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Cronaca

Pantelleria sul caso “Della Gatta” si alzano i toni. Il j’accuse di Parisi e dell’Amministrazione

Direttore

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Il ritiro delle deleghe alla cultura e politiche sociali, Claudia Della Gatta ha scatenato un bel temporale politico a Pantelleria, e all’interno della medesima fazione partitica.

Ricordiamo che l’ex assessore è stata sostituita dalla giornalista Francesca Marrucci, residente a Marino (Roma) e che ha cominciato a frequentare l’isola da qualche mese con grande passione.

 

La testata  Pantelleria Internet di Salvatore Gabriele il 6 dicembre pubblicava una lettera a firma di Della Gatta, ove la stessa condivideva il sentore di un “palese isolamento dal gruppo” e di essersi spesso sentita sola in molte circostanze ufficiali talvolta di difficile gestione, durante il suo mandato.

Quest’ultimo è stato oggetto di encomio da parte dei cittadini per molti traguardi raggiunti, come risulta da commenti pubblici che la hanno gratificata fortemente.

Sembrerebbe che il problema non si fonderebbe sull’operato dell’ex amministratore, bensì su modalità comportamentali, come si riscontrerà nei comunicati successivi.

Nelle more, nasce a Pantelleria l’Assessorato alla Comunicazione, la cui delega viene affidata sempre a Francesca Marrucci che in data 9 dicembre inoltra alla nostra attenzione il:

Comunicato stampa del Comune di Pantelleria

 

In questi giorni, dopo il ritiro delle deleghe a Claudia Della Gatta, da diverse parti sono arrivati commenti e comunicati critici riguardo l’operato dell’amministrazione comunale, rea di aver ritirato le deleghe all’unico assessore che aveva fatto qualcosa in questi 20 mesi.

A prescindere dal fatto che queste critiche sono frutto di strumentalizzazione politica e/o di poca informazione, teniamo a precisare che un’amministrazione non deve organizzare solo spettacoli ed eventi, ma deve pensare anche a tutto il resto, all’ordinario e deve anche avere una visione e programmare il futuro.

Claudia Della Gatta, se confrontata con chi l’ha preceduta, è stata un grande assessore, ma per gli standard del Movimento 5 Stelle e per la visione che abbiamo di Pantelleria, ciò non basta. L’abbiamo messa alla prova, come a tutti, nel lavorare in team, nel condividere risultati e difficoltà, ma la rincorsa a correggere e limitare i danni da lei procurati rischiava di logorare una squadra che ha la sua forza nell’unione.

Uno spettacolo o un evento è facilmente visibile e dà una gratificazione immediata, soprattutto se le coperture sono già previste in bilancio. Il lavoro di programmazione, invece, si svolge al chiuso degli uffici e richiede del tempo, perché i risultati siano visibili a tutti. Anche perché quasi sempre bisogna anche andare a cercare i finanziamenti necessari.

Nessuno si accorge di assessori e funzionari che restano a lavorare fino alle 3 di notte per ultimare un progetto che deve essere presentato il giorno dopo. Eppure è successo e promettiamo che succederà ancora, perché a noi importa perseguire il bene dei panteschi e realizzare quelle opere che servono per migliorare le loro condizioni di vita. Ci siamo assunti questo impegno e vogliamo rispettarlo.

Se c’è un problema e viene risolto, ci si accorge del lavoro della Giunta, ma quando si lavora a priori per evitarli i problemi, quanto fatto con fatica e dedizione rimane invisibile e non percepito. Un esempio per tutti è il fatto che nelle scorse settimane, differentemente da tanti altri Comuni siciliani, a Pantelleria non è stato sospeso il servizio di raccolta dell’umido. Per far sì che questo fosse possibile, c’è stato tanto lavoro invisibile, ma sostanziale.

Un assessore non lavora solo se sale su un palco. Anzi.

Naturalmente ci sono anche delle soddisfazioni, oltre alla fatica. È gratificante sentirsi dire che quel progetto per cui si era lavorato fino a notte fonda era il migliore e il più completo tra quelli presentati oppure presentarsi ai tavoli istituzionali ed essere gli unici a portare idee e non lamentele.

Ecco perché sentiamo il bisogno di elencare alcune opere, progetti e azioni amministrative che saranno intraprese: per far capire ai panteschi che nel lavoro di una Giunta, quella che non è visibile è probabilmente la parte più importante dell’azione amministrativa, quella che si occupa delle questioni quotidiane, ordinarie e straordinarie, di una comunità.

