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Cultura

“Pantelleria Asinabile”, il festival per e con la Comunità isolana

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Ieri l’inaugurazione in Sala Consiliare con gli attori principali della manifestazione: Sindaco Fabrizio D’Ancona, Italo Cucci,  Carmine Vitale, Massimo Montanari e Nicoletta Teso

Con l’inaugurazione in Sala Consiliare e una grande festa in piazza Cavour è iniziato
ufficialmente “Pantelleria Asinabile”. Un’iniziativa per e con la Comunità organizzata da
Parco Nazionale Isola di Pantelleria, Comune, Dipartimento Regionale dello Sviluppo
Rurale e Territoriale Servizio 17 per il territorio di Trapani e l’Associazione “Asineria Asini
di Reggio Emilia”.
Una preziosa sinergia di coprogettazione tra istituzioni, operatori economici e mondo
creativo delle associazioni locali.

Durante l’inaugurazione in Sala Consiliare il primo a prendere parola è stato il Sindaco
Fabrizio D’Ancona che, dopo avere portato i saluti dell’Amministrazione, ha voluto
ringraziare tutti coloro che si sono adoperati negli anni per il ripristino della razza e coloro
che hanno collaborato all’organizzazione di questo importante evento. “L’asino era quasi
sparito dal nostro territorio e oggi grazie all’importante lavoro che è stato fatto prima dal
Corpo Forestale e oggi anche dal Parco, l’asino ritorna a essere presente a Pantelleria.
Questo importantissimo evento lo rende partecipe e spero che sia una settimana
bellissima anche per tutti i nostri ragazzi, per tutte le nostre scolaresche e per tutta la
nostra Comunità. Non è facile mettere insieme un evento così importante. Un lavoro
frenetico, capillare e soprattutto molto difficoltoso. Per questo vi voglio ringraziare a nome
di tutti”.
Italo Cucci, Commissario Straordinario dell’Ente Parco Nazionale, ha sottolineato il ruolo
che questo prezioso animale ha sempre rivestito nella cultura e nella storia non solo
dell’isola ma di tutta Italia. “L’asino è una figura preziosa. È stato il primo, insieme al bue,
ad accogliere la nascita del nostro Signore. Questo animale è stato uno dei grandi soldati
della guerra del ’15-’18. Se si va al nord c’è ancora un clima di protezione, di rispetto
particolare per l’asino.
“Durante il convegno Parco e Benessere” continua il Commissario “abbiamo scoperto una
cosa assolutamente moderna, che me la ha reso ancora più simpatico: che tra gli animali
per la pet therapy, che stanno quindi vicini ai malati e alle persone che soffrono, c’è anche
l’asinello. L’asinello è svettato in testa a tutti gli animali che piacciono ai bambini, che
portano dolcezza”.

Carmine Vitale, Direttore f.f., ha sottolineato come l’evento sia solo un punto di partenza
per future iniziative che coinvolgeranno l’intera comunità con nuovi progetti e start-up.
“Continua ad evolvere un virtuoso percorso di sviluppo locale, dopo aver consolidato una
preziosa sinergia nella coprogettazione tra istituzioni, operatori economici e il mondo
creativo delle associazioni che abbiamo desiderato far confluire in questo Festival.
“Pantelleria dimostra di essere matura per garantire un’offerta esperienziale di turismo
lento, valorizzando l’asinello pantesco sui sentieri, rispondendo a una domanda in crescita
di esperienze caratterizzate da laboratori e passeggiate nella natura in sua compagnia”
continua Vitale.

Grazie alla collaborazione con Massimo Montanari, direttore artistico del Festival e
fondatore dell’Associazione “Asineria Asini di Reggio Emilia”, e di Nicoletta Teso,
Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Doctor Dog Pet Therapy e Pet
Education” Onlus, le scuole e le realtà operanti nell’assistenza alle persone fragili e 
speciali saranno coinvolte nei prossimi mesi anche in attività di pet therapy con l’asinello
pantesco, oltre a quelle già in corso di tipo educative e ludico-ricreative.

Il Parco ha inoltre “costruito l’opportunità per i corsisti panteschi, prossimi coadiutori
dell’asino, insieme ad altri esperti, di poter avviare una start up d’impresa che erogherà sia
servizi ecoturistici che educativi alla comunità e ai visitatori tutto l’anno attraverso l’utilizzo
degli asini panteschi dell’allevamento San Matteo di Erice del Dipartimento Sviluppo
Rurale e Territoriale Servizio 17 di Trapani” conclude il direttore f.f.

In occasione di questa prima edizione del Festival sarà anche lanciata una raccolta fondi
per poter questi giorni per poter inaugurare una statua dedicata all’asinello, così come
proposto dal Centro Culturale Vito Giamporcaro.

