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Cultura

Pantelleria, Grande successo del Palio delle Botti 2018. Primi: Bukkuram abbinata a Donnafugata.

Si è svolta ieri la grande manifestazione culturale Palio delle Botti, aggiudicato dalla contrada Bukkuram abbinata alla cantina Donnafugata. Secondo classificato: Scauri con Cantina D’Ancona; Terzo classificato: San Vito con Murana. Altri partecipanti: Sibà con Vinisola, Khamma con Miceli, Grazia con Pellegrino. Perciò in gara aziende agricole abbinate ad alcune delle contrade di Pantelleria. Dicevamo […]

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Si è svolta ieri la grande manifestazione culturale Palio delle Botti, aggiudicato dalla contrada Bukkuram abbinata alla cantina Donnafugata. Secondo classificato:  (contrada da accertare) con Cantina D’Ancona; Terzo classificato: Sibà con Vinisola. Altri partecipanti: (contrada da accertare) con  Murana, Scauri con Ferrari, Khamma con Miceli, Grazia con Pellegrino. Perciò in gara aziende agricole abbinate ad alcune delle contrade di Pantelleria. Dicevamo di grande manifestazione culturale, si perché a Pantelleria la contrada è un elemento vitale per la storia e la vita  dell’isola. Visto il grande successo di pubblico tra turisti, residenti, rotariani e rotariani da tutta Italia, abbiamo intervistato il presidente del Club Pantelleria, Giovanni Battista Giacalone: Presidente è soddisfatto della riuscita della manifestazione? 

Sono non solo soddisfatto ma felice di aver visto un simile riscontro da parte di così tanta gente. Veda, lo scopo del Palio è quello di manifestare la sinergia, l’affiatamento che c’è tra le contrade e invitare altre realtà cittadine a fare le cose insieme.   Si è trattato di un grande momento di socialità e questo è il fine del Rotary!

40684773_10212286849597459_1320958775758159872_n Il Palio è stato, oltre che un momento “sportivo” anche un grande spettacolo?

Si lo spettacolo è stato non solo nella maestria degli sbandieratori della Real Trinacria di palermo, o nell’intrattenimento musicale, ma anche proprio nel “rotolamento” delle botti per tutto il lungo mare: gli spettatori erano entusiasti e tifano questa o quella contrada con applausi, richiami. E’ stato emozionante!

 

Pensate che vi saranno altre edizioni del Palio delle botti?

Si, certamente. E desidero aggiungere che, tra il pubblico era presente anche il presidente della Pro-Loco di Riposto, in provincia di Catania, dottor Scalone, che ha invitato la squadra vincente, Bukkuram, a partecipare al Palio della sua cittadina, dove la manifestazione è storica.

  Così il Rotary Club Pantelleria, patron del Palio ha fatto centro ancora con questo evento davvero straordinario.  

   

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Cultura

Palermo, quando un pane cunzatu si trasforma in magnifico cocktail di sapori siciliani

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Tutta la Sicilia in un panino.

Il pane cunzatu da 30 centimetri, come viene descritto, e che racchiude magnificamente i sapori di tutta la Sicilia.
Un cocktail raffinato, realizzato da Daniele Guttadoro. Ed è proprio il talentuoso chef di Vucia Palermo a descriverne la ricetta: pane nero di tuminnia (il grano antino siciliano), i pomodori rosso fuoco, l’olio superiore di Ragusa, le olive di Castelvetrano, acciughe di Sciacca, sgombri pescati a  Marzamemi e infine il tocco di freschezza con i limoni di Siracusa.

Si tratta dell’espressione massima di sicilianità e prova che nella nostra regione le eccellenze sono molteplici dal mare alla terra, basta saperle trovare e mettere insieme con grazia e amore.

Di seguito il video del pane cunzatu, con Daniele Guttadoro di Vucia Palermo.