Alla luce di questo elenco di opere e provvedimenti fondamentali per l’isola, a questo punto ci chiediamo: perché qualcuno, per proprio tornaconto personale, vuole buttare tutto questo alle ortiche?

 

 

A questo si aggiungono le considerazioni dell’assessore ai lavori pubblici, ingegner Angelo Parisi

Avrei preferito starmene in silenzio e non replicare sia alle critiche gratuite e alle provocazioni contenute in diversi commenti che tutti in una volta hanno popolato la pagina del Comune, proprio come se uno starter avesse dato il via alle danze, che ai comunicati che sono stati diffusi, ma dopo alcuni giorni di riflessione ho deciso di rompere il mio silenzio e dire la mia per raccontare alcuni degli episodi vissuti in otto mesi di esperienza amministrativa accanto a Claudia Della Gatta. Lo faccio anche perché venga messa in luce l’altra faccia della medaglia, quella che in questi giorni è rimasta nascosta. Trovo alquanto curioso che dopo il ritiro delle deleghe ad un assessore, nessun giornalista senta il bisogno di contattare il Primo Cittadino per sentire le sue ragioni, mentre al contrario si pubblica il comunicato di un fantomatico organizer riesumato, che accusa l’amministrazione di aver tolto le deleghe alla propria compagna. Premetto che in questi mesi mi sono reso conto che Claudia non conosce alcuna via di mezzo: ciò che sostiene lei è sempre giusto, mentre tutto quello che non coincide con il suo pensiero, anche se argomentato e giustificato, è sempre sbagliato. Si deve dialogare solo con chi e nei modi stabiliti da lei e chi non ci sta è fuori. Questo modo di fare può andar bene nei rapporti privati, ma per come lo concepisco io, l’amministratore pubblico ha l’obbligo di dialogare con tutte le realtà locali, senza farsi condizionare da pregiudizi o impressioni personali. Altrimenti si creano figli e figliastri e non si può perseguire l’interesse generale. È stato proprio questo modo di fare della vecchia politica che ha creato i problemi che viviamo oggi ed è curioso che chi si professa come “il nuovo” poi voglia continuare a percorrere quello stesso solco. Ricordo il primo giorno in cui arrivai in Comune. Venni accolto dal Sindaco, dai Consiglieri, dagli altri Assessori e da alcuni attivisti. Ad un tratto nella stanza in cui mi trovavo entrò una donna che urlava e sbraitava, incurante del fatto che davanti a lei ci fosse uno sconosciuto. Quella donna era Claudia. La prima impressione che ebbi, quindi, non fu certo delle migliori. In diverse occasioni il modo di fare di Claudia ha creato imbarazzo e disagio a tutti noi. Niente di preoccupante se fossimo in un circolo o al bar, ma grave quando si deve amministrare una comunità. Ricordo, ad esempio, il giorno in cui venne a farci visita la nostra portavoce alla Regione, l’Onorevole Elena Pagana. Appena arrivata in Comune, la accolsi all’ingresso e la accompagnai al primo piano, dove all’epoca avevamo le nostre stanze. Nell’ufficio del Segretario c’era Claudia con alcuni rappresentanti della stampa locale, il Comandante della Capitaneria di Porto e un rappresentante della Pro Loco. L’oggetto dell’incontro era l’arrivo a Pantelleria della Nave Scuola della Marina Militare Palinuro. Ad un tratto Claudia cominciò ad urlare contro il rappresentante della Pro Loco per questioni che nulla c’entravano con quell’incontro. Vidi le facce dei presenti che esprimevano un forte imbarazzo e, vi assicuro, non fu un bello spettacolo. Un altro esempio che potrei citare, è stata la volta in cui in Comune venne una coppia di signori a lamentarsi delle difficoltà che subivano ogni giorno a causa della chiusura della strada del Lago. Il Sindaco ed io stavamo parlando con loro e cercavamo di

