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Turismo

Lusso e lavoro, due pilastri del turismo in Sicilia

Matteo Ferrandes

Pubblicato

-

E’ nato il distretto del lusso in Sicilia per attrarre investimenti
esteri
Lavoro, le aziende cercano comis di sala, comis di cucina e cuochi:
chi cerca lavoro invii il cv a segreteria@fondazionelavoro.it

Terrasini, 5 aprile 2024 – Andrea Gumina, presidente del nuovo distretto
“Sicily Luxury Hospitality”, presentato oggi al Travelexpo Borsa Globale
dei Turismi di Terrasini, ha spiegato che l’iniziativa nasce per
rispondere “alla forte richiesta di vacanza di lusso in Sicilia che
arriva dal resto del mondo. Lusso vuole dire massima qualità, il nostro
sistema garantisce questi standard e la nostra iniziativa pone a questa
terra non solo una grande opportunità, ma anche una forte necessità di
formazione degli operatori e delle figure professionali. Terza
caratteristica è quella della capacità di attrarre investimenti
dall’estero”.
Gumina ha annunciato che, tramite un programma promozionale che vede
protagonista il viaggio della nave “Amerigo Vespucci” in vari Paesi del
mondo per presentare le eccellenze italiane, il 28 giugno il distretto
sarà presentato alla comunità di Los Angeles. Infine, gli Stati generali
del turismo di lusso si terranno il 30 e 31 ottobre a Taormina. Il 24
aprile si svolgerà la prima assemblea del distretto con la
partecipazione del resto della Rete a Villa Riso a Palermo.
E proprio il lavoro è il secondo pilastro dell’allungamento delle
stagionalità turistiche. A Travelexpo è nato un network per aiutare le
imprese a trovare le vecchie e nuove figure professionali di cui hanno
bisogno, tra Fondazione nazionale consulenti per il lavoro, Fondazione
Archimede Its Academy di Siracusa e Aiptoc. Specialisti delle esperienze
culturali, event manager o travel designer: sono solo alcune delle nuove
professioni che si vanno affacciando nel mondo del turismo. Eppure le
figure più richieste in Sicilia per questa stagione turistica ormai ai
nastri di partenza sono il comis di sala, comis di cucina, cuochi,
governante e personale ai piani. Non a caso, Vincenzo Silvestri,
presidente nazionale Fondazione consulenti per il lavoro, da Travelexpo
ha lanciato l’idea di raccogliere le candidature dei comis di sala,
comis di cucina e cuochi in cerca di lavoro. Gli interessati possono
inviare i propri CV a segreteria@fondazionelavoro.it .
A favorire il dialogo tra mondo della formazione e del lavoro sono gli
Its Academy, che operano nell’ambito dell’istruzione terziaria. In
questo senso, Giovanni Di Mauro, direttore generale ITS Academy
Fondazione Archimede di Siracusa, che nell’ottobre 2024 aprirà una sede
anche a Palermo e ad Agrigento, ha spiegato che “secondo dati
Unioncamere, nei prossimi 4 anni saranno richiesti 3,5 milioni di nuovi
occupati, e il turismo, insieme al commercio, è il settore  che
assorbirà il 20% del fabbisogno complessivo italiano”.
Dopo aver elencato una serie di professioni emergenti nel campo del
turismo relative in particolare alle esperienze, Ignazio Caloggero,
presidente dell’Associazione Italiana professionisti del Turismo e
Operatori Culturali, ha sottolineato come tutte le nuove figure
emergenti non siano regolamentate. Per provare a inserirle in un quadro
normativo, è possibile fare riferimento al dcpm 14 ottobre 2021 che
definisce cosa è un professionista: chi è iscritto in un ordine, chi ha
un attestato alla legge 4/2013, chi ha una certificazione UNi.
Si tratta di formare, riconoscere, selezionare e fare incontrare con le
aziende
figure emergenti nei settori enogastronomici, benessere, culturale,
cammini, radici, made in italy, manager e operatori del turismo nelle
sue varie declinazioni: manager della destinazione, manager del settore
enogastronomico e del turismo delle radici, soprattutto ora che è l’anno
del turismo delle radici, professionisti del settore museale ed eco
museale, curatore di mostre (con specializzazione di mostre immersive),
cultural event manager. Altre figure: addetti all’accoglienza e ai
servizi turistici, esperti di marketing e travel designer, esperti delle
nuove tecnologie applicate al settore turistico (intelligenza
artificiale e realtà aumentata).

N.b.: nella foto, in allegato, da sx, Ignazio Caloggero, Michele
Guccione, Giovanni Di Mauro e Vincenzo Silvestri.

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Turismo

Pantelleria celebra il suo Genius Loci. Percorso di valorizzazione dell’identità territoriale

Redazione

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Il Sindaco comunica che sabato 23 maggio 2026 Pantelleria ospiterà la prima edizione di “Genius Loci dell’Elaio-Enogastronomia di Pantelleria”, iniziativa dedicata alla valorizzazione dell’identità agricola, culturale ed enogastronomica dell’isola.

