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Cultura

Pantelleria, grande partecipazione al corso di Comunicazione Avanzata. Intervista all’ass. Tremarco

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Si è appena concluso il Corso di Comunicazione Avanzata, organizzato dal Comune di Pantelleria, presso la Sala Consiliare e tenuto da Luca Vernocchi .
Vista la grande partecipazione di operatori del commercio e del turismo locali, abbiamo voluto intervistare l’assessore alla Comunicazione Federico Tremarco, ideatore del progetto.

Assessore Tremarco, ci può raccontare qualcosa riguardo al corso? ” Certamente, sono molto lieto di parlarne. Il corso di “Comunicazione Avanzata” è stata un’iniziativa di grande successo promossa dal Comune di Pantelleria, finalizzata a migliorare le competenze comunicative dei professionisti del settore turistico sull’isola. Abbiamo ritenuto fondamentale offrire questa opportunità considerando l’importanza cruciale della comunicazione nel promuovere e sostenere il turismo locale.”

Quali sono le sfide che il mercato turistico pone oggi e come la comunicazione può aiutare a affrontarle? ” Il mercato turistico è in continua evoluzione e presenta diverse sfide, soprattutto in contesti come quello di Pantelleria, dove la concorrenza delle altre piccole isole è sempre più serrata. È fondamentale essere in grado di comunicare in modo efficace e persuasivo per distinguersi e attrarre visitatori. La comunicazione gioca un ruolo cruciale nell’incanalare l’interesse verso le bellezze dell’isola, nella promozione di eventi e attrazioni, nonché nell’offrire un’esperienza turistica memorabile e autentica.”

Quali sono i vantaggi competitivi che può portare un percorso formativo sulla comunicazione come quello appena concluso?Un percorso formativo sulla comunicazione avanzata fornisce agli operatori turistici strumenti e conoscenze essenziali per creare strategie comunicative efficaci. Attraverso il corso, i partecipanti hanno acquisito competenze pratiche nella gestione della comunicazione online e offline, nell’utilizzo dei social media, nella creazione di contenuti coinvolgenti e nell’affrontare situazioni di crisi comunicativa. Questi sono vantaggi competitivi significativi che possono contribuire a posizionare Pantelleria come una destinazione turistica di eccellenza.”

Parlando di comunicazione efficace, quali sono i vantaggi nella gestione dei conflitti all’interno delle imprese, sia tra dipendenti che a livello di interazione sociale?La comunicazione efficace svolge un ruolo fondamentale nella gestione dei conflitti all’interno delle imprese. Quando i dipendenti sono in grado di comunicare in modo chiaro, aperto e rispettoso, è più facile affrontare e risolvere le divergenze in modo costruttivo. Una comunicazione efficace può aiutare a prevenire fraintendimenti, ridurre tensioni e favorire la collaborazione tra i membri del team. Inoltre, promuove un clima lavorativo positivo e stimola un senso di fiducia e coesione tra i colleghi.

“A livello di interazione sociale, una comunicazione efficace è altrettanto importante. Consente di esprimere i propri pensieri, sentimenti e opinioni in modo chiaro e rispettoso, facilitando la comprensione reciproca e la risoluzione dei conflitti. Una comunicazione aperta e empatica può contribuire a creare relazioni più solide e soddisfacenti sia sul posto di lavoro che nella vita di tutti i giorni.

In sintesi, investire nella formazione sulla comunicazione efficace non solo migliora il funzionamento interno delle imprese, ma promuove anche un clima di lavoro positivo e relazioni interpersonali più soddisfacenti, favorendo il benessere generale dell’organizzazione e della comunità.”

Qual è stata l’attenzione dei partecipanti del corso rispetto a concetti pratici ed utili nella vita lavorativa di tutti i giorni? ” I partecipanti sono stati estremamente coinvolti e interessati durante tutto il corso. Hanno dimostrato un grande interesse per i concetti pratici e le strategie comunicative che possono essere direttamente applicate nella loro vita lavorativa quotidiana. Questo dimostra quanto sia importante e concreta la formazione sulla comunicazione avanzata per migliorare le prestazioni professionali.”

