Ambiente
Oggi scocca il Solstizio d’Estate: il significato astronomico, leggende e curiosità sul giorno più lungo dell’anno
Un evento di particolare importanza sin dall’antichità
di Filomena Fotia da Meteoweb.eu
La primavera astronomica si congeda, la stagione estiva è ormai giunta: il Solstizio d’Estate 2023 “scocca” oggi 21 giugno alle 14:57 UTC (16:57 ora italiana). E’ un evento di particolare importanza sin dall’antichità, che segna il giorno più lungo dell’anno per l’emisfero Nord e quello più corto per l’emisfero australe (solstizio d’inverno). Una situazione che si inverte il 21 dicembre.
La nostra stella oggi raggiunge la massima elevazione nell’Emisfero Nord rispetto all’Equatore celeste e, inoltre:
Il Sole sorge nel punto più a Nord/Est e tramonta nel punto più a Nord/Ovest.
All’Equatore (dove l’altezza massima raggiunge 66°33’) restano costanti le 12 ore di luce e 12 di buio.
Al Tropico del Cancro (latitudine 23°27’) culmina allo Zenit, ovvero sulla verticale rispetto alla superficie terrestre.
Alle Medie Latitudini si ha la giornata più lunga e la notte più breve, differenza tanto più marcata quanto maggiore è la latitudine.
Al Circolo Polare Artico (latitudine 66°33’) la sua altezza massima è di 46°54’, e in tutti i luoghi a nord si assiste al fenomeno del Sole di Mezzanotte, quando si mantiene sopra l’orizzonte per lungo tempo (a 70° di latitudine il Sole non tramonta per circa 65 giorni consecutivi, a 80° per circa 130 giorni, ai poli per metà dell’anno).
Al Polo Nord (latitudine 90°) raggiunge la massima altezza di 23°27’, dopo la quale comincia a declinare. Qui il Sole sorge il giorno dell’Equinozio di Primavera, raggiunge la sua massima altezza al Solstizio Estivo e tramonta per l’Equinozio di Autunno rimanendo, quindi, al di sopra dell’orizzonte per 6 mesi consecutivi.
Per calcolare l’altezza del Sole ad una qualsiasi latitudine, occorre sottrarre quest’ultima a 90° e poi aggiungere 23°27’.
Il Solstizio ha qualcosa di magico, di unico. Infatti, la midsummer o “notte di mezza estate” è diventata il titolo e l’atmosfera perfetta per un’opera del grande drammaturgo e poeta anglosassone William Shakespeare.
Che cos’è il Solstizio?
Il termine solstizio deriva dal latino sol (sole) e sistere (stare fermo), col significato di “sole stazionario”. In astronomia il solstizio è definito come “il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica (cammino apparente che il sole traccia nel cielo durante l’anno), il punto di declinazione (la declinazione è analoga alla latitudine ma proiettata sulla sfera celeste anziché sulla superficie terrestre) massima o minima“.
Il fenomeno è dovuto all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica. Nel giorno del solstizio d’estate che, nell’Emisfero Settentrionale cade quasi sempre il 21 giugno (ritardando di 5 ore, 48 minuti e 46 secondi ogni anno, salvo subire un nuovo riposizionamento indietro, al 20 giugno, ogni 4 anni, in conseguenza dell’introduzione degli anni bisestili, che evitano un progressivo disallineamento delle stagioni con il calendario), il Sole culmina allo Zenith, trovandosi così nel punto più alto della volta celeste.
La magia del solstizio d’estate tra paganesimo e cristianesimo: mito, storia e culti ancestrali
Il solstizio d’estate è sicuramente uno dei periodi più amati e profondamente intessuti di leggende, miti, tradizioni e storia. In questo giorno il Sole, simbolo del Fuoco, entra nel segno del Cancro, segno d’acqua, dominato dalla Luna. Così, secondo l’immaginario, Sole e Luna, Fuoco e Acqua, Luce e Ombra, Maschio e Femmina, Positivo e Negativo si fondono in una sorta di “matrimonio divino”, in grado di generare energie positive e benefiche sull’intero pianeta.
