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Le proprietà e le calorie dell’uva: bianca, rossa, nera o senza semi

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Alla scoperta delle caratteristiche di questo delizioso frutto e dei suoi benefici di Filomena Fotia da Meteoweb.eu

 

 
L’uva, frutto simbolo dell’autunno, è molto più di una semplice delizia per il palato. Questo piccolo chicco nasconde una ricchezza di nutrienti che fanno bene all’organismo. Contiene infatti vitamine come la C e la B, importanti per il sistema immunitario e il metabolismo. Ciò che la rende un vero alleato della salute sono i polifenoli, tra cui il resveratrolo, noti per le loro proprietà antiossidanti. Queste sostanze aiutano a combattere l’azione dannosa dei radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare e proteggendo il cuore e i vasi sanguigni. L’uva rossa, in particolare, ha dimostrato di favorire una buona circolazione sanguigna e di ridurre il rischio di malattie cardiache. Oltre a ciò, l’uva supporta la digestione e contribuisce all’equilibrio idrico dell’organismo grazie al suo alto contenuto d’acqua. Pertanto, non solo rappresenta un gustoso spuntino, ma anche un potente concentrato di benessere per la salute.

  

Scopriamo quindi, in dettaglio, quali sono benefici, proprietà ed eventuali controindicazioni di questo alimento, tante curiosità e info utili.

Cos’è l’uva

L’uva è il frutto della vite (Vitis vinifera), una pianta rampicante che appartiene alla famiglia delle Vitaceae. La vite è originaria delle regioni temperate dell’Asia occidentale e dell’Europa e, nel corso dei millenni, si è diffusa in tutto il mondo grazie alla coltivazione. Le viti crescono meglio in climi temperati, non troppo freddi né troppo caldi. Hanno bisogno di un terreno ben drenato e di una buona esposizione al sole.

Le radici della pianta si estendono profondamente nel terreno, permettendole di assorbire acqua e nutrienti. La pianta ha tralci flessibili e legnosi che crescono orizzontalmente o verticalmente e si attaccano ai supporti con i viticci, speciali appendici a spirale.

Le foglie sono grandi, palmate e, a seconda della varietà, possono variare nel colore e nella forma. In primavera, la vite produce piccoli grappoli di fiori che, una volta impollinati, si sviluppano in grappoli. Esistono molte varietà di uva, che variano in dimensione, colore e sapore.

La coltivazione dell’uva ha una lunga storia, legata soprattutto alla produzione di vino. La potatura, la gestione del terreno, l’irrigazione e il controllo dei parassiti sono tutte pratiche agricole essenziali per garantire una produzione di uva di alta qualità. Oltre al vino, l’uva è usata per produrre succhi, marmellate, uvetta e, naturalmente, viene consumata fresca come frutto.

Tanti tipi e varietà

L’uva si presenta in una vasta gamma di varietà, ciascuna con proprietà e caratteristiche uniche. Eccone alcune:

Uva bianca: spesso utilizzata nella produzione di vini bianchi, ha una buccia verde o giallastra e un sapore che varia dal dolce al secco. È ricca di antiossidanti, tra cui flavonoidi e tannini, che possono contribuire a proteggere il cuore. La maggior parte delle vitamine C e K presenti nell’uva si trova in quelle di colore chiaro;
Uva fragola: questa varietà ha un aroma e un sapore che ricordano la fragola. Di dimensioni piccole e di colore rosso o nero, è dolce e può essere consumata fresca o utilizzata nella produzione di vini e marmellate. Ha un contenuto elevato di antociani, che le conferiscono proprietà antiossidanti.
Uva rossa: di solito ha una buccia che varia dal viola scuro al rosso. È conosciuta per contenere resveratrolo, un composto antiossidante che può offrire benefici cardiaci e anti-invecchiamento. E’ spesso utilizzata per fare vino rosso;
Uva nera: anche nota come Concord, è ricca di sapore e viene spesso utilizzata nella produzione di succhi e gelatine. Ha un alto contenuto di antociani e altri composti che offrono benefici antiossidanti;
Uva passa: è semplicemente uva essiccata, solitamente derivata da varietà come la Sultana. E’ ricca di fibre, vitamine e minerali, ma contiene anche zuccheri concentrati;
Uva moscato: questa varietà è spesso utilizzata nella produzione di vini dolci e spumanti. Ha un sapore distintivo, spesso descritto come “floreale”, e contiene antiossidanti come il resveratrolo.
Uva da tavola: queste varietà sono state sviluppate specificamente per il consumo fresco piuttosto che per la vinificazione. Hanno spesso una buccia più sottile e sono prive di semi;
Uva senza semi: è una varietà di uva geneticamente modificata o selezionata per non produrre semi o per avere semi rudimentali, impercettibili al consumo. Questa caratteristica la rende particolarmente apprezzata per il consumo diretto, eliminando l’inconveniente di dover scartare i semi mentre si mangia il frutto.

