Salute
Nasce VETeris: per la prima volta in Italia Medici Veterinari e Medici Geriatri insieme per la salute di anziani e animali
La medicina veterinaria e la medicina umana si incontrano per ottimizzare le linee guida esistenti nel settore degli interventi assistiti con animali, per migliorare la qualità di vita degli anziani
Il progetto, che vede il contributo non condizionato di MSD Animal Health, è una testimonianza tangibile dell’efficacia dell’approccio One Health, basato su una visione circolare della salute globale
L’invecchiamento della popolazione è una sfida per la salute del mondo: nel 2030 più del 24% della popolazione europea sarà over 65 e, attualmente, in Italia, sono presenti più di 13 milioni di persone che superano i 65 anni di età
Per le persone con patologie croniche come ipertensione, diabete e depressione, possedere un animale domestico, insieme ad una corretta alimentazione, può portare un risparmio annuale di circa 4 miliardi di euro per il Sistema Sanitario Nazionale
Dall’unione delle forze e delle conoscenze di Medici Geriatri e gerontologi e Medici Veterinari esperti in IAA nasce VETeris, la prima Associazione italiana nata per ottimizzare le linee-guida sugli interventi assistiti con animali (IAA)[1] per migliorare la qualità di vita degli anziani. Il progetto, nato anche grazie alla collaborazione di SISCA (Società Italiana Scienze del Comportamento Animale) e con il contributo non condizionato di MSD Animal Health – l’azienda leader mondiale nella salute animale – comprende un percorso di interventi assistiti con animali che abbia al proprio centro le persone anziane. Il piano, che rappresenta una prima esperienza assoluta in campo nazionale, è stato presentato nel corso del congresso “Florence Geriatric Health Alliance 2022”, che si è svolto dal 3 al 5 novembre presso i locali della Camera di Commercio di Firenze, in occasione del One Health Day.
In un mondo in cui la salute della comunità, quella degli animali e l’equilibrio del clima e degli ecosistemi sono sempre più a rischio è prioritario perseguire uno scopo comune verso una Salute Unica (One Health) che abbracci le esigenze di esseri umani, animali e del pianeta nel suo complesso per ottimizzare, in modo sostenibile, la loro salute. Oggi il 60% di tutte le malattie trasmissibili all’uomo e circa il 75% di quelle emergenti hanno origine animale: un dato che conferma la necessità di parlare di salute circolare, per trovare soluzioni innovative e interdisciplinari in grado di rispondere alle sfide globali senza concorrere ulteriormente all’impoverimento delle risorse e della biodiversità.
UN APPROCCIO NON FARMACOLOGICO PER IL BENESSERE DEGLI ANZIANI
Investire in progetti dedicati al miglioramento della salute e del benessere delle persone anziane è cruciale per il futuro dell’intera collettività, se si considera che – stando alle previsioni demografiche – nel 2030 più del 24% della popolazione europea sarà over 65 e che, in Italia, sono presenti più di 13 milioni di persone che superano i 65 anni di età.
Secondo gli esperti, il contatto con gli animali può contribuire a migliorare in modo significativo la qualità di vita delle persone anziane, apportando benefici terapeutici, oltre chiaramente ad una corretta alimentazione e a uno stile di vita sano. La pet therapy, oggi sostituita dal complesso indicato con l’acronimo IAA: interventi assistiti con gli animali, in Italia è riconosciuta come utilizzabile per la cura di anziani e bambini nel Decreto Ministeriale del 2003 e, nel 2005, questi interventi sono stati riconosciuti anche dal Comitato Nazionale Bioetico. I benefici degli IAA, negli ospedali, con i bambini, nelle case di cura per anziani, sono stati comprovati, e continuano ad esserlo, grazie alle diverse testimonianze e alle esperienze che si documentano ogni giorno.
Le attività di VETeris, Associazione di Medici Veterinari e Medici Geriatri per gli Interventi Assistiti con Animali, si concentrano principalmente sulle persone con Alzheimer: l’approccio non farmacologico è particolarmente efficace per migliorare i sintomi psicologici della malattia, in particolare la depressione.
