare il buon lavoro da lei fatto, che mai da parte nostra è stato negato, e che, qualora volesse, potrà continuare a svolgere anche da consigliera comunale mettendo a disposizione dell’amministrazione le sue competenze, come d’altronde fanno tutti gli altri consiglieri comunali. Non è un attacco sessista: perché il carattere di una persona non dipende dal sesso.

Si tratta solo della presa d’atto della sua volontà che solo per capriccio, orgoglio o ripicca, non ha voluto poi concretizzare, rassegnando le dimissioni. Pantelleria, 9 dicembre 2019

Ing. Angelo Parisi Assessore ai Lavori Pubblici Comune di Pantelleria

 

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Economia

Il Comune di Pantelleria aderisce al GAL Pesca Trapanese

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Il Sindaco comunica che il Comune di Pantelleria entrerà a far parte della rete di collaborazione del GAL Pesca Trapanese, dopo la decisione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Torri e tonnare del litorale Trapanese” di accogliere la disponibilità manifestata dall’Amministrazione comunale.

L’adesione riguarda la Strategia di Sviluppo Locale finanziata nell’ambito del PO FEAMPA 2021/2027, il programma europeo che sostiene progetti dedicati alla pesca, al mare e allo sviluppo sostenibile delle comunità costiere. Si tratta di un passaggio importante per Pantelleria, che permetterà all’isola di collaborare con altre realtà costiere e insulari e di accedere a nuove opportunità di sviluppo per il settore della pesca, del turismo e delle attività collegate.

L’ingresso nella rete consentirà di partecipare a progetti e iniziative dedicate alla crescita delle economie locali, con particolare attenzione alla piccola pesca artigianale, alla valorizzazione delle marinerie, al turismo e alle produzioni agroalimentari del territorio.

L’adesione potrà inoltre favorire nuove collaborazioni tra operatori locali, sostenere progetti innovativi e promuovere azioni legate alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del patrimonio naturale dell’isola. La collaborazione potrà contribuire a rafforzare modelli di pesca sostenibile, turismo responsabile e tutela delle risorse naturali, creando nuove opportunità per il territorio e per la comunità.

Nei prossimi giorni il GAL Pesca Trapanese avvierà gli adempimenti necessari per formalizzare l’adesione del Comune di Pantelleria.

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Economia

Pantelleria al Vinitaly 2026 con le sue eccellenze e la sua cultura

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L’Assessore Bonì ci illustra l’esito della partecipazione alla vetrina mondiale dei vini

Si è concluso, lo scorso 15 aprile, Vinitaly 2026.
La magnifica e romantica città di Verona, anche quest’anno, ha realizzato l’evento più atteso e ambito dai viticoltori, dal 12 al 15 aprile. E i panteschi, tra cantine del Consorzio e “informatori” non potevano mancare.

Così una spedizione è tornata sul suolo veneto per illustrare le eccellenze vitivinicole della nostra isola, illustrandone con attenzione e cura di ogni dettaglio e quasi segreti per realizzare il prodotto in assoluto più rappresentativo: il passito.

La delegazione, oltre che da alcune tra le più blasonate aziende pantesche, era anche formata dal Presidente del Consiglio Comnunale Giuseppe Spata e dai Cosniglieri Antonio Culoma e Mariangela Silvia, era capitanata da un entusiasta e soddisfatto Assessore all’Agricoltura, Massimo Bonì, che si è prestato ad una intervista veloce e a caldo.

Assessore, siete stati avvistati al Vinitaly, un’esperienza per Pantelleria di sicuro arricchimento. Vuole raccontarci l’esperienza?Sicuramente sono partecipazioni importanti per far sì che si parli di Pantelleria, ma non soltanto da un punto di vista della produzione vinicola, ma anche per parlare di ambiente, di turismo, di cultura.
“Questi elementi sono  l’unicum per la nostra isola, quindi noi abbiamo portato a Verona, la nostra cultura, la nostra realtà ambientale, abbiamo fatto promozione turistica, abbiamo fatto promozione vinicola.
“Eravamo con dei sommelier in collaborazione con il Consorzio di tutela del passito di Pantelleria e ci siamo dati  da fare affinché si potesse di Pantelleria in tutte le sedi di pantelleria.
“Tra l’altro la particolarità  del nostro passito è unica nel contesto di produzione dei vini, per cui la gente che  ne so, di vini  bianchi o rossi, lì ne trovava migliaia, ma di passito ce n’era solo uno e l’avevamo noi. 
“La produzione di passito nelle mani di quelle 22 aziende dell’isola ha  enormemente migliorato la qualità che adesso è stata standardizzata, espressione che non va vista in termini negativi, ma positivi, nel senso che una volta i vini di anno in anno erano completamente diversi l’uno dall’altro, oggi con le nuove tecnologie, il passito di Murana per esempio, piuttosto che quello di Basile o Ferrandes, per citarne altri, e di tutti i consociati, mantiene  una qualità costante nel tempo. C’è una riconoscibilità del prodotto tra l’altro: Basile che opera a Bukuram (che in arabo voleva dire vigna), ha un prodotto di  sicura qualità perché ha l’esposizione al sud, ma anche i prodotti di Murana per esempio che  si trova nella parte nord dell’isola dove i terrazzamenti arrivano fino a 300-400 metri  dal livello del mare hanno un apporto importante nella natura perché c’è un’acidità naturale che si crea quando tu hai vigneti ad una certa altitudine. ” poi il solleggiamento di Pantelleria: comunque è un’isola  in mezzo al Mediterraneo.”