Benefici e proprietà dell’uva

L’uva, consumata in diverse forme attraverso le sue molteplici varietà, vanta una serie di benefici e proprietà che possono contribuire al benessere dell’organismo:

Antiossidanti: è ricca di composti antiossidanti, come il resveratrolo, flavonoidi e tannini, che aiutano a neutralizzare i radicali liberi, sostanze che possono danneggiare le cellule e accelerare l’invecchiamento;
Salute cardiovascolare: gli antiossidanti presenti, in particolare il resveratrolo, possono aiutare a migliorare la funzione dei vasi sanguigni, ridurre l’ossidazione del colesterolo LDL e abbassare la pressione sanguigna, proteggendo così la salute del cuore;
Antinfiammatori: i composti presenti hanno proprietà antinfiammatorie, che possono aiutare a ridurre l’infiammazione in tutto il corpo;
Supporto neurologico: alcune ricerche suggeriscono che il resveratrolo potrebbe avere effetti protettivi sul cervello e sulla salute neurologica, rallentando il declino cognitivo associato all’invecchiamento;
Riduzione del rischio di diabete: consumare uva può migliorare la regolazione degli zuccheri nel sangue e ridurre la resistenza all’insulina, diminuendo potenzialmente il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2;
Salute della pelle: gli antiossidanti possono proteggere la pelle dai danni dei radicali liberi e dai danni UV, contribuendo a mantenere la pelle giovane e sana;
Supporto digestivo: può aiutare a regolare la digestione grazie al suo contenuto di fibre e acqua;
Protezione contro il cancro: alcuni studi suggeriscono che i composti presenti possono avere proprietà anticancerogene, in particolare contro il cancro al colon e al seno;
Benefici per le ossa: è una buona fonte di minerali come il potassio, il calcio e il magnesio, che sono importanti per la salute ossea;
Idratazione: data l’alta percentuale di acqua, contribuisce all’idratazione del corpo.
È importante notare che, mentre l’uva offre molti benefici per la salute, dovrebbe essere consumata con moderazione, specialmente nelle sue forme trasformate come il vino o l’uvetta, che possono contenere zuccheri ed essere caloriche.

Le controindicazioni

L’uva è un frutto delizioso e ricco di nutrienti, ma come per tutti gli alimenti, ci sono alcune controindicazioni da tenere a mente:

Zuccheri: la naturale dolcezza deriva dagli zuccheri. Se consumata in eccesso, può influenzare i livelli di zuccheri nel sangue, risultando problematica per persone con diabete o resistenza all’insulina;
Allergie: anche se raramente, alcune persone potrebbero essere allergiche all’uva o ai composti in essa contenuti, manifestando sintomi come eruzioni cutanee, prurito o difficoltà respiratorie;
Interazione con farmaci: il resveratrolo può interagire con alcuni farmaci, alterando la loro efficacia o il modo in cui vengono metabolizzati;
Pesticidi: se non biologica potrebbe contenere residui di pesticidi. Per ridurre l’esposizione, è consigliabile lavarla accuratamente o scegliere varietà biologiche;
Rischio soffocamento: se intera può rappresentare rischio di soffocamento, soprattutto per i bambini. È consigliabile tagliare i chicchi prima di darli ai più piccoli;
Contenuto calorico: pur essendo nutriente, l’uva è calorica. Un consumo eccessivo potrebbe contribuire all’aumento di peso;
Problemi gastrointestinali: un eccessivo consumo di uva, in particolare uva passa, può causare diarrea o disturbi digestivi in alcune persone.
Considerare queste controindicazioni aiuta a consumare l’uva in modo responsabile e adatto al proprio benessere individuale.