spiegare la situazione, quando si presenta Claudia ed esordisce dicendo loro che, per alleviare i disagi dei residenti di quelle zone, in estate aveva organizzato un grande spettacolo musicale “molto chic” al Lago. Naturalmente la signora si sentì presa in giro da quell’affermazione e rispose dicendo che non gliene fregava niente del concerto. Alche Claudia se ne andò sbattendo la porta. Azione che fece irritare ancora di più le due persone che la accusarono di essere una maleducata. Ebbi come l’impressione che Claudia non possedesse la capacità di comprendere il disagio di chi le stava di fronte e di immedesimarsi nei loro problemi e forse è questa una delle ragioni che ci ha allontanati fino alla rottura definitiva. Non posso non ricordare, poi, ciò che avvenne la vigilia dell’arrivo del Palinuro, quando Claudia, dopo un breve scambio di vedute con il Sindaco riguardo gli eventi al Castello, scrisse e firmò la lettera di dimissioni e se ne andò abbandonando tutti quanti. La lettera non fu poi protocollata, perché l’ufficio aveva chiuso da pochi minuti, ma per due giorni nessuno di noi vide o sentì Claudia. Bisognava organizzare l’arrivo delle autorità, tra cui il Presidente della Regione, e lei era sparita. Tutti noi abbiamo dovuto farci carico del suo lavoro, come se non avessimo il nostro da svolgere, approfitto dell’occasione per ringraziare la Dott.ssa Giovanna Quagliato per il grande aiuto che ci ha dato nell’organizzazione di quell’evento. Il giorno dell’arrivo del Palinuro, tutti avranno notato che la Giunta era presente in banchina per fare gli onori di casa: l’unica che mancava era lei. Però il giorno dopo si presentò tutta sorridente al Castello. Era il giorno della visita del Presidente della Regione e, naturalmente, doveva venire a prendersi i meriti. Meriti che le spettavano, non dico il contrario, ma ci saremmo anche aspettati da parte sua delle scuse o un semplice “grazie”, visto il modo in cui ci aveva abbandonato due giorni prima. Arriviamo al Passitaly. Manifestazione fortemente voluta da questa amministrazione, che per darle risalto ha deciso di destinare una bella cifra per l’organizzazione del PassitalySoud Festival con i tre concerti. Concerti che è stato possibile realizzare grazie alla dedizione dei funzionari che, per mesi, hanno lavorato per sistemare l’area e per garantire la sicurezza. Sicurezza che è stato possibile garantire anche perché a fine giugno, quando gli eventi rischiavano di saltare a causa delle prescrizioni della Circolare Gabrielli, il sottoscritto, per non disperdere il lavoro di programmazione svolto nei mesi precedenti da Claudia, ebbe l’idea di affidare ad un tecnico comunale la redazione dei piani di sicurezza di tutti gli eventi che si sarebbero tenuti in aree pubbliche e organizzati da o con il Patrocinio del Comune. Decisione che ha comportato anche un rallentamento del lavoro dell’ufficio e, con il Passitaly Sound Festival, addirittura il “quasi” blocco delle attività degli uffici per consentire la riuscita dell’evento. Nei giorni dei concerti, mentre lei intratteneva gli artisti che non ha nemmeno avuto l’accortezza di accompagnare in Comune per un saluto al Sindaco, tutti noi ci adoperavamo per far sì che tutto funzionasse al meglio. Credo che tutti ricorderanno che il Sindaco, il Consigliere Scaltriti, il Presidente Vallini ed il sottoscritto, indossavamo le uniformi della Protezione Civile e della Misericordia. C’era bisogno di volontari e noi abbiamo dato la nostra disponibilità, così come hanno fatto anche alcuni funzionari degli uffici. Il Passitaly alla fine è stato un successo, ma in pochi sanno che ha rischiato di saltare perché durante una riunione preparatoria con tutti i soggetti protagonisti, Claudia