Avete già in programma nuove iniziative formative per il futuro? ” Assolutamente sì. Siamo già al lavoro per la preparazione di un secondo corso di comunicazione che si terrà subito dopo l’estate. Vogliamo continuare a investire nella formazione dei nostri operatori turistici per garantire che siano sempre all’avanguardia nelle loro pratiche comunicative e possano offrire un servizio di qualità superiore ai visitatori dell’isola.”

In chiusura, quale riflessione vorrebbe condividere riguardo al ruolo dell’amministratore locale con delega alla comunicazione? Ritengo che un amministratore locale con delega alla comunicazione abbia una responsabilità fondamentale non solo nell’ottimizzare la comunicazione a livello istituzionale, ma anche nel soddisfare i bisogni della comunità, garantendo che rimanga al passo con i tempi. Questo richiede attenzione per le nuove frontiere della comunicazione, poiché si tratta di un contesto in continua evoluzione.
“È fondamentale rimanere aggiornati sulle ultime tendenze, tecnologie e strategie comunicative per garantire che la formazione offerta sul territorio sia all’avanguardia e risponda alle esigenze del mondo contemporaneo. Provvedere a stimoli concreti per la formazione è essenziale per elevare il livello di qualità dell’accoglienza turistica e contribuire al successo complessivo dell’isola di Pantelleria.”

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Ambiente

Pantelleria – Giornata del Mare, mostra fotografica di Paolo Minzi in Capitaneria di Porto

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Giornata del Mare – Guardia Costiera di Pantelleria ospita una mostra di fotografie subacquee – Coinvolti i ragazi delle scuole

Domenica 11 aprile si celebrerà la Giornata del Mare, istituita fine di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico. In tale occasione la Capitaneria di Porto di Pantelleria ospiterà una esposizione di scatti a firma del noto appassionato del settore, Paolo Minzi. 
Coinvolti nel progetto, i ragazzi delle scuole, che arriveranno nella base della capitaneria, nelle giornate del 10 e del 13 aprile, alle ore 8.30, per visitare la stessa e poter ammirare i pregevoli scatti del mare.
Dopo alcune attività, gli studenti di ogni età, poichè sono coinvolti anche i bambini dell’infanzia, si sposteranno a Punta Sileri, per la pulizia della costa.

Gli organizzatori dell’evento
L’evento è organizzato dalla Capitaneria di Porto stessa di Pantelleria, con la collaborazione della Pro-Loco, dell’Associazione Barbacane e della Marina Militare.

Così l’autore descrive l’invito a parteciapre:
Alcuni giorni fa ho ricevuto, con grande e piacevole sorpresa, la telefonata della Signora Michela Silvia della Pro Loco di Pantelleria, che mi invitava ad allestire una mostra con le mie fotografie subacquee nei locali della Capitaneria di Porto in occasione della Giornata del Mare. Ho accettato subito, con entusiasmo ed emozione.

Da oltre trent’anni mi immergo nelle magnifiche acque cristalline di questa isola incantata. Ho esplorato i suoi fondali dalla superficie fino a profondità non comuni, sempre con la macchina fotografica al mio fianco, spinto dalla passione e dal desiderio di documentare e far conoscere la sua straordinaria natura: i suoi bellissimi fondali, i suoi variopinti abitanti e scenari che pochi hanno la fortuna e il privilegio di osservare con i propri occhi.

Ho iniziato a immergermi fin da ragazzo e, in migliaia di immersioni, ho fotografato alcuni tra i mari più belli del mondo. Ma quando mi chiedono: “Tu che hai visto i mari più belli, quale ti è piaciuto di più?”, la mia risposta è sempre la stessa: Pantelleria, la mia amata isola.

Le fotografie che qui vedete rappresentano solo una piccola parte di quelle scattate nel corso degli anni, ma spero riescano a trasmettervi almeno una parte dell’emozione che ho provato io nel realizzarle.

