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cronaca

Pantelleria – Chiuso Cimitero di Scauri, il PD: creare ingresso secondario

Redazione

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Nota stampa

Il Partito Democratico – Circolo di Pantelleria è intervenuto in merito all’interdizione della strada di accesso al Cimitero di Scauri e chiusura della struttura cimiteriale stessa, chiedendo che venga valutata la possibilità di eseguire un ingresso secondario temporaneo al Cimitero di Scauri, usufruendo magari del muro di confine della struttura ove insistono alcune cappelle gentilizie. Le forti precipitazioni avvenute nei giorni scorsi – si legge nella nota del PD Pantelleria – hanno causato il crollo del muro sottostante la strada che porta al Cimitero di Scauri; crollo che ha interessato anche il muro di parapetto e la strada stessa. Gli ultimi smottamenti avvenuti nel tardo pomeriggio del 31 ottobre hanno costretto alla chiusura della suddetta strada di accesso alla struttura cimiteriale della contrada di Scauri, giusta ordinanza sindacale n. 132 del 31.10.2021, i quali presupposti sono sicuramente condivisibili esistendo realmente situazioni di possibile pericolo per l’incolumità pubblica.

“Siamo comunque preoccupati – dichiara Rosario Cappadona, Segretario del Circolo PD di Pantelleria – che il Cimitero di Scauri rimanga interdetto per molto tempo considerato che occorrerà eseguire importanti lavori di consolidamento del muro sotto strada. Preoccupazione – continua il segretario dem – che abbiamo avuto modo di condividere anche con diversi abitanti delle contrade di Scauri e Rekhale”. “Non vogliamo entrare nel merito di aspetti prettamente tecnici, sicuramente non di nostra competenza – conclude Cappadona – ma ci è parso doveroso intervenire sin da subito al fine di sollecitare una soluzione che vada incontro alle giuste esigenze ed aspettative della comunità di Scauri e Rekhale”.

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Sanità

Crollo netto dei positivi a Pantelleria e Provincia di Trapani

Redazione

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Ecco il bollettino quotidiano diramato dall’ufficio stampa dell’ASP di Trapani, relativo alla giornata di oggi 21 maggio 2022.

Ad oggi il numero dei positivi al covid-19, a Pantelleria, risulterebbe essere pari a 59, mentre nell’ultimo aggiornamento del 20 maggio era di 88

 

Vediamo l’andamento in tutta provincia di Trapani

Il numero dei guariti in provincia vede  un numero totale di 101,453 Attuali positivi: 2987 (ultimo aggiornamento del20 maggio 3573); decessi: 662 ( 662) .

Ricoverati in terapia intensiva 0, ricoverati in terapia semi intensiva 8 in degenza ordinaria 35

Comune

Ieri

oggi

Alcamo

366

313

Buseto Palizzolo

31

26

Calatafimi Segesta

38

34

Campobello di Mazara

98

78

Castellammare del G.

131

100

Castelvetrano

169

149

Custonaci

62

44

Erice

211

182

Favignana

53

28

Gibellina

24

16

Marsala

729

605

Mazara del Vallo

401

359

Misiliscemi

21

23

Paceco

109

98

Pantelleria

88

59

Partanna

66

55

Petrosino

59

47

Poggioreale

4

4

Salaparuta

19

17

Salemi

78

60

San Vito Lo Capo

31

25

Santa Ninfa

22

20

Trapani

612

541

Valderice

125

191

Vita

26

13

 

 

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Ambiente

Pantelleria terra di libertà per le api. Firmata la prima dichiarazione sulle api selvatiche

Redazione

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Pantelleria ha riunito ben quattro continenti intorno al tema degli Impollinatori e dell’Ape Selvatica

 

Una settimana di approfondimento che ha visto sull’isola la presenza di ricercatori e studiosi provenienti da circa 14 Paesi: Italia, Serbia, Polonia, Francia, Grecia, Nigeria, Germania, Olanda, Austria, Tunisia, Irlanda, Francia, Belgio, Australia. L’iniziativa è stata organizzata dal Parco Nazionale Isola di Pantelleria con la partecipazione dell’Università di Palermo – Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, e della Fondazione Edmund Mach – Centro Trasferimento Tecnologico Unità operativa: Protezione delle piante e biodiversità agroforestale, ed in partneriato con associazioni e istituti di ricerca nazionali ed esteri.

La settimana scientifica si è conclusa in coincidenza con la ricorrenza della Giornata Mondiale delle Api che ha portato alla sottoscrizione della DICHIARAZIONE DI PANTELLERIA: un documento contenente misure pratiche per la protezione delle colonie libere di Apis mellifera e degli impollinatori selvatici che vede la firma dei rappresentanti istituzionali del territorio, dei Parchi Nazionali, delle associazioni e degli istituti di studio e ricerca.

