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Cultura

Palermo, arriva la laurea in Scienze Gastronomiche. Ecco come iscriversi

caterina murana

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IN SICILIA ARRIVA LA LAUREA PER I FANS DI “MASTERCHEF”. E LO CHEF DIVENTA DOTTORE ANCHE GRAZIE A BORSE DI STUDIO E POSTI LETTO DI ERSU PALERMO

Palermo, 29 agosto 2023 Con accesso libero, partono le iscrizioni al nuovo corso di laurea triennale dell’Università degli studi di Palermo in SCIENZE GASTRONOMICHE (L/GASTR) per l’anno accademico 2023/2024, che inizierà le lezioni il prossimo 2 ottobre 2023 (sito: https://www.unipa.it/dipartimenti/saaf/cds/scienzegastronomiche2300). Il corso di laurea, gestito dal Dipartimento SAAF (Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali), si svolge a Palermo, in viale Delle Scienze – Area dell’edificio 4, ma sono previste attività di tirocinio presso prestigiose aziende enogastronomiche, nonché presso aziende di importanti chef. Nell’ambito del percorso di studio è previsto anche un articolato programma di viaggi didattici, stage e tirocini, con destinazioni nazionali e internazionali, finalizzato alla conoscenza dei sistemi gastronomici regionali e nazionali, per integrare la formazione in aula con esperienze mirate ad approfondire le conoscenze. Il corso nasce in sinergia con l’agroindustria del territorio e con la collaborazione dell’Associazione nazionale dei gastronomi professionisti che ha sede a Parma.

IL CORSO DI LAUREA PER I FANS DI “MASTERCHEF” Come evidenzia il presidente del comitato ordinatore del corso di laurea in scienze gastronomiche, Filippo Sgroi, “si tratta di un corso unico nel territorio siciliano e rappresenta il primo corso che nasce nell’ambito della classe di laurea L/GASTR”. In Italia, il corso di laurea è attivo in altri dieci atenei e quello di Palermo è l’unico a sud della città di Napoli, dove è attivo presso la “Federico II”. Le altre sedi universitarie sono: Bra, Padova, Udine, Parma, Bologna, Camerino, Perugia, Roma La Sapienza, Teramo. “L’obiettivo del Corso di Laurea – sottolinea il professore Filippo Sgroi – è formare la figura del gastronomo le cui competenze spaziano dalla conoscenza delle caratteristiche agronomiche del territorio nel quale vengono prodotte le materie prime, ai processi coinvolti nella filiera produttiva; dalla conoscenza dello standard qualitativo dei prodotti agro-alimentari, agli ingredienti delle esperienze gastronomiche nei territori; dalla consapevolezza del valore edonistico, sociale, salutistico ed etico di un prodotto tipico, alla promozione della cultura eno-gastronomica che riscopra il ruolo del territorio, con le sue tradizioni e la sua cultura. BORSE DI STUDIO, ALLOGGI, RISTORAZIONE GRAZIE ALL’ERSU Gli studenti che si iscrivono al corso di laurea in Scienze gastronomiche beneficiano di borse di studio, ristorazione universitaria e, se fuorisede, anche di posti letto (su www.ersupalermo.it tutte le informazioni). “Sosteniamo gli studi di tutti gli studenti meritevoli e bisognosi di aiuto – dichiara il presidente dell’ERSU, Michele D’Amico – e siamo particolarmente lieti di potere contribuire al supporto di questo nuovo corso di laurea che trasforma il progetto di tanti giovani in qualcosa di concreto: da ‘Masterchef’ a dottori in Gastronomia grazie a UNIPA il sogno può diventare realtà anche con il contributo di ERSU Palermo. Come ERSU – continua il presidente ERSU, Michele D’Amico – diamo già sin d’ora la nostra disponibilità al Dipartimento SAAF per creare sinergie nel settore, anche attraverso il coinvolgimento degli studenti in appositi percorsi di tirocinio per il monitoraggio, confronto, proposta di nuovi menu per gli studenti finalizzati al miglioramento del servizio di ristorazione che attualmente si attesta su circa 400mila pasti l’anno, attraverso la gestione di COT Ristorazione”.

