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Oscar 2025: classifica post-cerimonia dei film candidati più amati in Italia e dove vederli – JustWatch

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Le Streaming Chart di JustWatch consentono di scoprire quali sono i titoli di film e serie TV più
popolari tra gli utenti di tutte le piattaforme di streaming disponibili in Italia.
Il 2 marzo scorso è avvenuta la cerimonia della notte degli Oscar, nella quale gli appassionati di
cinema di ogni parte del mondo hanno scoperto le pellicole che si sono aggiudicate le
prestigiose statuette. Dai grandi blockbuster alle opere d'autore, ogni anno gli Academy Awards celebrano ogni anno il meglio della settima arte, regalando emozioni, sorprese e dibattiti accesi tra il pubblico e la critica. Ma quali sono i titoli che hanno conquistato il cuore degli spettatori
italiani?

Sono passate un paio di settimane della cerimonia degli Oscar 2025 e JustWatch, la più grande
guida al mondo di contenuti in streaming, ha stilato una top 10 dei film candidati più
popolari in Italia, offrendo anche un prezioso servizio: una guida completa su dove vederli in
streaming.

Film più popolari in Italia tra i candidati agli Oscar del 2025 dopo la cerimonia:


A meno che non si tratti di film che ottengono anche un grande successo di pubblico, le scelte
dell’Academy non sempre rispecchiano le preferenze degli spettatori. Questo perché gli Oscar
non si basano esclusivamente sulle logiche di mercato: premiare un film solo in base al suo
successo commerciale sarebbe tautologico, riconoscendo semplicemente un traguardo già
raggiunto. Al contrario, l'Academy spesso valorizza opere che si distinguono per la loro
rilevanza artistica, culturale o innovativa, indipendentemente dalla loro popolarità al
botteghino o in streaming. In molti casi, è proprio la nomination o la vittoria agli Oscar a offrire
a questi film una nuova visibilità, contribuendo al loro successo commerciale successivo.

Oscar 2025: dopo la cerimonia a dominare in Italia è “The Substance”, seguito da
Dune – Parte Due e Alien: Romulus. The Substance
Al primo posto troviamo The Substance, il thriller sci-fi diretto da Coralie Fargeat che ha
conquistato pubblico e critica con la sua storia provocatoria e inquietante. Il film segue il
percorso di una donna che sperimenta una misteriosa tecnologia in grado di migliorare il corpo
umano attraverso la divisione cellulare.
Tuttavia, gli effetti collaterali della sostanza si rivelano
terrificanti, portandola in un vortice di trasformazioni fisiche e psicologiche. Con cinque
nomination agli Oscar, tra cui miglior film e miglior regia, ha vinto la statuetta per il miglior
trucco e acconciatura, merito delle sue straordinarie metamorfosi visive.

2. Dune: Parte Due
In seconda posizione si piazza "Dune: Parte Due", il kolossal di Denis Villeneuve che prosegue l’epica saga di Paul Atreides (Timothée Chalamet). Dopo la distruzione della sua famiglia, Paul si unisce ai Fremen e affronta un cammino segnato da battaglie, vendetta e visioni di un futuro
incerto. Il film, con le sue spettacolari ambientazioni desertiche e le sequenze d’azione
mozzafiato, ha ricevuto cinque nomination agli Oscar, vincendo nelle categorie miglior sonoro
ed effetti speciali, a conferma della sua straordinaria qualità tecnica.

3. ;Alien: Romulus
Sul terzo gradino del podio troviamo Alien: Romulus, un ritorno alle atmosfere horror della
celebre saga creata da Ridley Scott. Il film segue un gruppo di giovani colonizzatori spaziali che,
esplorando una stazione abbandonata, si imbattono nell’essere più letale dell’universo. Tra
claustrofobia e terrore puro, questa nuova iterazione del franchise ha conquistato i fan del 
genere. Candidato agli Oscar per i migliori effetti speciali, non ha vinto, ma resta tra i film più
seguiti dal pubblico.

