Cultura
Modica in Svizzera vince con la poesia di Domenico Pisana al ““Premio Switzerland Literary Prize 2024”
Lo scrittore e poeta modicano Domenico Pisana in Svizzera
Cerimonia “Premio Switzerland Literary Prize 2024”
Vi sono diversi modi per andare a Massagno, grazioso comune svizzero del Canton Ticino (nel distretto di Lugano), per potere apprezzare lo splendido territorio collinare che accarezza l’anima e oltrepassa il tempo. Domenico Pisana (presidente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica) ha scelto di percorrere un ponte speciale: quello letterario. Lo ha fatto attraverso la recentissima raccolta poetica “Profili di tempo e d’anima” (OperaIncerta editore, Ragusa, 2024, pp. 136), epifania lirica che è salita sul podio della quarta edizione dell’importante Premio della Svizzera “Switzerland Literary Prize 2024”, nato per accomunare le popolazioni di tutto il mondo, condividere emozioni e valorizzare le culture linguistiche. A darne comunicazione al poeta e scrittore modicano è stato Roberto Sarra (presidente dell’Associazione Pegasus di Cattolica).
La giuria, presieduta da Daniela Quieti, e composta da Giovanni Ardemagni, Maria Grazia Scorza, Rita Coruzzi e Stefania Maestri, ha assegnato all’opera di Pisana il terzo posto. Il secondo posto è andato al libro di Totò Cascio “La Gloria e la prova” (prefazione di Giuseppe Tornatore e postfazione di Andrea Boccelli), e il primo posto al libro “I misteri della tazzina” di Sabrina Pieragostini e Flavio Vanetti.
La cerimonia di premiazione, cui hanno partecipato numerosissimi autori (tanti provenienti da Spagna, Inghilterra) per le diverse sezioni (poesia, narrativa saggistica, arte, giornalismo) si è tenuta a Massagno (Svizzera), sabato 28 settembre, presso Lux Art House.
Il libro di Pisana – con prefazione di Hussein Mahmoud (Capo dipartimento di lingua e letteratura italiana Facoltà di Lettere, Univ. Helwan al Cairo; è anche Consigliere scientifico dell’archivio nazionale dell’Egitto) – si dipana tra kronos e kairòs, tra immanenza e trascendenza, dimensioni che prefigurano la portata filosofico-teologica del pensiero pisaniano rilevando come la letteratura può avere anche il compito di portare alla luce del pensiero l’essere nella sua essenza: l’essere che il tempo consuma, ma che la trascendenza “salva” tramite la relazione col divino.
“Ringrazio la giuria (anche la giornalista Laura Incandela per la sua accoglienza) per questo riconoscimento – afferma Domenico Pisana – e per aver inteso l’essenza del mio testo, e cioè quella di considerare la vita, giardino dell’Eden donato da Dio all’uomo al momento della Creazione, non uno spazio in cui soggiornare da consumatori famelici e insaziabili, ma un dono di cui non si detiene la proprietà effettiva né il possesso illimitato nel tempo”.
L’autore apre la sua raccolta con una poesia dedicata alla neonata nipote. “Un’anima nuova. Una creatura pura e innocente”, annota il prefatore, e che la sinfonia lirica di nonno Domenico dipinge “nel silenzio del mio studio” provando un’immensa gioia nell’accarezzare le sue manine “al salire del giorno”, in attesa che un domani vivrà la sua “fiaba di fanciulla / mentre io ti farò da guida”.
Giuseppe Nativo
Cronaca
Ciclone Harry – La Nike di Giardini Naxos ha resistito alla bufera
Belvedere risucchiato dal mare, ma la statua resiste indefessa
La tempesta che negli ultimi giorni ha investito la costa ionica non ha risparmiato il lungomare di Giardini Naxos. Raffiche di vento e onde alte hanno messo alla prova uno dei simboli più riconoscibili della città: la Nike di Carmelo Mendola. Eppure, ancora una volta, la “signora dei flutti” ha resistito.

La scultura, collocata sul promontorio di lava che domina la baia, è rimasta salda nonostante la violenza del mare. Quello che è stato considerato uno tsunami che ha investito buona parte della Sicilia e delle Isole Minori, si è letteralmente risucchiato, portato via la terrazza belvedere, ma Nike, aggrappata con coraggio e forza alle rocce nere dei Giardini Naxos non ha ceduto di un passo.
Un’immagine che molti residenti hanno interpretato come un segno di continuità e resilienza, in una località che da sempre convive con la forza degli elementi.
Realizzata nel 1966 in occasione del gemellaggio con Kalkis, la Nike è ormai parte integrante dell’identità visiva e culturale di Giardini Naxos. Le sue ali tese contro il vento sembrano quasi dialogare con la natura che la circonda, trasformando ogni burrasca in un nuovo capitolo della sua storia.
Barbara Conti
Cultura
Solarino custode della memoria dello Stato: la medaglia al maresciallo Paolo Bordonaro, pioniere dell’antimafia
Solarino non custodisce solo una storia locale, ma un autentico frammento della storia dello Stato italiano.
È questo il significato più profondo della Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica, conferita nel 2018 in occasione della presentazione del libro “In difesa della giustizia.
La storia del maresciallo maggiore Paolo Bordonaro”.
Un riconoscimento che va oltre l’omaggio formale e che suggella il valore civile e istituzionale di un uomo e della sua terra d’origine.