Da sempre, questo giorno, considerato di passaggio, è caratterizzato da riti propiziatori ed esorcizzanti che si sono in parte metamorfizzati nel passaggio dal Paganesimo al Cristianesimo.
I Celti, che usarono sicuramente il sito di Stonehenge, complesso megalitico in asse con il sorgere del Sole al solstizio estivo, festeggiavano questo importante giorno con riti in cui il fuoco, simbolo del Sole, era l’elemento fondamentale, accendendo falò sulle colline per scacciare gli spiriti maligni, sacrificando gli animali sulle fiamme e, stando a quanto narrato da Strabone e Cesare, praticando sacrifici umani.
Secondo i teorici e i sostenitori del New Age, le straordinarie ed imponenti formazioni circolari di pietra in posizione eretta, sormontate da una lastra orizzontale, rappresenterebbero un primitivo osservatorio astronomico. Al centro del complesso, si trova Heel Stone, la celebre “Pietra del Tallone”, un asse orientato strategicamente al quale le pietre sarebbero state allineate con cura per sintonizzarsi con i primi raggi del solstizio d’estate.
Il solstizio era festeggiato anche dagli Inca: Cuzco, con le sue Mojones, le torri usate come “mire” per stabilire i giorni degli equinozi e dei solstizi, aiutava l’impero Inca a tenere conto di essi e ancora oggi a Cuzco, in occasione del solstizio d’estate, si festeggia Inti Raymi, divinità Sole, mentre i Maya, che dedicavano una particolare attenzione allo studio dei corpi celesti e all’osservazione dei fenomeni astrologici, avevano edificato El Caracol, il monumento che era una sorta di osservatorio celeste, utile ai sacerdoti per monitorare i solstizi, ovvero l’annuncio dell’arrivo di estate e inverno. Per i Greci, il solstizio d’estate era visto come “La porta degli uomini”, mentre quello invernale come “La porta degli Dei”, elementi di comunicazione tra la dimensione spazio-temporale finita dell’uomo e quella aspaziale e atemporale delle divinità.
Nell’antica Roma, le feste solstiziali erano dedicate a Giano bifronte, rappresentato con due volti, uno barbuto e l’altro giovanile o femminile, a seconda delle interpretazioni. E’ Giano colui che, ruotando sulla sua terza faccia invisibile, cioè l’asse del mondo, conduce alle due porte solstiziali, quindi è suo il compito di accompagnare il passaggio da uno stato all’altro.
Il solstizio d’estate è una sorta di confine: “Midsummer”, mezza-estate, lo chiamano nei paesi anglosassoni, mentre Shakespeare, nel suo “Sogno di una notte di mezza estate”, ne raffigura l’aspetto magico, dove sogno e realtà si fondono, tra amori e incanti nei boschi abitati da fauni e fate che si divertono a burlarsi dei poveri umani.
Solstizio d’estate: riti, simboli e tradizioni
Il solstizio d’estate è carico di forti significati simbolici e rituali.
Si dice che i mazzetti di erbe collocati sotto il cuscino favoriscano i sogni divinatori. Le erbe giocano un ruolo di primo piano nelle tradizioni solstiziali e di San Giovanni. Si raccolgono piante aromatiche da bruciare sui falò, piante che fanno poco fumo e hanno un buon aroma (es. ruta, timo, maggiorana) ed è comune credenza che molte piante abbiano quasi poteri miracolosi.
Il vischio è un’importante pianta solstiziale nella tradizione celtica. Secondo lo scrittore romano Plinio, gli antichi Druidi lo raccoglievano con un falcetto d’oro, strumento che univa la forma lunare al metallo solare. I rami di vischio, al solstizio d’estate, assumono un aspetto dorato: il famoso ramo d’oro dei miti. Si narra anche che il seme di felce permetteva di trovare tesori nascosti, mentre il leggendario fiore di felce (che non esiste, al pari del seme, dato che la felce è una pianta pteridofta, ossia che si riproduce tramite spore) rendeva invisibili i suoi fortunati raccoglitori.
