Ambiente
Oggi scocca il Solstizio d’Estate: il significato astronomico, leggende e curiosità sul giorno più lungo dell’anno
Un evento di particolare importanza sin dall’antichità
di Filomena Fotia da Meteoweb.eu
La primavera astronomica si congeda, la stagione estiva è ormai giunta: il Solstizio d’Estate 2023 “scocca” oggi 21 giugno alle 14:57 UTC (16:57 ora italiana). E’ un evento di particolare importanza sin dall’antichità, che segna il giorno più lungo dell’anno per l’emisfero Nord e quello più corto per l’emisfero australe (solstizio d’inverno). Una situazione che si inverte il 21 dicembre.
La nostra stella oggi raggiunge la massima elevazione nell’Emisfero Nord rispetto all’Equatore celeste e, inoltre:
Il Sole sorge nel punto più a Nord/Est e tramonta nel punto più a Nord/Ovest.
All’Equatore (dove l’altezza massima raggiunge 66°33’) restano costanti le 12 ore di luce e 12 di buio.
Al Tropico del Cancro (latitudine 23°27’) culmina allo Zenit, ovvero sulla verticale rispetto alla superficie terrestre.
Alle Medie Latitudini si ha la giornata più lunga e la notte più breve, differenza tanto più marcata quanto maggiore è la latitudine.
Al Circolo Polare Artico (latitudine 66°33’) la sua altezza massima è di 46°54’, e in tutti i luoghi a nord si assiste al fenomeno del Sole di Mezzanotte, quando si mantiene sopra l’orizzonte per lungo tempo (a 70° di latitudine il Sole non tramonta per circa 65 giorni consecutivi, a 80° per circa 130 giorni, ai poli per metà dell’anno).
Al Polo Nord (latitudine 90°) raggiunge la massima altezza di 23°27’, dopo la quale comincia a declinare. Qui il Sole sorge il giorno dell’Equinozio di Primavera, raggiunge la sua massima altezza al Solstizio Estivo e tramonta per l’Equinozio di Autunno rimanendo, quindi, al di sopra dell’orizzonte per 6 mesi consecutivi.
Per calcolare l’altezza del Sole ad una qualsiasi latitudine, occorre sottrarre quest’ultima a 90° e poi aggiungere 23°27’.
Il Solstizio ha qualcosa di magico, di unico. Infatti, la midsummer o “notte di mezza estate” è diventata il titolo e l’atmosfera perfetta per un’opera del grande drammaturgo e poeta anglosassone William Shakespeare.
Che cos’è il Solstizio?
Il termine solstizio deriva dal latino sol (sole) e sistere (stare fermo), col significato di “sole stazionario”. In astronomia il solstizio è definito come “il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica (cammino apparente che il sole traccia nel cielo durante l’anno), il punto di declinazione (la declinazione è analoga alla latitudine ma proiettata sulla sfera celeste anziché sulla superficie terrestre) massima o minima“.
Il fenomeno è dovuto all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica. Nel giorno del solstizio d’estate che, nell’Emisfero Settentrionale cade quasi sempre il 21 giugno (ritardando di 5 ore, 48 minuti e 46 secondi ogni anno, salvo subire un nuovo riposizionamento indietro, al 20 giugno, ogni 4 anni, in conseguenza dell’introduzione degli anni bisestili, che evitano un progressivo disallineamento delle stagioni con il calendario), il Sole culmina allo Zenith, trovandosi così nel punto più alto della volta celeste.
La magia del solstizio d’estate tra paganesimo e cristianesimo: mito, storia e culti ancestrali
Il solstizio d’estate è sicuramente uno dei periodi più amati e profondamente intessuti di leggende, miti, tradizioni e storia. In questo giorno il Sole, simbolo del Fuoco, entra nel segno del Cancro, segno d’acqua, dominato dalla Luna. Così, secondo l’immaginario, Sole e Luna, Fuoco e Acqua, Luce e Ombra, Maschio e Femmina, Positivo e Negativo si fondono in una sorta di “matrimonio divino”, in grado di generare energie positive e benefiche sull’intero pianeta.