“VETeris nasce per favorire l’invecchiamento attivo e sano attraverso stili di vita salutari attraverso interventi non farmacologici. – spiega Andrea Ungar, Professore di Geriatria Università di Firenze, Direttore dell’Unità di Geriatria dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi – Ne è un esempio l’interazione uomo-animale: la creazione di un legame, anche temporaneo, ha dimostrato benefici terapeutici significativi. La presenza di un animale – continua Andrea Ungar – può stimolare l’anziano a fare movimento, favorisce le interazioni sociali e risveglia l’elasticità mentale”.
“Sono molto felice e voglio ringraziare il Prof. Andrea Ungar e MSD Animal Health per aver contribuito a dar vita a VETeris. – dichiara Marco Melosi, Medico Veterinario e Presidente dell’Associazione Nazionale del Medici Veterinari Italiani (Anmvi). “Oggi nasce un’associazione importante, ma le sue fondamenta risalgono all’edizione scorsa del “Florence Geriatric Health Alliance”, quando, d’innanzi a una platea numerosa e attenta, abbiamo parlato del rapporto già esistente tra anziani e pet. Sebbene la pandemia abbia aumentato la consapevolezza sui benefici di questo rapporto, bisognava acquisire ancora maggiore sensibilità da parte dei professionisti della salute. Con questa associazione, riusciremo a colmare questa necessità, creando un protocollo grazie al quale impiegare in maniera corretta i pet in particolari patologie degli anziani, sempre con l’ausilio del Medico Veterinario.”
Studi scientifici sugli interventi assistiti con animali hanno dimostrato, inoltre, benefici come la diminuzione dello stress, l’abbassamento della pressione, il miglioramento della circolazione e livelli di colesterolo più bassi. Inoltre, per le persone con patologie croniche come ipertensione, diabete e depressione, possedere un animale domestico, insieme ad una corretta alimentazione, può portare un risparmio annuale di circa 4 miliardi di euro per il Sistema Sanitario Nazionale.
UNA SALUTE CHE CI UNISCE: ONE HEALTH
Il progetto VETeris costituisce una prima applicazione pratica in Italia di One Health, da sempre motore e manifesto di MSD Animal Health, che ancora una volta dimostra il suo costante impegno nel diffondere l’importanza di adottare un approccio circolare per preservare la salute globale, attraverso una collaborazione multidisciplinare di tutti i settori coinvolti, dai produttori ai consumatori, ai pet parent.
“Noi di MSD Animal Health siamo al fianco dei Medici Veterinari e Medici Geriatri nella nascita di questa nuova associazione, che rappresenta una svolta epocale, proprio perché si tratta di uno dei vari esempi tangibili del nostro approccio One Health per difendere la salute di tutti gli abitanti del pianeta, umani e non, e il pianeta stesso – afferma Paolo Sani, Amministratore Delegato Animal Health – Per raggiungere l’obiettivo del One Health uno dei primi passi sarà promuovere le linee guida elaborate da VETeris che tracceranno il futuro della collaborazione tra medicina umana e medicina veterinaria per la salute non solo degli anziani ma anche di quegli animali che, grazie agli interventi assistiti, interagiscono con loro e li aiutano a migliorare le loro condizioni di benessere”.
L’URGENZA DI AUMENTARE LA CONSAPEVOLEZZA DEL GRANDE PUBBLICO
Ad oggi esiste una reale mancanza di consapevolezza sulla circolarità del benessere tra mondo animale, umano e ambientale. Ecco perché MSD Animal Health è in prima linea per fare sistema, diffondendo una giusta informazione e trasmettendo a un pubblico sempre più esteso conoscenze che spesso restano solo tra gli esperti del settore. Si tratta di un cambiamento che non può essere protagonista solo di dibattiti accademici, soprattutto perché l’80% degli italiani dichiara di non conoscere il termine zoonosi e di non avere consapevolezza del legame tra mondo animale e umano per la salute del pianeta.