La verbena porta prosperità, l’artemisia, sacra ad Artemide, sorella di Apollo, protegge dal malocchio, nella calendula e nell’iperico si raccoglie l’energia solare. L’iperico, legato nella memoria popolare al solstizio d’estate, risalta nelle grandi distese, come una gran macchia di color giallo-oro, misto a rame. I suoi fiori, così brillanti e luminosi, durano solo un giorno, per poi appassire, assumendo un colore rosso-ruggine. Si tratta di un fiore dei campi, detto “erba di San Giovanni” poiché anticamente chi si trovava per strada la notte della vigilia, quando le streghe si recavano a frotte verso il luogo del convegno annuale, se ne proteggeva, infilandoselo sotto la camicia insieme con altre erbe (aglio, artemisia, ruta).
Il fascino del solstizio d’estate tra letteratura, cinema e musica
Il solstizio d’estate ha qualcosa di magico, di unico. La midsummer o “notte di mezza estate” è diventata il titolo e l’atmosfera perfetta per un’opera del grande drammaturgo e poeta anglosassone William Shakespeare: la commedia “Sogno di una notte di mezza estate” e ciò non deve stupirci dato che midsummer, così enigmatica, carica di mistero e spiritualità, è l’ambiente ideale in cui collocare sogni, sortilegi, boschi incantati, fate e reami immaginifici.
“Sogno di una notte di mezza estate” ha ispirato infinite trasposizioni cinematografiche. Un esempio è l’omonimo Midsummer Night’s Dream del 1999, diretto da Michael Hoffman, che ha come protagonisti Michelle Pfeiffer nel ruolo di Titania e Rupert Everett nei panni di Oberon, rispettivamente Regina e Re delle fate, con riprese fatte in Italia, principalmente tra Cinecittà, Montepulciano e Sutri.
Del solstizio d’estate ha scritto anche Rosamunde Pilcher, autrice originaria della Cornovaglia, universalmente riconosciuta come scrittrice di romanzi a tema sentimentale-amoroso; nel suo libro intitolato “Summer Solstice”, diventato un film, nel 2005. Nel cast, l’attore italiano Franco Nero.
La parola “solstizio” è il titolo del singolo di una famosa band italiana: “Solstizio” dei Marlene Kuntz, lanciato nel 2013.
Le leggende più famose in Italia e nel mondo
Il solstizio d’estate ha alimentato numerose leggende. Una delle più celebri riguarda Stonehenge, precisamente la sua Hell Stone, detta anche Fryar’s Heel. Stando alla leggenda, il diavolo comprò le pietre da una donna in Irlanda, le avvolse e le portò sulla piana di Salisbury. Una delle pietre cadde nel fiume Avon; le altre vennero portate sulla piana. Allora il diavolo gridò: “Nessuno scoprirà mai come queste pietre sono arrivate fin qui”. Un frate rispose: “Questo è ciò che credi!”; allora il diavolo lanciò una delle pietre contro il frate, colpendolo su un tallone. La pietra si incastrò nel terreno ed è ancora lì.
Una leggenda italiana si svolge a Capri, in Campania. Si narra che una perfida maga, invidiosa dell’armonia che regnava a Capri, impose un maleficio sul re e sul principe, trasformandoli, rispettivamente, in ranocchio e lucertola azzurra. Proprio nel giorno del solstizio d’estate, una fanciulla stupenda, anch’essa vittima di un sortilegio e trasformata in una falchetta, commossa dallo sguardo malinconico della lucertola azzurra, la prese fra le zampe, prendendo il volo verso il Sole. Entrambi vennero liberati dal maleficio, ritornando all’isola, accompagnati da una luce abbagliante, segno della ritrovata felicità, liberando dal sortilegio anche il re. Ancora oggi a Capri il solstizio d’estate è un giorno di festa e da questa leggenda sono nate linee di gioielli molto note sull’Isola.