La mia gioia più grande è sapere che verranno a visitare la mostra anche i ragazzi delle scuole, per festeggiare insieme alla Pro Loco e al personale della Guardia Costiera, che gentilmente ci ospita nei suoi locali, questa giornata dedicata al mare.

Chi ama il mare, le sue incantevoli praterie di Posidonia, le gorgonie, i coralli e i suoi straordinari abitanti, non può che desiderare di condividere questo amore e trasmetterlo alle nuove generazioni. Spero che queste immagini possano far nascere nei giovani la passione per le immersioni, soprattutto in chi ha la fortuna di avere il magnifico mare di Pantelleria alle porte di casa.

P.S. Immergersi è meraviglioso, molto sicuro se si rispettano le regole e, soprattutto, facile e affascinante. Fatevi tentare… e forse un giorno mi direte grazie!

Paolo Minzi
Photographer

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Cultura

Pantelleria, UNIPANT presenta “Storia delle Arti”: viaggio tra visione e interpretazione con il Dott. Cesare Querzola

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Al via il 21 aprile il primo seminario gratuito del progetto “Panteschità 3”: un’indagine scientifica ed estetica oltre i pregiudizi del gusto
 
 

 

L’Università Popolare di Pantelleria (UNIPANT) annuncia l’apertura del ciclo di seminari dedicati alla Storia delle Arti, un percorso formativo di alto profilo curato dal  

Il primo appuntamento, dal titolo “Particolari e dettagli dell’Arte: dalla fisiologia della visione all’interpretazione”, si terrà martedì 21 aprile alle ore 17.30 presso la sede UNIPANT di Via San Nicola, 42a.

L’iniziativa, a ingresso gratuito, è il primo evento del progetto “Panteschità 3: crescita culturale e inclusione per Pantelleria”, finanziato grazie al Bando di Democrazia Partecipata 2025. L’obiettivo è offrire alla comunità strumenti critici per “imparare a saper vedere e osservare”, decodificando il linguaggio universale delle immagini.

Il Dott. Cesare Querzola, curatore del ciclo, spiega l’approccio innovativo degli incontri: “In questo seminario, come sarà nei prossimi, affronteremo le modalità con cui il nostro sistema visivo e il cervello si pongono di fronte alle immagini e come le opere d’arte del passato e contemporanee stimolino la nostra attenzione.

Le opere sono una forma di linguaggio che esprime una componente simbolica della poetica dell’artista. Cercheremo di entrare ‘dentro all’immagine’, indagando il significato delle opere e andando oltre la dialettica ‘bello/brutto’, per capire come forma, colore e spazio suggeriscano interpretazioni profonde.”

Francesca Marrucci, Presidente di UNIPANT, sottolinea l’importanza del sostegno popolare al progetto: “Siamo davvero contenti di ospitare questi seminari che offrono una disamina delle opere d’arte da punti di vista inconsueti, grazie all’acume del Dott. Querzola.

Con l’occasione vorrei ringraziare quanti hanno votato e scelto il nostro progetto per la Democrazia Partecipata 2025: nei prossimi giorni avvieremo anche le altre proposte di ‘Panteschità 3’. Speriamo che la gratuità di questi incontri sia una buona occasione per approfondire conoscenze e passioni che tutti noi coltiviamo.”

Il seminario rappresenta un’opportunità unica per l’isola di Pantelleria di accedere a una formazione che coniuga neuroscienze, storia e critica d’arte, rendendo la cultura un bene comune e accessibile.