 

Ecco di seguito il documento integrale:

Protezione di tutte le colonie di Apis mellifera che vivono libere e loro rewilding

Una colonia di Apis mellifera che vive libera è una colonia di api da miele stabilitasi spontaneamente nell’ambiente in una cavità naturale o artificiale o su una superficie dove ha costruito i suoi favi; sono colonie che vivono libere anche quelle derivanti dall’attività di rewilding, cui segua una totale assenza di qualsiasi gestione, con l’eccezione di un monitoraggio dall’esterno.

Queste colonie possono sopravvivere nell’ambiente naturale senza alcuna gestione e continuano ad evolversi e ad adattarsi alle costanti sfide dell’ambiente, come risultato della selezione naturale. Storicamente, le colonie gestite di A. mellifera sono coesistite con le colonie che vivono libere. Questa coesistenza ha permesso un continuo scambio di geni tra le colonie attraverso la speciale modalità di riproduzione di questa specie. La costante interazione tra le api gestite e le api da miele che vivono libere, ha aiutato le api mellifere gestite a essere più robuste e più adatte alle condizioni locali, ed inoltre ha promosso la conservazione delle sottospecie e degli ecotipi locali.

In Europa, l’arrivo dell’acaro ectoparassita Varroa destructor, tra gli anni 70’ e 80’ del secolo scorso, ha portato quasi all’estinzione di queste colonie che vivono libere e ha negativamente influito sulle colonie gestite che sono state salvate dalle cure degli apicoltori.

Attualmente ci sono dati che riguardano l’esistenza di colonie di api da miele che vivono libere in quasi tutti i paesi europei. Tuttavia, le istituzioni coinvolte nei temi relativi all’apicoltura e alla protezione delle api da miele, solo di recente hanno preso in considerazione l’esistenza delle colonie che vivono libere. È quindi necessario sottolineare l’importanza di queste colonie sia da un punto di vista ambientale sia per il grande valore che rappresentano per gli apicoltori di oggi e delle future generazioni. Per questo motivo dovremmo proteggere queste colonie che vivono libere e incoraggiare l’attività di rewilding di colonie di A. mellifera.

Per gli scopi di questa dichiarazione, l’attività di rewilding può comprendere l’installazione di colonie di api da miele delle popolazioni locali che non siano in seguito gestite, escludendo anche la nutrizione di soccorso e i trattamenti di ogni tipo. Le colonie ottenute attraverso l’attività di rewilding o attraverso altri progetti di ripristino da parte di istituti di ricerca riconosciuti a livello nazionale, devono essere considerati come colonie che vivono libere.

Con la finalità di proteggere le colonie di api mellifere che vivono libere nelle aree protette noi dichiariamo: 1. Le colonie di api mellifere che vivono libere sono una componente essenziale della biodiversità ed un tesoro per gli apicoltori e per le future generazioni e devono essere protette e mantenute libere di evolvere e se possibile sotto le condizioni degli ambienti naturali. 2. La soppressione o la rimozione delle colonie di A. mellifera che vivono libere, ad eccezione di situazioni in cui possano rappresentare un rischio per la salute pubblica, costituisce un potenziale danno per la conservazione dell’ape mellifera e delle sue popolazioni locali in aree protette e quindi deve essere scoraggiata.

3. Quando necessario, la soppressione o la rimozione delle colonie libere di A. mellifera deve essere gestite soltanto da apicoltori esperti. 4. Al fine di promuovere lo sviluppo delle colonie libere di A. mellifera, è fortemente suggerito di non prelevare da esse miele, covata, regine o celle reali, tranne che nell’ambito di progetti di ricerca gestiti da istituzioni scientifiche riconosciute a livello nazionale. 5. Poiché il posizionamento di trappole per sciami1 nelle aree protette, per catturare sciami naturali di colonie libere di A. mellifera può negativamente influire sulla conservazione di queste colonie che vivono libere, questa pratica va scoraggiata. Allo stesso tempo è fortemente incoraggiato l’uso di trappole per sciami in altri siti, in modo che gli apicoltori possano beneficiare di una fonte di materiale genetico derivante delle colonie che vivono libere e portatore di una possibile resistenza alle malattie. 6. La collocazione di nidi artificiali, allo scopo di favorire lo sviluppo di colonie che vivono libere di A. mellifera, senza alcuna gestione delle colonie potenzialmente installatesi nei nidi, non deve essere considerata come un’attività di apicoltura. 7. La collocazione di nidi artificiali per favorire lo sviluppo di colonie di api mellifere che vivono libere non conferisce la proprietà delle colonie che potenzialmente si possono installare in tale nido e nemmeno degli sciami che si generano da questa colonia. 8. L’attività di Rewilding deve essere messa in atto soltanto nell’ambito di progetti di ricerca e di ripristino. 9. L’attività di Rewilding deve in ogni caso riguardare api da miele della locale sottospecie, popolazione o ecotipo. 10. Le colonie ottenute dall’attività di rewilding devono essere considerate colonie da api da miele che vivono libere come discusso in questo documento.