La strada è ancora lunga ma a tracciarne il cammino contribuiscono gli stessi Medici Veterinari (sia animali da reddito sia da compagnia), per i quali il concetto del One Health evoca co-responsabilità e destino comune e deve coinvolgere tanto la comunità scientifica quanto il grande pubblico.
APPROFONDIMENTO: UN’ESIGENZA CHE NASCE DA LONTANO
Durante il Florence Geriatric Health Alliance, Luca Mechelli, Medico Veterinario, professore ordinario di Patologia generale dell’Università di Perugia e presidente dell’Istituto zooprofilattico di Umbria e Marche, ricorda i passi nella storia delle scienze e della medicina per arrivare al moderno concetto di One Health, che si fonda sulla multidisciplinarietà e sulla collaborazione interprofessionale.
Nel corso della storia, la svolta epocale arriva con Erasmo da Rotterdam e la nascita di un movimento di contaminazione delle conoscenze e successivamente nel 1984, Calvin W. Schwabe, Medico Veterinario, epidemiologo, parassitologo e immunologo, introduce per la prima volta il concetto di “One Medicine”. Adriano Mantovani nel ‘900 fa una rappresentazione grafica dell’approccio One Health visualizzandolo come un albero i cui rami principali sono rappresentati dalla Medicina Umana e dalla Medicina Veterinaria che, insieme, danno vita alla sanità pubblica.
Nel 2004, presso la Rockfeller University (USA), si svolge un simposio sulla globalizzazione delle malattie dell’uomo, degli animali domestici e selvatici e sul possibile interscambio tra specie, in cui sono stati enunciati i “12 Principi di Manhattan” per esortare i leader mondiali, la società civile, gli esperti di sanità pubblica, le istituzioni scientifiche ad un approccio trasversale e interdisciplinare alla prevenzione, sorveglianza e controllo delle malattie.
Nel 2021, il gruppo di esperti One Health High Level Expert Panel (OHHLEP) che prende origine dalle organizzazioni internazionali come FAO, OIE, UNEP e WHO con l’adesione anche di varie associazioni veterinarie, elabora una definizione condivisa di One Health, quale approccio integrato, multisettoriale e unificante che punta a bilanciare e ottimizzare, in modo sostenibile, la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi.
Salute
Vigilanza e salvataggio nelle spiagge libere, 800 mila euro ai Comuni
La Regione quest’anno stanzia 800 mila euro da distribuire ai Comuni siciliani per assicurare il servizio di vigilanza nelle spiagge libere, con la presenza di bagnini di salvataggio, e dotare gli arenili delle attrezzature e dei servizi necessari a garantire l’incolumità della vita a mare. I criteri e le modalità per la concessione, l’erogazione e la rendicontazione di questi contributi sono contenuti in una circolare firmata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in qualità di assessore ad interim alle Autonomie locali e alla funzione pubblica.
«Il governo regionale – afferma il presidente Schifani – sostiene in maniera concreta i Comuni chiamati a garantire la tutela dei bagnanti che frequentano le nostre splendide spiagge libere. Migliorare i servizi a disposizione delle comunità locali e dei turisti alla vigilia della nuova stagione estiva è un dovere della pubblica amministrazione, così come l’invito a rispettare le disposizioni di sicurezza emanate dalle Capitanerie di Porto».
Secondo la legge che regola l’istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio nelle spiagge libere siciliane (n.17 del 1998), i Comuni devono assicurare questi controlli ogni giorno e senza interruzioni, dalle 9 alle 19, per un periodo non inferiore a 60 giorni e non superiore a 120, tra il primo maggio e il 30 settembre di ogni anno. Il contributo prevede la copertura, fino al 50%, delle spese relative al personale di salvataggio qualificato, almeno due bagnini ogni 150 metri di spiaggia per un massimo di 600 metri lineari.
I Comuni dovranno presentare le istanze entro il 15 maggio, esclusivamente per posta elettronica all’indirizzo dipartimento.autonomie.locali@certmail.regione.sicilia.it. Le richieste saranno esaminate in ordine di ricezione.