4. Inside Out 2
Al quarto posto scende Inside Out 2, il sequel dell’acclamato film Pixar che torna nella mente
di Riley, ora adolescente. Nuove emozioni fanno il loro ingresso nel Quartier Generale, tra cui
Ansia, che sconvolge gli equilibri e porta a situazioni imprevedibili. Con il suo mix di umorismo e
profondità emotiva, il film ha emozionato il pubblico di tutte le età. Candidato come miglior
film d’animazione, non ha ottenuto premi, ma rimane una delle pellicole più amate dell’anno.

5. I ragazzi della Nickel
In quinta posizione entra I ragazzi della Nickel, un dramma toccante tratto dal romanzo di
Colson Whitehead. Ambientato negli anni ’60, il film racconta la storia di due ragazzi
afroamericani che vengono mandati in un riformatorio della Florida, dove subiscono abusi e
ingiustizie in un sistema corrotto. Una pellicola potente e intensa, che ha ricevuto due
nomination agli Oscar (miglior film e sceneggiatura non originale), suscitando grande impatto
tra gli spettatori.

6. The Apprentice – Alle origini di Trump
Segue al sesto posto The Apprentice – Alle origini di Trump", il biopic che esplora gli esordi del
magnate newyorkese Donald J. Trump. Il film si concentra sul suo rapporto con il controverso
avvocato e mentore Roy Cohn, rivelando i metodi che lo hanno portato al successo. La pellicola
ha ricevuto due nomination agli Oscar (miglior attore protagonista e miglior attore non
protagonista), rimanendo tra i titoli più discussi dell’anno.ù

7. Il Regno del Pianeta delle Scimmie
Settima posizione per Il Regno del Pianeta delle Scimmie, ambientato molti anni dopo la
trilogia di Cesare. Il giovane primate Noa si ribella contro un nuovo tiranno che vuole
schiavizzare i clan per impadronirsi della tecnologia umana. In questa avventura carica di azione
e riflessione sul potere e la libertà, il film ha ottenuto una nomination agli Oscar per gli effetti
speciali, senza però conquistare la statuetta.

8.The Girl with the Needle
All’ottavo posto troviamo The Girl with the Needle, un dramma ambientato nella
Copenaghen del dopoguerra. La protagonista, una giovane donna incinta e senza lavoro, viene
coinvolta in un’agenzia di adozioni clandestine, trovandosi a dover affrontare un mondo oscuro
e spietato. Il film ha ottenuto una nomination come miglior film straniero, continuando a
catturare l’attenzione degli spettatori con la sua narrazione intensa.

9. The Six Triple Eight
In nona posizione si piazza The Six Triple Eight, la storia vera del battaglione afroamericano
femminile incaricato di smistare milioni di lettere destinate ai soldati americani durante la
Seconda Guerra Mondiale. Nonostante le difficoltà e il razzismo, queste donne hanno lasciato
un segno nella storia. Il film ha ricevuto una nomination per la miglior canzone originale,
diventando un’importante celebrazione del coraggio e della determinazione.

10. Wallace e Gromit – Le piume della vendetta
Chiude la classifica al decimo posto "Wallace e Gromit – Le piume della vendetta", il ritorno delle celebri icone dell’animazione in stop-motion. In questa nuova avventura, Wallace cade
vittima di una delle sue stesse invenzioni, mentre il fedele Gromit cerca di salvarlo da una
minaccia che affonda le radici nel loro passato. Candidato agli Oscar come miglior film
d’animazione, non ha ottenuto premi, ma continua a incantare il pubblico con il suo umorismo
britannico e la sua inconfondibile tecnica artigianale.

Anora è stato il grande trionfatore degli Oscar 2025, conquistando ben 5 statuette su 6
nomination. Il film di Sean Baker si è aggiudicato i premi per miglior film, miglior regia, miglior
attrice protagonista (Mikey Madison), miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio,
mancando solo quello per il miglior attore non protagonista (Jurij Borisov).