L’appuntamento rappresenta l’avvio del percorso di riconoscimento di Pantelleria quale Borgo Genius Loci De.Co., con l’obiettivo di promuovere e custodire le produzioni locali, i saperi tradizionali, il paesaggio rurale e il patrimonio materiale e immateriale della comunità pantesca.

La giornata vedrà la partecipazione delle istituzioni, degli operatori del territorio e della cittadinanza, con momenti dedicati al racconto dell’isola, ai prodotti locali e alla condivisione del percorso di valorizzazione.

Il programma prevede un primo momento istituzionale e di valorizzazione del territorio, con apertura istituzionale, Percorso del Gusto, show cooking e brunch del territorio.

Nel pomeriggio, alle ore 17.30, presso il Qalea Hotel – Suvaki, si terrà l’Audizione Pubblica per il riconoscimento della Denominazione Comunale, momento aperto alla comunità e agli operatori interessati. Pantelleria non è soltanto un luogo da visitare, ma una comunità, una storia e un paesaggio agricolo e umano che meritano di essere riconosciuti, custoditi e raccontati con rispetto.

Questo percorso intende rafforzare il legame tra territorio, produzioni, memoria e futuro, restituendo valore a ciò che rende l’isola unica. Il Sindaco invita la cittadinanza, gli operatori del settore agricolo, enogastronomico, culturale e turistico, le associazioni e tutti coloro che hanno a cuore l’identità dell’isola a partecipare a questo importante momento di condivisione.

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Cultura

Pantelleria tre le 6 spiagge naturali più belle d’Italia per il The Guardian

Redazione

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L’isola colpisce per le sue spiagge rocciose, le acque cristalline e la bellezza selvaggia Pantelleria continua a scalare la vetta delle classifiche delle destinazioni più belle da scoprire nel circuito del turismo internazionale.
Dopo i molteplici riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni da parte di New York Times, Legambiente e Touring Club, solo per citarne alcuni, oggi è la volta di The Guardian. Il quotidiano britannico inserisce la Perla Nera nella classifica delle sei spiagge naturali e libere più belle d’Italia. Il riconoscimento da parte del quotidiano di Manchester esalta la bellezza delle sue spiagge rocciose e delle sue acque cristalline.

La sua bellezza selvaggia e autentica fatta di rocce vulcaniche nere e paesaggio arido sferzato dai venti. “Più vicina alla Tunisia che alla Sicilia, quest’isola dal ritmo lento dà la sensazione di essere completamente isolata dall’Italia continentale e offre un’immersione totale nella natura” scrive The Guardian.
Senza una sola spiaggia sabbiosa, turisti e residenti stendono i loro asciugamani sulle piatte rocce vulcaniche e si tuffano nelle acque cristalline, in un paesaggio arido e battuto dal vento. Balata dei Turchi è una baia appartata di roccia vulcanica all’estremità meridionale più selvaggia dell’isola, ideale per lo snorkeling, con acque limpide e scogli sommersi ricchi di coralli colorati e pesci. Nelle vicinanze, a Nikà, sorgenti termali sottomarine sgorgano dal mare mentre si nuota. Il Laghetto delle Ondine si trova alla fine di una breve escursione attraverso un paesaggio vulcanico surreale, dove le onde si infrangono contro le pareti di tranquille pozze rocciose grandi come piscine.”

Un riconoscimento che premia l’impegno di Parco Nazionale nel tutelare e valorizzare l’immenso patrimonio naturale dell’isola. Un patrimonio da scoprire e di cui fruire in modo consapevole ed ecosostenibile.
“Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio”
ha dichiarato Italo Cucci, Presidente dell’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria. “Essere tra le mete naturali e libere più belle d’Italia è la conferma che la strada della tutela e della valorizzazione che stiamo percorrendo è quella giusta”.

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Economia

Pantelleria al Vinitaly 2026 con le sue eccellenze e la sua cultura

Direttore

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L’Assessore Bonì ci illustra l’esito della partecipazione alla vetrina mondiale dei vini

Si è concluso, lo scorso 15 aprile, Vinitaly 2026.
La magnifica e romantica città di Verona, anche quest’anno, ha realizzato l’evento più atteso e ambito dai viticoltori, dal 12 al 15 aprile. E i panteschi, tra cantine del Consorzio e “informatori” non potevano mancare.

Così una spedizione è tornata sul suolo veneto per illustrare le eccellenze vitivinicole della nostra isola, illustrandone con attenzione e cura di ogni dettaglio e quasi segreti per realizzare il prodotto in assoluto più rappresentativo: il passito.

La delegazione, oltre che da alcune tra le più blasonate aziende pantesche, era anche formata dal Presidente del Consiglio Comnunale Giuseppe Spata e dai Cosniglieri Antonio Culoma e Mariangela Silvia, era capitanata da un entusiasta e soddisfatto Assessore all’Agricoltura, Massimo Bonì, che si è prestato ad una intervista veloce e a caldo.