Per gli studenti che volessero trasferirsi da altre sedi universitarie a Palermo (e che hanno già fatto la domanda per la borsa di studio presso altre università) il bando di concorso dei benefici ERSU 2023/24 fissa il termine del giorno 15 settembre 2023 quale scadenza per il trasferimento delle richieste provenienti da altri Enti. Nell’ultimo anno accademico ERSU Palermo ha attribuito 128 borse di studio e 19 posti letto agli studenti universitari iscritti a corsi di studio del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali di UNIPA. LO SCENARIO SICILIANO Il settore gastronomico è una componente essenziale del tessuto economico siciliano, dove l’ambito dei prodotti DOP e IGP vale 535 milioni di euro l’anno. Con un totale di 36 Cibi DOP e IGP la regione Sicilia è al secondo posto in Italia (dopo l’Emilia Romagna) per prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica, ai quali si aggiungono le 4 STG (Specialità Tradizionale Garantita) che insistono sul territorio nazionale. A livello economico, il settore del Cibo DOP e IGP in Sicilia vale 65 milioni di euro (fonte: Osservatorio Ismea-Qualivita, 2021). La Sicilia rappresenta soprattutto la cultura alimentare Mediterranea, come messo in evidenza nel 2010 dall’UNESCO in occasione del riconoscimento della Dieta Mediterranea Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

COSA SI IMPARA IN SCIENZE GASTRONOMICHE Al centro del programma le tecniche di produzione e la valutazione della composizione chimica degli alimenti, il migliore impiego per il miglioramento dei prodotti finiti, il ruolo biochimico / metabolico / nutrizionale dei componenti degli alimenti e della relazione tra alimentazione corretta e salute , la valutazione dei fattori in grado di influenzare le scelte alimentari dei consumatori e della correttezza nutrizionale nella ristorazione. I dottori in scienze gastronomiche assumono competenze in settori strategici nell’ambito agroalimentare: gestione economica e finanziaria dell’industria enogastronomica, orientamento strategico dell’impresa in ambito enogastronomico e turistico, strumenti di policy per l’innovazione in gastronomia, tecniche di presentazione e comunicazione degli aspetti peculiari dei prodotti enogastronomici, promozione dei prodotti gastronomici in connessione con storia e geografia del territorio.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI Molteplici sono le aziende interessate a queste figure professionali: aziende di produzione e di commercializzazione del settore della gastronomia; aziende di servizi, pubbliche e private, che svolgono attività di consulenza e supporto allo sviluppo della gastronomia del territorio e del Made in Sicily; Associazioni Professionali di Categoria; enti di ricerca nel campo della gastronomia (Storia, cultura, tradizioni, tecniche produttive, ecc.); organismi preposti alla diffusione e sviluppo di eccellenze gastronomiche; media nel settore della gastronomia e del turismo; enti pubblici quali Ministeri, Assessorati Regionali; organismi nazionali e internazionali governativi e non governativi che operano nel settore agroalimentare, inclusi programmi di aiuto e sviluppo in paesi in via di transizione o sviluppo (FAO, WFP; WOLRD BANK ecc.). Le professioni che scaturiscono dal percorso di laurea sono codificate dall’ISTAT: Tecnici della preparazione alimentare – (3.1.5.4.1); Tecnici della produzione alimentare – (3.1.5.4.2); Tecnici dei prodotti alimentari – (3.2.2.3.2); Tecnici dell’organizzazione e della gestione dei fattori produttivi – (3.3.1.5.0); Approvvigionatori e responsabili acquisti – (3.3.3.1.0); Tecnici della vendita e della distribuzione – (3.3.3.4.0); Tecnici delle attività ricettive e professioni assimilate – (3.4.1.1.0); Organizzatori di fiere, esposizioni ed eventi culturali – (3.4.1.2.1); Organizzatori di convegni e ricevimenti – (3.4.1.2.2).

PER ISCRIVERSI AL CORSO DI LAUREA TRIENNALE

https://immaweb.unipa.it/immareg/facelets/anag/ins_anag_generale.seam?partnerId=IMMAWEB PROGETTO 110 E LODE per i dipendenti della P.A. Il Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche aderisce al “Progetto 110 e lode” riservato ai dipendenti pubblici. Per questi studenti-lavoratori la didattica può essere erogata in presenza e contestualmente a distanza in modalità sincrona (attraverso piattaforme di videoconferenza), nonché a distanza in modalità asincrona (attraverso la messa a disposizione di lezioni videoregistrate). La tassa di iscrizione è convenzionata e prescinde dalla fascia di reddito ISEE. Tulle le informazioni al seguente link: https://www.unipa.it/target/futuristudenti/informazioni-sui- corsi-di-studio/pa-110-e-lode/