La sua disponibilità in streaming è ancora recente, motivo per cui non compare nella classifica
speciale di JustWatch, ma il successo ottenuto agli Oscar lascia presagire un’ottima accoglienza
anche sulle piattaforme digitali. Con un simile riconoscimento, è destinato a diventare uno dei
titoli più richiesti dal pubblico nei prossimi mesi.
Il film racconta la storia di Anora, una giovane prostituta di Brooklyn, che ha la possibilità di
vivere una storia da Cenerentola quando incontra e sposa impulsivamente il figlio di un oligarca.
Quando la notizia arriva in Russia, la sua favola è minacciata: i genitori partono per New York per
far annullare il matrimonio.

E nel resto d’Europa e negli Stati Uniti quali titoli vanno più forte?
I film candidati agli Oscar 2025 hanno conquistato il pubblico globale, ma le preferenze
cambiano da paese a paese. Considerando solo i titoli disponibili in streaming, e tenendo
presente che la disponibilità varia a seconda del territorio, ecco quali film stanno dominando le
classifiche dei principali paesi europei e degli Stati Uniti.
The Substance è indubbiamente il fenomeno del momento, conquistando il primo posto in
Italia, negli Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e Germania.
Dune: Parte Due segue raggiungendo il secondo posto in Italia, Francia e Germania, il terzo in
Spagna e Regno Unito e figurando nella top 10 statunitense al nono posto.
Alien: Romulus ha ottenuto un grande successo nel mercato europeo, aggiudicandosi il
secondo posto in Spagna e Regno Unito, il terzo in Italia e Germania e raggiungendo la settima
posizione negli Stati Uniti.
“Emilia Peréz” ha conquistato il pubblico francese che lo ha messo al primo posto e quello del
Regno Unito dove figura in un’ottima sesta posizione.
Inside Out 2 centra invece il podio in Francia, mentre Conclave ha trovato il suo pubblico
principale negli Stati Uniti dove si piazza seconda e distinguendosi per il suo taglio politico e
drammatico.
Infine, A Real Pain si è ritagliato un posto di rilievo nel mercato statunitense,
attirando l’attenzione del pubblico con la sua toccante esplorazione del legame familiare e del
ritorno alle proprie radici.

Metodologia:
La classifica prende in considerazione i titoli che hanno ricevuto almeno una nomination agli Oscar
2025 e solo i titoli disponibili in streaming in Italia al giorno 10 marzo 2025. La graduatoria è stata
calcolata sulla base all’attività degli utenti di JustWatch negli ultimi 12 mesi, che include il cliccare su un’offerta di streaming, l’aggiungere un titolo alla propria watchlist o il contrassegnare un titolo
comeSi fa presente che l’assenza di alcuni titoli nelle graduatorie dei vari Paesi sia dovuta
alla loro indisponibilità o solo recente disponibilità in streaming in un determinato Paese al
momento dell’estrapolazione dei dati.

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Referendum 22 e 23 marzo 2026, voto per corrispondenza per italiani all’estero

Marilu Giacalone

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REFERENDUM CONFERMATIVO DEL 22 E 23 MARZO 2026 – VOTO PER CORRISPONDENZA DEI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO ED ISCRITTI ALL’AIRE ED OPZIONE VOTO IN ITALIA

AVVISO

Con decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14/01/2026, è stata fissata, per le giornate del 22 e del 23 marzo 2026, la data del Referendum popolare confermativo Legge Costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025. Per il referendum in oggetto, ai sensi della legge 27 dicembre 2001, n. 459, e del relativo regolamento di attuazione approvato con D.P.R. 2 aprile 2003, n. 104, gli elettori italiani residenti all’estero votano per corrispondenza.

La predetta normativa, nel prevedere la modalità di voto per corrispondenza per tali elettori, fa comunque salva la possibilità di votare in ITALIA, previa apposita e tempestiva opzione, da esercitare eventualmente in occasione di ogni consultazione e valida limitatamente ad essa. al Pertanto, il cittadino italiano iscritto AIRE che opta per il VOTO IN ITALIA, dovrà inviare all’Ufficio Consolare operante nella circoscrizione di residenza, la propria opzione a mezzo del modello allegato presente avviso (reperibile altresì presso il Consolato medesimo o, in via informatica, sul sito dell’Ufficio Consolare di riferimento e sul sito www.esteri.it) compilato in tutte le sue parti e debitamente sottoscritto nonché, accompagnato dalla copia di un documento di identità.