Assessore vuole spiegarci meglio questo passaggio? “Veda, ci sono dei prodotti che difficilmente gli altri possono dire di avere la stessa qualità. Basile per esempio ha preso un premio per avere partecipato al concorso dei Vini Eroici, nel quale siamo anche noi presenti parlando di Pantelleria. Parteciperemo  al consiglio di amministrazione di questa associazione perché Pantelleria è un socio importante: i Vini Eroici sono sia quelli diciamo delle isole ma anche quelli di montagna, noi siamo sia isola che montagna, quindi due volte  è importante per questa associazione, due volte è la volontà di inserire questi progetti all’interno di altri  più ampi.
“Una cosa che è uscita sicuramente in questo evento che quando si abbandona l’agricoltura non si crea soltanto un danno economico perché  non si produce più quel prodotto di nicchia, ma nascono anche problemi di carattere idrogeologico: l’abbandono dell’agricoltura nei momenti in cui ci sono delle piogge importanti con un terreno che non ha più radici che trattengono smottamento. Questo significa che l’agricoltura non ha una valenza soltanto economica e sociale ma ha anche una valenza ambientale, di tutela dell’ambiente.”

Com’è andata l’affluenza dei visitatori allo stand pantesco?Il nostro stand è stato visitatissimo tanto. Avevamo due sommelier molto capaci, molto preparati dell’AIS (l’Associazione Italiana Sommelier), con i quali abbiamo spiegato agli avventori interessati a capire cosa c’è di più rispetto a quello che si conosce generalmete.
“Così ci siamo messi a spiegare come si produce il passito, perché si produce il passito in questo modo, da quanti anni c’è il passito a Pantelleria, insomma abbiamo raccontato un po’ di storia dell’isola, facendo degustare un prodotto di altissima qualità. Fra l’altro abbiamo portato anche l’uva passa, quindi c’è stata la possibilità per la gente di capire esattamente come avveniva la produzione di passito, spiegando che  durante la fermentazione del mosto viene aggiunta l’uva passa e quindi si crea questa sorta di adulterazione naturale, passatemi il termine improprio. Anticamente, per evitare che le temperature elevatissime facessero andare male il mosto, si aggiungeva questa uva passa che aumentava il grado zuccherino e quindi si proteggeva ancora.
“Quindi il passito nasce da una necessità non soltanto di trasferire nel tempo un prodotto abbondante in autunno e trasferirlo poi in inverno, ma anche evitare che durante la lavorazione del  mosto, che avveniva in settembre, potesse andare  male.”

Come menzionato, era presente anche il Presidente Giuseppe Spata, che ha manifestato grande soddisfazione per l’esito della trasferta veronese, spendendosi personalmente oltre che istituzionalmente “per sponsorizzare l’agricoltura e soprattutto  i piccoli produttori. Ci tengo a sottolineare l’importanza dell’associazione dei Vini Eroici, dove noi siamo sempre molto considerati, veniamo sempre cercati, in un loro evento alla fine è stato servito il nostro passito”.

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Personaggi

Pantelleria, oggi scopertura targa dedicata al Dr. Marchica a La Margana

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Pantelleria anche oggi ha manifestato di essere riconoscente e grata verso personaggi che si sono spesi per il territorio e per la comunità, con nobiltà d’animo e tenacia.
Se giusto ieri è stata omaggiata e ricordata una uniforme, quella del M.llo della Polizia Municipale Vito D’Ancona, oggi, 17 aprile un’altra divisa è stata oggetto di toccante gesto: la divisa o il camice del medico Franco Marchica.

In una cerimonia raccolta, alle pendici dell’Aeroporto, una targa è stata dedicata al compianto profesionista nel piccolo slargo di Via della Margana.
Il primo cittadino Fabrizio D’Ancona, affiancato da Roberta Marchica, ha illustrato la figura del compianto dottore geriatra, scomparso nel 2006, prematuramente. Un impegno professionale e politico che hanno contribuito con spessore alla vita della cittadinanza e del territorio.
In un’isola di anziani non è stato difficile creare immediatamente un rapporto con gli isolani, che il medico ha coltivato oltre le fasce orarie, oltre la propria salute. E’ per questo che Marchica è ricordato tutt’ora con affetto, gratitudine.

Graziosamente, è intervenuta la figlia che ha parlato del suo rapporto con il padre, ma ancor più con il mare, passione che la lega all’infanzia e alle immersioni nel mare siciliano con l’amato papà. Da lì è spiccata la sua attitudine e passione verso le profondità e quando scende, in apnea, a 25 30 metri, chiudendo gli occhi in quel blu intenso e freddo, ritrova al suo cospetto l’amato genitore.

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