Il maresciallo maggiore Paolo Bordonaro, nato a Solarino il 24 ottobre 1886, è oggi riconosciuto come una delle figure più lucide e precoci dell’antimafia siciliana.
Ma questa riscoperta non è stata casuale.
A riportarne alla luce la statura storica sono stati i ricercatori Diego Scarabelli e Laura Liistro, che con un lavoro rigoroso e paziente hanno recuperato documenti, analizzato fonti archivistiche e restituito piena dignità storica a una figura a lungo rimasta ai margini della narrazione ufficiale.
Il loro impegno ha assunto il valore di una vera rivalutazione critica e scientifica, condotta in collaborazione con le istituzioni dello Stato, che ha permesso di comprendere pienamente la portata dell’azione di Bordonaro e di inserirla stabilmente nella storia dell’antimafia italiana.
Il cuore della sua eredità è il processo verbale “Lotta alla mafia siciliana”, redatto nel 1927 e oggi custodito presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri.
In quelle pagine Bordonaro descrive la mafia come una organizzazione criminale strutturata, gerarchica e ramificata, anticipando di decenni le moderne interpretazioni investigative e giudiziarie del fenomeno mafioso.
Durante la campagna repressiva guidata dal prefetto Cesare Mori, il maresciallo operò in territori ad altissima densità mafiosa, da Corleone a Villalba, da Sommatino a Canicattì, affrontando cosche potenti e pericolose.
Le sue indagini portarono alla denuncia di 274 affiliati, con 122 condanne definitive, 6 ergastoli e oltre 1.700 anni di carcere complessivi, risultati ottenuti anche superando l’omertà diffusa e le resistenze dei ceti più influenti.

In questo quadro, la medaglia conferita nel 2018 rappresenta il connubio tra l’impegno individuale di Bordonaro e il riconoscimento dello Stato, segnando simbolicamente l’inizio di una nuova fase: una rinascita della sua azione antimafia nella memoria collettiva.
La cerimonia ufficiale si è svolta il 3 marzo 2018 nella sala consiliare del Comune di Solarino, ed è stata organizzata con la collaborazione dell’amministrazione comunale, allora guidata dal sindaco Sebastiano Scorpo, a testimonianza del ruolo attivo delle istituzioni locali nella valorizzazione della memoria storica e civile del territorio. L’evento, promosso da Diego Scarabelli e Laura Liistro insieme al Generale Michele Di Martino, ha rappresentato un momento di alto profilo istituzionale e culturale.
Oggi, 23 gennaio 2026, a 52 anni dalla morte del maresciallo Paolo Bordonaro, Solarino lo ricorda con orgoglio come uno dei suoi figli più illustri, un servitore dello Stato che ha anticipato metodi, analisi e visione dell’antimafia moderna. Un vero padre dell’antimafia, capace di comprendere la mafia come sistema di potere quando ancora veniva negata o minimizzata.
Il suo esempio continua a vivere non solo nei documenti e nelle medaglie, ma nella coscienza civile di una comunità che oggi ne rivendica l’eredità morale.
Solarino, custodendo la sua memoria, custodisce anche un pezzo della storia repubblicana e della lotta per la giustizia.
Ambiente
Pantelleria Capitale del Mare, lunedì 26 presentazione ufficiale candidatura
Durante l’incontro verrà illustrato il percorso COSSYRA 4.0 – La Transizione Blu tra l’eredità archeologica e la maestria nautica
Lunedì 26 gennaio 2026, alle ore 10.30, presso l’Aula Consiliare, si terrà la presentazione ufficiale della candidatura di Pantelleria a Capitale Italiana del Mare 2026.
Durante l’incontro verrà illustrato il percorso COSSYRA 4.0 – La Transizione Blu tra l’eredità archeologica e la maestria nautica, con obiettivi, contenuti e prossimi passaggi della candidatura.
L’invito è rivolto a cittadine e cittadini, associazioni, operatori del mare e del turismo, imprese e realtà del territorio: un momento di condivisione e partecipazione per un progetto che riguarda l’intera comunità.
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