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Salute
Al via l’alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico 2.0. Cosa troveremo alla consultazione del vostro FSE
Tutte le novità sul Fascicolo Sanitario Elettronico
L’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani compie un nuovo e significativo passo avanti nel percorso di innovazione digitale, estendendo ulteriormente l’alimentazione del Fascicolo Sanitario Elettronico con la trasmissione nello stesso di ulteriori documenti sanitari.
Un risultato importante che rafforza il processo di digitalizzazione intrapreso dall’Asp di Trapani e che consente ai cittadini di consultare in modo sempre più semplice, rapido e sicuro i propri documenti sanitari direttamente all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0.
Ogni utente dell’ASP Trapani qualora acceda al proprio FSE trova:
1) i referti delle prestazioni ambulatoriali cioè i risultati delle visite e delle prestazioni ambulatoriali, ad esempio il referto della visita cardiologica, dermatologica, diabetologica, oculistica, otorinolaringoiatria, visita chirurgica, neurologica etc ;
2) i referti di Anatomia Patologica, cioè l’esame istologico, ad esempio l’esame istologico del nevo che ha asportato in ambulatorio oppure il referto delle biopsie della colonscopia o gastroscopia, il lipoma, il fibroma cutaneo;
3) I referti degli esami citologici, quali ad esempio il Pap Test, l’esame per ricerca HPV, l’esame per agoaspirazione tiroide, la citologia urinaria;
4) Diagnostica per Immagini, cioè il referto della lastra oppure della TC o della RM o l’ecografia, compresa la mammografia, anche quella dello screening;
5) Laboratorio Analisi: tutti i risultati delle indagini di laboratorio compresi gli esami sulle urine;
6) Diabetologia;
7) Il RPS, ossia il Rapporto di Pronto Soccorso;
8)le lettere di dimissione dal ricovero ospedaliero.
Particolare rilievo assume il risultato conseguito nell’ambito dell’Anatomia Patologica; infatti l’utente ha a disposizione il referto direttamente nel suo Fascicolo sanitario che, ricordiamo, è consultabile dal proprio medico di medicina generale (medico di famiglia o Pediatra di libera scelta) , ovviamente nel pieno rispetto dei tempi di refertazione che risultano essere allineati ai tempi di attesa indicati e stabiliti dal Ministero Salute e dalla Regione Siciliana; è necessario tenere presente che i referti devono essere inviati al fascicolo sanitario dell’utente entro i 5 giorni successivi alla loro emissione, quindi se il tempo di refertazione per un esame istologico ambulatoriale è di 10 giorni lavorativi a questi vanno aggiunti i 5 giorni per l’invio del referto stesso nel fascicolo sanitario dell’utente stesso. I risultati dell’esame istologico degli interventi chirurgici invece, proprio poiché il paziente è ricoverato, vanno al alimentare la cartella clinica informatizzata sempre nel pieno rispetto dei tempi di refertazione stabiliti da Ministero e Regione.
L’Azienda ha lavorato intensamente nell’ultimo anno per conseguire un efficientamento profondo e strutturale del servizio, intervenendo con decisione sul piano organizzativo, gestionale e tecnologico. In questo contesto, la trasmissione diretta dei referti sopra riportati, al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 rappresenta un ulteriore tassello di un più ampio percorso di rafforzamento e modernizzazione, orientato a garantire maggiore tempestività, tracciabilità e accessibilità. L’utente potrà così consultare il proprio referto nei tempi previsti, con refertazione entro i tempi stabiliti ma soprattutto il proprio medico di famiglia (MMG) o Pediatra di famiglia (PLS) ha già la possibilità di consultare il fascicolo di ogni assistito ovviamente sempre dopo aver espletato le procedure di competenza.
Si ricorda che qualora l’anatomo patologo rilevi una qualunque criticità avvisa immediatamente il clinico che segue il paziente per la dovuta comunicazione allo stesso.
