Cultura
“L’isola del Banco dell’Avventura / Pantelleria tra storia e storie”, l’ultima opera di Orazio Ferrara presto il tutte le librerie
Orazio Ferrara torna ad invitarci a chiudere gli occhi e tuffarci in immagini miste tra il reale e l’onirico per vivere addosso Pantelleria con la sua bellezza, le sue asperità, il suo fascino e le sue contraddizioni, “la sua storia e le sue storie”.
Il nostro straordinario autore torna in libreria, con la sua ultima opera edita dalla prestigiosa casa editrice siciliana Agorà, sarà a breve, in tutte le librerie il libro “L’isola del Banco dell’Avventura / Pantelleria tra storia e storie” di Orazio Ferrara.
“Si tratta di “una scorribanda nel tempo tra storia e storie”
(pagg. 168, con foto tutte a colori, di cui molte inedite, prezzo euro 16)
Dalla 4ª di copertina:
“Ai bordi del Banco dell’Avventura, nel bel mezzo del Canale di Sicilia, a spartiacque del
Mediterraneo Occidentale da quello Orientale, sorge repentinamente dagli abissi del mare un’isola
aspra e fascinosa chiamata la “Perla nera” per le sue imponenti colate laviche di lucente ossidiana,
l’oro del preistorico e misterico popolo dei Sesi, i suoi primi abitatori.
E’ l’isola di Pantelleria, l’antica Ogigia dell’Odissea di Ulisse, l’opulenta Yranim dei marinai fenici,
la splendida Cossyra dei legionari romani, la fortificata Sciaxigibur degli Arabi.
Una scorribanda nel tempo tra storia e storie.
Dai primi raids dei Saraceni che rapivano le “belle giovani dal seno ricolmo” alla feroce guerra da corsa, che devastò e insanguinò per secoli ambedue le coste del Canale di Sicilia o di Tunisi, a secondo del punto di vista del nazionalismo di turno, e che vide molto spesso l’isola protagonista sia come vittima che come “carnefice”. Storie di marinai, di santi e di anarchici, come Andrea Salsedo “suicidato” in terra d’America. E storie amare dell’ultimo conflitto mondiale, in cui l’antico centro storico, con il suo intrigante dedalo di vicoli d’impianto arabo, scomparve letteralmente sotto le migliaia di tonnellate di esplosivo “generosamente” donato dagli aerei Alleati”.
Cultura
Morto Antonino Zichichi, il fisico nucleare aveva 96 anni
Si è spento all’età di 96 anni Antonino Zichichi, uno dei più celebri fisici italiani e grande volto della divulgazione scientifica in tv. Zichichi ha lasciando un’impronta indelebile nel mondo della scienza e nella comunicazione soprattutto perché ha sempre parlato al grande pubblico.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel mondo accademico e tra gli spettatori che lo hanno seguito per decenni. Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, Zichichi è stato un protagonista assoluto della fisica moderna, con una carriera che ha toccato le più importanti frontiere della ricerca scientifica. Professore emerito di Fisica Superiore presso l’Università di Bologna, il suo lavoro ha spaziato dalla fisica subnucleare alla promozione di una cultura scientifica accessibile a tutti.
Nel corso degli anni, Zichichi è riuscito a rendere comprensibili concetti complessi e questo gli ha permesso di parlare di anche sul piccolo schermo. Per i telespettatori italiani è stato un punto di riferimento: un maestro capace di coniugare competenza accademica e comunicazione, rendendo affascinanti temi che spesso rimangono confinati nei laboratori. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca per chi considerava la divulgazione scientifica un ponte tra il sapere specialistico e l’immaginario collettivo. Ad oggi la figura di Zichichi rimane un simbolo curiosità e impegno culturale.
La carriera di Zichichi è caratterizzata da importanti risultati scientifici e di riconoscimenti nazionali e internazionali. Come fisico, ha contribuito allo sviluppo della fisica delle particelle e ha collaborato con istituzioni scientifiche di rilievo mondiali. Autore di oltre 1.100 articoli scientifici e direttore di numerosi esperimenti innovativi, Zichichi era noto per la sua forte fede cattolica, sostenendo spesso che non vi fosse alcun conflitto intrinseco tra scienza e religione. Questa posizione, insieme al suo aperto scetticismo nei confronti dell’evoluzione darwiniana e di alcuni modelli di cambiamento climatico, lo pose spesso al centro di accesi dibattiti all’interno della comunità scientifica. È noto che definisse l’astrologia e la superstizione come una “Hiroshima culturale”.
Salvatore Battaglia
Presidente Accademia delle Prefi
Cultura
La comunità di Pantelleria si unisce al resto della Nazione nel Giorno del Ricordo
10 febbraio, la nostra Comunità si unisce al resto della Nazione nella solenne commemorazione del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano- dalmata. Il Sindaco comunica che questa ricorrenza rappresenta un momento di memoria condivisa, di raccoglimento e di riflessione profonda su una delle pagine più dolorose della storia italiana del Novecento. Ricordare significa rendere omaggio a quanti persero la vita in circostanze tragiche e a tutte le famiglie che furono costrette ad abbandonare le proprie terre, portando con sé sofferenza, dignità e speranza. La memoria non deve essere motivo di divisione, ma occasione di consapevolezza storica e di unità nazionale. Pantelleria, terra di confine e di identità forti, conosce il valore delle radici e il peso della storia. Per questo motivo, l’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza a osservare un momento di raccoglimento, affinché il ricordo diventi impegno concreto per la pace, il rispetto tra i popoli e la tutela della dignità umana. Coltivare la memoria significa educare le nuove generazioni alla responsabilità, alla verità storica e al rifiuto di ogni forma di odio e violenza. Solo attraverso la conoscenza e il dialogo possiamo costruire un futuro fondato sulla convivenza civile e sulla solidarietà. Pantelleria si stringe idealmente alle famiglie delle vittime e rinnova il proprio impegno nel custodire la memoria come patrimonio collettivo della Repubblica.
Cultura
Morte Zichichi, Schifani: «Ha reso la Sicilia capitale internazionale della scienza»
«Con la scomparsa di Antonino Zichichi l’Italia perde uno scienziato di statura mondiale e un grande divulgatore. Zichichi ha saputo abbinare il suo nome alla Sicilia e al Centro Majorana di Erice, rendendoli un punto di riferimento internazionale per la fisica e per il dialogo tra scienza e cultura. A nome del governo regionale, esprimo il più sentito cordoglio ai familiari e alla comunità scientifica». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
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