L’eventuale opzione di cui sopra dovrà pervenire all’Ufficio Consolare ENTRO E NON OLTRE il 24 GENNAIO 2026 ed è onere dell’elettore verificare che la propria istanza venga ricevuta da parte dell’Ufficio Consolare medesimo, entro il termine prescritto così come sopra indicato. Si informa altresì che la scelta del voto in Italia può essere revocata con le medesime modalità ed entro gli stessi termini previsti per il suo esercizio e si ricorda infine che l’opzione del voto in Italia è valida solo per la consultazione elettorale per la quale la stessa viene esercitata.

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Il vescovo de Requesens e la nascita di una comunità sotto il segno paolino

Laura Liistro

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Il vescovo Giuseppe Antonio de Requesens e la nascita di una comunità voluta sotto il segno paolino

Nel cuore della Sicilia sud-orientale, Solarino custodisce un’identità profonda che affonda le sue radici non soltanto nella storia feudale del Settecento, ma soprattutto nella visione pastorale di un vescovo: Giuseppe Antonio de Requesens, guida della diocesi di Siracusa dal 1755 al 1772.

Il legame tra il presule e Solarino non fu episodico né marginale; al contrario, esso fu originario, fondativo e fortemente simbolico, al punto da fare del borgo una vera “terra di San Paolo”, pensata e voluta sotto il segno del culto paolino.
Quando de Requesens promosse la nascita del nuovo centro abitato, Solarino non venne concepita come un semplice insediamento agricolo né come il risultato di una mera iniziativa feudale.
Nella mente del vescovo, formatosi alla scuola benedettina e attento interprete della pastorale post-tridentina, fondare un borgo significava dare origine a una comunità cristiana ordinata, dotata di una chiara identità religiosa, morale e sociale.

In questo progetto si colloca anche il ruolo del nipote, fondatore ufficiale sul piano giuridico e amministrativo: la sua azione fu l’espressione concreta di una volontà più alta, già pensata, sostenuta e voluta dal vescovo, che ne fu l’ispiratore spirituale e il vero garante morale.
La scelta di porre Solarino sotto la protezione di San Paolo Apostolo non fu casuale. 
Siracusa era, ed è, città paolina per eccellenza, custode di una memoria antichissima del passaggio dell’Apostolo delle genti.

Stemma sul pavimento prospiciente la tomba di Giuseppe Antonio de Requesens(1703-1772), vescovo di Siracusa, nella Cappella di Santa Lucia, nel Duomo di Siracusa

Solarino, sorta all’interno della diocesi siracusana, divenne così una naturale estensione di quella tradizione, un nuovo spazio sacro in cui il culto paolino potesse radicarsi e trasmettersi nel tempo. Intitolare il borgo a San Paolo significava iscriverlo consapevolmente in una storia di fede, missione e conversione che affondava le sue radici nei primi secoli del cristianesimo.
Giuseppe Antonio de Requesens non si limitò a un’indicazione devozionale o simbolica.
Egli sostenne la fondazione di Solarino con uno sforzo finanziario straordinario, arrivando a indebitarsi personalmente e coinvolgendo direttamente le istituzioni ecclesiastiche della diocesi per reperire le risorse necessarie alla costruzione delle abitazioni, della chiesa, delle opere pubbliche e al popolamento del territorio.
La fondazione ufficiale, affidata al nipote secondo le consuetudini dell’epoca, fu dunque l’esito visibile di una volontà più profonda: quella di un vescovo che concepiva la nascita di un paese come un atto di responsabilità cristiana verso le persone e verso il territorio.
In questa prospettiva, Solarino appare chiaramente come una creazione pastorale, prima ancora che feudale.
La centralità della chiesa, l’organizzazione razionale del borgo, la nomina del primo parroco e la scelta del santo titolare riflettono una visione coerente e unitaria. San Paolo, apostolo missionario e fondatore di comunità cristiane, divenne il modello ideale cui ispirare la vita del nuovo paese, chiamato a crescere nella fede, nella coesione sociale e nel senso di appartenenza.
Il legame tra de Requesens e Solarino si consolidò nel tempo fino a diventare parte integrante della memoria storica locale. Quando il vescovo morì a Siracusa il 28 agosto 1772, come ricorda la lapide nel Duomo, Solarino era ormai una comunità viva, strutturata e riconoscibile. Aveva ricevuto dal suo ispiratore non solo un’origine materiale, ma una vocazione spirituale precisa, destinata a durare nel tempo.