Da sempre, questo giorno, considerato di passaggio, è caratterizzato da riti propiziatori ed esorcizzanti che si sono in parte metamorfizzati nel passaggio dal Paganesimo al Cristianesimo.
I Celti, che usarono sicuramente il sito di Stonehenge, complesso megalitico in asse con il sorgere del Sole al solstizio estivo, festeggiavano questo importante giorno con riti in cui il fuoco, simbolo del Sole, era l’elemento fondamentale, accendendo falò sulle colline per scacciare gli spiriti maligni, sacrificando gli animali sulle fiamme e, stando a quanto narrato da Strabone e Cesare, praticando sacrifici umani.
Secondo i teorici e i sostenitori del New Age, le straordinarie ed imponenti formazioni circolari di pietra in posizione eretta, sormontate da una lastra orizzontale, rappresenterebbero un primitivo osservatorio astronomico. Al centro del complesso, si trova Heel Stone, la celebre “Pietra del Tallone”, un asse orientato strategicamente al quale le pietre sarebbero state allineate con cura per sintonizzarsi con i primi raggi del solstizio d’estate.
Il solstizio era festeggiato anche dagli Inca: Cuzco, con le sue Mojones, le torri usate come “mire” per stabilire i giorni degli equinozi e dei solstizi, aiutava l’impero Inca a tenere conto di essi e ancora oggi a Cuzco, in occasione del solstizio d’estate, si festeggia Inti Raymi, divinità Sole, mentre i Maya, che dedicavano una particolare attenzione allo studio dei corpi celesti e all’osservazione dei fenomeni astrologici, avevano edificato El Caracol, il monumento che era una sorta di osservatorio celeste, utile ai sacerdoti per monitorare i solstizi, ovvero l’annuncio dell’arrivo di estate e inverno. Per i Greci, il solstizio d’estate era visto come “La porta degli uomini”, mentre quello invernale come “La porta degli Dei”, elementi di comunicazione tra la dimensione spazio-temporale finita dell’uomo e quella aspaziale e atemporale delle divinità.
Nell’antica Roma, le feste solstiziali erano dedicate a Giano bifronte, rappresentato con due volti, uno barbuto e l’altro giovanile o femminile, a seconda delle interpretazioni. E’ Giano colui che, ruotando sulla sua terza faccia invisibile, cioè l’asse del mondo, conduce alle due porte solstiziali, quindi è suo il compito di accompagnare il passaggio da uno stato all’altro.
Il solstizio d’estate è una sorta di confine: “Midsummer”, mezza-estate, lo chiamano nei paesi anglosassoni, mentre Shakespeare, nel suo “Sogno di una notte di mezza estate”, ne raffigura l’aspetto magico, dove sogno e realtà si fondono, tra amori e incanti nei boschi abitati da fauni e fate che si divertono a burlarsi dei poveri umani.
Solstizio d’estate: riti, simboli e tradizioni
Il solstizio d’estate è carico di forti significati simbolici e rituali.
Si dice che i mazzetti di erbe collocati sotto il cuscino favoriscano i sogni divinatori. Le erbe giocano un ruolo di primo piano nelle tradizioni solstiziali e di San Giovanni. Si raccolgono piante aromatiche da bruciare sui falò, piante che fanno poco fumo e hanno un buon aroma (es. ruta, timo, maggiorana) ed è comune credenza che molte piante abbiano quasi poteri miracolosi.
Il vischio è un’importante pianta solstiziale nella tradizione celtica. Secondo lo scrittore romano Plinio, gli antichi Druidi lo raccoglievano con un falcetto d’oro, strumento che univa la forma lunare al metallo solare. I rami di vischio, al solstizio d’estate, assumono un aspetto dorato: il famoso ramo d’oro dei miti. Si narra anche che il seme di felce permetteva di trovare tesori nascosti, mentre il leggendario fiore di felce (che non esiste, al pari del seme, dato che la felce è una pianta pteridofta, ossia che si riproduce tramite spore) rendeva invisibili i suoi fortunati raccoglitori.