se ne uscì dicendo: “A me del Passitaly non importa niente, io devo solo organizzare dei concerti”. Naturalmente i presenti rimasero basiti dalle parole pronunciate dall’Assessore al Turismo e qualcuno di loro si alzò annunciando che non si sarebbe fatto più nulla. Fu grazie all’opera di mediazione del Sindaco, che andò a parlare con ognuno di loro, se poi tornarono sui loro passi. Come si vede, il carattere non è un aspetto secondario nell’azione di un amministratore locale, in quanto in pochi secondi, con uno scatto d’ira o una frase sbagliata, si rischia di buttare alle ortiche mesi di fatica e di lavoro. Claudia ha sempre parlato di legalità come baluardo del suo operato. Però mi chiedo come mai chi sostiene di perseguire la legalità poi arrivi a scagliarsi contro dei dipendenti comunali che stanno verificando il rispetto di una norma. La legalità va perseguita sempre, soprattutto quando all’apparenza sembra danneggiarci. Anche la decisione di andare in tournèe con Carmen Consoli in Nord America, in un mese cruciale come novembre, senza averne parlato prima con noi e informandoci solo a cose fatte, non ha certo aiutato a riallacciare un rapporto deteriorato. Così come la scelta di salire sul palco e suonare al concerto di Carmen Consoli dopo che per intere settimane ci aveva detto che non lo avrebbe fatto per ragioni di opportunità in quanto lei era un assessore. Nei giorni scorsi, quando ormai era consapevole della rottura, ha fatto di tutto per accelerarla invece di provare a ricucire. Mi riferisco alla sua decisione unilaterale di andare a presenziare ad alcuni eventi fuori Pantelleria, senza essersi prima confrontata nemmeno con il Sindaco. In quegli stessi giorni, infatti, era stato convocato un Consiglio Comunale in cui si doveva discutere un assestamento di bilancio, necessario anche per finanziare alcuni degli eventi natalizi da lei programmati, e la sua assenza ingiustificata ha rischiato di farlo saltare, se la minoranza avesse disertato la seduta. Anche in questo caso il suo personalismo ha prevalso sull’interesse generale. Prima di concludere, voglio rassicurare tutti sul fatto che nulla del lavoro svolto da Claudia andrà disperso. Anche perché quel lavoro è stato condiviso da tutti noi, senza i quali non avrebbe mai potuto metterlo in atto. Un’amministrazione comunale è una squadra in cui ognuno mette a disposizione degli altri le proprie capacità e conoscenze. Non può esistere un battitore libero. Qualcuno che lavora senza comunicare con gli altri. Qualcuno che blocca o banna i suoi colleghi. Quando ciò avviene, significa che quella persona ha deciso di porsi al di fuori della squadra e di non farne più parte e Claudia dovrebbe conoscere bene questa dinamica, essendo una musicista che ha suonato e suona nelle orchestre. Ecco perché il ritiro delle deleghe non è affatto un fulmine a ciel sereno. Non è uno sgarbo alla Dott.ssa Della Gatta. Non è la volontà di voler dilapidare il buon lavoro da lei fatto, che mai da parte nostra è stato negato, e che, qualora volesse, potrà continuare a svolgere anche da consigliera comunale mettendo a disposizione dell’amministrazione le sue competenze, come d’altronde fanno tutti gli altri consiglieri comunali. Non è un attacco sessista: perché il carattere di una persona non dipende dal sesso.

Si tratta solo della presa d’atto della sua volontà che solo per capriccio, orgoglio o ripicca, non ha voluto poi concretizzare, rassegnando le dimissioni. Pantelleria, 9 dicembre 2019

Ing. Angelo Parisi Assessore ai Lavori Pubblici Comune di Pantelleria

 

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Ambiente

Pantelleria, conclusa l’operazione “Rifiuti zero” con Marco Tardelli in prima linea

Redazione

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Riempiti due camion di rifiuti. Importante partecipazione e grande organizzazione
Si è conclusa con un’importante partecipazione e una grande organizzazione l’attività “Rifiuti
zero”, promossa dall’Ente Parco Nazionale e dal Comune di Pantelleria con la collaborazione e il
supporto di Corpo Forestale, Carabinieri Forestali, Polizia Municipale, società A.T.I. Eco Burgus Srl 
I.CO.S. Srl, S.E.A.P. Srl e le ditte Almanza Emiliano, I Giardini di Tanit e La Solerte.
L’operazione di oggi rientra nelle attività di ripristino ambientale della rete sentieristica e della
viabilità rurale che l’Ente Parco costantemente attua grazie ai finanziamenti programmati dal
MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica).


L’obiettivo è quello di aumentare il
volume dei rifiuti abbandonati nell’ambiente che vengono prelevati rispetto a quelli che
nell’ambiente vi restano. Ma anche di sensibilizzare a non abbandonare per giungere, in un futuro
non troppo lontano, a zero rifiuti in natura.


Alla pulizia di oggi ha partecipato anche Marco Tardelli che con il suo grande entusiasmo e la
voglia di rendere quest’isola sempre più bella e pulita ha dato una spinta motivazionale in più a
tutto il gruppo operativo. Proprio come sa fare un grande CT nei campi da gioco. Ma il “campo da
gioco” di oggi non è stato il prato verde di uno stadio bensì via Barone che dalla Piana di Ghirlanda
si collega al sentiero CAI 979 per raggiungere le zone circostanti a Kuddia Attalora.

