Cultura
Paese che vai, Befana che trovi
Come recita il noto adagio, l’Epifania tutte le feste si porta via!
Purtroppo, il periodo appena trascorso non è stato di certo caratterizzato da una grande allegria e da tanti momenti di condivisione. Inutile dire che la colpa è del COVID-19, a cui sicuramente la Befana porterebbe un bel carico di carbone.
Al contrario, tutti noi siamo stati molto bravi a sopportare questo lungo periodo difficile, e quindi ci meritiamo un regalo, seppure virtuale: un bel viaggio insieme alla simpatica vecchina per scoprire come si festeggia l’Epifania in alcuni Paesi europei.
Partiamo dal dire che l’Epifania non si celebra sempre il 6 gennaio, perché ad esempio per molte chiese ortodosse, che festeggiano il Natale il 7 gennaio, questa festa cade più tardi, ovvero il 19 gennaio. Il nome Befana è proprio una storpiatura del termine Epifania, che deriva dal greco e significa “apparizione, manifestazione”.
Nella tradizione cristiana e dunque italiana, secondo una leggenda la storia della simpatica vecchina sarebbe legata a quella dei Re Magi diretti a Betlemme. Si dice che i tre uomini, non riuscendo a trovare la strada, avrebbero chiesto informazioni a un’anziana, che poi rifiutò il loro invito a proseguire il cammino insieme. Successivamente, però, questa si pentì della sua scelta, e partì con un sacco pieno di dolci, bussando a ogni porta in cerca di Gesù Bambino, e regalandone a tutti i bambini che incontrò lungo la strada. Da allora la Befana avrebbe girato per il mondo, donando dolci ai bimbi buoni, e carbone a quelli cattivi.
Nella vicina Francia la festa dell’Epifania cade la domenica antecedente o successiva al 6 gennaio. Nei giorni precedenti si prepara una torta, chiamata la “Galette des Rois”, ovvero la Torta dei Re, al cui interno si mette una fava. I bambini non ricevono in regalo né dolci né carbone, ma partecipano alla ripartizione di questo dolce a tavola, durante la quale si mette da parte una fetta per una persona povera, nell’eventualità che questa si presenti alla porta di casa. Colui o colei che riuscirà a trovare la fava diventerà il Re o la Regina della festa.
In Spagna la celebrazione dell’Epifania è molto più simile a quella italiana. Il 5 gennaio i bimbi mettono davanti alla porta di casa un bicchiere d’acqua e qualcosa da mangiare, nel caso in cui i cammelli dei Magi fossero assetati o affamati al loro arrivo. Il giorno dopo si alzano molto presto per vedere i regali che i Re hanno lasciato loro. Inoltre, in quasi tutte le città spagnole la giornata dell’Epifania viene rallegrata da un suggestivo corteo, la cosiddetta “Cabalgata”, durante la quale sfilano coloratissimi carri allegorici che trasportano i tre saggi.
In Gran Bretagna la festività legata all’Epifania viene chiamata “The Twelth Night”, La Dodicesima Notte, proprio come la commedia di Shakespeare, perché dodici sono le notti che intercorrono tra Natale e il 6 gennaio. In occasione di questa celebrazione, in modo particolare a Londra, si ripropone un’antica festa pagana, che si legava al lavoro nei campi, durante la quale possono succedere prodigi e meraviglie, tra danze, maschere e spiriti che escono a fare scherzi.
Come abbiamo detto, nei Paesi di religione ortodossa come la Russia il 6 gennaio si festeggia il Natale. I bambini attendono con trepidazione di ricevere i loro regali, che secondo la mitologia vengono portati da Babbo Natale, chiamato Padre Gelo, in compagnia di una simpatica vecchietta di nome Babushka, l’equivalente della nostra Befana.
