Cronaca
Lampedusa, incinta di 8 mesi va due volte al Poliambulatorio: la perdita del bambino il rischio di tutte le gestanti delle Isole Minori
Le testate nazionali e regionali stanno trattando lo sconcertante episodio accorso ad una gestante lampedusana nelle ore scorse e che potrebbe vedere protagonista ciascuna futura mamma delle Isole Minori.
Pare che il diritto alla maternità in certi contesti geografici non sia alla stregua di quelle della terraferma e, pertanto, viene sottovalutato, facendo correre rischi continui alle donne e ai loro nascituri.
Perchè? Per indolenza, per una legge assurda e contestata (la Balduzzi) che ha portato alla chiusura di molti punti nascita in Italia? Forse si pensa che le cose accadano sempre agli altri e a noi non ci toccano più di tanto.
Orbene, oggi ci troviamo a fare cronaca su un fatto che non può rimanere sottaciuto da nessuno e che deve tornare a far alzare la guardia sulla costante precarietà dell’essere partoriente in località isolate e distanti dalla terraferma, raggiungibile solo con mezzi straordinari, se si incappa in una emergenza.
Il fatto
Una donna di Lampedusa era incinta all’ottavo mese, quando qualche piccola complicazione, che ci sta tutta in quel periodo di gravidanza, con condizioni climatiche estreme, si è recata ben due volte presso il Poliambulatorio del capoluogo delle Pelagie.
Ivi, come riporta Meridionews, ” nella prima occasione, alle 9 circa, è stata rassicurata dai medici. Ma dopo un’ora e mezza, la donna ha fatto ritorno nella struttura sanitaria dove è stato accertato che i battiti cardiaci del piccolo erano lenti. Con l’elisoccorso del 118, la donna ha lasciato l’isola alle 13 per essere trasferita all’ospedale Civico di Palermo dove i medici hanno accertato che il piccolo era morto. “
Il soccorso
Dall’inizio dell’anno vi sarebbero stati altri casi simili: bambini che non arrivano a vedere la luce della vita.
La polemica, inoltre sollevata dal coniuge della gestante, che si sta apprestando a presentare denuncia fa riferimento all’uso degli elisoccorsi, specie in caso di sbarchi, per cui ci si deve mettere in coda.
Cronaca
Pantelleria, è morto Battista il Tassista che conquista. Ironia della sorte: un brutto incidente stradale
Ironia della sorte o un colmo dei colmi per un autosta morire, prematuramente per un incidente stradale.
Questo sembrerebbe essere capitato al nostro Battista Greco, c onosciuto come Battista il tassissta che conquista: uno schianto sulla perimetrale all’incrocio con Via Favarotta, stando ad alcune fonti.
Lo conoscevano tutti a Pantelleria, i panteschi e i turisti. Quanti ne ha scorazzati in giro per l’isola con quel suo modo di fare un pò singolare ma sempre simpatico.
Era sempre alla ricerca di nuovi espedienti, occasioni e non si fermava mai con la testa, al punto che ambiva ad organizzare il trasporto per i dializzati. Ma al contempo gli piaceva anche piacere e si agghindava di camicie stirate di fresco e profumi, con quell’incarnato molto scuro.
Ci aveva confidato di volere entrare nel mondo dello spettacolo, dei reality per l’esattezza.
La notizia lascia attonita l’isola anche per le modalità della scomparsa, in un territorio dove i sinistri sono sporadici.
Abbiamo scritto in passato di lui e del suo pulmino, pertanto anche la redazione resta dispiaciuta delle brutte sorti di Battista, li che era il Tassista che conquista.
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Ambiente
Il Parco Nazionale di Pantelleria all’ECOMED di Catania
L’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria ha partecipato alla Fiera ECOMED di Catania, occasione nella quale è stato presentato il libro “I Percorsi Ritrovati” – Cultura e consapevolezza ambientale attraverso la valorizzazione del territorio. Relatori confermati il Dott. Domenico Repetto, Direttore Comunicazione Istituzionale MASE, Italo Cucci, Presidente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, Giuseppe Maurici, Direttore Parco delle Madonie, Domenico Barbuzza, Presidente Parco dei Nebrodi. Moderatore: il giornalista Maurizio Insardà.