Valori nutrizionali e calorie dell’uva

L’uva, come molti frutti, è principalmente composta da acqua, ma contiene anche una varietà di nutrienti essenziali. Ecco una panoramica approssimativa dei valori nutrizionali (100 grammi di uva fresca):

Calorie: circa 69
Carboidrati: 18 grammiDi cui zuccheri: 16 grammi
Proteine: 0,7 grammi
Grassi: 0,2 grammi
Fibre: 0,9 grammi
Vitamina C: circa il 10% del fabbisogno giornaliero raccomandato
Vitamina K: circa il 18% del fabbisogno giornaliero raccomandato
Potassio: circa il 5% del fabbisogno giornaliero raccomandato
Calcio: 10 mg
Magnesio: 7 mg
Ferro: 0,4 mg
È importante sottolineare che questi valori possono variare in base alla varietà di uva e alle condizioni di coltivazione.

In copertina zibibbo di Pantelleria

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Padre Serafino Maria Gozzo: il biblista, storico e custode della memoria di Solarino e della Sicilia

Laura Liistro

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In un mondo che corre veloce, rischiamo di dimenticare chi ha saputo unire ricerca, fede e amore per la propria terra. Padre Serafino Maria (Paolo) Gozzo OFM, biblista e storico, è una di queste figure: ricordarlo significa custodire la memoria, l’identità e la storia di una comunità che lui ha contribuito a valorizzare.
Frate minore dell’Ordine dei Francescani, padre Serafino Gozzo rappresenta una delle personalità intellettuali più autorevoli e complete che Solarino abbia espresso nel Novecento. Biblista di fama, studioso paolino, docente universitario e instancabile ricercatore di storia patria, seppe coniugare il rigore scientifico internazionale con un amore profondo e mai reciso per la sua terra natale: San Paolo Solarino.

Il biblista e il “primo lettore” delle Sacre Scritture

Padre Gozzo fu primo lettore di Sacre Scritture e docente di scienze bibliche presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma, incarico riservato a studiosi di altissimo profilo accademico. La sua attività scientifica lo portò a confrontarsi direttamente con le lingue originali dei testi sacri, in particolare l’aramaico, distinguendosi come uno dei biblisti italiani più competenti negli studi paolini.
Il suo lavoro di traduzione e interpretazione delle Sacre Scritture non fu mai un esercizio puramente filologico: egli concepiva la Bibbia come testo vivo, storicamente radicato e capace di dialogare con le comunità e i territori che ne avevano custodito la memoria.
Da qui nacque il suo interesse per il rapporto tra l’apostolo Paolo, la Sicilia e, in modo particolare, il territorio solarinese.

Lo storico di Solarino “per eccellenza”

Accanto alla carriera accademica internazionale, padre Serafino Maria Gozzo dedicò energie straordinarie allo studio delle origini storiche, religiose e culturali di Solarino, tanto da essere considerato lo storico per eccellenza del territorio e il pioniere degli studi sistematici sulla sua identità.

La sua opera più significativa in questo ambito resta:

P. Serafino M. (Paolo) Gozzo OFM, L’Apostolo Paolo nella tradizione, nell’archeologia e nel culto del Comune e della Chiesa di San Paolo Solarino
(Testo custodito alla Biblioteca Antonianum di Roma e alla Biblioteca Francescana di Palermo)

Per l’ampiezza delle fonti analizzate, per il metodo adottato e per l’originalità dell’impostazione “Comune-Chiesa”, questo lavoro costituisce ancora oggi la base imprescindibile di ogni ricerca seria sulle origini, l’identità e lo sviluppo storico di San Paolo Solarino.