Lì è stato recentemente scoperto, con disappunto, uno spesso cumulo di rifiuti stratificatosi negli anni (si pensa in qualche decennio) in cui sono stati scaricati, a ciglio della scarpata che delimita la piana di Barone da quella di Ghirlanda, ingenti quantità di rifiuti. A mano, e con l’aiuto di una gru elevatrice per i pezzi più pesanti, sono stati riempiti due camion di materiale: ferro, batterie d’auto,
copertoni, biciclette, materiale inerte, sacchi di plastica di calce e cemento per edilizia, barattoli e
secchi di vernici, frigoriferi, legname, plastica dura per tubi, pompe per trattamenti di coltivazioni,
vetro, sacchi di scarpe e abbigliamento vario e cavi elettrici in grandi quantità.


Tutti quanti, a partire da Tardelli, Giuseppe Spata, sempre molto operativo, e dall’ormai eroe-
volontario Renato Rizzo (che da mesi sta ripulendo spontaneamente e in solitaria l’isola), hanno
dimostrato che con l’entusiasmo e la voglia di fare, anche gli obiettivi apparentemente più difficili
possono essere raggiunti.
Un’operazione ambientale sinergica che ha coinvolto tutte le figure che si trovano impegnate per
la tutela e salvaguardia dell’ambiente e che con fermezza e determinazione informano i visitatori, i
turisti e la comunità sull’importanza del senso civico e del rispetto dell’isola.
Vogliamo infine ricordare due importanti questioni. La prima è che sull’isola esiste un gestore dei
rifiuti incaricato dal Comune che consente il conferimento dei materiali nel centro di raccolta
comunale di Punta Croce (referente gestione operativa Marilena Casano). La seconda è che a
partire dal 9 agosto di quest’anno vengono attuate sanzioni molto più pesanti per chi viene
beccato ad abbandonare rifiuti (Decreto Legge 8 agosto 2025 n. 116).


Ci si auspica, quindi, che operazioni come questa possano essere da esempio per tutti, residenti e
non, per capire che rimuove i rifiuti abbandonati in zone impervie costa molto perché comporta
diverse difficoltà operative ed è quindi un danno non solo per l’ambiente ma anche economico per
la comunità che lo subisce. “È un’operazione molto costosa” ha dichiarato Adriano Minardi,
assessore del Comune. “Abbiamo bisogno di risorse che noi da soli non abbiamo. Dobbiamo,
insieme al Parco, trovare le risorse anche per combattere l’abbandono attraverso attività di
sensibilizzazione”.

“Un plauso va alle ditte pantesche che lavorano con il Parco che ben attrezzate ed organizzate

facilitano il raggiungimento di risultati tangibili sul territorio” ha detto Carmine Vitale, direttore
facente funzioni dell’Ente Parco.
Italo Cucci, commissario straordinario dell’Ente Parco, ha così commentato la giornata: “Dopo le
pulizie, Pantelleria è mondiale. Perché a capeggiare il gruppo di addetti ai lavori richiamati a 
Barone ci ha pensato nientepopodimeno che Marco Tardelli, l’eroe dell’82. Un’idea, un gesto d’amore per l’Isola che lo ha conquistato, interpretato a dovere dagli operatori ecoambientali. Con Marco c’era anche Myrta Merlino. Chiamiamolo pure un gesto propagandistico ma due camionate di detriti, rifiuti ingombranti, carcasse di motori sono state rimosse dai dirupi che dominano  Ghirlanda. Un bel lavoro, con passione e allegria. Una bella lezione ai vandali dell’Isola. Vicini e lontani…”.

“Ci siamo purtroppo divertiti a portare via la spazzatura dalle strade e come vedete è molto
pesante. Pregherei i gentili turisti, i gentili signori di Pantelleria di evitare di creare queste cose o,
altrimenti, che ci vengano a dare una mano. Siamo molto felici di accettarli” ha detto Marco
Tardelli.
Già si pensa alla data del prossimo appuntamento dell’operazione “Rifiuti zero” che potrebbe
coincidere con la campagna puliamo il mondo 2025 di Legambiente (dal 19 al 21 settembre).