Assessore, siete stati avvistati al Vinitaly, un’esperienza per Pantelleria di sicuro arricchimento. Vuole raccontarci l’esperienza?Sicuramente sono partecipazioni importanti per far sì che si parli di Pantelleria, ma non soltanto da un punto di vista della produzione vinicola, ma anche per parlare di ambiente, di turismo, di cultura.
“Questi elementi sono  l’unicum per la nostra isola, quindi noi abbiamo portato a Verona, la nostra cultura, la nostra realtà ambientale, abbiamo fatto promozione turistica, abbiamo fatto promozione vinicola.
“Eravamo con dei sommelier in collaborazione con il Consorzio di tutela del passito di Pantelleria e ci siamo dati  da fare affinché si potesse di Pantelleria in tutte le sedi di pantelleria.
“Tra l’altro la particolarità  del nostro passito è unica nel contesto di produzione dei vini, per cui la gente che  ne so, di vini  bianchi o rossi, lì ne trovava migliaia, ma di passito ce n’era solo uno e l’avevamo noi. 
“La produzione di passito nelle mani di quelle 22 aziende dell’isola ha  enormemente migliorato la qualità che adesso è stata standardizzata, espressione che non va vista in termini negativi, ma positivi, nel senso che una volta i vini di anno in anno erano completamente diversi l’uno dall’altro, oggi con le nuove tecnologie, il passito di Murana per esempio, piuttosto che quello di Basile o Ferrandes, per citarne altri, e di tutti i consociati, mantiene  una qualità costante nel tempo. C’è una riconoscibilità del prodotto tra l’altro: Basile che opera a Bukuram (che in arabo voleva dire vigna), ha un prodotto di  sicura qualità perché ha l’esposizione al sud, ma anche i prodotti di Murana per esempio che  si trova nella parte nord dell’isola dove i terrazzamenti arrivano fino a 300-400 metri  dal livello del mare hanno un apporto importante nella natura perché c’è un’acidità naturale che si crea quando tu hai vigneti ad una certa altitudine. ” poi il solleggiamento di Pantelleria: comunque è un’isola  in mezzo al Mediterraneo.”

Assessore vuole spiegarci meglio questo passaggio? “Veda, ci sono dei prodotti che difficilmente gli altri possono dire di avere la stessa qualità. Basile per esempio ha preso un premio per avere partecipato al concorso dei Vini Eroici, nel quale siamo anche noi presenti parlando di Pantelleria. Parteciperemo  al consiglio di amministrazione di questa associazione perché Pantelleria è un socio importante: i Vini Eroici sono sia quelli diciamo delle isole ma anche quelli di montagna, noi siamo sia isola che montagna, quindi due volte  è importante per questa associazione, due volte è la volontà di inserire questi progetti all’interno di altri  più ampi.
“Una cosa che è uscita sicuramente in questo evento che quando si abbandona l’agricoltura non si crea soltanto un danno economico perché  non si produce più quel prodotto di nicchia, ma nascono anche problemi di carattere idrogeologico: l’abbandono dell’agricoltura nei momenti in cui ci sono delle piogge importanti con un terreno che non ha più radici che trattengono smottamento. Questo significa che l’agricoltura non ha una valenza soltanto economica e sociale ma ha anche una valenza ambientale, di tutela dell’ambiente.”

Com’è andata l’affluenza dei visitatori allo stand pantesco?Il nostro stand è stato visitatissimo tanto. Avevamo due sommelier molto capaci, molto preparati dell’AIS (l’Associazione Italiana Sommelier), con i quali abbiamo spiegato agli avventori interessati a capire cosa c’è di più rispetto a quello che si conosce generalmete.
“Così ci siamo messi a spiegare come si produce il passito, perché si produce il passito in questo modo, da quanti anni c’è il passito a Pantelleria, insomma abbiamo raccontato un po’ di storia dell’isola, facendo degustare un prodotto di altissima qualità. Fra l’altro abbiamo portato anche l’uva passa, quindi c’è stata la possibilità per la gente di capire esattamente come avveniva la produzione di passito, spiegando che  durante la fermentazione del mosto viene aggiunta l’uva passa e quindi si crea questa sorta di adulterazione naturale, passatemi il termine improprio. Anticamente, per evitare che le temperature elevatissime facessero andare male il mosto, si aggiungeva questa uva passa che aumentava il grado zuccherino e quindi si proteggeva ancora.
“Quindi il passito nasce da una necessità non soltanto di trasferire nel tempo un prodotto abbondante in autunno e trasferirlo poi in inverno, ma anche evitare che durante la lavorazione del  mosto, che avveniva in settembre, potesse andare  male.”

Come menzionato, era presente anche il Presidente Giuseppe Spata, che ha manifestato grande soddisfazione per l’esito della trasferta veronese, spendendosi personalmente oltre che istituzionalmente “per sponsorizzare l’agricoltura e soprattutto  i piccoli produttori. Ci tengo a sottolineare l’importanza dell’associazione dei Vini Eroici, dove noi siamo sempre molto considerati, veniamo sempre cercati, in un loro evento alla fine è stato servito il nostro passito”.

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