Tradizione paolina e scavi del 1978

Particolare rilievo assume il lavoro di padre Gozzo sulla vetus traditio della sosta di San Paolo nell’agro solarinese, in prossimità dell’attuale Pozzo della Chiesa.
Pur riconoscendo con rigore scientifico che le fonti bibliche attestano con certezza solo la permanenza dell’Apostolo a Siracusa, egli valorizzò il significato culturale e identitario di questa tradizione per la comunità locale.
Il suo impegno trovò ulteriore fondamento nei risultati degli scavi archeologici del 1978, condotti anche in collaborazione con l’Università di Catania, che restituirono un’area considerata oggi specchio dell’identità storica e popolare della comunità solarinese.
In prossimità del sito era stata collocata una targa commemorativa, oggi non più presente, dedicata allo studioso come “studioso paolino vaticanista”.

Impegno civile e difesa del nome storico

Negli anni Ottanta padre Gozzo si fece promotore di un’iniziativa popolare volta a ristabilire il nome originario del paese: San Paolo Solarino. Considerava “Solarino” un falso storico, capace di cancellare la vera radice cristiana della comunità.
La petizione, corredata da oltre duemila firme, purtroppo rimase senza esito, ma resta testimonianza significativa del suo impegno civile e del desiderio di restituire verità storica e dignità identitaria.

Relazioni spirituali e intellettuali

Padre Gozzo intrattenne rapporti di stima e prossimità con figure di primo piano del cattolicesimo del Novecento, tra cui don Luigi Sturzo, condividendone la sensibilità per la storia e l’impegno civile. Fu inoltre vicino a padre Gabriele Maria Allegra, celebre traduttore della Bibbia in cinese, di cui curò le Memorie pubblicate a Roma nel 1986 e partecipò al processo di beatificazione.
Il suo servizio come assistente ecclesiastico delle ACLI di Roma conferma la sua attenzione al rapporto tra vita religiosa, impegno sociale e formazione civile.

Studi sul Beato Matteo Gallo e viaggi in Terra Santa

Un’altra grande area di ricerca di padre Gozzo fu dedicata al Beato Matteo Gallo Giummarra (1376–1450), vescovo della Diocesi di Agrigento. Consapevole della scarsità di studi critici su questa personalità, Gozzo condusse ricerche sistematiche in archivi e biblioteche di Italia, Francia e Spagna, portando alla pubblicazione di un volume monumentale e documentatissimo.
Le ricerche permisero di ricostruire la vita, i viaggi, l’attività pastorale e l’apostolato del Beato in Spagna e Sicilia, chiarendo la sua figura di religioso, predicatore e araldo del Nome di Gesù.
Particolare rilievo assunsero gli studi sui viaggi in Terra Santa, inseriti nel contesto della presenza francescana nei Luoghi Santi e dei rapporti spirituali e culturali tra Sicilia e Oriente cristiano.
L’opera documenta anche il culto, l’iconografia, le reliquie, i Sermones, le sofferenze dell’ultimo periodo e la glorificazione postuma del Beato, ponendo solide basi scientifiche per il riconoscimento ufficiale della sua santità.

Circa 80 pubblicazioni di dottrina teologica

Oltre agli studi storici e territoriali, padre Gozzo fu autore di circa 80 pubblicazioni di dottrina teologica, molte delle quali tuttora citate in ambito accademico. 
Tra le più significative:
GOZZO S., La dottrina teologica del libro di Isaia, Bibliotheca 11, Ed. Antonianum, Roma 1962.
GOZZO S. M., Disquisitio critico-exegetica in parabolam NT de perfidis vinitoribus, Studia 2, Ed. Antonianum, Roma 1949.
Queste opere testimoniano il rigore filologico, la competenza dottrinale e la profondità spirituale che caratterizzarono tutta la sua carriera.