Una famosissima leggenda si svolge nel castello di Montebello che, nei secoli, è stato un luogo strategico per la difesa del territorio, tanto che la sua storia è costellata da sanguinose battaglie. Il nome “Montebello”, infatti, deriva dal nome romano “mons bellum” (monte della guerra). Diverse famiglie si sono succedute nel castello, ampliandolo, modificandone la torre di vedetta romana, sino a rendere la costruzione sempre più imponente e suggestiva. Non stupisce che tale luogo, così antico e ricco di avvenimenti, porti con sé una storia di fantasmi: la leggenda di Guendalina Malatesta, detta Azzurrina. La fanciulla, figlia di un certo Ugolinuccio, signore di Montebello, alimenta una leggenda popolare molto conosciuta in Romagna, tramandata oralmente per tre secoli, venendo di volta in volta distorta, ampliata, abbellita sino a che, nel 600, un parroco della zona la mise per iscritto assieme ad altre leggende e storie popolari della bassa Val Marecchia.
Guendalina era albina, cosa che, secondo la superstizione popolare del tempo, era collegata ad eventi di natura magica se non diabolica. Per questo motivo, il padre aveva deciso di farla sempre scortare da un paio di guardie, non facendola mai uscire di casa per proteggerla dalle dicerie e dal pregiudizio popolare. La madre le tingeva ripetutamente i capelli con pigmenti di natura vegetale estremamente volatili. A ciò si univa la scarsa capacità dei capelli albini di trattenere il pigmento, conferendo alla bimba riflessi azzurri che ne originarono il soprannome di Azzurrina. La leggenda narra che il 21 giugno del 1375, nel giorno del solstizio d’estate, mentre Azzurrina giocava nel castello di Montebello con una palla di stracci, fuori infuriava un temporale. Era vigilata da due armigeri di nome Domenico e Ruggero. Secondo il resoconto delle guardie, la bambina inseguì la palla caduta all’interno della ghiacciaia sotterranea. Avendo sentito un urlo le guardie accorsero nel locale, entrando dall’unico ingresso ma non trovarono tracce della bambina. Il suo corpo non venne più ritrovato. La leggenda vuole che il fantasma della bambina sia rimasto intrappolato nel castello e che torni a farsi sentire nel solstizio d’estate di ogni anno lustro (cioè che finisce per 0 e 5).
Un’altra leggenda racconta che nella notte del solstizio estivo il Sole e la Luna si sposano. Numerosi sono i riferimenti all’acqua e al fuoco in questo giorno.
In Veneto fino a pochi decenni fa si allestivano dei fuochi agli incroci, mentre a Pamplona, in Spagna, si bruciano alcune erbe per scongiurare fulmini e tempeste, due manifestazioni atmosferiche tipicamente estive. Anche i Berberi che stanno in nord Africa hanno dei festeggiamenti in concomitanza del 24 giugno e per questa occasione accendono dei fuochi molto fumosi per propiziare il raccolto dei campi e per guarire chi vi passa in mezzo, in modo simile al rito celtico in occasione del Beltane. In Brasile, a Fortaleza, c’è la Festa Junina in onore di São João e i falò fanno da sfondo all’unione delle coppie.
Solstizio d’estate: festeggiamenti in tutto il mondo
Il solstizio d’estate è celebrato nel mondo con numerosi festeggiamenti: in tanti si riuniscono presso il complesso megalitico di Stonehenge per assistere al sorgere del sole del solstizio. Una sorta di Stonehenge italiana è l’antico borgo di Pruno, frazione di Stazzema, in provincia di Lucca, dove il sole che sorge nel giorno del solstizio trafigge il monte Forato, creando un’atmosfera unica e suggestiva. In Bielurussia il solstizio estivo è festeggiato col nome di kupala Night: le donne bielurusse gettano delle candele galleggianti sul fiume; mentre i giovani festeggiano il sole di mezzanotte facendo il bagno nel lago.
In Ucraina festeggiano il solstizio estivo col nome di Ivan Kupala Day o Kupala Night, tra canti e balli intorno ai falò per purificarsi dai peccati e come auspicio di buona salute. Le ragazze gettano in acqua ghirlande di fiori che i ragazzi cercano di catturare per conquistare la fanciulla desiderata. Gli indigeni aymara, già alcuni giorni prima del 21 giugno, iniziano i preparativi per ricevere degnamente Tata Willka, il padre sole, masticando coca.
In Svezia il solstizio d’estate coincide con i festeggiamenti per la Festa di mezza estate, in cui i partecipanti fanno corone di fiori, danzano intorno ad un palo fiorito, mangiano e bevono molto.