Ancora oggi Solarino porta impresso, seppur in forma attenuata, il segno della sua origine paolina.
Il culto di San Paolo non si è mai del tutto spento e continua a rappresentare un riferimento identitario profondo.
Tuttavia, accanto a questa permanenza simbolica, si è progressivamente affievolito il legame con la radice cristiana e spagnola che diede origine al paese e che trovò proprio nel vescovo Giuseppe Antonio de Requesens il suo principale interprete e garante.
Nel corso dei decenni, Solarino ha intrapreso una strada sempre più marcatamente laica, scelta che ha inciso anche sulla memoria storica collettiva.

Emblematico è l’abbandono del riferimento esplicito all’Apostolo delle genti nel nome originario di San Paolo Solarino: una decisione che non ha rappresentato un semplice aggiornamento toponomastico, ma un gesto simbolico di distacco da una parte fondativa della propria identità.
Questo processo ha prodotto un duplice effetto: da un lato la cancellazione silenziosa di elementi storici documentati, dall’altro la costruzione di una narrazione alternativa, spesso poco fondata su fonti archivistiche e maggiormente orientata da interessi ideologici e letture contemporanee del passato.
In questo contesto, la figura di Giuseppe Antonio de Requesens — padre spirituale della comunità e ispiratore della sua nascita — è stata progressivamente marginalizzata, fino quasi a scomparire dal racconto pubblico delle origini del paese.
Riscoprire oggi Giuseppe Antonio de Requesens e la Solarino “terra di San Paolo” non significa compiere un’operazione nostalgica, ma riconciliare la comunità con la propria storia autentica. 
L’identità di un territorio non si rafforza cancellando le proprie radici, ma comprendendole e valorizzandole.
Solo attraverso un recupero consapevole della memoria storica, religiosa e culturale Solarino può ritrovare la pienezza del suo racconto e rendere giustizia a quell’uomo che seppe trasformare una visione cristiana in una comunità reale, destinata a durare nel tempo.

Laura Liistro

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Cultura

Pantelleria, le lance pantesche dal mito all’attualità digitale in mano ai giovani

Direttore

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Intervista ai ragazzi del corso di costruzione di lance pantesche, organizzato da Francesco Belvisi e Paolo Formentini

Il fascino delle lance pantesche è sempre molto forte e quando si sente parlare di esse e mastri d’ascia che ne hanno curato la realizzazione nei tempi che furono, per i panteschi è un sommuovere di emozioni, ricordi, passioni.

Negli ultimi tempi, la vela è tornata ad animare le estati pantesche, con spettacolari regate tra i flutti, doppiando sporgenze rocciose allo schioccar di fiocchi e rande.

La novità nel mondo delle lance pantesche
Adesso abbiamo una novità, per la nautica isolana: dopo oltre 20 anni Pantelleria riscopre la costruzione della lancia pantesca: un prototipo tra tradizione e fabbricazione digitale per riaprire l’accesso ai giovani.
Circa vent’anni fa, con la scomparsa dell’abilissimo mastro Chicco — figura che ha rappresentato una delle massime espressioni della costruzione delle lance pantesche — a Pantelleria si è interrotta la realizzazione di nuove imbarcazioni. Da allora si è aperta una discontinuità nella trasmissione del sapere: un vuoto che riguarda non solo la costruzione in sé, ma anche la possibilità di far vivere questa tradizione in modo continuativo.