Infine, vi raccontiamo la particolare tradizione con cui si festeggia l’Epifania nella lontana Islanda. Anche qui c’è un riferimento al numero di giorni trascorsi dal Natale, e, infatti, il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo giorno. Si dice che tra l’11 e il 25 dicembre arrivino tredici Babbo Natale, che da Natale in poi vanno via uno al giorno. L’ultimo Babbo Natale riparte proprio il giorno della festa dell’Epifania, dopo aver preso parte, insieme al Re e alla Regina degli elfi, alla tradizionale fiaccolata. L’evento che segna la conclusione delle festività natalizie termina con un falò e dei fuochi artificiali.
Per concludere il nostro articolo con positività, ci avvaliamo di una filastrocca di Gianni Rodari, dal titolo Voglio fare un regalo alla Befana:
La Befana, cara vecchietta, va all’antica, senza fretta.
Non prende mica l’aeroplano per volare dal monte al piano,
si fida soltanto, la cara vecchina, della sua scopa di saggina:
è così che poi succede che la Befana… non si vede!
Ha fatto tardi fra i nuvoloni, e molti restano senza doni!
Io quasi, nel mio buon cuore, vorrei regalarle un micromotore,
perché arrivi dappertutto col tempo bello o col tempo brutto…
Un po’ di progresso e di velocità per dare a tutti la felicità!
Cronaca
Spari a Washington alla cena con Trump, il ‘furto’ di vino dopo l’attentato diventa virale
Serata di panico Washington per l’attacco di un uomo armato, Cole Tomas Allen, alla cena di gala organizzata dal presidente Donald Trump con i giornalisti corrispondenti della Casa Bianca. Nell’emergenza totale, conclusa con la cattura dell’attentatore, c’è spazio anche per un momento diventato presto virale sui social. Dopo l’allontanamento del presidente americano, messo al sicuro, qualche ospite ha ben pensato di portare con sé un (pregiato) ricordo della serata. In particolare, alcune bottiglie di vino rimaste sui tavoli ancora apparecchiati. Un gesto diventato virale in poche ore sui social, in cui il video sta spopolando nelle ultime ore.
Fortunatamente nessuno ha subito conseguenze gravi, solo un agente di polizia è stato colpito da un proiettile, ma ha riportato solo ferite leggere grazie al suo giubbotto antiproiettile.
Quasi subito un sospetto armato è stato arrestato.
Dopo gli spari, il capo della Casa Bianca, la first lady Melania e i membri del Gabinetto sono subito stati messi in sicurezza, mentre gli ospiti presenti in sala sono scappati o si sono nascosti sotto i tavoli.
Salvatore Battaglia
Presidente Accademia delle Prefi
Ambiente
Pantelleria, orari delle attività musicali ed emissioni sonore nei pubblici esercizi
Regolamentazione degli orari delle attività musicali e delle emissioni sonore nei
pubblici esercizi
Il Sindaco comunica che è stata emanata un’ordinanza che disciplina, su tutto il territorio comunale e per l’intero anno, gli orari e le modalità di svolgimento delle attività di intrattenimento musicale e delle emissioni sonore nei pubblici esercizi, con l’obiettivo di garantire un equilibrio tra le esigenze di vivibilità, sicurezza e sviluppo delle attività economiche.
Emissioni sonore
Il provvedimento interviene per regolamentare le emissioni sonore, soprattutto nelle ore serali e
notturne, al fine di tutelare la quiete pubblica e il riposo dei residenti, senza impedire lo svolgimento
delle attività di intrattenimento e socialità.
In particolare, vengono stabiliti limiti orari per la diffusione di musica all’esterno dei locali,
differenziati in base ai giorni della settimana, oltre a specifiche disposizioni per le attività prive di
impatto acustico esterno, che potranno continuare a operare senza restrizioni, purché nel rispetto
delle normative vigenti.
