Cultura
Ognina (SR), ritrovati resti di cacciabombardiere “Reggiane Re 2002 Ariete”
RITROVATI NEI FONDALI DI OGNINA A SIRACUSA I RESTI DI UN CACCIABOMBARDIERE “REGGIANE RE.2002”
Si allunga la fortunata serie di rinvenimenti aeronautici del secondo conflitto mondiale nei fondali di Siracusa. E’ la volta del relitto di un raro cacciabombardiere della Regia Aeronautica “Reggiane Re.2002 Ariete”, completamente distrutto probabilmente per un’esplosione in volo o uno schianto devastante a seguito di una cabrata ritardata, seguita alle repentine estreme picchiate che questi velivoli solitamente effettuavano dai 4000 ai 1000 metri d’altitudine.
L’identificazione è stata possibile grazie all’analisi delle caratteristiche dei frammenti rinvenuti il 28 marzo scorso dal team di subacquei, su un ampio areale del fondale a circa 30 metri di profondità in località Capo Ognina. Si è rivelata fondamentale l’osservazione del profilo dei cilindri del motore, compatibile con una disposizione radiale e raffreddamento ad aria, caratteristiche del motore aeronautico che lo equipaggiava. E ancora il profilo ondulato dei pannelli di alluminio compatibile con le strutture interne dell’ala, la scatola comando di carrello e ipersostentatori, il comando di regolazione delle alette del timone di profondità, la manetta irreversibile tipo “Nassetti” per il comando passo elica e le bombole appartenenti al sistema pneumatico di bordo e all’erogazione dell’ossigeno. Infine, su alcuni pannelli in alluminio, è ancora visibile la vernice di colore verde oliva scuro.
Tecnicamente il “Reggiane RE.2002 Ariete” era un monoplano ad ala bassa, a sbalzo, dalla struttura interamente metallica e fusoliera a sezione circolare in duralluminio con struttura a guscio. Era l’evoluzione dell’RE2001, equipaggiato però con un più potente motore stellare Piaggio P.XIX R.C.45 Turbine da 14 cilindri e 1160 CV, con elica tripala metallica a passo variabile. Consegnato a partire dal maggio del 1942, fu realizzato in un numero di esemplari variabili da 225 a 261, 18 dei quali modificati per essere utilizzati come “tuffatori”, analogamente agli “Stukas” tedeschi. L’esordio in battaglia di quest’aereo avvenne nel luglio 1943 proprio in Sicilia, nell’ambito del contrasto da parte delle forze dell’Asse all’Operazione Husky.
Tra il 10 ed il 13 luglio 1943, numerosi Re.2002 appartenenti al 101° e 102° Gruppo del 5° Stormo si resero protagonisti di alcune operazioni di bombardamento delle navi alleate ancorate a sud di Siracusa, fra Fontane Bianche e Avola.
L’ipotesi più probabile per l’identificazione dell’aereo è riferibile alla missione dell’11 luglio 1943, condotta da una formazione composta da 12 Re.2002 della 209^ e 239^ Squadriglia del 102° Gruppo, decollata da Crotone alle 18,10. La missione prevedeva il bombardamento delle navi da trasporto e delle motozattere presenti a sud-ovest di Capo Murro di Porco e Avola, che vennero raggiunte alle ore 19,05. Durante le fasi di bombardamento gli aerei italiani vennero attaccati dalla caccia nemica che riuscì ad abbatterne 3, questi ultimi pilotati dal Ten. Lorenzo Lorenzi, dal S.Ten. Salvatore D’Arrigo e dal M.llo Gino Buffarini.
Il confronto con la documentazione inglese, conferma che una decina di Spitfire dello Squadron 111, partiti da Safi a Malta, si scontrarono alle 19,45 tra Siracusa e Noto con aerei italiani, alcuni dei quali scambiati probabilmente nella concitazione dello scontro con i Reggiane RE2001.Le missioni e la storia del velivolo, funestate dall’impari scontro con le numericamente soverchianti forze alleate che ne decimarono i ranghi, si concludono nell’arco di una brevissima vita operativa di meno di un anno.
La Soprintendenza del Mare ringrazia per la segnalazione e la documentazione fotografica Fabio Portella, Ispettore Onorario per i Beni culturali sommersi della provincia di Siracusa, Vincenzo Carruba, Antonio Di Grazia, Luca Galanti, Marco Gargari e Linda Pasolli.