L’opera mappa e valorizza oltre 200 itinerari tra parchi nazionali, aree protette e strade rurali storiche del nostro Paese. In un contesto di crescente attenzione alla transizione ecologica, l’incontro ha sottolineato come la riscoperta della viabilità lenta (sentieri, strade bianche e percorsi storici) rappresenti un volano strategico per la tutela della biodiversità e la promozione di un turismo consapevole. Nella sua relazione – ricca anche di contenuti coloristici – Italo Cucci ha ricordato che Pantelleria presenta una rete sentieristica CAI lunga oltre 130 km distribuita dalla costa alle montagne più alte percorribile in buona parte con la Mountain Bike attraversando foreste di pino, lecci e corbezzoli.
L’esperienza cicloturistica permette di passeggiare per paesaggi diversificati e unici grazie alla presenza di oltre 50 coni vulcanici e di numerosi Geositi.
Il Parco ha acquistato 100 e-bike e installato 4 ciclostazioni che consentono alla comunità locale e ai turisti di godersi la natura in maniera ecosostenibile. Ha anche annunciato che presto alcuni sentieri saranno oggetto di lavori di manutenzione per rendere più sicura la frizione congiunta dei trekker e dei ciclisti attraverso adeguamenti del tracciato esistente e della segnaletica specifica.
Salute
Nasce il nuoto in acque libere per salvamento “Sea Rescue Dragon”: la sfida in mare della FISA che rivoluziona il salvataggio in Italia
PULSANO (TA), 17 aprile 2026 – Le acque di Pulsano hanno tenuto a battesimo del Nuoto in Acque Libere per Salvamento “Sea Rescue Dragon”, ideato e realizzato dalla FISA (Federazione Italiana Salvamento Acquatico). L’addestramento, svoltosi il 16 aprile, è il pilastro operativo di un nuovo settore che punta a ridefinire gli standard della sicurezza balneare nel nostro Paese.
La svolta istituzionale e la nuova guida
Il progetto nasce a seguito della nomina del 24 febbraio 2026, quando il Presidente Nazionale FISA, Raffaele Perrotta, ha affidato a Ivan Marrocco l’incarico di Responsabile Nazionale di questo specifico settore. Con la Sea Rescue Dragon, la FISA apre ufficialmente una divisione finora inesistente in Italia, colmando un vuoto fondamentale per la formazione e l’addestramento degli Assistenti Bagnanti.
Perché “Sea Rescue Dragon”?
Questo addestramento è stato progettato come una prova di forza, tecnica e resilienza. Per la FISA, il Nuoto in Acque Libere rappresenta la disciplina base per ogni bagnino, il fondamento su cui si poggiano tutte le altre attività di salvamento.
“Un Assistente Bagnanti deve essere in grado di operare in qualsiasi condizione meteo-marina”, spiegano dalla Federazione. “La Sea Rescue Dragon nasce per addestrare i nostri professionisti ad affrontare il mare aperto, garantendo una prontezza operativa che solo il confronto costante con l’acqua libera può dare.”
Il debutto a Pulsano con la FISA Taranto
A inaugurare questa prima storica sessione è stato il gruppo della FISA Taranto. I partecipanti si sono misurati in un contesto che unisce l’agonismo all’addestramento specifico, portando in acqua quei valori di coraggio e preparazione tecnica che la Federazione promuove su tutto il territorio nazionale.
Un nuovo standard per l’Italia
Con la realizzazione della Sea Rescue Dragon, la FISA lancia un messaggio chiaro: la sicurezza dei bagnanti passa attraverso una formazione continua e specialistica. Sotto la guida di Ivan Marrocco, l’ addestramento e gli eventi di gare diventeranno il punto di riferimento per testare le capacità dei soccorritori italiani, elevando il nuoto di fondo a strumento indispensabile per la salvaguardia della vita umana in mare.
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