Pantelleria, May 20, 2022

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Economia

PNRR rigenerazione architettura e paesaggio rurale: prorogati al 15 giugno i termini di presentazione domande

Redazione

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L’assessore Samonà:

Tempi meno stretti che consentiranno di partecipare

a una più ampia platea di cittadini, professionisti e imprese”

 

Palermo 19 maggio 2022 – Prorogato al 15 giugno il termine di presentazione delle istanze per gli interventi di restauro e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale della Sicilia.

Lo ha disposto l’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, accogliendo, con un Decreto a firma del Dirigente generale dei Beni Culturali, Franco Fazio, l’orientamento analogo espresso con proprio Decreto dal Ministero della Cultura.

Si sposta al 15 giugno, quindi, il termine per presentare le istanze di riqualificazione per interventi proposti da soggetti privati, grazie ai quali sarà possibile il recupero e la fruizione di edifici e insediamenti storici che siano testimonianze significative della storia delle popolazioni e delle comunità rurali, delle rispettive economie agricole tradizionali, dell’evoluzione del paesaggio.

Ai sensi dell’avviso, pubblicato nello scorso mese di aprile, la Regione ha messo a bando 76,582 milioni di euro di fondi del PNRR, per intervenire su beni di proprietà di privati, soggetti del terzo settore compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, associazioni, fondazioni, cooperative, imprese in forma individuale o societaria, che siano proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili appartenenti al patrimonio rurale.

Rientrano nella possibilità di finanziamento anche progetti relativi a beni del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale di proprietà pubblica, dei quali i privati o i soggetti del terzo settore abbiano la piena disponibilità.

Non sono ammissibili le operazioni riguardanti beni localizzati nei centri abitati.

“Abbiamo accolto con soddisfazione – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – la decisione del Ministero della Cultura di aver permesso la proroga del termine di presentazione delle domande al 15 giugno. Una dilatazione dei termini che era stata fortemente richiesta proprio dalle Regioni, per agevolare la presentazione dei progetti per tutti quei cittadini, privati, professionisti e imprese, che intendono effettuare interventi di miglioramento sui manufatti rurali. Oggettivamente, i termini fissati in precedenza dal governo nazionale erano molto stretti e conseguentemente, limitavano di molto la platea di potenziali destinatari della misura. Rivitalizzare le nostre campagne attraverso il recupero di edifici rurali, case coloniche, masserie, stalle, mulini, frantoi e altri beni, che hanno subito nel tempo un processo di abbandono e degrado – aggiunge l’assessore Samonà – vuol dire investire sulla riqualificazione del nostro paesaggio che è componente essenziale e imprescindibile del nostro territorio, dove convivono modernità e tradizione con una forte presenza di testimonianze storiche. Confidiamo anche nel contributo degli ordini professionali della Sicilia per promuovere una misura che, per le modalità previste, consente un facile accesso a tutti”.

I progetti – che potranno essere presentati attraverso l’applicativo informatico predisposto dalla Cassa Depositi e Prestiti Spa – dovranno riguardare interventi su edifici e insediamenti storici che siano testimonianze significative della storia delle popolazioni e delle comunità rurali, delle rispettive economie agricole tradizionali, dell’evoluzione del paesaggio.

In particolare si tratta di manufatti destinati ad abitazione rurale o destinati ad attività funzionali all’agricoltura (mulini ad acqua o a vento, frantoi, masserie), che abbiano o abbiano avuto un rapporto diretto o comunque connesso con l’attività agricola circostante e che non siano stati irreversibilmente alterati nell’impianto tipologico originario, nelle caratteristiche architettonico-costruttive e nei materiali tradizionali impiegati.

E ancora, strutture e opere rurali che connotano il legame organico con l’attività agricola di pertinenza (fienili, ricoveri, stalle, essiccatoi, forni, pozzi, recinzioni e sistemi di contenimento dei terrazzamenti, sistemi idraulici, fontane, abbeveratoi, ponti, muretti a secco e simili); inclusi anche elementi della cultura, religiosità, tradizione locale, cioè manufatti tipici della tradizione popolare e religiosa delle comunità rurali (cappelle, chiese rurali, edicole votive, ecc.), dei mestieri della tradizione connessi alla vita delle comunità rurali, ecc.

L’intervento massimo previsto per ogni intervento è di 150 mila euro con un finanziamento a fondo perduto dell’80% elevabile al 100% nel caso di bene di interesse culturale. La procedura di selezione è “a sportello” fino ad esaurimento delle risorse.

La valutazione per ciascuna richiesta sarà parametrata al punteggio complessivamente ottenuto, da 0 a 100, con un finanziamento dei progetti che abbiano ottenuto un punteggio minimo di 60 punti. I beneficiari dovranno avviare i lavori entro il 30 giugno 2023 e concluderli entro il 31 dicembre 2025.

Gli interventi potranno essere finalizzati anche alla realizzazione e allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici (escluso l’uso ricettivo), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio, o connessi al profilo multifunzionale delle aziende agricole.

Per maggiori dettagli sul contenuto delle proposte si consulti il sito:

www.regione.sicilia.it/la-regione-informa/pnrr-avviso-pubblico-restauro-valorizzazione-patrimonio-architettonico-paesaggistico-rurale

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