Cultura
Pantelleria, toccante partecipazione alla Festa della Madonna della Margana organizzata dalla Chiesa Madre
Domenica 31 maggio festa della Santissima Trinità – Festa della Madonna della Margana
Il 31 maggio, nella solennità della Santissima Trinità e in occasione della festa della Madonna della Margana, Protettrice dell’isola, la comunità si è riunita per celebrare un momento di grande fede e devozione.
La Santa Messa ha segnato anche la conclusione dell’anno catechistico, vissuto con impegno e partecipazione da bambini, ragazzi, catechisti e famiglie. I bambini della Prima Comunione, con i loro abiti bianchi, hanno preso parte alla celebrazione e, subito dopo, alla tradizionale processione verso il Santuario della Madonna della Margana.
Durante la salita, i bambini hanno sparso petali di rose lungo il cammino, mentre la comunità, raccolta nella preghiera e accompagnata dai canti, ha seguito con devozione la sacra immagine della madonna.

È stato un percorso vissuto con intensa partecipazione spirituale, che ha unito fedeli di tutte le età in un’unica testimonianza di fede, e del rinnovato legame della comunità con la sua Protettrice e con le tradizioni più care dell’isola.
Al Santuario, la comunità si è raccolta ancora una volta nella preghiera, affidando alla Madonna le proprie intenzioni e ringraziandola per il dono della sua presenza tra il suo popolo.
Un pomeriggio di grande significato religioso e comunitario, vissuta con devozione, emozione e speranza, perché la Madonna della Margana, come detto da don Vito, rappresenta: “la nostra anima collettiva”.


Foto di Clara Garsia
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Cultura
2 giugno, il Sindaco D’Ancona “Pantelleria parte viva della Repubblica”
Autorità civili, militari e religiose,
gentili concittadini,
cari ospiti,
oggi celebriamo la Festa della Repubblica, il giorno in cui il popolo italiano, il 2
giugno 1946, scelse liberamente il proprio futuro e pose le fondamenta della
democrazia sulla quale si regge ancora oggi il nostro Paese.
Quella scelta non fu soltanto una forma di governo. Fu una scelta di responsabilità, di
partecipazione e di fiducia nel futuro. Fu la volontà di costruire, dopo le distruzioni
della guerra, una comunità fondata su valori irrinunciabili, sulla libertà, sul rispetto
delle istituzioni, sulla dignità della persona, sulla pace.
Oggi, a ottant’anni da quel passaggio storico, questi valori conservano tutta la loro
straordinaria attualità e accompagnano quotidianamente ciascuno di noi.
L’attuale contesto storico ci porta a vivere un tempo complesso e profondamente
diverso da quello che abbiamo conosciuto e vissuto fino a pochi anni fa.
Le tensioni
internazionali, i conflitti che continuano a colpire diverse aree del mondo, le
instabilità geopolitiche nel Mediterraneo e in altre aree poco distanti, le
trasformazioni economiche e sociali, i cambiamenti climatici che incidono sempre
più sulle nostre vite, ci ricordano ogni giorno quanto siano preziosi la pace, la
cooperazione tra i popoli e la solidità delle istituzioni democratiche.
In un mondo attraversato da incertezze e divisioni, la Repubblica rappresenta un
punto fermo. È la casa comune di tutti gli italiani. È il luogo nel quale differenze e
sensibilità diverse trovano sintesi nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri che
la nostra Costituzione ci affida. E in questa casa comune c’è anche Pantelleria.
La nostra isola non è una periferia della Repubblica. Non è un luogo distante dal resto
della Nazione. Pantelleria è Repubblica. È Italia. È parte integrante di una
comunità nazionale che riconosce pari dignità a tutti i suoi cittadini, ovunque essi
vivano.
Per troppo tempo, forse, noi isolani abbiamo avuto la sensazione di essere lontani dai
grandi processi di sviluppo del Paese.
Per troppo tempo abbiamo visto rinviare
interventi necessari, attendere risposte, convivere con limiti e difficoltà che la
condizione insulare inevitabilmente comporta.
Oggi, però, abbiamo il dovere di
guardare con fiducia al percorso che stiamo costruendo, pur nella
consapevolezza che Pantelleria è e rimarrà un’isola.
Pantelleria sta vivendo una stagione di cambiamento profondo. Una stagione che
richiede visione, coraggio, pazienza, condivisione, collaborazione e senso di
responsabilità.