L’obiettivo
Oggi Pantelleria torna a parlare il linguaggio della lancia pantesca, imbarcazione simbolo della cultura marinara dell’isola, attraverso un percorso che mette insieme costruzione tradizionale e strumenti di progettazione digitale. L’obiettivo è riattivare competenze locali, documentare un sapere prezioso e offrire ai più giovani un’occasione concreta per avvicinarsi a questa tradizione.

L’attività è stata avviata a partire da un prototipo, concepito come strumento didattico e sperimentale: imparare facendo, verificare soluzioni, costruire metodo e ricostruire una continuità che sull’isola si era interrotta.
Il percorso si fonda su due assi complementari:

  • il coordinamento tecnico e digitale di Francesco Belvisi, yacht designer ed esperto di stampa 3D,
  • gli insegnamenti artigianali di Paolo Formentini, artigiano e istruttore di vela.

Un progetto aperto
Il progetto di costruzione dell’imbarcazione fa parte delle attività laboratoriali del progetto Stem Power (2024-POL-00029) finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale e che vede tra i partner anche il FabLab Palermo.
Le attività sono state svolte in collaborazione con il FabLab Western Sicily, che cinque anni fa ha lanciato una sede a Pantelleria presso l’Istituto di Istruzione Superiore Almanza, con il supporto del Parco Nazionale Isola di Pantelleria. Le attività progettuali che sono rivolte agli studenti delle scuole superiori di secondo grado prevedono altri laboratori creativi sul tema della fabbricazione digitale e della stampa 3D e corsi di formazione sull’intelligenza artificiale 

Il progetto si apre alla partecipazione di partner e sponsor interessati a sostenere la fase di completamento della costruzione della lancia pantesca e a rendere possibile la replicabilità del modello: più edizioni formative, più attività in mare, più opportunità per i giovani e, soprattutto, più lance pantesche di nuovo naviganti.


Un patrimonio vivo, ma oggi poco fruibile
Il progetto nasce anche da una constatazione semplice: le lance pantesche oggi sono poche in mare e, per un giovane, non è facile avvicinarsi a questo mondo — soprattutto se mancano barche disponibili e occasioni continuative di pratica.

In molte realtà insulari, la continuità delle tradizioni nautiche si regge anche sulla condivisione: la possibilità di partecipare, osservare, fare esperienza a bordo. A Pantelleria, invece, le lance rimaste sono spesso legate a contesti specifici e non sempre è semplice trovare occasioni regolari di avvicinamento e allenamento. È anche per questo che il lavoro su un prototipo e su un metodo trasmissibile assume un valore particolare.

Francesco Belvisi
In questo quadro si colloca la riflessione di Francesco Belvisi, che sottolinea come il tema non sia la “mancanza di interesse” dei giovani, ma la disponibilità di percorsi reali e comprensibili:

Francesco Belvisi: «Si dice spesso che i giovani non vogliano impegnarsi nei lavori tradizionali. In laboratorio abbiamo visto l’opposto: entusiasmo nel montare le ordinate e nel prendere confidenza con strumenti come martello, avvitatore, seghetto, calibro, metro, morse e colle. Il punto è che troppo spesso diamo per scontato che questo sapere sia irraggiungibile. In realtà, se lo scomponiamo in passaggi chiari, diventa stimolante.»

Belvisi collega direttamente questo approccio alla progettazione digitale:

Francesco Belvisi: «La modellazione 3D non sostituisce il legno: aiuta a capire. Permette di leggere le forme, verificare misure, ridurre gli errori e soprattutto semplificare un processo. È un modo concreto per far sì che il sapere si trasmetta davvero.»

E richiama il legame tra disponibilità delle barche e circuito sportivo:

Francesco Belvisi: «Se le barche sono poche, anche la partecipazione alle regate tende a diventare più selettiva. L’obiettivo è riaprire la filiera: più competenze, più occasioni, più barche in acqua.»

