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Sociale

Morte Messina Denaro, Mons. Giurdanella “La CHiesa dalla parte delle vittime e della giustizia”

Giovanni Di Micco

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[Mazara del Vallo/Trapani) – «Conosciamo bene le dichiarazioni di Matteo Messina Denaro che ha definito la Chiesa piena di corrotti. Sono dichiarazioni che si commentano da sé». Lo dice il Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, dopo la morte di Matteo Messina Denaro. Il questore di Trapani Salvatore La Rosa ha vietato i funerali per il boss. «In questo momento noi come Chiesa stiamo dalle parti delle vittime – ha detto Giurdanella – stiamo dalla parte della giustizia, perché le persone che hanno subìto ogni forma di violenza atroce, fatta di morte, possono sentirsi accompagnati da processi urgenti che la società civile, forze dell’ordine, magistratura ma anche la comunità scolastica ed ecclesiastica deve avviare, per liberare questo territorio dalla cultura della sopraffazione, della prepotenza, della logica del più forte».  
   Monsignor Giurdanella ha, altresì, ribadito: «Dobbiamo iniziare dalle famiglie, dalla scuola per scrollarci di dosso questo peso che ci portiamo da parecchi anni. In questi mesi successivi all’arresto di Matteo Messina Denaro ho raccolto, tra i giovani e le forze sane del nostro territorio, un urlo di speranza per poterci liberare da questa piovra (la criminalità mafiosa) che ci tiene sospesi e che non ci permette di vivere». 
(mf)

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Cultura

Pantelleria e la Street Art per la legalità di Hira. Che ve ne pare?

Direttore

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TREET ART PANTELLERIA PER LA LEGALITÀ
Realizzazione del Murale con l’Artista Hira: “Street Art in Memoria di Uomini e Idee Coraggiosi”
Questo progetto si inserisce nel più ampio contesto della promozione della legalità e del bene comune, utilizzando la street art come strumento di sensibilizzazione e coinvolgimento attivo della comunità.
In questa iniziativa, gli studenti dell’Istituto V. Almanza sono stati protagonisti di un’esperienza formativa. Attraverso attività di volontariato e attivismo, i ragazzi hanno potuto partecipare direttamente alla creazione del murale, imparando l’importanza della legalità e del lavoro di squadra per il bene comune.
Il murale non è solo un’opera d’arte, ma un simbolo di resistenza e memoria, volto a ricordare a tutti noi il valore di chi ha lottato per un mondo migliore. Ringraziamo l’artista Hira, TVB – Territorio Volontariato Bene Comune e tutti i volontari che hanno reso possibile questo progetto, certi che lascerà un segno indelebile nella nostra comunità.
Invitiamo tutti i cittadini a venire a vedere il murale

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Sociale

Cracolici: “Il 23 maggio 1992 è iniziata la riscossa contro le mafie della società civile”

Redazione

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Palermo, 23 maggio – “La mafia 32 anni fa ha lanciato la sfida più alta allo Stato, uccidendo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, e gli agenti Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani. Ma da quel giorno è partito da Palermo un movimento di riscossa che ha portato la società civile a reagire e far reagire tutta Italia. Per questo la mafia non ha vinto, anche se ancora c’è molto da fare e con la Commissione siamo impegnati nel costruire un’antimafia sociale sui territori per rendere permanente quell’onda emotiva che ha fatto muro contro la mafia”.

Lo ha detto Antonello Cracolici, in occasione del 32esimo anniversario della strage di Capaci.

 

 

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Sociale

Capaci, seduta straordinaria della commissione Antimafia con autorità e cittadini

Redazione

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Cracolici: “Da qui è partito un movimento di reazione civile, a noi il compito di rendere impegno permanente”

 

 

Capaci, 21 maggio – Una seduta straordinaria della commissione Antimafia all’Ars in piazza, aperta alla cittadinanza, per rilanciare un impegno corale: è il senso dell’incontro organizzato a Capaci, dal presidente Antonello Cracolici, 32 anni dopo la strage dove furono uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. “Il 23 maggio 1992 subito dopo la strage di mafia è partito da qui un movimento di reazione civile contro la mafia che si è esteso poi a tutta l’Italia – ha detto Cracolici – oggi non vogliamo celebrare solo un ricordo ma costruire una memoria attiva con i Comuni, avamposto di legalità, qui presenti con i sindaci della città metropolitana di Palermo. Con la commissione stiamo cercando di costruire un argine al tentativo di condizionamento delle mafie, che sono ancora potenti nei traffici illeciti e si infiltrano nel sistema economico e istituzionale. Oltre agli strumenti repressivi serve un impegno sul territorio che vada oltre quell’indignazione che 30 anni dopo si è attenuata. Ora a noi il compito di rendere quell’impegno permanente. La battaglia è isolare i boss nelle nostre comunità e combatterli sul piano reputazionale, togliendo loro il consenso di cui hanno goduto finora”. A questa seduta straordinaria hanno partecipato anche le presidenti della commissione Antimafia del consiglio regionale della Campania e della Lombardia, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e i sindaci dei comuni della città metropolitana di Palermo e tanti cittadini comuni che hanno riempito la piazza di Capaci. “Era molto importante essere qui per essere compatti in una battaglia che ci unisce da Nord a Sud”, ha detto Paola Pollini, presidente della commissione Antimafia del consiglio regionale della Lombardia. “La Campania è presente – ha detto la presidente Carmela Rescigno – per testimoniare l’impegno di una commissione che mette in campo strategie creando giuste sinergie istituzionali”. “Credo sia la prima volta che una commissione parlamentare vada in una piazza a parlare con i cittadini e a confrontarsi – ha detto il sindaco di Capaci, Pietro Puccio – Il 23 maggio 1992 è stato uno spartiacque: subito dopo la strage tutti abbiamo preso coscienza che la mafia è il cappio al collo per lo sviluppo della Sicilia”.

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