Molti dei cantieri e degli interventi che stanno prendendo forma
riguardano il cuore stesso della nostra comunità. Stanno cambiando e cambieranno il
volto del centro cittadino e di luoghi che per anni sono rimasti segnati dal tempo e
dall’assenza di investimenti adeguati, altri ancora miglioreranno i servizi offerti al
cittadino.
Sappiamo bene che ogni trasformazione comporta inevitabilmente sacrifici. Sappiamo che i lavori pubblici, i cantieri, le modifiche alla viabilità e alle abitudini quotidiane possono creare disagi. Li comprendiamo e non li sottovalutiamo, anche se va detto chiaramente che alcune dinamiche sfuggono al diretto controllo dell’amministrazione, dovendo rispondere a precisi obblighi normativi, mi riferisco in particolare ai tempi e modi di inizio, realizzazione e rendicontazione delle opere. Ma dobbiamo avere tutti la consapevolezza che questi interventi non rappresentano un disagio fine a sé stesso, ma sono il prezzo necessario del miglioramento, sono investimenti che non riguardano soltanto il presente, ma guardano soprattutto al futuro. Stiamo lavorando, tutti, per lasciare ai nostri figli e alle future generazioni una Pantelleria più bella, più funzionale, più accogliente, più moderna. Una Pantelleria nella quale sia più piacevole vivere ogni giorno, capace di offrire maggiori opportunità ai giovani, capace di adeguatamente assistere i nostri “vecchi”, in grado di accogliere i visitatori con standard sempre più elevati, valorizzando il patrimonio straordinario che la natura, la storia e il sapiente lavoro dei nostri avi ci hanno affidato. Stiamo lavorando, tutti, per essere domani orgogliosi di vivere in un posto considerato, apprezzato e ammirato. Questa trasformazione non è soltanto il risultato dell’impegno dell’attuale Amministrazione Comunale, di quelle passate, dei tecnici, delle imprese, dei tanti uomini e donne che lavorano.
È il frutto di una collaborazione istituzionale che vede lo Stato, la Regione e molti altri enti pubblici investire sul futuro della nostra isola. Per questo dobbiamo sentirci parte di un progetto più grande. Non siamo soli. Non siamo cittadini di serie B. Non siamo una comunità dimenticata.
Smettiamola con questa visione negativa.
Siamo cittadini della Repubblica Italiana, con gli stessi diritti e gli stessi doveri di
ogni altro cittadino. E la Repubblica, attraverso le sue istituzioni, oggi dimostra
concretamente di credere nelle potenzialità di Pantelleria e di volerla accompagnare
nel percorso di crescita.
A noi spetta il compito di essere all’altezza di questa opportunità. La rinascita della
nostra isola non può essere affidata esclusivamente alle opere pubbliche, ai
finanziamenti o ai progetti amministrativi.
La vera crescita passa soprattutto dalla comunità, passa dal senso civico, dalla
collaborazione, dalla capacità di sentirci parte di un destino comune. Passa dalla
consapevolezza che essere isola significa e significherà sempre confrontarsi con
difficoltà particolari, ma significa anche possedere una straordinaria forza identitaria,
una cultura dell’accoglienza, una capacità di resistenza e adattamento che poche altre
realtà possono vantare.
La Repubblica è nata dall’idea che il bene comune fosse più importante degli interessi
particolari.
Per questo, oggi più che mai, abbiamo bisogno di un confronto pubblico
serio, rispettoso e costruttivo. Abbiamo bisogno di idee, di proposte, di
partecipazione, abbiamo bisogno di cittadini che si sentano protagonisti della vita
pubblica, di amministratori, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, forze
economiche e sociali capaci di guardare oltre l’immediato consenso e oltre le
divisioni.
Le sfide che abbiamo davanti richiedono visione, responsabilità e capacità di
costruire. Non servono percorsi fondati sulla demagogia o sulla contrapposizione
permanente. Serve invece il coraggio di lavorare insieme, pur nelle differenze di
opinione, per costruire una prospettiva comune di crescita collettiva.
Questo è il significato più autentico dello spirito repubblicano, non dividere, ma
unire, non distruggere, ma costruire, non inseguire interessi di parte, ma perseguire il
bene della comunità.
In questa giornata desidero rivolgere un particolare pensiero di gratitudine a tutte le
donne e gli uomini che servono lo Stato, alle Forze Armate, alle Forze dell’Ordine,
agli Enti ecclesiastici, al personale sanitario, agli insegnanti, ai volontari, ai
lavoratori, agli imprenditori, agli agricoltori, ai pescatori, agli operai, a tutti coloro
che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono alla crescita della nostra
comunità e della nostra Nazione. A loro va il nostro grazie.