Il ruolo dell’artigianato: gesti, sicurezza, metodo. Paolo Formentini
Accanto alla parte progettuale, la dimensione del “fare” è stata curata da Paolo Formentini, istruttore di vela, che ha guidato la trasmissione delle tecniche artigianali legate alla costruzione e all’assemblaggio:

Paolo Formentini: «se qualcuno pensa che si possa fare una barca interamente con la fabbricazione digitale si sbaglia di grosso, la precisione, attenzione nelle finiture e assemblaggio sono fondamentali per realizzare una imbarcazione realmente funzionante »

Formentini evidenzia anche il valore formativo dell’esperienza pratica:

Paolo Formentini: «Quando vedono che una misura corretta fa combaciare le parti e che un montaggio ben fatto “tiene”, scatta qualcosa. Non è teoria: è responsabilità, coordinamento, cura del dettaglio. Sono competenze che restano e che possono essere trasferite anche ad altri ambiti.»

FabLab: didattica e strumenti per rendere il sapere trasferibile
Il contributo dei FabLab Western Sicily ha rafforzato l’impianto contemporaneo sul piano della didattica: strumenti e linguaggi utili a rendere più chiaro il percorso di apprendimento e più semplice la trasmissione del metodo. Il lavoro è partito dall’uso di stampanti 3D, dalla realizzazione di modellini, e da strumenti digitali che hanno semplificato la modellazione e la comprensione delle forme, applicando poi queste competenze a un elemento altamente rappresentativo per Pantelleria e oggi esposto al rischio di rarefazione.

Su questa linea si inserisce la dichiarazione di Martina Ferracane per FabLab Western Sicily: “Il progetto di realizzazione della lancia pantesca riflette perfettamente il modello didattico che il FabLab Western Sicily promuove nelle scuole siciliane da 10 anni. In questo progetto gli studenti acquisiscono competenze digitali e creative non come fine ultimo, ma come strumento per realizzare un progetto concreto e che li appassiona. Progetti come questo consentono agli studenti di diventare veri e propri creatori digitali!”

Le voci dei ragazzi: dal “mito” alla possibilità
Tra i partecipanti, la dimensione più evidente è la scoperta: la lancia pantesca smette di essere un mito irraggiungibile e diventa un percorso comprensibile, fatto di passaggi, strumenti e competenze.

I ragazzi sono i veri protagonisti di tutto questo e tra una vite, un trapano e una spiegazione esordiscono così:
Flaminia: “ma quando finisce ? Io ci voglio navigare!”
Claudia : “con questi attrezzi mi sento super abile !”

Prossime fasi e alleanze: completare, mettere in mare, replicare
La direzione è tracciata, ma il percorso è ancora in evoluzione. Le prossime fasi includono completamento dell’allestimento, attrezzaggio, messa in acqua e prove in mare, oltre al consolidamento del modulo didattico in forma replicabile per nuove classi e nuove edizioni.

Per poter sostenere il progetto di costruzione dell’imbarcazione dopo il termine del progetto, ci  si apre a partner e sponsor che vogliano contribuire in modo concreto alla sua realizzazione e alla sua replicabilità, sostenendo materiali, logistica, attrezzaggio, attività in mare e percorsi didattici.

Potete seguire le evoluzioni della costruzione su:
Instagram: https://www.instagram.com/lanciapantesca
(Per proposte di partnership e sponsorship: contatto tramite messaggio diretto.)

Per Pantelleria significa rimettere in moto un sapere che appartiene alla sua identità marittima. Per i giovani significa avere un punto di ingresso reale: non un racconto, ma un’esperienza. E, nel tempo, la possibilità che più lance tornino in mare, sostenute da nuove competenze e da una partecipazione crescente.

Il corso
Abbiamo sentito i ragazzi del corso, dal vivo su questa esperienza, appunto, più unica che rara, chiamiamola pure opportunità.

Sono i quattro presenti alla nostra intrusione nel laboratori: belli, chi più timido, chi più spigliato, ma tutti eguali per passione per il mare e la vela.
Sono stati reclutati in maniera molto semplice e ora sono parte di un progetto che andrà avanti per step.