In Spagna si realizzano grandi falò con vecchi mobili, libri scolastici, legno, per scacciare gli spiriti maligni, celebrando la notte di San Juan, tramite una cerimonia di purificazione in coincidenza col solstizio d’estate.
In copertina immagine di archivio di Pantelleria
Ambiente
“Piano, strategie e comunità”: al via le celebrazioni del decennale del Parco Nazionale Isola di Pantelleria
Il 16 maggio il Convegno con il quale si aprono le celebrazioni del decennale Con il Convegno dal titolo “Piano, strategie e comunità” l’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria apre ufficialmente le celebrazioni per il suo decennale. L’evento, che si terrà ai Giardini dei Rodo sabato 16 maggio 2026, è dedicato a pianificazione, confronto e visione strategica del territorio e mette al centro del dibattito i risultati raggiunti in dieci anni di impegno.
L’incontro vedrà per la prima volta Italo Cucci nel ruolo di Presidente del Parco. Cucci, dopo avere ricoperto da agosto 2023 l’incarico di Commissario Straordinario, ricopre ora la carica di Presidente, ratificata l’8 maggio dal Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin.
L’appuntamento rappresenta per Cucci un importante momento di restituzione del lavoro dell’Ufficio di Piano del Parco inerente il quadro conoscitivo territoriale, in continuità con il dialogo già attivato per Pantelleria2030 con la comunità. “Conoscere per Tutelare, slogan adottato dall’Ente Parco”, spiega Carmine Vitale, direttore f.f., “è un approccio fondamentale per esaminare risorse e rischi dell’isola attraverso analisi territoriali e ambientali e per assegnare al territorio la razionale vocazione dell’uso del suolo.
Tale metodologia è fondamentale per originare un piano di azione contestualizzato e connesso a tutela e valorizzazione dei beni ambientali e paesaggistici e alla mitigazione delle criticità presenti”. Tramite i tecnici direttamente impegnati si intende raccontare il percorso avviato, dai risultati raggiunti agli strumenti in costruzione verso una nuova fase: quella del Piano del Parco di Pantelleria e dell’attivazione del Forum del Parco, come spazio permanente di dialogo e partecipazione. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali e proseguirà con tre sessioni tematiche.
La prima è dedicata al Parco oggi. In questa sezione si analizzerà il lavoro di squadra portato avanti, fatto di attività scientifiche, tecniche e amministrative. Si passerà poi al focus sulla costruzione del Piano, nel quale verranno approfonditi iter amministrativo, studi ambientali e aspetti socio-economici oltre al ruolo fondamentale del GIS nella mappatura del territorio. Tra i relatori esperti di rilievo come Andrea Filpa (dell’Università Roma Tre).
La sessione che conclude il Convegno è dedicata al percorso Pantelleria 2030, in cui verrà
presentato anche il nuovo Forum del Parco.
Tra i relatori Patrizio Scarpellini, ex-direttore
del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
La mattinata si conclude con uno spazio di confronto in cui cittadini, stakeholder e
giornalisti potranno porre domande ai relatori.