Cari concittadini, la Festa della Repubblica ci ricorda che il futuro non è qualcosa che
semplicemente accade. Il futuro è qualcosa che si costruisce. Lo costruiamo insieme
con le nostre scelte quotidiane.
Lo costruiamo con il rispetto delle istituzioni, con il
senso di appartenenza alla comunità, con l’orgoglio di essere italiani e con l’orgoglio
di essere panteschi.
Perché Pantelleria è parte viva della Repubblica e la Repubblica è più forte
anche grazie a Pantelleria.
Con questo spirito, rinnovo oggi l’impegno mio personale, della Giunta e del
Consiglio Comunale a continuare a lavorare con serietà, determinazione e senso di
responsabilità per il bene della nostra comunità.
I
nsieme possiamo affrontare le difficoltà del presente, possiamo trasformare i
cambiamenti in opportunità, possiamo costruire una Pantelleria più forte, più bella,
più giusta, più accogliente.
Buona Festa della Repubblica a tutti.
Viva Pantelleria.
Viva l’Italia.
Viva la Repubblica.
Il Sindaco
Fabrizio D’Ancona
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Cultura
Cous Cous Fest 2026. Al via selezioni degli chef per il Campionato Italiano Conad
Al via le candidature per la partecipazione al Campionato Italiano di Cous Cous, la gara rivolta agli chef nazionali che si sfideranno ai fornelli della 29ª edizione del Cous Cous Fest, in programma dal 18 al 26 settembre 2026 a San Vito Lo Capo. Il campionato, giunto alla decima edizione, è promosso da Conad, storico main sponsor del festival.
L’obiettivo è valorizzare talento, innovazione e passione attraverso la creazione di una ricetta originale a base di cous cous. L’iniziativa è aperta sia a chef professionisti e food content creator che agli studenti degli Istituti alberghieri di tutta Italia frequentanti il 3°, 4° e 5° anno, che potranno partecipare al Next Generation Student Contest Conad.
Le candidature sono aperte fino al 10 giugno 2026 sul sito ufficiale del Cous Cous Fest (www.couscousfest.it), dove è disponibile anche il regolamento completo. Per partecipare è necessario ideare una ricetta a base di cous cous e caricare sul sito la foto del piatto insieme a una breve descrizione. La partecipazione è gratuita.
Una volta inviata la candidatura, i partecipanti potranno coinvolgere la propria community per ottenere voti e scalare la classifica della giuria popolare.
Il contest prevede una doppia selezione: una giuria tecnica e una giuria popolare individueranno i finalisti. Le due ricette più votate online, sia per la categoria chef sia per quella studenti, accederanno direttamente alla fase finale. Gli altri finalisti saranno selezionati dalla giuria tecnica, composta da giornalisti ed esperti di cucina. In totale verranno selezionati 4 chef e 4 studenti che si sfideranno live sul palco del Cous Cous Fest il 18 e 19 settembre 2026 a San Vito Lo Capo.
In palio, per gli chef professionisti ed emergenti, il titolo di “Campione Italiano Conad 2026” e l’accesso alla squadra italiana che rappresenterà il Paese al Campionato del mondo di cous cous. Per le nuove generazioni e gli studenti degli Istituti professionali, il riconoscimento di “Campione Next Generation Student Conad 2026” e l’opportunità di affiancare il Campione italiano durante la competizione internazionale.
“Sostenere il Cous Cous Fest significa per Conad essere al fianco delle comunità e dei territori, promuovendo progetti che generano valore culturale e opportunità concrete. Il Campionato Italiano di Cous Cous e il Next Generation Student Contest Conad dedicato agli studenti raccontano proprio questo: dare spazio al talento e alla creatività, offrendo un’occasione reale per crescere e farsi conoscere”, ha commentato Francesco Avanzini, Direttore Generale di Conad.
“Anche quest’anno rinnoviamo con piacere il nostro sostegno al Cous Cous Fest, una manifestazione di grande rilevanza per la Sicilia e distintiva nel panorama nazionale ed internazionale, capace di valorizzare il Mediterraneo come punto di incontro tra culture, popoli e tradizioni. Come Cooperativa che opera nel Centro e Sud Italia, siamo lieti di sostenere iniziative di questo tipo, convinti che rappresentino un equilibrio virtuoso tra valorizzazione delle identità locali e promozione dello sviluppo economico”, ha dichiarato Danilo Toppetti, Amministratore Delegato di PAC 2000A Conad.
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