Il video:    Vucia Palermo – Pane cunzatu

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Cultura

I cognomi di Pantelleria: Baldassar e Caradonna

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BALDASSAR

La grafia originaria è Baltasar/Baltassar (poi italianizzato in Baldassar), quindi di chiara provenienza spagnola. Infatti il capostipite in Pantelleria è Giacomo Baldassar, un milite della guarnigione del castello, nato nel 1570 circa in Spagna. Muore in Pantelleria l’11 gennaio 1616 (lunedì) all’età di 46 anni. Arma della casata: En plata, dos toros afrontados, el diestro de sable y el siniestro de azur (In campo d’argento, due tori affrontati, il destro di nero e il sinistro d’azzurro). Nell’isola il milite Giacomo Baldassar contrae matrimonio con certa Giuseppa presumibilmente ai primi del ‘600. Dalla coppia nascono Anna e Melchiore o Melchiorre Anna Baldassar sposata il 27 luglio 1633 (mercoledì) con Pietro Virmegio, da cui ha Giovanna Virmegio, che il 13 luglio 1653 (domenica) sposa Giovanni Ferrandey con il quale ha Pietro Ferrandey, Giovanni Ferrandey, Giuseppe Ferrandey, Anna Ferrandey e Giovanni Battista Ferrandey. Melchiorre Baldassar contrae matrimonio con Dorotea Giglio, figlia di Nicolò Giglio e sua moglie Antonella, in data 27 luglio 1633 (mercoledì). Il cognome Baldassar si estingue in Pantelleria nella seconda metà del ‘600.

CARADONNA
Cognome originario della Sicilia Occidentale (trapanese), attualmente diffuso nel triangolo Salemi, Marsala, Alcamo. Tracce di questa cognominizzazione si rinvengono in Sicilia già nel 1200 con tale Nicola Caradonna feudatario. Il capostipite in Pantelleria è Petro o Pietro Caradonna, che è il chirurgo militare della guarnigione del castello. Negli atti è detto “magnifico” e per sua posizione sociale lo ritroviamo padrino in numerosi battesimi e testimone in altrettanti numerosi matrimoni. Ne citiamo alcuni: il 10 marzo 1588 è padrino nel battesimo della piccola Vincenza Cirillo, figlia di mastro Iacopo; nel 1597 è padrino nel battesimo di Vittoria Martines De Cordua; nel 1606 è testimone al matrimonio di Modesto Brignone con Leonarda Lo Pinto. Pietro Caradonna contrae matrimonio con Giovanna De Pero, da cui ha Giovanni Antonio Caradonna. Quest’ultimo si sposa il 10 gennaio 1627 con Bernardina Aghilon, figlia di Giacobo Aghilon e sua moglie Leonarda. Dalla coppia Caradonna-Aghilon nascono: Pietro Giacomo Caradonna, nato il 24 luglio 1628;

Giuseppe Felice Caradonna, nato il 23 ottobre 1630; Raffaele Caradonna, che il 29 maggio 1664 sposa Francesca Cucciardi, figlia di Mario Cucciardi e Vita De Silva.
Dalla coppia nasce Bernardina Caradonna; Francesca Caradonna; Maria Caradonna. Un pronipote del nostro chirurgo militare è Pietro Caradonna, vivente nell’isola a cavallo del ‘600/’700 e che è sposato con Giuseppa Polito, dalla quale ha Giuseppe Caradonna. Questo Giuseppe si sposa il 23 febbraio 1716 (domenica) con Caterina Sardano, figlia di Antonio Sardano e Giovanna Di Malta. Rimasto vedovo, si risposa il 29 febbraio 1740 (lunedì) con Giuseppa Rallo.

La casata Caradonna si estingue in Pantelleria nel Settecento, probabilmente proprio con questo Giuseppe Caradonna, che, benché sposato due volte, sembra non avere avuto alcun figlio in nessuno dei due matrimoni.

Orazio Ferrara

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Cronaca

Il Generale Vannacci sospeso per 11 mesi dopo il libro.  Dimezzato lo stipendio

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Il Generale dell’Esercito Roberto Vannacci è stato sospeso dall’impiego per 11 mesi.
La notizia è stata diffusa da fonti legali che hanno riferito del procedimento disciplinare avviato il 30 ottobre 2023 dal Ministero della Difesa in seguito alla pubblicazione del libro Il mondo al contrario. La sanzione include anche la detrazione di anzianità e il dimezzamento dello stipendio. L’avvocato del Generale Vannacci, Giorgio Carta, ha dichiarato che presenterà un immediato ricorso al Tar del Lazio.

Salvatore Battaglia Presidente Accademia delle Prefi

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