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Ambiente
Pantelleria, ordinanza prevenzione e lotta incendi
ORDINANZA SINDACALE N. Settore 32 del 11-05-2026 N. Generale 82 del 11-05-2026
Richiamato il Decreto dell’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente n. 57/GAB del 14 Marzo 2025; Visto che ogni anno il territorio comunale è stato oggetto di gravi incendi, che si sviluppano nei boschi, nei terreni agricoli e nei centri abitati, causando, altresì il depauperamento del patrimonio boschivo locale, creando danni irreversibili all’ecosistema floro-faunistico ambientale comunale, nonché alle infrastrutture pubbliche e private;
Considerato che nel suindicato Decreto si precisa che a fronte dell’impossibilità di formulare, a medio/lungo termine, previsioni attendibili sull’andamento climatico, si fa riferimento ai dati statistici relativi agli eventi verificatosi nell’ultimo quinquennio e nell’ultimo decennio, i quali evidenziano un significativo incremento del numero di incendi boschivi a partire dalla seconda metà del mese di maggio ed una attenuazione degli eventi in ottobre; tale scenario, suffragato anche dagli indici climatologici di temperatura e precipitazioni, relativi all’ultimo ventennio, indica, quale periodo di maggiore suscettibilità degli incendi boschivi, l’intervallo temporale compreso tra il 01 giugno e il 15 ottobre;
Che prudenzialmente, in ragione, di quanto sopra specificato, in considerazione anche degli eventi incendiari di straordinaria violenza verificatosi nel decorso anno 2023, tale decreto proclama che per la stagione antincendio boschivo venga anticipato l’inizio della data al 15 maggio fino al 31 ottobre di ogni anno, anziché l’intervallo temporale dal 1° giugno al 15 ottobre;
Ritenuto necessario, a causa delle frequenti precipitazioni invernali e primaverili degli anni 2024/2025/2026, che hanno determinato lo sviluppo eccessivo e diffuso di vegetazione erbacea e arbustiva spontanea su tutto territorio dell’Isola di Pantelleria, di consentire eccezionalmente fino al 30 giugno e dal 01 ottobre al 31 ottobre, solo la combustione controllata di moderati quantitativi di vegetazione risultante da sfalci e ripuliture varie, previa comunicazione al Distaccamento Forestale di Pantelleria che dovrà essere preventivamente informato di detta attività almeno 24 ore prima al numero 0923-28648.
Le attività di combustione dovranno avvenire esclusivamente tra le ore 05.00 e non oltre le ore 08.30 del mattino, in giornate le cui condizioni metereologiche siano favorevoli (assenza di vento e temperature non eccessive), adottando ogni precauzione possibile (buche del terreno la cui parte circostante sia priva di vegetazione, riserva di acqua pronta all’impiego nelle immediate vicinanze), al fine di evitare eventuali propagazioni non volute delle fiamme.
L’attività di combustione dovrà essere sempre vigilata dall’esecutore con estrema attenzione
Documento informatico redatto tramite utilizzo del sistema informativo automatizzato in uso presso il Comune, conforme alle regole tecniche di cui al Dpcm 13.11.2014. SINDACO n. 32 del 11-05-2026 – Pagina 2 fino alla completa scomparsa di potenziali pericoli, fermo restando le disposizioni di cui sopra; Atteso che il Sindaco, quale Ufficiale di Governo, ai sensi dell’art. 54, del D.Lgs n. 267/2000 e ss.mm.ii, adotta con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, provvedimenti contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana;
Vista la presenza nel territorio di questo Comune di numerose aree libere, abitazioni isolate, terreni agricoli che risultano in uno stato di abbandono ed offrono l’habitat idoneo al proliferare di vegetazione spontanea, infestante, ricettacolo anche di discariche abusive con la presenza di rifiuti abbandonati;
Considerata la condivisione dell’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria sul prolungamento del periodo per consentire eccezionalmente fino al 30 Giugno 2026 e dal 1° al 31 ottobre 2026 la combustione controllata di moderati quantitativi di vegetazione risultate da sfalci e ripuliture;
Dato atto che tutto quanto sopra risulta rappresentare un potenziale pericolo che minaccia il territorio comunale e che il perdurare di tale stato di cose aggrava e diventa causa di rischi; Che si ritiene pertanto necessario vietare tassativamente
- Accendere fuochi di ogni genere;
- La combustione di residui vegetali agricoli e forestali nel periodo di massimo rischio a partire dal 15 maggio fino al 31 ottobre di ogni anno;
- Far brillare mine o usare esplosivi;
- Usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli;
- Usare motori (fatta eccezione per quelli impiegati per eseguire i lavori forestali autorizzati e non in contrasto con le PMPF ed altre norme vigenti), fornelli o inceneritori che producono faville o brace;
- Fumare, gettare fiammiferi, sigari o sigarette accese e compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo immediato di incendio; Esercitare attività pirotecnica, accendere fuochi d’artificio, lanciare razzi di qualsiasi tipo e/o mongolfiere di carta meglio note come lanterne volanti dotate di fiamme libere, nonché altri articoli pirotecnici;
ORDINA
- Ai proprietari e/o possessori/detentori a qualsiasi titolo, di aree libere all’interno e/o all’esterno del centro abitato, di terreni boschivi, agricoli e non, entro la data del 30 giugno di ogni anno, al diserbo ed alla pulizia dell’area posseduta da qualsiasi materiale o rifiuto infiammabile e, comunque, alla rimozione di ogni elemento e condizione che rappresenti pericolo per l’igiene e la pubblica incolumità;
- I proprietari e/o possessori/detentori di cui al precedente punto, sono tenuti entro lo stesso termine a realizzare lungo i confini con le strade, sentieri, edifici, adeguate piste taglia fuoco di larghezza non inferiore a mt 10,00;
- Ogni cittadino, anche turista o gitante, deve attenersi alle prescrizioni su esposte e collaborare nelle attività di segnalazione ed intervento; Chiunque, trovandosi in presenza di un incendio boschivo e di vegetazione deve darne immediato avviso tramite il numero telefonico dedicato 1515 al Corpo Forestale della Regione Siciliana o tramite il numero telefonico 115 del Corpo Vigili del Fuoco;
- A tutti gli Enti e alle persone fisiche e giuridiche detentori a qualsiasi titolo di boschi, terreni pubblici entro la data del 30 Giugno di ogni anno, di provvedere al decespugliamento ed alla rimozione di vegetazione erbacea e/o arbustiva e di Comune di Pantelleria Provincia di Trapani Documento informatico redatto tramite utilizzo del sistema informativo automatizzato in uso presso il Comune, conforme alle regole tecniche di cui al Dpcm 13.11.2014. SINDACO n. 32 del 11-05-2026 – Pagina 3 eventuali rifiuti presenti lungo i cigli e le scarpate stradali nonché lungo i sentieri di accesso ad aree protette, nel rispetto delle norme vigenti, compreso il C.D.S.;
- A tutti i soggetti di mantenere le condizioni di sicurezza realizzate a norma del presente atto fino alla data del 31 ottobre di ogni anno;
- Dal 15 maggio al 31 ottobre di ogni anno, stante l’elevato rischio di incendi in tutto il territorio comunale è vietato:
- Accendere fuochi di ogni genere;
- La combustione di residui vegetali agricoli e forestali;
- Far brillare mine o usare esplosivi, Usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli,
- Usare motori (fatta eccezione per quelli impiegati per eseguire i lavori forestali autorizzati e non in contrasto con le PMPF ed altre norme vigenti), fornelli o inceneritori che producono faville o brace;
- Fumare, gettare fiammiferi, sigari o sigarette accese e compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo immediato di incendio;
- Esercitare attività pirotecnica, accendere fuochi d’artificio, lanciare razzi di qualsiasi tipo e/o mongolfiere di carta meglio note come lanterne volanti dotate di fiamme libere, nonché altri articoli pirotecnici;
AVVERTE Che la stagione antincendio boschivo avrà inizio il 15 maggio e termina il 31 ottobre e che tuttavia, in considerazione delle copiose precipitazioni invernali che hanno determinato lo sviluppo eccessivo e diffuso di vegetazione erbacea e arbustiva spontanea, è consentito, eccezionalmente fino al 30 giugno e dal 01 ottobre al 31 ottobre, procedere alla combustione controllata di moderati quantitativi di vegetazione risultante da sfalci e ripuliture varie, solo previa comunicazione al Distaccamento Forestale di Pantelleria che dovrà essere preventivamente informato di detta attività almeno 24 ore prima al numero 0923-28648.
Le attività di combustione dovranno avvenire esclusivamente tra le ore 05.00 e non oltre le ore 08.30 del mattino, in giornate le cui condizioni metereologiche siano favorevoli (assenza di vento e temperature non eccessive), adottando ogni precauzione possibile (buche del terreno la cui parte circostante sia priva di vegetazione, riserva di acqua pronta all’impiego nelle immediate vicinanze), al fine di evitare eventuali propagazioni non volute delle fiamme. L’attività di combustione dovrà essere sempre vigilata dall’esecutore con estrema attenzione fino alla completa scomparsa di potenziali pericoli.