“L’estensione della trasmissione dei documenti sanitari al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 – dichiara il Commissario Straordinario dell’Asp di Trapani -conferma in maniera concreta il percorso di innovazione e miglioramento che l’Azienda sta portando avanti Il focus sull’Anatomia Patologica assume un significato particolare, perché testimonia il lavoro svolto nell’ultimo anno per rafforzare in modo incisivo il servizio, migliorarne l’efficienza e assicurare ai cittadini risposte più rapide, facilmente accessibili non solamente all’assistito stesso ma anche e soprattutto al proprio Medico di famiglia che in questo modo può indirizzare il paziente al meglio qualora ve ne fosse la necessità. Rendere disponibili i referti anche attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 significa rafforzare concretamente la qualità dei servizi e la vicinanza dell’Azienda ai bisogni dell’utenza”.
Continua, dunque, il percorso di forte digitalizzazione in atto all’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, con l’obiettivo di rendere i servizi sanitari sempre più moderni, efficienti e accessibili, a beneficio dell’intera collettività.
(In copertina grafica da Azienda Sanitaria Provincia di Trapani)
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Salute
Una vela per il cuore: viaggio di prevenzione cardiaca sulle piccole isole. Ecco quando a Pantelleria
Prevenzione per tutti gli isolani dai 50 ai 75 anni
Genova, 26 marzo 2026 – Cardioteam – Una vela per il cuore, la campagna di prevenzione cardiovascolare promossa dalla Cardioteam Foundation con il sostegno della Fondazione Sanlorenzo, spiega le vele per il terzo anno consecutivo e si dirige verso le piccole isole, dove la prevenzione sanitaria stenta ad arrivare. Dopo il successo delle edizioni precedenti, il progetto torna in mare con un nuovo viaggio dedicato alla prevenzione e alla solidarietà. Da fine marzo a ottobre attraverserà il Tirreno facendo tappa nelle piccole isole italiane, territori straordinari ma fragili dove l’accesso ai servizi sanitari può essere complesso e discontinuo.
Quattordici tappe, oltre sei mesi di navigazione e migliaia di miglia nautiche da percorrere per portare la prevenzione direttamente nelle comunità isolane.
Il team di medici ed ecocardiografisti salperà a bordo di Serena da Punta Ala (GR), dando via al tour 2026 il 30 marzo all’Isola d’Elba, prima tappa di un itinerario che toccherà, come lo scorso anno, alcune delle isole più suggestive del Mediterraneo italiano: dall’Isola del Giglio a Ponza, da Ventotene a Ischia, fino a Capri e Procida. Nel cuore dell’estate la missione di prevenzione proseguirà tra le Isole Eolie, con uno screening camper attivo a Vulcano e Lipari, per poi raggiungere le Isole Egadi e Trapani. Dopo la pausa di agosto la navigazione riprenderà verso sud con Pantelleria e Lampedusa, per concludersi in Sardegna tra Cagliari, Sant’Antioco, Alghero e La Maddalena, alla fine di ottobre.
Il cuore della campagna è il Tree Screening, un modello di prevenzione completamente gratuito che unisce simbolicamente due rami dello stesso albero della vita: cuore e cervello. Gli esami proposti comprendono l’ecocardiogramma, che consente di studiare in modo completo la struttura e la funzionalità del cuore – dalla capacità contrattile dei ventricoli alla funzione delle sue 4 valvole, alla presenza di eventuali infarti pregressi – e l’ecocolor Doppler dei tronchi sovraortici, un’indagine ecografica delle carotidi che portano il sangue al cervello e che permette di analizzare struttura, spessore delle pareti e flusso sanguigno, contribuendo alla prevenzione del rischio di ictus.
Una vela per il cuore è un viaggio di mare, vento e incontri, nato da un’idea semplice e potente: portare la prevenzione tra le persone. Una barca a vela diventa così un ambulatorio galleggiante, dove cardiologi, ecografisti, skipper e volontari offriranno ecocardiogrammi gratuiti con tecnologie all’avanguardia. Ogni approdo sarà un piccolo presidio sanitario a disposizione, su appuntamento, di tutti gli isolani tra i 50 e i 75 anni, portando informazioni su stili di vita, alimentazione, attività fisica e controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare.