La verbena porta prosperità, l’artemisia, sacra ad Artemide, sorella di Apollo, protegge dal malocchio, nella calendula e nell’iperico si raccoglie l’energia solare. L’iperico, legato nella memoria popolare al solstizio d’estate, risalta nelle grandi distese, come una gran macchia di color giallo-oro, misto a rame. I suoi fiori, così brillanti e luminosi, durano solo un giorno, per poi appassire, assumendo un colore rosso-ruggine. Si tratta di un fiore dei campi, detto “erba di San Giovanni” poiché anticamente chi si trovava per strada la notte della vigilia, quando le streghe si recavano a frotte verso il luogo del convegno annuale, se ne proteggeva, infilandoselo sotto la camicia insieme con altre erbe (aglio, artemisia, ruta).
Il fascino del solstizio d’estate tra letteratura, cinema e musica
Il solstizio d’estate ha qualcosa di magico, di unico. La midsummer o “notte di mezza estate” è diventata il titolo e l’atmosfera perfetta per un’opera del grande drammaturgo e poeta anglosassone William Shakespeare: la commedia “Sogno di una notte di mezza estate” e ciò non deve stupirci dato che midsummer, così enigmatica, carica di mistero e spiritualità, è l’ambiente ideale in cui collocare sogni, sortilegi, boschi incantati, fate e reami immaginifici.
“Sogno di una notte di mezza estate” ha ispirato infinite trasposizioni cinematografiche. Un esempio è l’omonimo Midsummer Night’s Dream del 1999, diretto da Michael Hoffman, che ha come protagonisti Michelle Pfeiffer nel ruolo di Titania e Rupert Everett nei panni di Oberon, rispettivamente Regina e Re delle fate, con riprese fatte in Italia, principalmente tra Cinecittà, Montepulciano e Sutri.
Del solstizio d’estate ha scritto anche Rosamunde Pilcher, autrice originaria della Cornovaglia, universalmente riconosciuta come scrittrice di romanzi a tema sentimentale-amoroso; nel suo libro intitolato “Summer Solstice”, diventato un film, nel 2005. Nel cast, l’attore italiano Franco Nero.
La parola “solstizio” è il titolo del singolo di una famosa band italiana: “Solstizio” dei Marlene Kuntz, lanciato nel 2013.
Le leggende più famose in Italia e nel mondo
Il solstizio d’estate ha alimentato numerose leggende. Una delle più celebri riguarda Stonehenge, precisamente la sua Hell Stone, detta anche Fryar’s Heel. Stando alla leggenda, il diavolo comprò le pietre da una donna in Irlanda, le avvolse e le portò sulla piana di Salisbury. Una delle pietre cadde nel fiume Avon; le altre vennero portate sulla piana. Allora il diavolo gridò: “Nessuno scoprirà mai come queste pietre sono arrivate fin qui”. Un frate rispose: “Questo è ciò che credi!”; allora il diavolo lanciò una delle pietre contro il frate, colpendolo su un tallone. La pietra si incastrò nel terreno ed è ancora lì.
Una leggenda italiana si svolge a Capri, in Campania. Si narra che una perfida maga, invidiosa dell’armonia che regnava a Capri, impose un maleficio sul re e sul principe, trasformandoli, rispettivamente, in ranocchio e lucertola azzurra. Proprio nel giorno del solstizio d’estate, una fanciulla stupenda, anch’essa vittima di un sortilegio e trasformata in una falchetta, commossa dallo sguardo malinconico della lucertola azzurra, la prese fra le zampe, prendendo il volo verso il Sole. Entrambi vennero liberati dal maleficio, ritornando all’isola, accompagnati da una luce abbagliante, segno della ritrovata felicità, liberando dal sortilegio anche il re. Ancora oggi a Capri il solstizio d’estate è un giorno di festa e da questa leggenda sono nate linee di gioielli molto note sull’Isola.
Una famosissima leggenda si svolge nel castello di Montebello che, nei secoli, è stato un luogo strategico per la difesa del territorio, tanto che la sua storia è costellata da sanguinose battaglie. Il nome “Montebello”, infatti, deriva dal nome romano “mons bellum” (monte della guerra). Diverse famiglie si sono succedute nel castello, ampliandolo, modificandone la torre di vedetta romana, sino a rendere la costruzione sempre più imponente e suggestiva. Non stupisce che tale luogo, così antico e ricco di avvenimenti, porti con sé una storia di fantasmi: la leggenda di Guendalina Malatesta, detta Azzurrina. La fanciulla, figlia di un certo Ugolinuccio, signore di Montebello, alimenta una leggenda popolare molto conosciuta in Romagna, tramandata oralmente per tre secoli, venendo di volta in volta distorta, ampliata, abbellita sino a che, nel 600, un parroco della zona la mise per iscritto assieme ad altre leggende e storie popolari della bassa Val Marecchia.