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Ambiente

Pantelleria, al via procedimento di co-programmazione in agro-ecologico. Scaadenza domande 31 ottobre 2025 ore 12

Direttore

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Il Comune di Pantelleria ha avviato procedimento di co-programmazione per la definizione di una strategia di sviluppo del settore agro-ecologico, da attivarsi sul territorio isolano. Le domande devono pervenire entro le ore 12 del giorno 31 ottobre 2025.

L’avviso integrale nel documento che segue:
https://www.comune.pantelleria.tp.it/ocmultibinary/download/1448/36311/1/104541c9412a6b0e162540f4b48145cd.pdf/file/Avviso%2Bdi%2Bco-programmazione.pdf

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Ambiente

Salvata un altra poiana dall’annegamento in mare a Pantelleria – VIDEO

Redazione

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Salvata un altra poiana dall’annegamento in mare a Pantelleria

Cari della redazione e cari lettori del Giornale di Pantelleria, grazie ancora
per l’ospitalità, vi scrivo per comunicarvi che domenica 17 agosto,
l’Ispettore Superiore e Reggente del Distaccamento del Corpo Forestale di
Pantelleria Camillo Matera e l’Agente Domenico Benigno, hanno portato
nel nostro Centro di Primo Soccorso Fauna del Lago di Venere una
Poiana (Buteo buteo), quasi in fin di vita.
La poiana era appena stata salvata dall’annegamento in mare dal caro Eddy
del Diving di Gadir, che vedendola precipitare in mare è subito accorso per
salvarla e facendo un recupero da manuale l’ha prontamente consegnata al
Corpo Forestale.

Difficile confermare se sia un esemplare stanziale o proveniente da
migrazione seppur tardiva, probabilmente si tratta di una femmina che vive
sull’isola, di sicuro è arrivato a noi in uno stato di denutrizione e
disidratazione talmente grave che l’animale era accasciato con la testa a
terra e prendendolo tra le mani ho potuto constatare che era ridotto solo
penne e ossa, ma non è difficile ipotizzare i motivi che l’hanno ridotto in
questo stato pietoso.
Infatti, purtroppo la nostra amata isola è carente di fonti d’acqua dolce,
dove queste creature possano ristorarsi e questo problema è ancora più
marcato nel periodo estivo, nel quale la carenza di prede non permette di
far integrare il giusto apporto di liquidi nell’organismo.
Per tale motivo l’Associazione culturale l’Avamposto rinnova l’appello
all’Ente Parco Nazionale di Pantelleria di provvedere al più presto alla
realizzazione di vari piccoli abbeveratoi di 200-300 litri sparsi in più punti
strategici dell’isola, per permettere all’avifauna stanziale e migratoria di
potersi ristorare e dissetare adeguatamente nei periodi di siccità.


Questo appello è rivolto anche a tutta la popolazione di Pantelleria che
abbia a cuore gli animali, dal momento che una buona soluzione sarebbe
quella di predisporre quotidianamente delle ciotole di acqua fresca nei
pressi riparati delle abitazioni.
Ritornando al nostro rapace, dopo avere appurato che non avesse ferite o
danni fisici, ho provveduto a darle piccoli sorsi di acqua, miele e vitamine
ed è stato davvero un momento colmo di grande emozione per me, per
l’Ispettore Camillo Matera e l’agente Domenico Benigno, vederlo rinvenire
e rimettersi in piedi rispondendo positivamente alle prime cure.
La poiana ha dato chiari segni di voler vivere, infatti, dopo aver ricevuto i
primi sorsi d’acqua e piccoli bocconi di carne ha continuato a migliorare di
giorno in giorno e pian piano sta recuperando il suo peso e le sue forze,
tanto che insieme all’Ispettore Camillo Matera e alla nostra cara e sempre
presente Sovrintendente Capo Silvia Muratore del Corpo Forestale della
Regione Sicilia esperta di fauna selvatica, intanto ritornata qui sull’isola,
faremo un ultimo controllo venerdì 29 agosto, per decidere se liberarla
possibilmente già questo fine settimana o nei primi giorni della prossima.
Comunicheremo in tempo utile l’eventuale imminente liberazione della
poiana per chiunque voglia assistere alla magia del momento.