L’iniziativa nasce dalla visione del cardiochirurgo Marco Diena, presidente della Cardioteam Foundation, che dal 2010 promuove progetti di prevenzione cardiovascolare su tutto il territorio nazionale. Da qualche anno, con Una vela per il cuore questo impegno ha preso la via del mare e sui suoi ambulatori medici itineranti – camper e barca a vela – sono stati effettuati circa 24.000 screening gratuiti nelle piazze e nei porti di oltre 80 città italiane, portando prevenzione e cultura della salute direttamente tra le persone.
“Serena”, la barca a vela che girerà il Tirreno portando la prevenzione nei porti, è un Azuree 40 di proprietà di due appassionati velisti, Raphael e Silvia Sicouri, figli del grande Pierre, che hanno incrociato il progetto quasi per caso nel 2025 e, per il secondo anno consecutivo, hanno generosamente deciso di trasformare la loro barca nel quartier generale marino di Cardioteam e di far parte dell’equipaggio di Una vela per il cuore.
Come partecipare alla campagna
Partecipare alla campagna è semplice: le persone tra i 50 e i 75 anni potranno prenotare il proprio ecocardiogramma gratuito consultando il calendario sul sito ufficiale del progetto, https://www.unavelaperilcuore.it/.
L’agenda delle visite sarà disponibile nei giorni precedenti l’arrivo della barca in ogni porto. Chiunque potrà inoltre sostenere il viaggio della prevenzione contribuendo con una donazione e “offrendo” simbolicamente una o più miglia nautiche, aiutando l’imbarcazione a continuare il suo percorso lungo le rotte della solidarietà (https://www.retedeldono.it/progetto/cardioteam-una-vela-il-cuore-0).
“Siamo orgogliosi ed emozionati di riprendere la via del mare per la terza volta con questo progetto a sostegno della prevenzione nelle isole” dichiara Marco Diena, presidente di Cardioteam Foundation. “Quattordici tappe e sei mesi di navigazione per un nuovo viaggio straordinario per portare prevenzione in quei territori dove l’assistenza medica e non solo è spesso difficile o preclusa”.
“Il nuovo progetto Una vela per il cuore è profondamente vicino alla nostra mission e alla nostra sensibilità” sottolinea Massimo Perotti, tra i fondatori di Fondazione Sanlorenzo. “Con i miei figli Cecilia e Cesare, abbiamo deciso di creare Fondazione Sanlorenzo per sostenere le comunità isolane nell’accesso ai propri bisogni fondamentali, come l’istruzione, la mobilità, l’imprenditoria locale: quello dell’accesso alla prevenzione e alle cure mediche è forse il diritto più importante e siamo orgogliosi di dare il nostro contributo sostenendo Cardioteam, proprio partendo dal nostro territorio, la Liguria.”
“L’iniziativa ‘Una vela per il cuore’ unisce perfettamente realtà a me molto care: il mare, la vela e la prevenzione” commenta il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, presente all’inaugurazione del progetto. “Portare gli strumenti e i professionisti della salute nelle località isolane, dove può essere difficile raggiungere con facilità i presidi sanitari, è davvero una missione preziosa, perché prevenzione e screening sono i pilastri di un futuro all’insegna della salute”.
Cardioteam – Una vela per il cuore è ideato da Cardioteam Foundation con la Fondazione Sanlorenzo come co-promotore e il sostegno di Welfareteam, azienda che organizza questi stessi screening come welfare aziendale e qui come main partner, insieme ai partner ANCIM, Creo Studios e Maybe, con il supporto di Intesa Sanpaolo.