Padre Serafino Maria Gozzo: custode della memoria

Padre Serafino Maria (Paolo) Gozzo OFM non fu soltanto un biblista o uno storico rigoroso: fu custode della memoria, un intellettuale capace di mettere il sapere al servizio dell’identità di un popolo.
La sua opera dimostra come la storia non sia frutto di opinioni personali o di narrazioni suggestive, ma una disciplina che richiede metodo, competenza, responsabilità e fedeltà alle fonti.
I suoi incarichi accademici, le numerose pubblicazioni sottoposte a verifica critica, l’uso sistematico di archivi, documenti e dati archeologici, insieme al servizio civile e pastorale, conferiscono alla sua ricerca un’autorevolezza che resiste nel tempo.
Padre Gozzo seppe distinguere con onestà intellettuale ciò che è storicamente attestato da ciò che appartiene alla tradizione, valorizzandone il significato identitario senza distorcerne il contesto.
È in questo equilibrio tra scienza e memoria, fede e storia, che si misura la grandezza del suo lascito.
La sua figura resta oggi un riferimento imprescindibile per chi voglia comprendere non solo la storia di San Paolo Solarino, ma anche il significato autentico del fare storia: servire la verità, con umiltà e competenza, a beneficio di una comunità e delle generazioni future.

Laura Liistro

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Cultura

Pantelleria Capitale del Mare, ieri la presentazione in un Aula Consiliare gremita

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“Quando la terra riposa, il pantesco naviga” Michele Cossyro

Ha fatto un grande richiamo la presentazione del progetto di Pantelleria Capitale del Mare, presso gli accoglienti locali dell’Aula Consiliare del Palazzo Municipale.
L’assise ha visto l’intervento di diversi protagonisti dell’ambito riconoscimento.

L’intervento del Sindaco Fabrizio D’Ancona
A fare gli onori di casa e dare inizio all’incontro il primo cittadino, Fabrizio D’Ancona, vestito di un palese compiacimento e soddisfazione nel condividere col il numeroso pubblico che ha gremito la sala: “Benvenuti a questo bellissimo incontro! Stiamo ufficializzando la candidatura dell’Isola di Pantelleria al concorso Capitale del Mare solo adesso perché ci contraddistingue la linea dell’umiltà e del rigore. “Dovevamo prima necessariamente comprendere se il territorio fosse maturo per preparare un progetto del genere.  Potevamo tranquillamente fare i grandi programmi sin dal primo giorno, trasmettendo al mondo che anche Pantelleria si candidava a questo importante progetto. Non l’abbiamo ritenuto opportuno, perché le difficoltà che ci sono su quest’isola sono oggettive e molto importanti. 
“E il primo dei grossi problemi storici di quest’isola è la capacità di aggregazione. Noi abbiamo volutamente dato input alle poche associazioni che sono venute qui in comune a parlare nel tentativo di dire ‘siamo pronti, iniziamo un percorso’, soprattutto mi riferisco alla ProLoco. Esse con grande spirito hanno collaborato e hanno messo su quella che è l’idea importante di questo progetto. E da lì abbiamo cercato di fare un minimo di percorso, di comprensione, dando un input chiaro. 
Il progetto lo si fa solo se è un progetto isolano. Se deve essere il progetto di qualcuno perché deve servire semplicemente per un minimo di visibilità mediatica, assolutamente noi non siamo interessati. Come Ente avevamo grosse difficoltà, per ovvie ragioni che siamo un piccolo comune, creare le condizioni affinché il progetto rispetti le linee guida del Ministero e sia abbondantemente corposo a tal punto magari da essere valutato dalla Commissione e non accantonato semplicemente dopo una brevissima lettura era un imperativo categorico da parte nostra.
Abbiamo trovato delle idee anche abbastanza importanti, idee che prioritariamente arrivano dal gruppo della ProLoco che sapientemente è riuscita ad aggregare molte realtà locali, che hanno avuto finalmente la consapevolezza che dallo stare insieme questa isola può sicuramente crescere.
“Ci sono state molte polemiche rispetto al fatto che noi abbiamo attivato questo percorso con limitatezza, con pacatezza e con riflessione. Per noi era importante fare quello che abbiamo fatto: il progetto è abbastanza importante, ci sono degli spunti che parlano dell’isola che era, dell’isola che è di quella che è l’isola che sarà. 