La Poiana dopo 10 giorni di cure 2

L’anno scorso dopo le due poiane recuperate dall’Associazione
L’Avamposto, la Sovrintendente Capo Silvia Muratore, addetta al
Recupero Fauna in Sicilia, mi diceva che si trovava ad affrontare una
situazione anomala proprio con questa specie.
Difatti, le arrivavano tantissime segnalazioni di poiane in difficoltà o
moribonde, tanto che in un periodo di poche settimane il Corpo Forestale
consegnò al Centro di Recupero della Lipu di Ficuzza circa 15 poiane di
cui una decina con strani sintomi di intossicazione e deperimento fisico.

Dopo avere dato prontamente l’allarme, come mi confermarono dal Centro
di Ficuzza, alcuni esemplari deceduti furono spediti all’Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia per le dovute analisi.
Oggi il Direttore del Centro di Recupero Fauna di Ficuzza, Dott. Gianni
Giardina ci ha comunicato i risultati delle prime analisi pervenute:
Purtroppo le poiane sono decedute a causa di un grave avvelenamento da
metaldeide, un lumachicida ampiamente usato in agricoltura.
Veleni prodotti e utilizzati da chi ha a cuore solo il mero profitto e non si
preoccupa del male che reca alla terra, sfruttandola incoscientemente, non
riuscendo in alcun modo ad imparare a cooperare con essa.
Questa specie, per molti aspetti ancora poco studiata, infatti, nella naturale
catena alimentare, nutrendosi di uccelli come tortore e piccioni, che
avevano ingerito in precedenza il veleno o nutrendosi direttamente delle
lumache tossiche, ne hanno pagato le estreme conseguenze.
Perciò va ribadito il messaggio fondamentale di bandire e boicottare ogni
tipo di veleno nocivo per la vita nel nostro pianeta, nella misura in cui essi
rappresentano vere armi di un insana guerra, dove la specie “homo sapiens
sapiens” si è specializzata nell’uccisione e nello sterminio di tutte le altre
creature, persino di se stessa.
Se non si comprende che in questa insana spirale di morte e di ricerca
certosina del “nemico” e questo accanimento rivolto ad ampio spettro su
ogni essere vivente; batteri, piante, insetti, lumache, uccelli, roditori e
infine sugli stessi umani, è in realtà una guerra contro la vita stessa che ci
pone sull’orlo di baratro senza ritorno, non ne verremo mai a capo e di
sicuro non ci saranno dei vincitori.
Infatti, un esempio chiaro e lampante, è la lotta ai roditori con l’uso di
veleni, dove è provato in modo matematicamente elementare sia
l’inevitabile danno contingente ed ambientale, che anche l’inutilità
dell’effetto desiderato.

Bisognerebbe sapere che i roditori una volta intossicati, prima di morire si
aggirano storditi tra i campi e divengono facile preda di rapaci diurni e
notturni ed altri uccelli come gli aironi, oltre che di serpenti, di cani e gatti,
che di conseguenza ne vengono irrimediabilmente intossicati.
Se un solo roditore causasse la morte di un solo rapace, si riprodurrebbero
automaticamente nell’ambiente più di 150 roditori, di cui si sarebbe potuto
nutrire l’animale nell’arco di un anno.
Considerando che generalmente una femmina di qualsiasi roditore si
riproduce più volte all’anno (3-4), con una gestazione di soli 19-21 giorni
per topi e ratti, 30-32 per i conigli, dando alla luce da 6 a 12 cuccioli,
provate a fare un pò voi i calcoli che scaturiscono dalle conseguenze di un
solo topo o coniglio avvelenato.
Mi piacerebbe vedere l’isola di Pantelleria unita nella protezione della sua
meravigliosa natura. Ci sono tutti i presupposti per fare in modo che
questo approdo in mezzo al mediterraneo, diventi per il mondo un esempio
di gestione ecologica del territorio.
Sarebbe bello dimostrare come sia possibile una buona coesistenza tra
esseri umani e il resto delle altre creature che ci circondano.
Noi dell’Associazione Culturale L’Avamposto, con la nostra missione “a
difesa della Natura e della Madre Terra”, immaginiamo un mondo in
cui l’essere umano si risveglia, riuscendo finalmente a connettersi con il
resto del creato, a sentirsi parte integrante delle meraviglie della Natura.
Un mondo in cui l’essere umano smetta di esserne il distruttore,
divenendone il naturale custode.
E’ in questo orizzonte immaginato e assaporato che siamo proiettati e in
buona parte il nostro Avamposto si trova già lì.
Pantelleria 28 agosto 2025,

Anselmo Consolo

Presidente dell’Associazione Culturale L’Avamposto

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