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Cultura

Paestum, Sicilia nella Borsa del turismo archeologico. Pantelleria nella rete “Mediterranean Underwater Cultural Heritage”

Redazione

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Paestum: la Sicilia presente alla Borsa del turismo archeologico con numerose iniziative
L’assessore Samonà:
“Un appuntamento importante per rafforzare relazioni e presentare i nuovi itinerari culturali”
Palermo 24 novembre 2021 – Importante presenza della Sicilia alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si svolgerà a Pestum (Salerno) dal 25 al 28 novembre dove l’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana sarà presente per promuovere i parchi archeologici regionali e gli itinerari sommersi.
“La Sicilia sarà cooprotagonista di questa importante Borsa del turismo archeologico – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – che riveste particolare interesse nell’ambito dell’offerta mondiale di settore. Lo sarà con interventi di grande spessore affidati, nell’ambito delle conferenze in programma, a diversi esperti della Regione e lo sarà, in maniera ancora più determinante, attraverso il Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, organizzato dalla BMTA in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione siciliana e ispirato alla memoria e alla progettualità del grande archeologo siciliano scomparso, che proprio della Borsa fu un sostenitore. E non solo – evidenzia ancora l’assessore Samonà – la Borsa sarà anche l’occasione per rinsaldare i rapporti di collaborazione attivati già da mesi con la Calabria nell’ambito del progetto di collaborazione che sta lavorando al rafforzamento della matrice culturale greca di queste due regioni, nelle quali sono presenti testimonianze uniche della presenza greca”.
E proprio ai rapporti con la Calabria è dedicato l’incontro del 27 novembre che mette a fuoco i modelli di gestione tra pubblico e privato nelle due regioni del Sud: Sicilia e Calabria. Infine, un posto importante è riservato alla candidatura dell’itinerario europeo sommerso, nel quale la Sicilia riveste un ruolo determinante”.
Per quanto riguarda il Premio internazionale “Sebastiano Tusa” – che verrà assegnato nel corso della Prima Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo alla presenza dell’Assessore Alberto Samonà, verranno tributati riconoscimenti a diversi rappresentanti del mondo della cultura che, a vario titolo, hanno favorito la promozione e lo sviluppo dell’archeologia, tra questi: il premio alla carriera a Xavier Nieto Prieto, Vice Presidente Comitato Scientifico della Convenzione 2001 dell’UNESCO sulla Protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo, a Paolo Giulierini Direttore Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per la migliore mostra dalla valenza scientifica internazionale, a Franco Marzatico Soprintendente per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento per il progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici, a Donatella Bianchi Giornalista RAI conduttrice di “Lineablu” e Presidente WWF Italia, per il miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione.
Nel corso della Conferenza verrà presentata ufficialmente la candidatura di certificazione di un Itinerario Culturale Europeo “Mediterranean Underwater Cultural Heritage”, reso attraverso una rete che collegherà Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Egitto, Grecia, Israele e Turchia attraverso i siti di Capo Rizzuto, Baia Sommersa/Parco Sommerso di Gaiola, Egnazia/Isole Tremiti/San Pietro in Bevagna, Isole Egadi/Pantelleria/Plemmirio/Ustica, Alessandria d’Egitto, Pavlopetri/Peristera, Caesarea Maritima e Kızlan), che rappresenta una risorsa chiave per il turismo responsabile e lo sviluppo culturale sostenibile.
Quanto alla cultura sommersa la Sicilia, attraverso la Soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni, presenterà i 25 itinerari sommersi che rappresentano oggi una grande risorsa e un’importante attrattiva per il turismo archeologico della Sicilia. I 25 itinerari ricomprendono anche gli ultimi due percorsi definiti, ovvero quello individuato nelle acque dell’Isola di Marettimo, nelle Egadi e quello del Plemmirio, nell’area marina protetta di Siracusa.
Altro importante appuntamento con la Sicilia è previsto il 26 pomeriggio con il prezioso contributo offerto dal Museo archeologico regionale Bernabò Brea. “Nel cerchio dei Venti: le Isole Eolie crocevia di incontri e culture nell’età del Bronzo” è l’incontro in programma, organizzato dall’istituto Italiano di Preistoria e protostoria, che vedrà impegnati sul campo il direttore del Parco archeologico delle Isole Eolie, Rosario Vilardo e Maria Clara Martinelli con la moderazione dello studioso Massimo Cultraro

Cultura

Solarino nell’Ottocento: continuità dinastica tra i Requesens e i Gravina attraverso Teresa Requesens, madre del principe Domenico Gravina

Laura Liistro

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SOLARINO – La storia di Solarino e della Terra di San Paolo non si conclude con la fondazione del paese nel Settecento. Una documentazione ottocentesca relativa all’amministrazione dei beni di San Paolo Solarino testimonia infatti come il legame con la famiglia Requesens fosse ancora vivo e presente attraverso i discendenti della casata che aveva dato origine alla comunità solarinese.