PER INFORMAZIONI SUL CORSO DI LAUREA: Prof. Filippo Sgroi, presidente del Comitato ordinatore del corso di laurea in Scienze gastronomiche – Delegato alla Didattica del Dipartimento Scienze Agrarie Alimentari e Forestali (SAAF) Mail: filippo.sgroi@unipa.it – Tel: tel. 3475004547

Cultura

Il mare, una chat e un’antica vela: così rinasce la lancia pantesca

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Dalle parole nasce una barca. Eventi speciali tra Francesco Belvisi e Giovanni Ritunno

Per venti mesi un comandante e un designer si sono scritti, scambiandosi misure, fotografie, regolamenti di classe. Alla fine, da quelle parole, è nata una barca. E i due, a oggi, non si sono ancora incontrati.

Marsala, 16 maggio 2026
La lancia non scende in acqua. Il maltempo non lo permette. Il prete la benedice sulla banchina della Lega Navale, qualcuno la bagna con un gesto antico, e per oggi basta così.
Cinque metri e quaranta di pino di Svezia e gelso, una vela latina ancora ripiegata, il fasciame chiaro che aspetta il suo Canale. Sulla fiancata, in dialetto siciliano, un nome: Rusulia. Era Rosalia, la madre del comandante. Era così che la chiamava il padre, a Favignana.

Due voci, un linguaggio antico
Giovanni Ritunno, ufficiale Siremar in pensione, per anni ha governato i traghetti sulla rotta Trapani-Pantelleria. Figlio di pescatori, da bambino costruiva barche con le latte del tonno allo stabilimento Florio. Oggi osserva, gira gli scali, raccoglie lance sarde, gozzi campani, passere istriane, lancioni tunisini. Le confronta, le studia.
Francesco Belvisi, yacht designer, vive tra Milano e Pantelleria. Si occupa di stampa 3D applicata alla nautica e di progettazione di sistemi robotici. Ha un laboratorio dove le tecnologie più recenti servono a costruire cose vecchie di mille anni. Nelle loro conversazioni, per venti mesi, una regola tacita: niente nomi propri, sempre “Ingegnere” e “Comandante”. Una forma di rispetto marinaresca che ha dato peso a ogni decisione.

Dalla prima foto all’ultimo chiodo
Tutto comincia nel settembre 2024 con poche foto di lance sarde mandate via WhatsApp. Si discute della lunghezza, prima 5,20 metri poi 5,40. Si studia il regolamento della vela latina, si guarda al campionato italiano di Porto Santo Stefano.
Il comandante immagina, l’ingegnere disegna e modella. A ottobre arriva un imprevisto di salute. Il comandante chiede di accantonare tutto. Il progetto rischia di saltare. Belvisi non si arresta davvero: continua a limare i disegni in silenzio. Poco prima di Natale arrivano le forme definitive.
Passano le settimane, e a un certo punto è il comandante stesso a decidere di riprendere. A maggio 2025 il cantiere apre. Intorno ai due si forma una piccola corte di artigiani che attraversa il mare. Salvatore Lapillo costruisce la barca a Marsala. Francesco Bonanno, maestro d’ascia detto il Vikingo, ottantadue anni, fa l’antenna in mezza giornata. Emanuele Martinez, della veleria Zenitram, calcola posizione dell’albero e piano velico. Peppe Frettitta impellicciato la coperta in mogano sapelli, curvata a seguire la barca.
Antonio Enea, nostromo del Paolo Veronese, diventa il corriere marittimo del progetto: il timone parte da Pantelleria, attraversa il Canale custodito a bordo, arriva a Trapani. Una staffetta che le lance pantesche, in fondo, fanno da sempre. A un certo punto, fra una misura e l’altra, una frase di Belvisi resta sospesa nella chat come una mezza filosofia di vita: “le rifiniture prendono più tempo della costruzione.”

Il giorno del varo
Quel sabato di maggio Belvisi è bloccato a Pantelleria, sta ancora lavorando al progetto del timone, e un imprevisto lo trattiene sull’isola. Non riesce a imbarcarsi. Scrive: “Un timone ben fatto è il modo migliore per salutare la barca e accompagnarla al mare, anche senza esserci.” Il comandante risponde sereno, da isolano a isolano. Il mare è cattivo, la barca non viene calata. Resta a terra, benedetta e bagnata, in attesa del vero varo tecnico. Pochi giorni dopo, finalmente, la Rusulia tocca l’acqua. La linea di galleggiamento è quella giusta, l’assetto perfetto. “La barca era progettata bene”, dirà il comandante.

