cronaca
Pantelleria, Cala Gadir chiede il ripristino della buvira
Tutti gli abitanti panteschi, residenti e non, di Gadir stanno reclamando il ripristino della buvira, il cui termine deriva dall’arabo buir e significa fonte. .
La richiesta è strettamente isolana, dato che sono pochi i turisti che conoscono questa ulteriore chicca o ne abbiano apprezzato l’uso, in passato.
L’antico pozzo naturale, di acqua calda e leggermente salmastra rappresenta una caratteristica per Gadir, una delle poche zone pantesche a vantarne la presenza.
Circa una quindicina di anni fa, per rendere più agevole attingere l’acqua veniva istallata una pompa a mano.

Una manovra scomposta di una automobilista forestiera ha rotto la fontanella, che successivamente veniva ripristinata da privati cittadini. Poi una seconda volta, un’altra retromarcia maldestra con un SUV, la buvira veniva resa di nuovo, parzialmente inutilizzabile. Parzialmente, perchè attingere l’acqua è ancora possibile, ma non in sicurezza.
Data la scarsità, appunto, dell’acqua dolce sull’isola, l’antica fonte ha la sua importanza, ma a tutt’oggi, da circa due anni, essa è indisponibile.
Insieme a questo, altri problemi affliggono la cala anche detta Gudiri, per lo stato di godimento e piacere che essa suscita, come per esempio la scala in acciaio di accesso al mare, lato scalo. Pericolosa e pericolante, essa, al momento regge i suoi pioli con delle funi armeggiate da qualche locale per renderla ancora utilizzabile. Ma l’escamotage non può avere una lunga durata, per le sollecitazioni continue del sali e scendi dei bagnanti.
Salute
Nasce il nuoto in acque libere per salvamento “Sea Rescue Dragon”: la sfida in mare della FISA che rivoluziona il salvataggio in Italia
PULSANO (TA), 17 aprile 2026 – Le acque di Pulsano hanno tenuto a battesimo del Nuoto in Acque Libere per Salvamento “Sea Rescue Dragon”, ideato e realizzato dalla FISA (Federazione Italiana Salvamento Acquatico). L’addestramento, svoltosi il 16 aprile, è il pilastro operativo di un nuovo settore che punta a ridefinire gli standard della sicurezza balneare nel nostro Paese.
La svolta istituzionale e la nuova guida
Il progetto nasce a seguito della nomina del 24 febbraio 2026, quando il Presidente Nazionale FISA, Raffaele Perrotta, ha affidato a Ivan Marrocco l’incarico di Responsabile Nazionale di questo specifico settore. Con la Sea Rescue Dragon, la FISA apre ufficialmente una divisione finora inesistente in Italia, colmando un vuoto fondamentale per la formazione e l’addestramento degli Assistenti Bagnanti.
Perché “Sea Rescue Dragon”?
Questo addestramento è stato progettato come una prova di forza, tecnica e resilienza. Per la FISA, il Nuoto in Acque Libere rappresenta la disciplina base per ogni bagnino, il fondamento su cui si poggiano tutte le altre attività di salvamento.
“Un Assistente Bagnanti deve essere in grado di operare in qualsiasi condizione meteo-marina”, spiegano dalla Federazione. “La Sea Rescue Dragon nasce per addestrare i nostri professionisti ad affrontare il mare aperto, garantendo una prontezza operativa che solo il confronto costante con l’acqua libera può dare.”
Il debutto a Pulsano con la FISA Taranto
A inaugurare questa prima storica sessione è stato il gruppo della FISA Taranto. I partecipanti si sono misurati in un contesto che unisce l’agonismo all’addestramento specifico, portando in acqua quei valori di coraggio e preparazione tecnica che la Federazione promuove su tutto il territorio nazionale.
Un nuovo standard per l’Italia
Con la realizzazione della Sea Rescue Dragon, la FISA lancia un messaggio chiaro: la sicurezza dei bagnanti passa attraverso una formazione continua e specialistica. Sotto la guida di Ivan Marrocco, l’ addestramento e gli eventi di gare diventeranno il punto di riferimento per testare le capacità dei soccorritori italiani, elevando il nuoto di fondo a strumento indispensabile per la salvaguardia della vita umana in mare.
Ambiente
Pantelleria, orari delle attività musicali ed emissioni sonore nei pubblici esercizi
Regolamentazione degli orari delle attività musicali e delle emissioni sonore nei
pubblici esercizi
Il Sindaco comunica che è stata emanata un’ordinanza che disciplina, su tutto il territorio comunale e per l’intero anno, gli orari e le modalità di svolgimento delle attività di intrattenimento musicale e delle emissioni sonore nei pubblici esercizi, con l’obiettivo di garantire un equilibrio tra le esigenze di vivibilità, sicurezza e sviluppo delle attività economiche.
Emissioni sonore
Il provvedimento interviene per regolamentare le emissioni sonore, soprattutto nelle ore serali e
notturne, al fine di tutelare la quiete pubblica e il riposo dei residenti, senza impedire lo svolgimento
delle attività di intrattenimento e socialità.
In particolare, vengono stabiliti limiti orari per la diffusione di musica all’esterno dei locali,
differenziati in base ai giorni della settimana, oltre a specifiche disposizioni per le attività prive di
impatto acustico esterno, che potranno continuare a operare senza restrizioni, purché nel rispetto
delle normative vigenti.
Sono inoltre previste regole precise per il contenimento delle emissioni sonore, con limiti di
rumorosità e obblighi per i gestori dei locali, chiamati a collaborare attivamente per garantire il
rispetto della quiete pubblica, anche attraverso il controllo dei comportamenti degli avventori nelle
aree esterne.
Bevande alcoliche
L’ordinanza introduce anche disposizioni in materia di vendita e consumo di bevande alcoliche, con
particolare attenzione alla tutela dei minori, alla sicurezza urbana e al decoro degli spazi pubblici.
L’obiettivo del provvedimento è quello di favorire una convivenza equilibrata tra residenti,
operatori economici e frequentatori dell’isola, valorizzando al tempo stesso l’offerta turistica e il
rispetto delle regole di civile convivenza.
Per consultare il testo completo dell’ordinanza è possibile accedere al seguente link
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Gianluca Salerno
13:35 - Agosto 19, 2020 at 13:35
è tutto ciò che vogliamo, era tutto previsto, e tutto peggiorerà. Pensa che una volta c’era chi offriva una doccia a tutti. Finita la gente del posto, finito tutto..
Maria Gabriella Fasana
18:51 - Agosto 20, 2020 at 18:51
Dopo 38 anni di isola a seguito di acquisto di un dammuso sognando l’Eden in età matura mi ritrovo a realizzare che non è isola per vecchi e forse neppure più per bambini visto il degrado , l’incuria, la trascuratezza che autorizza chi arriva in un turismo mordi be’ fuggi a comportarsi da incivile dando il cattivo esempio. Strade dissestate mai sistemate da un anno all’altro. Accessi al mare improponibili sempre pochi e in agosto presi d’assalto dai turisti occasionali che neppure si portano via le loro immondizie. Peccato povera cara amata isola, sogno di un buen ritiro che non potrà realizzarsi