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Cultura

Pantelleria, riprendono le escursioni archeologiche con il Centro Giamporcaro

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Al via visite sotto il segno dell’Archeologia Bellica

Riapre la stagione delle escursioni del Centro Vito Giamporcarco di Pantelleria.
Mens sana in corpore sano, così il connubio di gite tra i siti archeologici, percorrendo sentieri pieni di storia, natura e bellezza.
Dall’8 marzo al 19 aprile, con ritrovo di fronte la sede del Centro Culturale, un passo alla volta si esplorerà la storia  della nostra gloriosa isola.
Punta Spadillo, Kattibuale, Fossa del Russo e Gelkamar, le località oggetto di contemplazione e narrazione da parte delle guide esperte.

I dettagli in locandina.

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Cultura

Papa Leone XVI a Lampedusa. L’annuncio del Sindaco Mannino

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E’ di queste ore la notizia della visita del santo Padre a Lampedusa e a renderla nota è proprio il primo cittadino, FIlippo Mannino, in un video dove mal si celano emozione e orgoglio.
Non è la prima volta che un pontefice si rechi nelle Pelagie. Infatti, prima di Leone XVI, fu Francesco a portare la propria benedizione e vicinanza.

Ecco cosa dice il Sindaco

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Cultura

A Solarino nel 1876 una lezione epocale di Democrazia

Redazione

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Il caso del parroco di Solarino tra storia e presente

Nel 1876, Solarino, piccolo ‘comunello’ siciliano in provincia di Siracusa, fu teatro di una vicenda che oggi appare sorprendentemente moderna. Al centro della storia c’è Santo Bordonaro, parroco rispettato e leader del partito Carani, colpito da un’ammonizione giudiziaria proprio nel pieno delle elezioni amministrative.
La vicenda, ricostruita attraverso verbali ufficiali, lettere pubbliche e denunce, mostra come la politica locale possa intrecciarsi con le dinamiche nazionali, e come le pressioni politiche possano condizionare la magistratura, con effetti sulla vita e la libertà dei cittadini.
Secondo il ricorso presentato dal parroco, l’attacco aveva una causa ben precisa: il peso elettorale del partito Carani-Bordonaro.
La famiglia Bordonaro, agiata e strettamente legata alla rete parentale dei Carani, rappresentava un ostacolo troppo ingombrante per gli avversari.
Per neutralizzarlo, il parroco fu dipinto come individuo pericoloso, sanguinario e manutengolo dei briganti che avevano operato nella zona tra il 1867 e il 1868.
Tra le accuse più gravi veniva riportata la presunta responsabilità nell’omicidio del segretario comunale Giuseppe D’Agostino, avvenuto nel 1866, nonostante Bordonaro fosse stato assolto dai giurati nel 1871 e non avesse precedenti reali.
Il pretore di Floridia, Algide Della Maggiore, su indicazione del Regio Delegato Ermanno Sangiorgi, Questore restato alla Storia per il Rapporto
Sangiorgi, primo resoconto di polizia sulla mafia sicilia, ammonì improvvisamente il parroco.
L’ammonizione privava Bordonaro delle garanzie legali e gli vietava di partecipare alle elezioni o di portare armi. Secondo la difesa, l’atto era arbitrario e privo di fondamento, volto a indebolire un partito politico e non a proteggere la sicurezza pubblica.

I registri della Pretura di Floridia e i rapporti dei carabinieri locali confermavano, al contrario, che Solarino era un paese ordinato, senza minacce reali alla pubblica sicurezza.
A difendere Bordonaro un personaggio chiave che intervenne : il milanese Onorevole Agostino Bertani, medico, vicino all’Unità d’Italia e amico di Carlo Cattaneo,
membro attivo della massoneria italiana.
Bertani, con la sua prefazione in difesa , richiamò l’attenzione del governo sull’arbitrarietà dell’atto, sottolineando il principio fondamentale dell’indipendenza della magistratura: la legge non può piegarsi alle pressioni politiche, nemmeno in un piccolo comune come Solarino.
Come ricordava l’avvocato Accaputo, uomo appartenente all’ambiente della carboneria, in difesa del parroco: “Le spire vorticose della politica avvolgono i cittadini come allora, e la verità scottante che emerge da questa vicenda è che l’arbitrio politico e l’ingerenza nella magistratura cambiano nomi ma non dinamiche”.
Le spire, simili a vortici invisibili, trascinano chiunque si trovi al centro di interessi politici, dai grandi uomini di Stato ai cittadini più pacifici.
La vicenda di Solarino dimostra come anche un piccolo comunello possa diventare specchio di interessi locali e nazionali, e come rivalità patrimoniali e politiche possano influire profondamente sulla libertà dei cittadini. L’ammonizione giudiziaria e lo scioglimento del municipio furono due facce della stessa medaglia: lotte patrimoniali, ambizioni locali e tentativi di indebolire il partito Carani-Bordonaro, il tutto intrecciato con la pressione di figure statali come Sangiorgi.
Oggi, a più di 150 anni di distanza, la storia del parroco ci parla ancora.
I fatti politici legati al crimine organizzato, dagli attentati ai magistrati alle operazioni di Mani Pulite per non dimenticare sistema Siracusa, mostrano come certi comportamenti e mentalità siano modellazioni territoriali tramanda.

 

Laura Liistro

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