Un elemento particolarmente interessante emerge dall’analisi genealogica della famiglia Gravina. Il principe Domenico Benedetto Gravina, appartenente al potente ramo dei Principi di Comitini, era figlio di don Giuseppe Maria Gravina, VI principe di Comitini, e di donna Teresa Requesens, dei Principi di Pantelleria. Attraverso questa unione si riconsolidò l’incontro tra due delle più importanti famiglie aristocratiche della Sicilia, con il trasferimento ai Gravina anche di interessi, diritti e amministrazioni che affondavano le proprie radici nella storia dei Requesens che, nel corso dell’Ottocento, viveva una decadenza economica documentata. 

Sebbene il cognome Requesens non compaia direttamente nei documenti amministrativi relativi a Solarino, la loro presenza è evidente proprio attraverso Teresa, che rappresenta il collegamento dinastico tra la famiglia fondatrice della Terra di San Paolo e i Gravina di Comitini.

Ma Teresa Requesens non fu una figura qualunque. Era figlia di Francesco Requesens, Principe di Pantelleria, e di Anna Maria Bonanno, appartenente alla prestigiosa famiglia dei Principi della Cattolica.
Era sorella di Emanuele Requesens, figura di primo piano della vita politica siciliana tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, ricordato per il suo impegno in difesa delle prerogative del Regno di Sicilia e per la sua partecipazione alla vita parlamentare dell’Isola nei difficili anni delle riforme costituzionali e delle tensioni con il governo borbonico.

Era anche sorella di Caterina Requesens,  moglie di Antonio Riggio, principe della Catena che, fino alla fine dell’Ottocento, paga tasse di proprietà al Comune di San Paolo Solarino.

 

 
Attraverso Teresa, Emanuele e Caterina si delinea dunque una rete familiare che collegava direttamente Solarino ad alcune delle personalità più influenti della Sicilia dell’epoca.
 
Grazie a lei il patrimonio genealogico e il prestigio dei Requesens confluirono nella casa Gravina, contribuendo a rafforzarne ulteriormente il ruolo nell’aristocrazia isolana.

Il figlio Domenico Gravina, registrato storicamente con il nome completo di Domenico Benedetto Gravina e nato Francesco il 28 settembre 1807, rappresenta una delle figure più significative della nobiltà siciliana dell’Ottocento. Entrato giovanissimo nell’ordine benedettino presso il monastero di Monreale, assunse il nome di Domenico Benedetto e sviluppò una brillante carriera culturale e scientifica. Fu docente di fisica e filosofia, studioso di storia naturale, esperto di belle arti, architetto autodidatta, disegnatore ed entomologo, distinguendosi ben oltre i tradizionali ruoli dell’aristocrazia del suo tempo.
Tornato a Monreale nel 1852, si dedicò agli studi storici e artistici, lasciando numerose opere. Tra queste spiccano Alcune note sulle antichità di Sicilia (1839) e soprattutto Il Duomo di Monreale (1859-1870), monumentale lavoro corredato da 90 tavole cromolitografiche.

La sua importanza, tuttavia, non si limitò all’ambito culturale. Domenico apparteneva infatti a una delle casate più influenti della Sicilia. I Gravina di Comitini esercitavano un vasto controllo patrimoniale e amministrativo su numerosi territori e rendite, e la documentazione relativa ai canoni di San Paolo Solarino testimonia proprio la continuità di questa gestione nell’Ottocento. La presenza dei Gravina nei documenti non indica quindi un cambiamento rispetto al passato, ma la prosecuzione dell’autorità esercitata attraverso la linea ereditaria che univa Gravina e Requesens.

I Gravina di Comitini risiedevano principalmente a Palermo, dove la famiglia edificò il monumentale Palazzo Gravina di Comitini in via Maqueda, oggi sede istituzionale. Da questo centro di potere venivano amministrati beni, rendite e diritti distribuiti in diverse aree della Sicilia, compresi quelli collegati alla Terra di San Paolo e al territorio di Solarino.

In questo quadro storico assume un valore particolare il ruolo di Teresa Requesens. Attraverso di lei la tradizione familiare dei Principi di Pantelleria non soltanto si trasmette ai Gravina, ma continua a mantenere un rapporto diretto con la Terra di San Paolo anche durante l’Ottocento. La figura di Domenico Gravina diventa così il simbolo di questa continuità: da un lato erede della grande aristocrazia siciliana, dall’altro protagonista della vita culturale dell’Isola.

La presenza del nome Gravina nella documentazione amministrativa rappresenta dunque la naturale evoluzione di una storia iniziata con i Requesens. Una continuità dinastica che passa attraverso Teresa Requesens e trova nel principe Domenico Gravina uno dei suoi interpreti più autorevoli, confermando come le vicende di Solarino fossero ancora strettamente intrecciate con quelle di alcune delle più potenti famiglie della nobiltà siciliana.

A oltre due secoli dalla fondazione del paese, queste testimonianze restituiscono un’immagine più completa della storia solarinese, mostrando come i legami tra il territorio, i Requesens e i Gravina siano sopravvissuti ben oltre il Settecento, attraversando generazioni, successioni ereditarie e importanti eventi della storia della Sicilia.
 