Due uomini che non si sono ancora visti
Ed è qui il dettaglio più sorprendente di tutta questa storia.
A oggi, comandante e ingegnere non si sono mai incontrati di persona. Belvisi non ha ancora visto la sua barca. Conosce ogni misura del fasciame, ogni grado di curvatura delle ordinate, sa esattamente quanto pesa l’antenna e dove va la scassa dell’albero, ma la Rusulia in carne e legno non l’ha ancora toccata. La conosce solo dai video del comandante e dalle foto dei cantieri. Una visita a bordo, per la messa a punto e i dettagli, è già fissata nel calendario di entrambi.
Quando arriverà, sarà la prima stretta di mano dopo quasi due anni di chat.

Una seconda lancia, e una scuola
Mentre quella di Marsala riceveva le ultime mani di pittura, a Pantelleria era già partito il cantiere di una seconda lancia, lunga 5,10 metri, costruita a Natale insieme a un gruppo di studenti dell’isola. Il sogno adesso si allarga: far scendere Lapillo da Marsala per avviare corsi di formazione, fondere in bronzo i bozzelli partendo da modelli stampati in 3D, mantenere bigotte in cipresso e bozzelli in frassino.
Certe cose si fanno come si sono sempre fatte. E quando non si possono fare così, si trova il modo di rispettarle lo stesso.

Tre lezioni di una storia di mare
Una barca di legno, nel 2026, non è un manufatto: è una rete di persone. Togli un nodo, il velaio o il nostromo del traghetto, e non c’è più.

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Cultura

Pantelleria, a lezione di stelle e pianeti con il prof. Sergio Minoli e il Centro Giamporcaro

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Scienze e tecnologia: il cielo, lo spettacolo più bello che ci sia”, il progetto per le scuole di Pantelleria

E’ iniziato questa mattina il progetto “Scienze e tecnologia: il cielo, lo spettacolo più bello che ci sia”, rivolto agli alunni delle classi 5^A – 5^B- 5^C del Plesso Capoluogo, della classe 5^A del Plesso di Khamma, della pluriclasse 4^/5^ del Plesso di Scauri, della Scuola Primaria.


Curato dal Centro Culturale “V. Giamporcaro” di Pantelleria, esso è messo in scena da un vero esperto di cieli e pianeti e stelle,  l’Ing. Sergio Minoli.

L’attività formativa ha l’obiettivo di stimolare nelle alunne e negli alunni l’interesse per il Sistema Solare, un tema molto apprezzato nel programmazione didattica di Scienze della quinta classe. La conoscenza dell’Universo ha sempre suscitato meraviglia e curiosità nelle persone, inoltre Pantelleria rappresenta un ottimo osservaotrio naturale, pertanto i ragazzi si trovano, anche in questa maeria, in una posizione di privilegio.

Se poi a spiegar del firmamento si trovano  Sergio Minoli, allora la fortuna è grande. Il professore, appassionato di astronomia, nelle sue narrazioni accompanga le nozioni meramente scientifiche con immagini squisitamente miotologiche, che, con quel suo modo di parlare ricco di aggettivi e curiosità, rende la lezione un momento di piacere che dispiace quando finisce.
Egli infatti è noto in tutta l’isola e non solo proprio per questa capacità oratoria che affascina grandi e piccini in eguale misura,


Alla lezione di oggi erano presenti gli alunni delle classi  classi 5^A, 5’B e 5^C del Capoluogo. Mercoledì 27 Maggio 2026 sarà il turno del Plesso di Khamma – Classe 5^A – dalle ore 9:00 alle ore 10:00 ● Plesso di Scauri – Pluriclasse 4^/5^- dalle ore 11:00 alle ore 12:00.