UNA VELA PER IL CUOTRE: LE TAPPE DEL VIAGGIO 2026
30 marzo- 17 aprile Elba
20 aprile – 1 maggio Giglio
4 – 15 maggio Ponza
18 – 22 maggio Ventotene
25 maggio – 5 giugno Ischia
8 – 19 giugno Capri/Procida
22 giugno- 17 luglio SCREENING CAMPER Vulcano/Eolie
20 – 31 luglio Egadi/Trapani
31 agosto- 11 settembre Pantelleria
14 – 25 settembre Lampedusa
28 settembre – 16 ottobre Cagliari/Sant’Antioco
19 – 30 ottobre Alghero/La Maddalena
Cardioteam Foundation, presieduta dal cardiochirurgo Marco Diena, nasce nel 2008 dall’iniziativa di un gruppo di cardiochirurghi, cardiologi e professionisti non medici uniti dalla convinzione che la prevenzione rappresenti uno dei principali strumenti per la tutela della salute e del benessere della persona. È la prima realtà in Italia dedicata alla ricerca, alla formazione, alla solidarietà e alla prevenzione dell’infarto e dell’ictus, che sono ancora la prima causa di morte e di invalidità nel nostro paese. La Fondazione promuove progetti e iniziative finalizzati alla diffusione della cultura della prevenzione e alla tutela della salute cardiovascolare attraverso attività di sensibilizzazione sui rischi legati a stili di vita non salutari, programmi di prevenzione e diagnosi precoce, sostegno alla ricerca medica e allo sviluppo tecnologico. Cardioteam opera in Italia e all’estero – Francia, Polonia, Romania, Moldavia, Egitto, Georgia, Tunisia Algeria – con programmi di alta specializzazione rivolti a cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti, ecocardiografisti e tecnici della circolazione extracorporea. Organizza inoltre convegni nazionali e internazionali. Le evidenze scientifiche confermano che la prevenzione è più efficace delle cure nel salvare vite umane, e Cardioteam è prima in Europa per numero di screening ecocardiografici eseguiti.
La Fondazione Sanlorenzo nasce nel 2021 dalla volontà dei suoi fondatori, Massimo Perotti insieme ai figli Cecilia e Cesare, di sostenere quelle comunità che più̀ di tutte affondano nel mare le proprie radici, ovvero le piccole isole italiane. L’obiettivo è colmare il divario con la terraferma mettendo a disposizione strumenti e opportunità per preservare e valorizzare il patrimonio socio-culturale, economico e ambientale di queste terre. La Fondazione concentra il proprio impegno su tre ambiti di intervento prioritari. Educazione e crescita, attraverso progetti rivolti agli studenti delle isole, come “La Lettura non isola”, un laboratorio di scrittura creativa che promuove gemellaggi tra scuole della terraferma e delle isole, e il “Bando Oltremare”, che offre borse di studio a chi deve proseguire gli studi superiori dell’obbligo fuori dal proprio territorio. Innovazione e impresa, con percorsi e strumenti di sostegno rivolti a realtà locali, per promuovere e sostenere iniziative che generino valore sociale ed economico oltre la stagionalità turistica. Infrastrutture essenziali, infine, con azioni mirate a migliorare l’accesso a servizi fondamentali come sanità e istruzione, per garantire condizioni di equità e pari diritti ai cittadini delle piccole isole. www.sanlorenzofondazione.org
Raphael Sicouri e Silvia Sicouri sono velisti italiani appartenenti a una famiglia profondamente legata al mare e alla navigazione sportiva. Figli dei navigatori oceanici Paola Pozzolini e Pierre Sicouri, hanno ereditato fin da giovani la passione per la vela e in particolare per i multiscafi, distinguendosi in diverse competizioni internazionali. Silvia Sicouri, nata nel 1987, è una delle veliste italiane più note della sua generazione: ha regatato nella classe olimpica Nacra 17 e ha rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016, dove ha ottenuto il quinto posto insieme al timoniere Vittorio Bissaro. Nel corso della sua carriera ha conquistato anche medaglie ai campionati mondiali ed europei della classe. Raphael Sicouri è stato anch’egli un regatante attivo nelle classi di catamarani ad alte prestazioni, in particolare nella Formula 18, spesso nel ruolo di prodiere sull’imbarcazione del padre. Oltre alle regate, Raphael e Silvia trasmettono oggi alle loro giovani famiglie la passione per il mare, per lo sport praticato nello spirito corinthian e per la navigazione, anche in crociera. Una crociera vissuta con lo stesso approccio delle regate: non necessariamente con vele costose o tecnologicamente all’ultimo grido, ma sempre regolate con attenzione e a regola d’arte.
www.unavelaperilcuore.it
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