Laura Liistro

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Cultura

Auguri agli studenti di Pantelleria impegnati negli esami di terza media e nell’Esame di Stato

Redazione

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Care studentesse e cari studenti di Pantelleria, a nome mio, dell’Assessore alla Pubblica Istruzione e dell’intera Amministrazione Comunale, desidero rivolgere un augurio affettuoso a tutti voi che state affrontando gli esami conclusivi della scuola secondaria di primo grado e a coloro che si apprestano a sostenere l’Esame di Stato. A voi, studenti di terza media, va l’augurio di vivere con serenità questo primo importante passaggio e di iniziare con entusiasmo il nuovo percorso che vi attende.

Un pensiero particolare è rivolto alle ragazze e ai ragazzi che affrontano l’Esame di Stato. Siete arrivati a una tappa importante, al termine di un percorso al quale avete dedicato tempo, impegno e determinazione. Vi esprimo tutto il nostro apprezzamento per il cammino compiuto. Siamo orgogliosi del vostro impegno. Affrontate questi giorni con serenità, ricordando che il valore del percorso compiuto non si misura soltanto attraverso un voto. Confidate nel vostro intuito.

Non abbiate paura di provare, di percorrere strade nuove e anche di sbagliare, perché spesso è proprio dalle cadute che si impara a rialzarsi e si comprende meglio quale direzione prendere. Guardate al futuro con fiducia, coltivate i vostri sogni e non lasciatevi scoraggiare dalle difficoltà. Trasformate i dubbi e le incertezze in energia, creatività e desiderio di costruire. Esplorate il mondo, cercate la vostra strada e scegliete liberamente dove realizzare il vostro futuro.

L’augurio più sincero è che le competenze, le esperienze e i sogni che maturerete possano trovare spazio anche qui, sulla nostra isola. Che possiate costruire a Pantelleria il vostro futuro o tornare un giorno per contribuire alla sua crescita. Pantelleria cresce anche con le vostre idee e la vostra energia. Un pensiero di gratitudine va anche ai docenti, ai dirigenti scolastici, al personale della scuola e alle famiglie, che vi hanno accompagnato durante questo percorso.

A tutti voi, il più grande in bocca al lupo.

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Cultura

Pantelleria, l’Acropoli San Marco e Santa Teresa avrà il suo cicerone. Ecco chi

Direttore

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Il Comune di Pantelleria, mediante delibera di giunta, relativamente al sito archeologico dell’Acropoli di San Marco e Santa Teresa  che costituisce uno dei più importanti complessi archeologici della Sicilia occidentale e dell’intero bacino del Mediterraneo, ha emesso parere favorevole circa l’assunzione di un accompangatore alla scoperta della storia  dell’isola.

Nello stralcio del documento ufficiale, leggiamo che il sito “rappresenta una testimonianza di eccezionale valore storico, archeologico e culturale delle civiltà che si sono succedute sull’isola di Pantelleria;
 l’area archeologica conserva importanti testimonianze delle epoche punica e romana dell’antica Cossyra, comprendenti resti delle fortificazioni, sistemi di terrazzamento, cisterne scavate nella roccia e numerosi reperti che documentano il ruolo strategico dell’isola nei traffici commerciali del Mediterraneo;
 il sito è interessato da un costante incremento dei flussi turistici e culturali, soprattutto durante la stagione estiva, con conseguente necessità di garantire un minimo servizio di accoglienza e orientamento ai visitatori;
 l’Amministrazione Comunale riconosce la valorizzazione del patrimonio archeologico quale elemento strategico per la crescita culturale, sociale ed economica del territorio, nonché quale strumento fondamentale per la promozione dell’identità storica dell’isola;
 con nota acquisita al protocollo comunale n. 11425 dell’11 maggio 2026, il sig. Silvestro Palazzolo, nato a Borgetto il 20 febbraio 1954 e residente in Pantelleria, ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con il Comune di Pantelleria per la stagione estiva 2026 nell’ambito delle attività di valorizzazione del sito archeologico di San Marco;
 il sig. Palazzolo ha proposto di svolgere attività consistenti esclusivamente nell’accoglienza dei visitatori, nella fornitura di informazioni di base sul sito archeologico e nel supporto informativo e logistico ai fruitori dell’area, precisando espressamente che tali attività non comportano lo svolgimento di mansioni di guida turistica o guida archeologica;
 la collaborazione proposta verrebbe svolta per tre giornate settimanali nel corso della stagione estiva 2026 in regime di prestazione occasionale, con un compenso richiesto pari ad euro 100,00 netti settimanali, oltre eventuali oneri e ritenute di legge…

Il  rapporto di collaborazione avrà la durata limitata alla stagione estiva 2026 e sia svolto per tre giornate settimanali, secondo modalità operative definite dal competente Settore. 6. Di dare atto che il compenso da riconoscere per la prestazione è determinato in euro 100,00 netti settimanali, oltre eventuali oneri e ritenute di legge dovuti.
7. Di precisare che le attività affidate non comprendono in alcun modo l’esercizio di attività di guida turistica, guida archeologica o altre attività professionali riservate dalla normativa vigente.”

Il documento integrale: delibera di giunta n. 186-2026

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