Pantelleria tra 30 città marinare che si contengono il riconoscimento di Capitale del Mare
“Noi siamo all’interno di un contesto di circa 30 altre città marinare – prosegue il Sindaco – che hanno presentato questo progetto,  è evidente che non siamo insomma certi della nostra vittoria però sicuramente possiamo dire che il nostro progetto non è una paginetta che verrà accantonata ma sarà sicuramente oggetto di una serie di valutazioni perché rispettoso delle linee di guida ministeriali.”

Durante la sessione, è intervenuta la Presidente de L’Albero Azzurro, Angela Rizzo, che fattivamente ha partecipato all’impresa e darà un grande contributo per quanto attiene una parte di sociale. L’associazione ha voluto omaggiare i capofila del progetto con delle creazioni realizzate in ceramica dai sui ragazzi. La particolarità è che in esse viene riportato il logo di Pantelleria Capitale del Mare, realizzato dal M° Michele Cossyro.

Il ViceSindaco Adele Pineda e l’isola di mare
Era altresì presente il ViceSindaco, nonchè Assessore alla Cultura, Adele Pineda, la quale, tra le argomentazioni ed esternazioni empatiche ha detto che, visto che Pantelleria è da sempre vista come un’isola di terra, con questo progetto si può invertire la rotta e dare una nuova delineazione, aggiungendo all’identificazione: isola di mare.

“Entrando oggi in quest’aula consigliare ho pensato subito che bella presenza numerosa che abbiamo oggi una presenza importante, presenza di istituzioni, di associazioni, di cittadini in genere che sono venuti oggi per questa presentazione dell’isola di Pantelleria candidata come Capitale del Mare. Una partecipazione che conferma quanto diceva prima il nostro sindaco: Pantelleria ha trovato la forza, le energie affinché tutto il territorio si unisse e facesse fronte comune per un obiettivo importante, il mare. 
“Vorrei semplicemente aggiungere qualcosa sull’elemento mare, l’elemento che ci circonda, l’elemento che in qualche modo ha plasmato l’isola di Pantelleria e che oggi ci contente appunto di presentare questa nostra candidatura. Il nostro mare in particolare il Mediterraneo è sempre stato crocevia, è sempre stato rappresentato, è sempre un ponte, una strada importante per le comunicazioni dei popoli già in passato, già secoli fa e anche oggi il mare rappresenta un ponte, un elemento che unisce e qualche volta divide, un elemento che ha caratterizzato storie importanti che ci sono state raccontate da autori famosi. Per Pantelleria il mare rappresenta anche la tradizione, si lega anche alla marineria, si lega anche alle nostre famose lance che sono alcune delle protagoniste, non le uniche naturalmente, nel dossier con cui abbiamo presentato la nostra candidatura.
“Ma la candidatura va dalla tradizione allo sport, al sociale, quindi effettivamente ci troviamo dentro questa presentazione tutto ciò che contraddistingue la nostra isola.
“Vinceremo? Non lo so, ci abbiamo provato, ci abbiamo provato in maniera seria grazie al contributo di tutti voi, grazie al contributo della ProLoco, dei nostri uffici,  ma siamo fiduciosi anche in questa sfida.

Marcello Sparacio, l’avvocato dai mille motti. Primo motto: “Noi vinciamo e se non vinciamo arriviamo primi”

