Ambiente
Marsala, Corrao (Greens): “Fermare degrado Riserva Isole dello Stagnone. Commissione UE si assicuri del rispetto siti protetti
Ambiente. Corrao (Greens): “Fermare degrado Riserva Isole dello Stagnone di Marsala. La Commissione UE si assicuri del rispetto dei siti protetti
L’eurodeputato alcamese: “A disposizione dell’Assessorato Regionale competente per trovare una soluzione alle troppe situazioni di criticità ambientale in tutta l’isola”.
Trapani 30 Gennaio 2024 – “in questi anni l’area protetta ‘Isole dello Stagnone’ situata sul litorale marsalese ha subito un degrado sconcertante e oggi è evidentemente sotto attacco. Nonostante la presenza dei preziosi siti Natura 2000, sul territorio della riserva si è fatto di tutto e di più, tra abusi edilizi e abbandono di rifiuti, incendi dolosi e attività incontrollate. L’equilibrio delicato della riserva è a rischio, per questo ho accolto il grido d’allarme di Legambiente e ho chiesto alla Commissione UE di occuparsi urgentemente della questione”. Così commenta l’eurodeputato Ignazio Corrao l’interrogazione depositata oggi sullo stato di salute della Riserva dello Stagnone a Marsala.
“L’Ente Gestore della Riserva, il Libero Consorzio Comunale di Trapani – spiega Corrao – in questi anni non hanno assicurato i requisiti minimi di un’area protetta, come un comitato scientifico, sentieri naturalistici, vigilanza e interventi di tutela della biodiversità della laguna. Inoltre avrebbero permesso il via libera a molte attività, che sarebbero vietate dallo stesso regolamento dell’area protetta. In più, l’impatto importante delle innumerevoli attività di kite surf sul fragile patrimonio naturalistico, secondo le segnalazioni ricevute da Legambiente non sarebbero mai state prese in considerazione nell’organizzazione di eventi sportivi e attività”.
“Per questi motivi ho ritenuto urgente coinvolgere la Commissione Europea, a cui ho chiesto di ottenere chiarimenti sullo stato di salute del sito naturalistico e valutare l’assenza di valutazioni ambientali. Lo stato di degrado delle aree naturali protetta in Sicilia è diventato un’emergenza. Mi metto a disposizione dell’Assessorato Regionale competente per trovare una soluzione alle troppe situazioni di criticità ambientale in tutta l’isola”.
Ambiente
Pantelleria, 28 e 29 maggio senza elettricità. Ecco dove
Si rende noto che per inderogabili necessità di servizio
dalle ore 08.30 alle ore 13.30
di Giovedì e Venerdi 28 e 29 Maggio 2026
Verrà sospesa l’erogazione dell’energia elettrica nelle seguenti zone:
• Loc serraglio
• Gibele
• Piana della Concezione
• Benimingallo
Ambiente
Pantelleria, al via disinfestazione e derattizzazione per il mese di maggio
Il giorno 27 maggio 2026, dalle ore 00.00 alle ore 5.30 verranno effettuati interventi di disinfestazione e derattizzazione su tutto il territorio isolano.
L’intervento sarà eseguito come di consueto dall’Imoresa Maurizio Pirreca.
Per qualsiasi necessità è possibile contattarlo al numero: +39 389 112 0697.
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Ambiente
Pantelleria, tutela della biodiversità del Lago: interventi del Parco per ripristino dell’ecosistema originario
Polemiche su rimozione piante intorno al Lago. Il Parco “Interventi pianificati scientificamente”
In merito alle preoccupazioni espresse da alcuni cittadini riguardo agli interventi di rimozione di piante intorno al Lago Bagno dell’Acqua (anche detto Specchio di Venere), l’Ente Parco desidera fare chiarezza e rassicurare la comunità locale. Le attività in corso non costituiscono un’azione arbitraria di disboscamento ma interventi pianificati scientificamente e obbligatori per legge, finalizzati alla salvaguardia degli habitat naturali del lago.
Gli interventi finora eseguiti e tuttora in corso rientrano nel più ampio progetto finanziato dalla Regione Siciliana per un importo complessivo di 910.860,00 euro (Azione 2.5.1 “Interventi per la tutela, salvaguardia e la valorizzazione della Rete Natura 2000, dei Parchi naturali e delle aree boscate”. – CUP B23D21002000006 CIG: B946F19A92) volto alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità. Gli obiettivi e le finalità di questo percorso sono stati illustrati alla comunità in un convegno al Castello di Pantelleria il 28 giugno 2024 (dal titolo “Conservazione della biodiversità del Lago Bagno dell’Acqua/Specchio di Venere: sviluppi recenti e prospettive future”) che aveva raccolto i risultati di indagini scientifiche (idrogeologiche, vegetazionali, ambientali e paesaggistiche) condotte da ricercatori dell’Università Sapienza di Roma, CNR ed esperti di altri istituti di ricerca e coordinate da Ente Parco, Comune e Regione Siciliana.
Premesso che il Lago Bagno dell’Acqua custodisce un ecosistema unico al mondo per le specie vegetali e animali, con la presenza di specie rare, endemiche o nuove, e habitat rarissimi la cui superficie deve restare costante o aumentare, gli studi condotti avevano definito le modalità di intervento per salvaguardare tale biodiversità, proteggere le peculiarità geologiche e naturalistiche e garantire una fruizione ecosostenibile.
Tali studi hanno anche chiarito le azioni per mitigare le minacce naturali ed antropiche che gravano sull’ecosistema, tra le quali l’estirpazione di specie vegetali esotiche invasive come l’Acacia saligna e le palme del genere Washingtonia. Queste piante, totalmente estranee alla flora spontanea mediterranea, occupano rapidamente lo spazio vitale sottraendolo agli habitat prioritari protetti dalle direttive comunitarie (come le rarissime “Steppe salate mediterranee-Limonietalia” e le praterie alofile) che l’Ente Parco ha il dovere giuridico e morale di proteggere e incrementare.
L’estirpazione mira dunque a interrompere questa infestazione, a mitigare le minacce naturali e antropiche (riducendo anche l’apporto di terreno che defluisce nello specchio d’acqua) e a restituire al Lago il suo aspetto originario, sano e incontaminato. Si precisa, inoltre, che l’eradicazione di Acacia saligna è un obbligo di legge stabilito dal Decreto Legislativo n. 230/2017 (in recepimento del Regolamento UE n. 1143/2014) esteso a tutto il territorio europeo, sia sulle proprietà pubbliche che su quelle private, così come di Pennisetum e Ailanthus.
L’Ente Parco invita anche i cittadini alla prudenza: Acacia Saligna (che non è la mimosa, ma è una “falsa mimosa”) è una pianta tossica per la flora circostante e i suoi residui legnosi non devono essere usati per braci o barbecue. La combustione rilascia infatti un
gas a base di azoto e zolfo nocivo che può provocare malessere (come nausea, vomito e vertigini) sia a essere umani che animali di affezione. L’Ente rimane a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento e ribadisce che ogni intervento è guidato dal massimo rigore scientifico e dall’amore per la cura e il futuro del territorio.
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