Che il materiale proveniente dalla pulizia dei terreni deve essere rimosso a cura e spese degli interessati, con divieto assoluto, comunque, di abbandonare cumuli di alcun genere; Qualora gli organi di Polizia individueranno il soggetto/i inadempiente/i, a carico di quest’ultimo/i, sarà, emesso, oltre alla sanzione amministrativa prevista da un minimo di 25,00 euro ad un massimo di 500,00 euro ai sensi dell’art. 7 bis del D. Lgs 267/2000, specifico provvedimento con il quale entro cinque giorni dalla notifica dello stesso, sarà imposta la pulitura dell’area e/o l’apertura dei viali parafuoco; Nei casi di inadempienza all’ottemperanza al disposto di cui al precedente punto, si provvederà con l’esecuzione d’ufficio a spese del trasgressore, nonché con l’applicazione dell’art. 650 del Codice Penale; Documento informatico redatto tramite utilizzo del sistema informativo automatizzato in uso presso il Comune, conforme alle regole tecniche di cui al Dpcm 13.11.2014. SINDACO n. 32 del 11-05-2026 –
Gli organi di Polizia, sulla base delle disposizioni dettate dai singoli Comandi di appartenenza, nonché di tutti gli Enti territoriali preposti, sono incaricati di vigilare sulla stretta osservanza della presente ordinanza, oltre a tutte le Leggi e Regolamenti in materia di incendi boschivi, perseguendo i trasgressori a termine di legge.
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Ambiente
Il Parco Nazionale di Pantelleria presenta i “Piccoli Ranger del Parco”
Al via il progetto di educazione ambientale per le nuove generazioni Si è tenuta questa mattina, presso la sede del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, una conferenza stampa su un nuovo progetto promosso dell’Ente. Si tratta dei “Piccoli Ranger del Parco”, un’iniziativa ambiziosa rivolta ai più giovani che mira ad avvicinare a conoscenza, rispetto e tutela del territorio dell’isola. I dettagli sono stati illustrati da Italo Cucci, Commissario Straordinario dell’Ente Parco, e Carmine Vitale, Direttore f.f. Alla presentazione hanno partecipato Adriano Minardi, assessore all’Ambiente del Comune, Rosario Di Bartolo, Comandante della Polizia Municipale, Fortunato DI Bartolo, Dirigente dell’Istituto di istruzione Superiore Omnicomprensivo “Almanza – D’Aietti”, Claudio Marrone, Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Pantelleria, i CC Forestali, Michele Tremarco, Presidente dell’Associazione ANPANA-OEPA, varie associazioni e operatori economici coinvolti nel progetto. L’attività, destinata ai giovani dai 9 ai 13 anni, non sarà una semplice serie di lezioni, ma una immersione totale negli ecosistemi panteschi.
Tra lezioni teorico-pratiche, escursioni guidate, attività all’aria aperta e un’esperienza di bivacco notturno presso l’area attrezzata di Montagna Grande, i giovani potranno vivere il Parco in modo attivo. Accompagnati da guide ed esperti, impareranno a conoscere gli ecosistemi, a orientarsi in natura, a collaborare in gruppo e sviluppare una maggiore consapevolezza ambientale. Il corso è realizzato in collaborazione con l’Associazione Guide del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, la sottosezione CAI di Pantelleria e l’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici (FSE) ed operatori economici attivi sul territorio che potranno valorizzare e promuovere il progetto.
“L’idea dei Piccoli Ranger nasce dal desiderio di trasmettere alle nuove generazioni il valore profondo della natura e della sua tutela”, dichiara il Commissario Straordinario del Parco, Italo Cucci. “Un’esperienza educativa che vuole lasciare un segno duraturo, favorendo nei ragazzi un legame autentico con il territorio e una maggiore consapevolezza del ruolo che ciascuno può avere nella sua salvaguardia”. Questa prima iniziativa si concluderà con la Festa dei Piccoli Ranger e la consegna degli attestati di partecipazione. Le iscrizioni, aperte fino al 20 maggio 2026, possono essere fatte in sede, a scuola oppure telematicamente. Sono a numero limitato per garantire la qualità dell’esperienza educativa.
Contatti: Dott. Biol. Andrea Biddittu, Tel. 0923 569412
email. educazioneambientale@parconazionalepantelleria.it
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