Presidente ProLoco Michela Silvia e Avv. Marcello Sparacio

Sarà perchè è avvocato, ma gli aforismi per lui sono pane quotidiano. E ieri, l’avvocato Marcello Sparacio aveva un motto per ogni circostanza. Quello che è diventato un tormento per l’intera conferenza è stato proprio “Noi vinciamo e se non vinciamo, arriviamo primi”.
Sparacio racconta la genesi del progetto: “Per caso, nasce su una chat con Michela Silvia, che il giorno io ho visto che era pubblicato questa Capitale del Mare. L’ho contattata e abbiamo iniziato.” 
“Il primo incontro che abbiamo avuto con il dottor Belvisi avviene a dicembre, in pieno bilancio. Io gli accenno al progetto e lui mi risponde ‘No si farà mai’ . Però abbiamo fatto un patto, mi hanno dato una settimana per presentare in una scheda su come noi vedevamo questo progetto.  E piano piano siamo riusciti anche a concludere.
“Una cosa cui tenevamo è che questo fosse un progetto partecipato: siamo andati prima dal parco, abbiamo contattato la Soprintendenza del Mare, abbiamo contattato la Capitaneria di Porto, e per ultimo il Sindaco D’Ancona. 
“Il dossier è stato concepito come un unico, non solo dal punto di vista formale, esso rappresenta dal punto di vista sostanziale e contenutistico una visione logistica del patrimonio, materiale e immateriale, interconnesso con la sua comunità. 
“E noi volevamo che questo trasparisse comunque nel racconto.  La battuta ‘noi vinciamo, se non vinciamo arriviamo primi’ significa che 
noi partecipiamo a questo premio non per vincere,  ma perché vogliamo avere una guida su quello che può essere il futuro di Pantelleria su questo settore, come parliamo di economia blu, che è tutto ciò che è coinvolgibile, che può essere l’arte, lo sport, i laboratori formativi, che per noi è un aspetto fondamentale, perché è un obiettivo. creare opportunità per i giovani, creare una generazione formata, attraverso corsi di formazione abilitanti per giovani, come una patente nautica, essere un corso di vela, un patentino sub. 
“Quando io ho detto che vinciamo, io mi sono convinto per un motivo, perché tutti i criteri di valutazione che sono in quel banco, sono tutti stati osservati e attenzionati”.

Un grande supporto è stato generosamente dato anche da Don Vito Impellizzeri, che si è collegato telefonicamente direttamente dall’ateneo che presiede a Palermo per un buon auspicio all’intera impresa.

Il logo di Pantelleria Capitale del Mare a cura del M° Cossyro
Altra telefonata dai toni più leggeri è stata fatta al M° Michele Cossyro, autore della mirabile opera del logo che ha spiegato senza tralasciare alcun dettaglio: dal timone, all’onda, alla vela, all’ancora si appalesa una rappresentazione di Pantelleria tra il nostalgico e il futurista, passando per la passione e l’energia che il mare insinua nei panteschi.

In tutto questo grande rilievo è stato dato anche alla Capitaneria di Porto, rappresentata dal suo Comandante Claudio Marrone, al Circolo Velico Isola di Pantelleria, rappresentato dal suo presidente Daniele Alongi e a Mare Vivo, nella persona del Dr. Andrea Biddittu.