Sono inoltre previste regole precise per il contenimento delle emissioni sonore, con limiti di
rumorosità e obblighi per i gestori dei locali, chiamati a collaborare attivamente per garantire il
rispetto della quiete pubblica, anche attraverso il controllo dei comportamenti degli avventori nelle
aree esterne.
Bevande alcoliche
L’ordinanza introduce anche disposizioni in materia di vendita e consumo di bevande alcoliche, con
particolare attenzione alla tutela dei minori, alla sicurezza urbana e al decoro degli spazi pubblici.
L’obiettivo del provvedimento è quello di favorire una convivenza equilibrata tra residenti,
operatori economici e frequentatori dell’isola, valorizzando al tempo stesso l’offerta turistica e il
rispetto delle regole di civile convivenza.
Per consultare il testo completo dell’ordinanza è possibile accedere al seguente link
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Cultura
A Pantelleria incontro con Fiammetta Borsellino: la memoria che educa i giovani
Alcuni luoghi della Sicilia, “Terra bellissima e disgraziata”, sono indissolubilmente sacri a certe rievocazioni, nel ricordo indelebile di eroi che hanno saputo tracciare, pur consapevoli di una verità senza scampo, quel percorso di giustizia e di speranza che non muore mai, che si estende e si trasmette alle generazioni future, a quei giovani che possono e devono ancora credere nella bellezza della vita e nella fiducia del cambiamento attivo e senza compromessi morali: giovani la cui coscienza critica si sviluppa e si consolida attraverso progetti ben mirati, per diffondere ad ampio raggio la Cultura della Legalità, che si produce e si rafforza laddove si alimenta quella della Memoria.
Nell’elaborazione consapevole di un cammino di vita contrassegnato da coraggio, giustizia e verità, l’Istituto Omnicomprensivo Almanza – D’Ajetti di Pantelleria, grazie alla definizione del progetto “In nome di Paolo Borsellino: viaggio nella legalità” , ha visto e vedrà coinvolti, in un cammino unitario e verticale, bambini, ragazzi e giovani panteschi della Scuola dell’Infanzia, della Primaria e della Secondaria di I e II grado, in un arco temporale che comprende i giorni del 27, 28 e 29 aprile c.m. Attraverso le diverse fasi pianificate, la docente Giovanna Drago, referente della Legalità per i diversi gradi di scuola dell’I.C, ci informa che gli alunni hanno svolto in classe attività didattiche preparatorie all’incontro con la dottoressa Fiammetta Borsellino – figlia del memorabile Paolo Borsellino – testimone instancabile della ricerca della verità su Via D’Amelio, la quale ha messo a disposizione dei ragazzi materiale bibliografico e documentale di grande impatto emotivo: il docufilm “Il fuoco della memoria”, il cortometraggio “L’appello” e il libro “Paolo sono”, letto e approfondito con pensieri, riflessioni, poesie e disegni dagli stessi bambini delle classi quinte, supportati dai docenti coinvolti nel progetto, con la successiva realizzazione di produzioni e rielaborazioni creative sui temi della legalità e della memoria trattati.
Nei diversi ordini di scuola , gli alunni coinvolti si sono cimentati anche nella realizzazione di un murales/pannello grafico – pittorico, una vera e propria scenografia dal potere evocativo; nella strutturazione di un momento musicale finale con i loro docenti di strumento e con i bambini della Primaria, per l’esecuzione di un concerto in onore dell’ospite, la cui partecipazione alle distinte tappe sarà divulgata successivamente; nella realizzazione di una mostra dei lavori prodotti, legati al tema della Legalità e coerenti con il percorso di Educazione Civica affrontato da ciascuna classe/sezione: tutto questo per offrire un’esperienza diretta di memoria e testimonianza, stimolando l’empatia, la riflessione e la consapevolezza civica; perché il senso della legalità possa sentirsi dentro, nel profondo della coscienza, esprimendosi quotidianamente in ogni pensiero o gesto che sappia fare la differenza.
Franca Zona
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