Cronaca
Pantelleria – Alloggi popolari, La Francesca (PD): abbassare i toni e lavorare insieme
Riceviamo e pubblichiamo
“La diatriba nata tra il Comune di Pantelleria e l’Istituto Autonomo Case Popolare non fa bene ai due Enti ma soprattutto agli assegnatari degli alloggi popolari di Pantelleria. E’ opportuno abbassare i toni, incontrarsi e iniziare a lavorare insieme per il bene del territorio.”
E’ questo quanto dichiara Giuseppe La Francesca, responsabile provinciale isole minori del Partito Democratico dopo il botta e risposta avvenuto tra il Sindaco di Pantelleria Vincenzo Campo e il Presidente dell’Istituto Autonomo Case Popolari Vincenzo Scontrino sulla questione dei lavori di manutenzione delle palazzine popolari di Pantelleria.
“Sull’edilizia popolare – continua La Francesca – che ricordo essere destinata alle classi meno abbienti, non serve fare la corsa a chi ha fatto di più, perché se tanto è stato fatto, molto altro ancora occorre fare, anche insieme e con maggiore unità di intenti.”
Ecco che allora Giuseppe La Francesca, profondo conoscitore delle realtà dei quartieri popolari di Pantelleria, continuando la strada intrapresa del dialogo e della responsabilità, pone sul tavolo alcune importanti questioni da affrontare, come per esempio:
La ristrutturazione e messa in sicurezza degli alloggi popolari di Via del Mercato 4 e 5;
La riqualificazione delle aree esterne di Via del Mercato che da anni risultano in stato di completo abbandono;
La creazione di idonei spazi a verde nel Rione San Giacomo;
La definizione della graduatoria del bando per l’assegnazione degli alloggi popolari;
L’emanazione di un bando per il cambio alloggio tra inquilini.
“Temi questi – conclude il dirigente del Partito Democratico – che devono diventare motivo di incontro e non di scontro, e mi auguro che il clima possa ritornare sereno nell’interesse della comunità pantesca e dei due enti pubblici.”
Economia
Pesca, bando da 1,5 milioni per la diversificazione della piccola attività costiera
Il dipartimento della Pesca mediterranea della Regione Siciliana ha pubblicato un bando da 1,5 milioni di euro dedicato alle imprese di piccola pesca costiera, cioè l’attività praticata da pescherecci di lunghezza inferiore a 12 metri.
«Questo nuovo intervento, che si pone sulla scia del precedente da 2 milioni di euro – spiega l’assessore all’Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea, Luca Sammartino – mira a consolidare il percorso di diversificazione e innovazione del settore ittico siciliano, incentivando la creazione di nuove forme di reddito per le imprese e sostenendo il rafforzamento della loro competitività».
Il bando, che si inserisce nell’ambito del programma nazionale Feampa 2021/2027, offre alle aziende che si iscriveranno alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura entro la data di adozione del decreto di concessione del contributo, la possibilità di ricevere un finanziamento a fondo perduto pari al 50% delle spese, fino a un massimo di 75 mila euro per ciascun beneficiario, per progetti che non superino i 150 mila euro complessivi.
Tra gli investimenti ammessi, quelli nell’ambito della pesca-turismo, della ricettività e della gastronomia.
Il bando è disponibile sul portale istituzionale della Regione Siciliana.
Il bando
Ambiente
Pantelleria, senza elettricità molte zone il 12 marzo. Ecco dove
La società SMEDE rende noto che per inderogabili necessità di servizio
dalle ore 08.30 alle ore 13.30
di Giovedì 12 Marzo 2026
Verrà sospesa l’erogazione dell’energia elettrica nelle seguenti zone:
• Masera
• Via Kuddia Bruciata
• Via del Santuario
• Maggiuluvedi
• Sesi
• Cimillia
• Punta Fram
• Suvaki
• Madonna delle Grazie
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Cronaca
Isolamento Pantelleria, la UIL di Trapani “trasporti al collasso”. L’appello a Regione e Governo Nazionale
Macaddino e Paxia: “Il sistema dei trasporti è al collasso. Regione e Governo intervengano subito”
L situazione dei trasporti è al limite, oscillando dal ridicolo all’esasperante, dall’insensato al triste. In questi giorni, enti, politici e, oggi, anche i sindacati si stanno curando di questa emergenza che al momento non vede una lice vicina, chiara e definitiva.
La UIL, nelle persone di Tommaso Maccadino e Giorgio Paxia, così interviene, facendo appello al Governo Regionale e Nazionale.
Ecco cosa dicono
“Quanto sta accadendo a Pantelleria non è un semplice disagio, ma una vera e propria emergenza sociale ed economica. Non è tollerabile che, nel 2026, una comunità sia ostaggio di fragilità strutturali che si ripresentano ciclicamente. Quando il sistema dei trasporti crolla al primo guasto tecnico, significa che la programmazione è fallimentare. La continuità territoriale non è un favore, è un diritto costituzionale sancito per compensare lo svantaggio dell’insularità”.
Lo affermano il segretario generale della Uil di Trapani Tommaso Macaddino e il responsabile Uil Pantelleria Giorgio Paxia, intervenendo sulla drammatica situazione dei collegamenti da e per Pantelleria. Il recente fermo tecnico di due aeromobili, che si aggiunge alle croniche criticità dei trasporti marittimi, infatti, ha sostanzialmente isolato la città, paralizzando il diritto alla salute, al lavoro e alla libera circolazione dei cittadini panteschi.
“Il blocco attuale – aggiungono Macaddino e Paxia – sta causando gravi danni, come denunciato anche dall’amministrazione comunale dell’Isola: pazienti impossibilitati a raggiungere gli ospedali sulla terraferma, imprese locali al collasso per l’interruzione della catena di approvvigionamento e un sistema turistico che paga il prezzo di un’immagine di inaffidabilità.
“La UIL di Trapani chiede un intervento immediato e risolutivo alle massime autorità regionali e nazionali: “Non servono più promesse, ma soluzioni strutturali: mezzi sostitutivi certi, una flotta navale adeguata e costante sulla rotta Trapani–Pantelleria e un piano di emergenza che non lasci il comune isolato al primo “soffio” di vento o al primo guasto tecnico. L’investimento pubblico nel settore dei trasporti deve tradursi in garanzie reali per i lavoratori e per le imprese. Pantelleria è un presidio strategico e non può essere trattata come una periferia dimenticata dalle istituzioni. Lo Stato deve dimostrare di esserci, garantendo la mobilità, altrimenti saremo pronti a ogni forma di mobilitazione per tutelare i diritti di questa comunità”.
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