Guendalina era albina, cosa che, secondo la superstizione popolare del tempo, era collegata ad eventi di natura magica se non diabolica. Per questo motivo, il padre aveva deciso di farla sempre scortare da un paio di guardie, non facendola mai uscire di casa per proteggerla dalle dicerie e dal pregiudizio popolare. La madre le tingeva ripetutamente i capelli con pigmenti di natura vegetale estremamente volatili. A ciò si univa la scarsa capacità dei capelli albini di trattenere il pigmento, conferendo alla bimba riflessi azzurri che ne originarono il soprannome di Azzurrina. La leggenda narra che il 21 giugno del 1375, nel giorno del solstizio d’estate, mentre Azzurrina giocava nel castello di Montebello con una palla di stracci, fuori infuriava un temporale. Era vigilata da due armigeri di nome Domenico e Ruggero. Secondo il resoconto delle guardie, la bambina inseguì la palla caduta all’interno della ghiacciaia sotterranea. Avendo sentito un urlo le guardie accorsero nel locale, entrando dall’unico ingresso ma non trovarono tracce della bambina. Il suo corpo non venne più ritrovato. La leggenda vuole che il fantasma della bambina sia rimasto intrappolato nel castello e che torni a farsi sentire nel solstizio d’estate di ogni anno lustro (cioè che finisce per 0 e 5).
Un’altra leggenda racconta che nella notte del solstizio estivo il Sole e la Luna si sposano. Numerosi sono i riferimenti all’acqua e al fuoco in questo giorno.
In Veneto fino a pochi decenni fa si allestivano dei fuochi agli incroci, mentre a Pamplona, in Spagna, si bruciano alcune erbe per scongiurare fulmini e tempeste, due manifestazioni atmosferiche tipicamente estive. Anche i Berberi che stanno in nord Africa hanno dei festeggiamenti in concomitanza del 24 giugno e per questa occasione accendono dei fuochi molto fumosi per propiziare il raccolto dei campi e per guarire chi vi passa in mezzo, in modo simile al rito celtico in occasione del Beltane. In Brasile, a Fortaleza, c’è la Festa Junina in onore di São João e i falò fanno da sfondo all’unione delle coppie.
Solstizio d’estate: festeggiamenti in tutto il mondo
Il solstizio d’estate è celebrato nel mondo con numerosi festeggiamenti: in tanti si riuniscono presso il complesso megalitico di Stonehenge per assistere al sorgere del sole del solstizio. Una sorta di Stonehenge italiana è l’antico borgo di Pruno, frazione di Stazzema, in provincia di Lucca, dove il sole che sorge nel giorno del solstizio trafigge il monte Forato, creando un’atmosfera unica e suggestiva. In Bielurussia il solstizio estivo è festeggiato col nome di kupala Night: le donne bielurusse gettano delle candele galleggianti sul fiume; mentre i giovani festeggiano il sole di mezzanotte facendo il bagno nel lago.
In Ucraina festeggiano il solstizio estivo col nome di Ivan Kupala Day o Kupala Night, tra canti e balli intorno ai falò per purificarsi dai peccati e come auspicio di buona salute. Le ragazze gettano in acqua ghirlande di fiori che i ragazzi cercano di catturare per conquistare la fanciulla desiderata. Gli indigeni aymara, già alcuni giorni prima del 21 giugno, iniziano i preparativi per ricevere degnamente Tata Willka, il padre sole, masticando coca.
In Svezia il solstizio d’estate coincide con i festeggiamenti per la Festa di mezza estate, in cui i partecipanti fanno corone di fiori, danzano intorno ad un palo fiorito, mangiano e bevono molto.
In Spagna si realizzano grandi falò con vecchi mobili, libri scolastici, legno, per scacciare gli spiriti maligni, celebrando la notte di San Juan, tramite una cerimonia di purificazione in coincidenza col solstizio d’estate.