Flaminia Lo Pinto, terza liceo Scienze Umane;
Claudia Maria Turco ,  Scienze Umane terza B;
Dario Brignone , sempre terza B Scienze Umane;
Salvatore Basile Anis, Ist. Tecnico.  
Barbara Rizzo, 2A Liceo scientifico
Giovanni Rizzo, 5A Liceo scientifico

Ragazzi, cosa vi ha spinto a seguire il professore in questo progetto? Risponde Flaminia “Mi ha sempre ispirato la passione per il mare, perchè la mia è una famiglia di pescatori,  quindi è una passione nata crescendo. Lavorare su questo progetto ci viene automatico, viene istintivo, anche perché abbiamo un ottimo professore come Francesco Belvisi e un’ottima guida, come il maestro Paolo Formentini.”

Al che interviene il prof. Belvisi: “Vorrei spiegare:  questa parte è un po’ più manuale, è una parte di un progetto educativo che riguarda la fabbricazione digitale, quindi i ragazzi, oltre a vedere come si montano le cose, hanno lavorato sulle stampanti 3D,  su come si progetta, su come si disegnano tutti questi oggetti, hanno la loro trasposizione in un modello tridimensionale che è accorpato alla fabbricazione digitale e semplifica un po’ la creazione di pezzi. Ma  soprattutto permette loro di avere una connessione fra ideazione, progetto ed esecuzione,  che è un percorso trasferibile in qualsiasi ambito della progettazione e della produzione. E’ un processo che parte da qualcosa di locale che si era perduto per rigenerare qualche cosa, per strutturare un metodo alla fine, che si può applicare a tutto.
“Poi la Lancia Pantesca è un oggetto complicatissimo, con tantissime parti e dettagli che vanno ripresi a mano.  Negli incontri di modellazione 3d i ragazzi  hanno disegnato delle carene e le hanno stampate in 3d : dalle sezioni si generano degli scafi un lavoro lontano dalle competenze classiche del mastro d’ascia”.

M° Formentini, qual è il suo ruolo? “Io faccio solo la parte del tramite tra il digitale e il manuale. Io mi rapporto con il professore sollevando per esempio una difficoltà nel montaggio che può essere risolta in fase di progettazione?  
“Ho ha una grandissima esperienza sulle lance,  sulla navigazione. e le lance le conosco come le mie tasche.
“Io ho fatto un altro progetto alle scuole medie e avevamo costruito una barca per bambini.”

Come vedete questo percorso, proiettato nel vostro futuro? Risponde Dario: “Sicuramente dà delle basi per quanto riguarda  la progettazione di base,  dal punto di vista tecnologico, ma comunque è pure una bella esperienza personale.”

Come ha spiegato il designer pantesco, l’opportunità che questo percorso può offrire per il futuro dei ragazzi è il poter realizzare da soli qualsiasi oggetto occorra, usando la stampa 3D, senza dover ricorrere alla terra ferma, con tutto quello che consegue.

 
La mia domanda era perché le lance pantesche stanno in fase di moria. I mastri, come intendono i panteschi, non ce ne sono più.  Però, appunto, per mantenere in vita una tradizione, ci si deve evolvere“Dare spazio anche all’informatica  e che ci sia una volontà anche manuale di proseguire appunto la tradizione.  – Riprende Francesco Belvisi
“Non è facile  pensare di costruire con tutte le competenze che aveva un mastro,  che trasformava un tronco di albero in barche naviganti con tantissimo lavoro manuale e maestria artigiana. Ma magari si può spingere la parte digitale fino ad avere quasi tutti i pezzi pronti tagliati e pronti per gli collaggi, oppure avere i tuoi kit e tu monti come si fa nel mondo del mobile. Il digitale va inteso come qualcosa che rende più accessibile la conoscenza e la praticità nelle cose.”

Sappiamo che vi sarà un secondo ciclo di incontri, per proseguire questo percorso capace di aprire molte opportunità: basta saper vedere lontano, poi con un pizzico creatività, di  tenacia e vigore giovanile, le cose diventano più facili. E i nostri ragazzi protagonisti di questa impresa hanno tutte queste qualità, che i loro “docenti” Francesco Belvisi e Paolo Formentini sanno stimolare con i giusti modi.

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