Il lavoro burocratico dietro la candidatura, lo spiega Salvatore Belvisi

“La prima fase è esattamente quella che ha descritto Marcello Sparacio, arrivato dai noi nei primi dicembre, in piena chiusura d’anno per quando riguarda le spese e altro. Uno schema a firma di Proloco e Centro Giamporcaro e poi è iniziato un percorso partendo dall’avviso pubblico per chi fosse interessato a partecipare.
“Noi a quel punto abbiamo iniziato un rapporto di collaborazione diritta con la Proloco e con le associazioni che sono riusciti a catalizzare nello studio di Gereon Pilz,  dove insieme alle altre associazioni potevamo valutare il lavoro che si sta facendo dalle direttive, dalle indicazioni, dagli ingerimenti  eccetera eccetera. 
“Da tutto questo, entro i termini previsti, siamo riusciti a presentare la candidatura. Come diceva il sindaco  e come hanno detto pure loro,  il più ottimista di tutta questa situazione è ovviamente Sparacio. 
“L’obiettivo principale è la valorizzazione delle identità storiche e culturali di Pantelleria, alias Cossyra  crocevia tra Italia e Africa. Abbiamo richiamato e inserito all’interno del dossier i borghi marinari, Gadir e Scauri, cercando di valorizzarli considerata la valenza anche turistica rilevante.  Nella zona est e nella zona ovest rappresentano  due poli essenziali  e di attrazione per il turismo.”
“C’è da dire che noi abbiamo anche messo  all’interno delle dossier il tema della sostenibilità: ricordate che su Pantelleria c’è stato un esperimento per l’elettricità derivante dal moto ondoso. Il primo non mi è andato benissimo, ma già esiste un programma, questa volta un po’  più articolato, rispetto allo sviluppo dell’energia alternativa attraverso il moto ondoso.
“C’è anche l’inclusione sociale per i giovani e per la disabilità.
“Abbiamo coinvolto il parco, perché nel parco c’è anche un collegamento con un richiamo  alla storia, e quindi i cosiddetti trasporti  che  avvenivano con l’asino.
“In sintesi, il bello del dossier che è stato presentato nella candidatura, indipendentemente da una vincita se ci sarà o meno, è la capacità che si è riusciti a tirare fuori  per valorizzare degli aspetti di Pantelleria storici e provare a riportarli nell’ambito odierno, sorta di attualizzazione di una memoria storica e di una capacità, sia imprenditoriale  che culturale, che aveva l’isola, per non farla morire.”

Tutte le associazioni:

Pro Loco Pantelleria capofila

Circolo Giamporcaro
Le colline di Loredana
Lega Navale delegazione Pantelleria

Circolo velico
Ass. Barcaioli
Albero azzurro
Circolo culturale Corso Umberto
Albero azzurro
Resilea
Barbacane
La Mulattiera
MareVivo
Astarte
Asp in Punta di piedi
Ass.Pescatori
Green Divers

Enti istituzionali
Fondazione TUSA
Politecnico di Torino

Società private
Nugae S.r.l di Belvisi Francesco

Personalità
Maestro Cossyro
Don Vito Impellizzeri

Il video dell’intera mattinata:

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Referendum 22 e 23 marzo 2026, voto per corrispondenza per italiani all’estero

Marilu Giacalone

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REFERENDUM CONFERMATIVO DEL 22 E 23 MARZO 2026 – VOTO PER CORRISPONDENZA DEI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO ED ISCRITTI ALL’AIRE ED OPZIONE VOTO IN ITALIA

AVVISO

Con decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14/01/2026, è stata fissata, per le giornate del 22 e del 23 marzo 2026, la data del Referendum popolare confermativo Legge Costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025. Per il referendum in oggetto, ai sensi della legge 27 dicembre 2001, n. 459, e del relativo regolamento di attuazione approvato con D.P.R. 2 aprile 2003, n. 104, gli elettori italiani residenti all’estero votano per corrispondenza.

La predetta normativa, nel prevedere la modalità di voto per corrispondenza per tali elettori, fa comunque salva la possibilità di votare in ITALIA, previa apposita e tempestiva opzione, da esercitare eventualmente in occasione di ogni consultazione e valida limitatamente ad essa. al Pertanto, il cittadino italiano iscritto AIRE che opta per il VOTO IN ITALIA, dovrà inviare all’Ufficio Consolare operante nella circoscrizione di residenza, la propria opzione a mezzo del modello allegato presente avviso (reperibile altresì presso il Consolato medesimo o, in via informatica, sul sito dell’Ufficio Consolare di riferimento e sul sito www.esteri.it) compilato in tutte le sue parti e debitamente sottoscritto nonché, accompagnato dalla copia di un documento di identità.

L’eventuale opzione di cui sopra dovrà pervenire all’Ufficio Consolare ENTRO E NON OLTRE il 24 GENNAIO 2026 ed è onere dell’elettore verificare che la propria istanza venga ricevuta da parte dell’Ufficio Consolare medesimo, entro il termine prescritto così come sopra indicato. Si informa altresì che la scelta del voto in Italia può essere revocata con le medesime modalità ed entro gli stessi termini previsti per il suo esercizio e si ricorda infine che l’opzione del voto in Italia è valida solo per la consultazione elettorale per la quale la stessa viene esercitata.

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