In copertina immagine di archivio di Pantelleria
Ambiente
Pantelleria, Commissario Italo Cucci riferisce sulle audizioni in Camera e Senato. Il Parco conquista il Faro di Punta Spadillo
Italo Cucci Presidente del Parco di Pantelleria?
Agricoltura eroica, recupero patrimonio immobiliare, destagionalizzazione turistica al centro del programma della Presidenza dell’Ente A seguito delle recenti audizioni presso le Commissioni Ambiente di Camera e Senato per l’esame della proposta di nomina a Presidente dell’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, il Commissario Straordinario Italo Cucci ha incontrato la stampa locale per illustrare i punti salienti del mandato e le iniziative urgenti per il futuro dell’isola, attività in linea con le finalità statutarie.
“Torno da Roma con la consapevolezza di avere presentato un Parco vivo” ha dichiarato Italo Cucci. “Le Commissioni hanno chiesto conto delle attività svolte, di quelle previste per il futuro e dello stato economico. Abbiamo dimostrato che il Parco non è solo un Ente di tutela ma un motore attivo per la Comunità”.
Durante i colloqui parlamentari, il Commissario ha delineato una strategia di interventi futuri articolati su diversi pilastri. Di seguito si riportano i punti salienti: – Piano Agricoltura e integrazione dei lavoratori: per contrastare l’abbandono dei terreni e la crisi del settore, il Commissario ha avviato una trattativa con il Ministero dell’Interno per l’impiego stanziale di lavoratori migranti (specializzati in agricoltura).
L’obiettivo è garantire manodopera qualificata per la cura e la raccolta di cappero e zibibbo (Patrimonio UNESCO) per 12 mesi l’anno, prevedendo l’accoglienza di lavoratori e relative famiglie presso l’ex albergo Miriam, struttura che il Parco intende impegnasi nel contribuire alla sua riqualificazione; emanazione di bandi per incentivare l’agricoltura sostenibile e la sperimentazione di nuove coltivazioni e la riduzione dell’abbandono dei terrazzamenti per mitigare il dissesto idrogeologico:
- Recupero del Faro di Punta Spadillo: è stato annunciato che entro luglio il Faro di Punta Spadillo passerà ufficialmente sotto la gestione del Parco. Una operazione necessario per sottrarre al degrado uno dei simboli dell’isola e per restituirlo alla collettività come presidio culturale;

- Educazione Ambientale e Giovani: attenzione al progetto “Piccoli Ranger” del Parco, iniziativa che coinvolge scuole e associazioni locali per formare le nuove generazioni alla custodia del territorio, già accolta con favore dal Ministero;
- Attività nell’ambito del programma Parchi per il Clima del MASE: l’Ente Parcoha acquistato bus elettrici o ibridi e scuolabus elettrici (6 in totale) per il trasporto scolastico e l’implementazione di una rete di biciclette elettriche per i turisti, finanziate direttamente dal bilancio dell’Ente per promuovere un’isola “green”;
- Destagionalizzazione turistica: con il Progetto “Vivere nel Sole” già presentato alla FREE di Monaco e prossimamente a Stoccolma, il Parco punta ai mercati del Nord Europa (in particolari a quelli scandinavi) per attrarre visitatori durante il periodo autunnale/invernale proponendo trekking e attività all’aperto, valorizzando il clima mite e soleggiato di cui l’isola gode quasi tutto l’anno;
- Rigore edilizio: in merito alla pianificazione territoriale, Cucci ha ribadito il rigore al quale si attiene l’Ente Parco per il rilascio di pareri ambientali per la realizzazione di progetti che devono rispettare norme sia transitorie (fino a quando sarà approvato il Piano e Regolamento) che di quelle relative la Valutazione di incidenza ambientale al fine di razionalizzare il consumo di suolo;
- Piano e Regolamento del Parco: si sta lavorando a questi documenti essenziali per il corretto svolgimento delle attività del Parco che saranno presto ultimati;
- Il Commissario ha infine comunicato di avere invitato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’isola in occasione dei festeggiamenti del decennale dell’istituzione del Parco Nazionale, che avranno luogo il 28 luglio p.v.