Gli adulti dell’isola potranno anche partecipare a breve ad una conferenza sul cosmo, sempre con il Prof. Minoli, durante l’evento che troverrete nell’articolo che segue: “IL LAGO SPAZIALE” Indizi di vita oltre la Terra nel Lago Bagno dell’Acqua di Pantelleria

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Cultura

Pantelleria Borgo Genius Loci De.Co.: ieri la consegna del riconoscimento

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Tanti gli attori chiamati in causa per mantenere il Genius Loci: tutta la comunità
Veronelli “L’agricoltura di qualità e il turismo di qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”

Ieri, 23 maggio 2026, si è tenuta la manifestazione di conferimento del riconoscimento di Borgo Genius Loci De.Co, presso gli accoglienti locali dell’Hotel Qalea.
Si è trattata di una full immertion nei gusti dell’isola: la mattina con la degustazione di vini di alcune delle cantine locali, del miele e della cucina, aprendo al pubblico gli spazi 
Nella foto, vediamo Marianna la chef de La Conchiglia, che ha preparato i baci panteschi per l’occasione, mentre il buffet è stato realizzato dallo chef Silvio Palazzolo.

Durante pomeriggio, invece si è dato spazio al convegno vero e proprio, moderato da una  brillante Francesca Di Giovanni.


Per l’organizzazone dell’attribuzione della De.Co. la regia e l’iniziativa è stata del Comune di Pantelleria, con l’attuale amministrazione D’Ancona, che spinge verso l’importanza dell’appartenenza, dell’identità di un popolo e dell’identificazione dello stesso attraverso le sue peculiarità che possono spaziare dall’agricolutra, all’alimentazione, all’ambiente. 

Fondamentale il supporto della ProLoco, rappresentata dal suo presidente Michela Silvia e dai soci Marcello Sparacio e Anna Rita Gabriele, e dell’Ente Parco Isola di Pantelleria che con i suoi tre uomini di punta, Presidente Italo Cucci, direttore Carmine Vitale ed esperto Davide Emma hanno ricostruito l’intera isola partendo dalle tradizione, passando all’ambiente e alla sostenibilità e mirando all’agricoltura, essenza vitale per l’economia della nostra Figlia del Vento.


Il Vicesindaco Adele Pineda, portando simpaticamente esempi del quotidiano casalingo, ha valorizzato l’essenza dell’agricoltura pantesca e dei piatti, che, come sappiamo, mangiati altrove non hanno lo stesso sapore nè lo stesso impatto. L’influenza dell’aria, degli umori della terra, del calore del sole e delle carezze delle stelle, sono così determinanti che anche un semplice ortaggio o un vino, degustati fuori dal nostro piccolo e immenso mondo, cambiano.

L’Assessore all’Agricoltura, Massimo Bonì, ha spiegato l’iter che ha portato Pantelleria alla De.Co. e agli approcci con il progetto di Luigi Veronelli (gastronomo, giornalista, editore, conduttore televisivo, filosofo e anarchico italiano) una delle figure centrali proprio nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico nazionale.
Come spiegato più nel dettaglio dall’erede ideale, il Presidente Nino Sutera, presente ieri: Pantelleria non è tanto legata alla tipicità, bensì all’unicità. Solo qui si realizzano certi sapori, certi piccoli miracoli del gusto e questo valore va custodito gelosamente e con cura.

Infatti, attraverso la De.Co. il “prodotto” del territorio acquista una sua identità, con il potenziale importante per il  marketing, oltre a rappresentare una occasione per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.

“La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie.”

Un tassello importante per la comunità, uno stimolo per la produttività, uno spunto per domande emblematiche sul lavoro, sui giovani e sulle sorti dell’isola. A tal proposito, è stato mostrato il documentario del M° Nicola Ferrara “I guardiani della terra”, dove padre e figlio Ferrandes si confrontano raccontando la loro testimonianza di agricoltori che “lottano” per la sopravvivenza della famiglia, dell’agricoltura e della cultura pantesche.

Diversi interventi degli addetti ai lavori, tra Salvatore Murana, Kety D’Ancona e Giampaolo Rampini (Resilea) testimoni del patrimonio straordinario custodito tra le rocce, i muretti a secco e il mare profondo, che ha bisogno, ora più che mai, di una spinta energica per uscire dal torpore in cui sta languendo per via dell’abbandono dei terreni, la fuga dei giovani, e altro ancora.

Tra le autorià era presente il Comandante della Capitaneria di Porto, Claudio Marrone.

La serata prevedeva una chiusura in compagnia, così il direttore dell’Hotel Qalea, Alessandro Oddo, ci ha invitati a prendere posto in sala da pranzo, per condividere qualche impressione sulla giornata, un bicchiere di vino locale e l’esperienza di una buona cosa fatta, la De.Co. 

Di seguito alcune immagini della mattinata.

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