Le date dei prossimi appuntamenti di questo ciclo di seminari saranno annunciate man mano, ma possiamo anticipare gli argomenti che saranno trattati:

  •        Il magico e il demoniaco nell’Arte
  •        La rappresentazione dell’occhiale nella Storia dell’Arte dal ‘300 al ‘700
  •        Stampe ed incisioni in Europa e in Oriente dal ‘400 al ‘700
  •        Anamorfosi, specchi e aberrazioni: rivelazioni ed inganni nell’Arte
  •        L’occhio dell’Artista: difetti visivi e stile
  •        Surrealismo e surrealismi: realtà e sogno
  •        Arte Fiamminga e Olandese: tra quotidianità e introspezione
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Cultura

La Settimana Santa dei Requesens: simboli, autorità e tradizione a Buscemi

Laura Liistro

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Nel contesto della Sicilia feudale, le pratiche religiose non costituivano soltanto momenti di devozione, ma si configuravano spesso come strumenti di rappresentazione e legittimazione del potere.
È in questa prospettiva che si inseriscono le celebrazioni della Settimana Santa a Buscemi, piccolo centro dei monti Iblei, la cui vita comunitaria tra XVI e XVIII secolo appare profondamente segnata dall’autorità della famiglia Requesens.
Una testimonianza preziosa di tali dinamiche è offerta da Paolo Italia nella sua opera “Le pandette di Buscemi”, che raccoglie bandi e ordinanze emanati dai conti di Buscemi dal XVI secolo fino alla metà del XVIII secolo.
Tali disposizioni erano finalizzate prevalentemente alla tutela dei diritti feudali, lasciando emergere, al contempo, le difficili condizioni dei sudditi e la rigidità dell’assetto sociale.

Il rito del Santissimo Sepolcro e la simbologia del potere

Tra le prescrizioni più significative si distingue quella relativa al rito del Santissimo Sepolcro durante il Giovedì Santo.
Nella chiesa madre del paese, l’apposizione dei suggelli al sepolcro rappresentava un momento di particolare solennità.
Tale funzione spettava all’“Eccellentissimo Signore”, ossia al principe, quale detentore dell’autorità civile.
Il gesto di sigillare il sepolcro e di portare al collo la chiave d’argento assumeva un valore che trascendeva la dimensione liturgica: esso costituiva una manifestazione visibile del potere signorile, esercitato anche nello spazio sacro.
La successiva rimozione dei suggelli nel Venerdì Santo sanciva la conclusione del rito, ribadendo simbolicamente il controllo del signore sul tempo e sulle pratiche della comunità.

Continuità istituzionale e gerarchia

Le pandette prevedevano con precisione anche i casi di assenza del principe.
In tali circostanze, il compito veniva affidato al “Secreto”, funzionario incaricato di rappresentare l’autorità feudale.
A lui spettava, in via esclusiva, l’esecuzione del rito, a testimonianza della necessità di garantire continuità istituzionale e rispetto delle gerarchie.
Queste disposizioni evidenziano come l’ordine sociale fosse rigidamente codificato e come anche le pratiche religiose fossero inserite in un sistema normativo volto a evitare qualsiasi forma di ambiguità o autonomia locale.

Il ruolo delle donne nel cerimoniale

Un ulteriore aspetto regolato con attenzione riguarda la partecipazione femminile alle celebrazioni.
L’invito alle gentildonne del paese, in occasione delle funzioni cui prendeva parte la principessa, doveva essere formalmente avanzato dalla moglie del Secreto; in sua assenza, subentravano le mogli del Capitano o del Procapitano.
Questo elemento riflette una società fortemente stratificata, nella quale il rango e le relazioni di rappresentanza determinavano modalità e tempi della partecipazione alla vita religiosa e pubblica.

Religione e controllo sociale

Nel loro insieme, le disposizioni contenute nelle Pandette restituiscono l’immagine di una comunità in cui la dimensione religiosa risultava strettamente intrecciata con quella politica. Le celebrazioni della Settimana Santa non erano soltanto espressione di fede, ma anche occasione per riaffermare l’ordine costituito e il ruolo dominante della famiglia Requesens.
Attraverso rituali codificati e simboli carichi di significato – come la chiave d’argento del Santissimo Sepolcro – il potere feudale si rendeva visibile e tangibile, contribuendo a consolidare un sistema sociale fondato su gerarchie rigide e su un controllo capillare della vita comunitaria.
In questa luce, la tradizione di Buscemi si configura non solo come patrimonio devozionale, ma anche come documento storico di una realtà in cui fede e autorità erano indissolubilmente legate.

Laura Liistro

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