“Il Parco è stato voluto dal Capo di Stato: averlo con noi per celebrare i primi dieci anni di vita dell’unico Parco Nazionale siciliano sarebbe un segnale di vicinanza fondamentale per tutta la popolazione pantesca.”
Italo Cucci con Carmine Vitale
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Ambiente
Pantelleria – Giornata del Mare, mostra fotografica di Paolo Minzi in Capitaneria di Porto
Giornata del Mare – Guardia Costiera di Pantelleria ospita una mostra di fotografie subacquee – Coinvolti i ragazzi delle scuole
Sabato 11 aprile si celebrerà la Giornata del Mare, istituita fine di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico. In tale occasione la Capitaneria di Porto di Pantelleria ospiterà una esposizione di scatti a firma del noto appassionato del settore, Paolo Minzi.
Coinvolti nel progetto, i ragazzi delle scuole, che arriveranno nella base della capitaneria, nelle giornate del 10 e del 13 aprile, alle ore 8.30, per visitare la stessa e poter ammirare i pregevoli scatti del mare.
Dopo alcune attività, gli studenti di ogni età, poichè sono coinvolti anche i bambini dell’infanzia, si sposteranno a Punta Sileri, per la pulizia della costa.
Gli organizzatori dell’evento
L’evento è organizzato dalla Capitaneria di Porto stessa di Pantelleria, con la collaborazione della Pro-Loco, dell’Associazione Barbacane e della Marina Militare.
Così l’autore descrive l’invito a parteciapre:
Alcuni giorni fa ho ricevuto, con grande e piacevole sorpresa, la telefonata della Signora Michela Silvia della Pro Loco di Pantelleria, che mi invitava ad allestire una mostra con le mie fotografie subacquee nei locali della Capitaneria di Porto in occasione della Giornata del Mare. Ho accettato subito, con entusiasmo ed emozione.
Da oltre trent’anni mi immergo nelle magnifiche acque cristalline di questa isola incantata. Ho esplorato i suoi fondali dalla superficie fino a profondità non comuni, sempre con la macchina fotografica al mio fianco, spinto dalla passione e dal desiderio di documentare e far conoscere la sua straordinaria natura: i suoi bellissimi fondali, i suoi variopinti abitanti e scenari che pochi hanno la fortuna e il privilegio di osservare con i propri occhi.
Ho iniziato a immergermi fin da ragazzo e, in migliaia di immersioni, ho fotografato alcuni tra i mari più belli del mondo. Ma quando mi chiedono: “Tu che hai visto i mari più belli, quale ti è piaciuto di più?”, la mia risposta è sempre la stessa: Pantelleria, la mia amata isola.
Le fotografie che qui vedete rappresentano solo una piccola parte di quelle scattate nel corso degli anni, ma spero riescano a trasmettervi almeno una parte dell’emozione che ho provato io nel realizzarle.
La mia gioia più grande è sapere che verranno a visitare la mostra anche i ragazzi delle scuole, per festeggiare insieme alla Pro Loco e al personale della Guardia Costiera, che gentilmente ci ospita nei suoi locali, questa giornata dedicata al mare.
Chi ama il mare, le sue incantevoli praterie di Posidonia, le gorgonie, i coralli e i suoi straordinari abitanti, non può che desiderare di condividere questo amore e trasmetterlo alle nuove generazioni. Spero che queste immagini possano far nascere nei giovani la passione per le immersioni, soprattutto in chi ha la fortuna di avere il magnifico mare di Pantelleria alle porte di casa.
P.S. Immergersi è meraviglioso, molto sicuro se si rispettano le regole e, soprattutto, facile e affascinante. Fatevi tentare… e forse un giorno mi direte grazie!
Paolo Minzi
Photographer
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Ambiente
Maxi operazione “Phoenix” della Guardia Costiera di Palermo. Sequestri e multe anche a Pantelleria
Controllo sulla filiera ittica eseguita dai militari di tutti i Comandi ricadenti sotto la giurisdizione della Direzione Marittima della Sicilia Occidentale, Pantelleria compresa
PALERMO – Si è conclusa con un importante risultato il bilancio dell’Operazione Regionale “PHOENIX”, condotta dal 12° Centro di Controllo Area Pesca della Sicilia Occidentale, che ha portato al sequestro complessivo di circa 21 tonnellate di prodotti ittici. L’attività ha visto l’impiego di numerosi militari, gli ispettori “pesca”, dislocati in tutta la Sicilia occidentale, impegnati in una vasta azione di contrasto all’abusivismo commerciale. Sono stati effettuate 335 ispezioni che hanno portato al sequestro dell’ingente quantititativo di prodotto ittico ed all’elevazione di sanzioni amministrative per un ammontare di € 150.000. L’operazione, intensificata anche alla luce delle recenti notizie di cronaca relative a casi di intossicazione alimentare e problematiche di epatite legate al consumo di prodotti ittici crudi, si è concentrata soprattutto sulla vendita illegale su strada e sulla verifica della sicurezza alimentare lungo tutta la filiera. Nel corso dei controlli su strada, i militari hanno sequestrato circa 4 tonnellate di pescato commercializzato su strada, in alcuni casi posizionati su dei banchetti improvvisati, tra cui oltre 6.000 esemplari di ricci di mare.
Questi ultimi, essendo ancora vivi, sono stati rigettati in mare, nel rispetto dell’ecosistema marino. Sequestrati anche circa 200 kg di cozze e 100 kg di vongole, risultati privi dei requisiti di tracciabilità previsti dalla normativa vigente e commercializati in strada in vasca d’acqua privi di requisiti e possibilemente contaminata. Le attività ispettive si sono estese anche ai depositi: in provincia di Caltanissetta la Guardia Costiera di Gela, ha rinvenuto circa 8 tonnellate di prodotti scaduti, mentre in un deposito in provincia di Palermo, la Guardia Costiera di PORTICELLO, ha sequestrato ulteriori 6 tonnellate di semilavorati con termine minimo di conservazione (TMC) superato. Risultati molto rilevanti sono stati quelli ottenuti nell’ambito della Ristorazione ove i militari congiuntamente al “prezioso” supporto del personale sanitario dell’ASP di PALERMO,di CALTANISSETTA e di AGRIGENTO, hanno portato al sequestro di 1.100 kg di prodotti ittici anche lavorati e pronti per la somministratazione privi delle norme sulla rintracciabilità nonché delle norme previste dal cosiddetto “pacchetto igiene” HACCP.
In questo caso tutto il prodotto ittico è stato distrutto mediante ditte specializzate. Il personale ispettivo del compartimento Marittimo di Porto Empedocle, con gli ispettori in servizio presso la Guardia Costiera di SCIACCA e di LICATA, congiuntamente al personale sanitario, ha disposto la chiusura con conseguente sospensione dell’attività per due ristoranti, in provincia di Agrigento, per gravi carenze igienico-sanitario. La Guardia Costiera ha annunciato che i controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, con particolare attenzione alla tutela della salute pubblica e alla salvaguardia della corretta commercializzazione dei prodotti ittici. L’obiettivo primario è contrastare in maniera sempre più incisiva il fenomeno dell’abusivismo in strada, considerato una delle principali criticità del territorio palermitano e nella corretta attuazione delle procedure previste ai sensi delle norme dell’ HACCP. L’Autorità Marittima raccomanda, infine, ai cittadini di evitare l’acquisto di prodotti ittici venduti su strada senza adeguata tracciabilità, sottolineando i rischi per la salute connessi al consumo di alimenti non controllati.
Esito dei controlli a Pantelleria
Si riportano di seguito i dati sull’attività svolta nello specifico nel territorio pantesco da parte degli uomini e delle donne dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Pantelleria:
Ispezioni presso 11 attività commerciali di cui 6 supermercati, 3 esercizi di ristorazione e 2 pescherie. Controlli serrati anche lungo le principali arterie viarie dell’isola e i principali punti di sbarco per scongiurare l’eventuale presenza di venditori ambulanti privi della licenza di vendita del prodotto ittico;
Più di 2 quintali di prodotto ittico controllato;
Sanzioni amministrative per un ammontare di più di € 3.000;
Sequestro di circa 6 kg di prodotto ittico immesso nel mercato oltre la data di scadenza.
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